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Concernente la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento dell'ambie...

Concernente la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
gli articoli 100 e 235, vista la proposta della Commissione, visto il
parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico
e sociale, considerando che i successivi programmi di azione delle
Comunità europee in materia ambientale mettono in evidenza la
necessita di prevenire e ridurre l’inquinamento dell’ambiente; che in
questo contesto l’amianto è stato posto tra le sostanze
inquinanti di prima categoria, che occorre esaminare per la loro
tossicità e per i loro effetti potenzialmente gravi sulla
salute umana e sull’ambiente; considerando che la direttiva 83/478/CEE
ha inserito nella direttiva 76/769/CEE, modificata da ultimo dalla
direttiva 85/467/CEE, disposizioni che limitano l’immissione sul
mercato e l’uso della crocidolite (amianto blu) e dei prodotti
contenenti fibre di crocidolite ed ha fissato disposizioni particolari
relative all’etichettatura dei prodotti contenenti amianto;
considerando che la direttiva 83/477/CEE ha stabilito disposizioni
sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una
esposizione all’amianto durante il lavoro; considerando che la
direttiva 84/360/CEE ha stabilito disposizioni relative alla lotta
contro l’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti
industriali; considerando che è necessario che gli Stati membri
prendano le misure necessarie per ridurre il più possibile alla
sorgente per eliminare le emissioni di amianto nell’atmosfera, gli
effluenti liquidi di amianto e i rifiuti solidi di amianto;
considerando che è opportuno lasciare un sufficiente periodo di
tempo per l’applicazione di queste misure agli impianti esistenti;
considerando che gli Stati membri dovrebbero avere la
possibilità, nel rispetto delle disposizioni del trattato, di
stabilire disposizioni più severe per proteggere la salute e
l’ambiente; considerando che le differenze tra le disposizioni vigenti
o in fase di modifica negli Stati membri per quanto riguarda la lotta
contro l’inquinamento proveniente da impianti industriali possono
creare condizioni di concorrenza disuguali e avere pertanto una
incidenza diretta sul funzionamento del mercato comune; che occorre
pertanto procedere in questo settore al ravvicinamento delle
legislazioni in virtù dell’articolo 100 del trattato;
considerando che la riduzione dell’inquinamento causato dall’amianto
costituisce un’azione volta a realizzare uno degli obiettivi della
Comunità nel settore della protezione e del miglioramento
dell’ambiente, ma che i poteri specifici richiesti in materia non sono
espressamente previsti dal trattato; che è pertanto necessario
ricorrere anche all’articolo 235 del trattato,HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVAArt. 11. La presente direttiva mira a stabilire misure ed a
completare le disposizioni già in vigore al fine di ridurre e
prevenire l’inquinamento causato dall’amianto nell’interesse della
tutela della salute umana e dell’ambiente. 2. La presente direttiva si
applica fatte salve le disposizioni stabilite dalla direttiva
83/477/CEE. Art. 2Ai sensi della presente direttiva, si intendono per:
1) amianto: i seguenti silicati fibrosi: - crocidolite
(amianto blu), - actinolite, - antofillite, - crisotilo
(amianto di serpentino), - grunerite di amianto (amosite), -
tremolite;2) amianto grezzo: il prodotto risultante dalla prima
frantumazione del minerale d’amianto; 3) utilizzazione
dell’amianto: le attività che comportano la lavorazione
annua di quantitativi superiori a 100 kg di amianto grezzo e che
riguardano: a) la produzione di amianto grezzo a partire dal minerale
di amianto, escluso ogni processo direttamente associato con
l’estrazione del minerale, e/ob) la fabbricazione e la lavorazione
industriale dei prodotti seguenti contenenti amianto grezzo:
l’amianto-cemento o i prodotti a base di amianto-cemento, i prodotti
per frizioni a base di amianto, i filtri di amianto e i tessuti di
amianto, la carta e i cartoni di amianto, i giunti di amianto, i
materiali da imballaggio e da rinforzo a base di amianto, i materiali
di copertura per pavimenti a base di amianto, i materiali di
riempimento a base di amianto; 4) lavorazione dei prodotti
contenenti amianto: le attività che non comportano
l’utilizzazione dell’amianto e che possono immettere nell’ambiente
polveri contenenti amianto; 5) rifiuti: qualsiasi sostanza o
qualsiasi oggetto, quali definiti all’articolo 1 della direttiva
75/442/CEE.Art. 31. Gli Stati membri prendono le misure necessarie
affinché le emissioni di amianto nell’atmosfera, gli effluenti
liquidi di amianto e i rifiuti solidi di amianto siano, per quanto
ragionevolmente fattibile, ridotti alla sorgente e evitati. Nel caso
dell’utilizzazione dell’amianto, tali misure dovrebbero fondarsi
sull’impiego della migliore tecnologia disponibile non comportante
costi eccessivi, inclusi se del caso il riciclo o il trattamento. 2.
Nel caso degli stabilimenti esistenti si applica la disposizione del
paragrafo 1 che impone di avvalersi della migliore tecnologia
disponibile non comportante costi eccessivi per ridurre ed eliminare
le emissioni di amianto nell’atmosfera tenendo conto degli elementi
dell’articolo 13 della direttiva 84/360/CEE. Art. 4 1. Fatte salve le
disposizioni dell’articolo 3 gli Stati membri prendono le misure
necessarie affinché durante l’utilizzazione dell’amianto la
concentrazione di amianto negli scarichi emessi nell’atmosfera
attraverso i condotti di scarico non superi il valore limite di 0,1
mg/m³ (milligrammi di amianto per m³ di aria emessa). 2. Gli
Stati membri possono esonerare dall’obbligo di cui al paragrafo 1 gli
impianti che emettono complessivamente un quantitativo di scarichi
gassosi inferiore a 5.000 m³/ora, qualora gli scarichi di amianto
nell’atmosfera non siano superiori a 0,5 g all’ora in qualsiasi
momento in condizioni normali di funzionamento dell’impianto. Quando
si applica tale esonero, le competenti autorità degli Stati
membri prendono le misure idonee per far sì che non vengano
superati i valori di cui al primo comma. Art. 5 Gli Stati membri
prendono le misure necessarie affinché: a) tutti gli effluenti
liquidi provenienti della fabbricazione di amianto-cemento siano
riciclati. Qualora tale riciclo non sia economicamente realizzabile,
gli Stati membri prendono le misure necessarie per far sì che
l’eliminazione di rifiuti liquidi contenenti amianto non provochi
inquinamento dell’ambiente idrico e di altri settori, in particolare
l’atmosfera. A tal fine: – si applica il valore limite di 30 g di
materia totale in sospensione per m³ di effluente liquido
scaricato; – per ciascun impianto in questione, le competenti
autorità degli Stati membri fissano il volume di scarichi
nell’acqua o il quantitativo totale di materia in sospensione
scaricata per tonnellata di prodotto, tenendo presente la situazione
specifica dell’impianto. Questi limiti si applicano al punto in cui le
acque residue escono dallo stabilimento industriale; b) nella
produzione di carta o cartone di amianto sia realizzato il riciclo
integrale degli effluenti liquidi. Tuttavia lo scarico degli effluenti
liquidi contenenti non più di 30 g di materia in sospensione
per m³ d’acqua può essere autorizzato durante le normali
operazioni di pulizia o manutenzione dello stabilimento. Art. 6 1. Gli
Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché siano
misurati a intervalli regolari le emissioni nell’atmosfera e gli
scarichi di effluenti liquidi provenienti da impianti a cui si
applicano i valori limite di cui agli articoli 4 e 5. 2. Per il
controllo del rispetto dei valori limite di cui agli articoli 4 e 5,
le procedure e i metodi di prelievo e di analisi utilizzati saranno
conformi a quelli descritti nell’allegato o a qualsiasi altra
procedura e metodo che fornisca risultati equivalenti. 3. Gli Stati
membri notificano alla Commissione le procedure ed i metodi da essi
applicati insieme alle informazioni necessarie per valutare la
pertinenza di tali procedure e metodi. Sulla scorta di tali
informazioni, la Commissione verifica l’equivalenza delle diverse
procedure e dei diversi metodi e ne riferisce al Consiglio cinque anni
dopo la notifica della presente direttiva. Art. 7 Gli Stati membri
prendono le misure necessarie affinché: – le attività
connesse alla lavorazione dei prodotti contenenti amianto non causino
un rilevante inquinamento dell’ambiente dovuto a fibre o polvere di
amianto; – le attività di demolizione di edifici, strutture e
attrezzature contenenti amianto, nonché la rimozione da essi di
amianto o di materiali contenenti amianto, le quali comportano la
dispersione di fibre o polvere di amianto, non provochino un rilevante
inquinamento dell’ambiente; a tal fine devono garantire che il piano
di lavoro previsto all’articolo 12 della direttiva 83/477/CEE preveda
l’applicazione di tutte le misure di prevenzione necessarie a tal
fine. Art. 8 Fatta salva la direttiva 78/319/CEE, modificata da ultimo
dall’atto di adesione del 1985, gli Stati membri prendono le misure
necessarie affinché: – nel corso del trasporto e del deposito
di rifiuti contenenti fibre o polveri di amianto, sia evitata la
dispersione di tali fibre o polveri nell’atmosfera, nonché
perdite liquide che possono contenere fibre di amianto; – quando sono
scaricati rifiuti contenenti fibre o polveri di amianto in discariche
autorizzate a tal fine, detti rifiuti siano adeguatamente trattati,
imballati o ricoperti, tenendo conto delle condizioni locali, per
evitare la dispersione nell’ambiente di particell…

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