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Concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli...

Concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
gli articoli 100 e 235,vista la proposta della Commissione, visto il
parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico
e sociale, considerando che i programmi d’azione delle Comunità
europee in materia ambientale del 1973, del 1983 sottolineano
l’importanza della prevenzione e della riduzione dell’inquinamento
atmosferico;considerando in particolare che il programma d’azione del
1973 come pure quello del 1977 prevedono, oltre ad una valutazione
obiettivi dei rischi che l’inquinamento atmosferico presenta per la
salute umana e per l’ambiente, anche la definizione di obiettivi di
qualità e la fissazione di norme di qualità,
specialmente per un certo numero di inquinanti dell’aria considerati
come i più pericolosi; considerando che il Consiglio ha
già adottato varie direttive in applicazione di tali programmi;
considerando che con la decisione 81/462/CEE la Comunità
è divenuta parte della convenzione sull’inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza; considerando che il
programma d’azione 1983, i cui orientamenti generali sono stati
approvati dal Consiglio europee e dai rappresentanti degli Stati
membri riuniti in sede di Consiglio, prevede che la Commissione
prosegua gli sforzi per stabilire norme di qualità dell’aria e
che sarà opportuno orientarsi eventualmente verso norme di
emissione per determinati tipi di fonti; considerando che in tutti
Stati membri esistono disposizione legislative, regolamentari ed
amministrative per lottare contro l’inquinamento atmosferico provocato
da impianti industriali fissi e che in diversi Stati membri è
in atto una modifica delle disposizioni vigenti; considerando che la
disparità tra le disposizioni vigenti o in corso di modifica
nei vari Stati membri per quel che riguarda la lotta contro
l’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali
può determinare condizione di concorrenza ineguali e incidere
quindi direttamente sul funzionamento del mercato comune; che occorre
perciò procedere in questo campo al ravvicinamento delle
legislazioni previsto all’articolo 100 del trattato; considerando che
uno dei principali compiti della Comunità è quello di
promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche
nell’insieme della Comunità e un’espansione continua ed
equilibrata, compiti che non si possono concepire senza una lotta
contro l’inquinamento e le perturbazioni né senza il
miglioramento della qualità della vita e della protezione
dell’ambiente; considerando che è auspicabile e necessario che
la Comunità contribuisca ad accrescere l’efficacia della lotta
condotta dagli Stati membri contro l’inquinamento atmosferico
provocato da impianti industriali fissi; considerando che a tal fine
è necessario introdurre taluni principi volti a disciplinare
l’attuazione di un insieme di misure e di procedure intese a prevenire
e a ridurre, all’interno della Comunità, l’inquinamento
atmosferico provocato dagli impianti industriali; considerando che
l’introduzione di questi principi a livello comunitario non può
essere che graduale, vista la complessità delle situazione e
dei principi essenziali su cui si basano le varie politiche nazionali;
considerando che è opportuno stabilire in un primo tempo un
quadro generale, che permetta agli Stati membri di adeguare, se
necessario, le disposizione in essi vigenti ai principi comunitari;
considerando che è pertanto necessario che gli Stati membri
introducano un sistema che sottoponga ad un’autorizzazione preventiva
l’esercizio e la modifica sostanziale degli impianti industriali fissi
che possono provocare un inquinamento atmosferico; considerando,
d’altra parte che le amministrazioni nazionali competenti potranno
rilasciare l’autorizzazione soltanto qualora sussistano determinate
condizioni, qualora siano prese tutte le misure di prevenzione
appropriate e l’esercizio dell’impianto non provochi un grado
significativo d’inquinamento atmosferico; considerando che per le zone
particolarmente inquinate e per le zone da proteggere in modo
particolare devono poter essere adottate disposizione specifiche;
considerando che le norme applicabili in materia di procedura per il
rilascio delle autorizzazioni e per la determinazione delle emissioni
devono rispondere a talune esigenze;considerando che le
autorità competenti devono esaminare se sia necessario imporre,
in determinati casi, condizioni supplementari che però non
comportino costi eccessivi per l’impresa interessata; considerando che
occorre che le disposizioni adottate conformemente alla presente
direttiva siano applicate gradualmente agli impianti esistenti e
tengano conto delle caratteristiche tecniche e delle conseguenze
economiche;considerando che, per agevolare l’attuazione delle misure
intese a prevenire e a ridurre l’inquinamento atmosferico,
nonché lo sviluppo della tecnologia di prevenzione, occorre
prevedere una cooperazione tra gli Stati membri tra loro e con la
CommissioneHA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Art. 1Oggetto della
presente direttiva è prevedere misure e procedure supplementari
intese a prevenire o a ridurre, all’interno della Comunità,
l’inquinamento atmosferico provocato da impianti industriali, in
particolare da quelli che rientrano nelle categorie di cui
all’allegato I. Art. 2Agli effetti della presente direttiva si intende
per: 1. Inquinamento atmosferico: l’immissione diretta o indiretta
nell’atmosfera, ad opera dell’uomo, di sostanze o di energia aventi
un’azione nociva tale da mettere in pericolo la salute umana,
danneggiare le risorse biologiche e gli ecosistemi, deteriorare i beni
materiali e compromettere o pregiudicare le attività ricreative
e gli altri usi legittimi dell’ambiente. 2. Impianto: lo stabilimento
o altro impianto fisso che serva per usi industriali o di pubblica
utilità e possa provocare inquinamento atmosferico. 3. Impianto
esistente: un impianti che sia in funzionamento o sia costruito o
autorizzato prima de 1° luglio 1987. 4. Valore limite di
qualità dell’aria: la concentrazione di sostanze inquinanti
nell’aria in un dato intervallo di tempo, che non deve essere
superata. 5. Valore limite delle emissioni: la concentrazione e/o la
massa di sostanze inquinanti nelle emissioni degli impianti in un dato
intervallo di tempo, che non devono essere superate. Art. 31. Gli
Stati membri prendono le misure necessarie affinché l’esercizio
degli impianti che rientrano nelle categorie di cui all’allegato I sia
soggetto all’obbligo di un’autorizzazione preliminare rilasciata dalle
autorità competenti. Già al momento della progettazione
degli impianti si deve tener conto della necessità che essi
rispondano ai requisiti stabiliti per tale autorizzazione. 2.
L’autorizzazione è inoltre richiesta nel caso di una modifica
sostanziale di tutti gli impianti che rientrano nelle categorie di cui
all’allegato I o che dovessero rientrare in queste categorie, a
seguito di una modifica. 3. Gli Stati membri possono assoggettare
altre categorie di impianti all’obbligo di un’autorizzazione
preliminare o, qualora sia previsto dalle disposizioni nazionali,
all’obbligo di una dichiarazione preliminare. Art. 4Fatti salvi
obblighi previsti dalle disposizioni nazionali e comunitarie aventi
obiettivi diversi da quello della presente direttiva l’autorizzazione
può essere rilasciata soltanto qualora l’autorità
competente si sia assicurata che: 1. siano state prese tutte le misure
appropriate di prevenzione dell’inquinamento atmosferico, compresa
l’utilizzazione della migliore tecnologia disponibile, sempre che
l’applicazione di tali misure non comporti costi eccessivi; 2.
l’utilizzazione dell’impianto non generi un inquinamento atmosferico
rilevante, in particolare con l’emissione di sostanze elencate
nell’allegato II; 3. non vengano superati i valori limite di emissione
applicabili; 4. siano stati presi in considerazione tutti i valori
limite di qualità dell’aria applicabili. Art. 5.Gli Stati
membri possono: – determinare le zone particolarmente inquinate per le
quali possono essere fissati valori limite d’emissione più
rigorosi di quelli previsti all’articolo 4; – determinare le zone da
proteggere in modo particolare per le quali possono essere fissati
valori limite di qualità dell’aria e delle emissioni più
rigorosi di quelli previsti all’articolo 4; – decidere che all’interno
delle zone summenzionate possono essere costruiti o fatti funzionare
impianti di determinate categorie previste all’allegato I soltanto
nell’osservanza di condizioni particolari. Art. 6La richiesta di
autorizzazione comprende una descrizione dell’impianto con le
indicazioni necessarie per la decisione di rilascio
dell’autorizzazione conformemente agli articoli 3 e 4. Art. 7Fatte
salve le disposizioni applicabili in materia di segreto commerciale,
gli Stati membri procedono a scambi di informazioni tra loro e con la
Commissione sulle esperienze e sulle cognizioni acquisite per quel che
riguarda le misure intese a prevenire e a ridurre l’inquinamento
atmosferico, i procedimenti e le apparecchiature tecniche,
nonché i valori limite di qualità dell’aria e delle
emissioni. Art. 81. Il Consiglio, deliberando all’unanimità su
proposta della Commissione, fissa, se necessario, valori limite di
emissione, fondati sulla migliore tecnologia disponibile, non
comportante costi eccessivi, e tiene conto, a tal fine, della natura,
delle quantità e della nocivit…

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