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Norme sull'esplorazione e la coltivazione delle risorse minerali dei f...

Norme sull'esplorazione e la coltivazione delle risorse minerali dei fondi marini
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPROMULGAla seguente legge:Art.
1FiniLa presente legge disciplina le attività di esplorazione e
di coltivazione delle risorse minerali dei fondi marini da parte di
cittadini o enti italiani o società aventi sede in Italia,
denominati nei successivi articoli "nazionali italiani".La
disciplina prevista nella presente legge mira a realizzare una
gestione razionale delle risorse minerali dei fondi marini. Essa ha
carattere transitorio in vista dell’entrata in vigore per l’Italia di
una convenzione internazionale relativa alla medesima materia conclusa
nell’ambito della terza conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del
mare.Art. 2DefinizioniAi fini della presente legge si intende per:
"fondi marini", il fondo ed il sottofondo marini situati al
di là delle zone sottoposte, in conformità al diritto
internazionale, alla giurisdizione nazionale degli Stati
costieri;"prospezione", la ricognizione generale dei fondi
marini effettuata su vaste superfici e destinata a raccogliere,
specialmente attraverso il prelevamento di campioni, le indicazioni
necessarie per localizzare i depositi delle risorse
minerali;"esplorazione", la ricognizione dettagliata,
eseguita con mezzi tecnici e finanziari di rilievo, di una superficie
determinata dei fondi marini allo scopo di accertare i depositi
minerari economicamente coltivabili e di stabilire le modalità
tecniche e le condizioni di coltivazione. Nell’attività
esplorativa rientra anche il prelevamento di campioni e l’estrazione
di risorse minerali in quantità sufficienti per svolgere le
sperimentazioni preliminari alla
coltivazione;"coltivazione", l’estrazione delle risorse
minerali a fini economici.Art. 3Obbligo dei permessi di esplorazione e
di coltivazione ed osservanza di norme internazionaliLe
attività di esplorazione e di coltivazione delle risorse
minerali dei fondi marini da parte di nazionali italiani sono soggette
a permesso rilasciato dal Governo italiano ai sensi della presente
legge o a permesso rilasciato da uno Stato che assicuri la
reciprocità ai sensi del successivo articolo 16.Il permesso
conferisce al suo titolare il diritto esclusivo di condurre
attività di esplorazione ovvero di coltivazione su un’area
determinata dei fondi marini e non implica rivendicazione né
esercizio di sovranità o di diritti sovrani su una parte
qualsiasi dei fondi stessi.Le attività consentite con i
permessi di cui al primo comma debbono conformarsi ai princìpi
di diritto internazionale ed alle convenzioni in materia di:a) uso
dell’alto mare, con particolare riguardo alle libertà di
navigazione, di ricerca scientifica e di pesca;b) protezione e
preservazione dell’ambiente marino;c) sicurezza e salvaguardia della
vita umana in mare.È’ vietata ai nazionali italiani ogni
condotta indebitamente interferente sulle attività svolte in
base ad un permesso rilasciato ai sensi della presente legge o da uno
Stato che assicuri la reciprocità.Art. 4ProspezioneLa
prospezione non richiede permessi. Essa però non può
svolgersi in aree già oggetto di permessi di esplorazione o di
coltivazione qualora tenda al reperimento delle stesse risorse per cui
i permessi di esplorazione o di coltivazione sono stati
rilasciati.Art. 5Permessi rilasciati da Stati che assicurano la
reciprocitàI nazionali italiani che domandano a Stati che
assicurano la reciprocità ai sensi dell’articolo 16 permessi di
esplorazione o di coltivazione sono tenuti a chiedere
contemporaneamente al Ministero dell’industria, commercio e
artigianato la registrazione della relativa domanda.Le attività
svolte sono riconosciute ad ogni fine utile a far tempo dalla
richiesta di registrazione o da una data anteriore qualora questa sia
stata riconosciuta dallo Stato estero.Art. 6Partecipazione di
nazionali in enti stranieriL’obbligo di registrazione di cui
all’articolo precedente vale anche per i nazionali italiani che
detengano una partecipazione rilevante, diretta o indiretta, in
società, associazioni od altri enti stranieri.Le
attività svolte in relazione alla partecipazione di cui al
precedente comma sono riconosciute ad ogni fine utile a far tempo
dalla richiesta di registrazione o da una data anteriore qualora
questa sia stata riconosciuta alla società, associazione od
ente dallo Stato estero.Art. 7Rilascio dei permessiI permessi di
esplorazione e di coltivazione sono rilasciati dal Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro degli affari esteri e con il Ministro della marina
mercantile, previa approvazione dei programmi di lavoro, sentito il
comitato tecnico consultivo per i fondi marini di cui all’articolo 17
su tutti gli aspetti tecnici e finanziari relativi ai programmi
stessi.I permessi possono essere negati quando il Ministro degli
affari esteri ritenga che il loro rilascio possa arrecare grave
nocumento alle relazioni internazionali.Nel rilasciare i permessi si
tiene conto:dell’esigenza che essi nel loro insieme non oltrepassino
una superficie ragionevole tenuto conto degli interessi degli altri
Stati;dell’esigenza di tutelare l’interesse nazionale ai rifornimenti
di materie prime;dell’esigenza di promuovere lo sviluppo delle
tecnologie necessarie per lo sfruttamento razionale dei fondi
marini.Il richiedente dei permessi deve possedere la capacità
tecnica e finanziaria in relazione alle esigenze di esplorazione o di
coltivazione secondo i princìpi ed i fini indicati nella
presente legge.I permessi possono essere intestati a più
nazionali italiani in possesso dei requisiti di cui al precedente
comma, secondo le quote indicate nella domanda di permesso. I
contitolari sono solidalmente tenuti verso la pubblica amministrazione
per gli obblighi attinenti all’esercizio delle attività di
esplorazione ovvero di coltivazione e rispondono parimenti in via
solidale anche nei confronti dei terzi. Tra i contitolari del permesso
deve essere nominato un solo rappresentante comune per i rapporti con
la pubblica amministrazione e con i terzi.Al titolare di un permesso
di esplorazione è data priorità nel rilascio dei
permessi di coltivazione relativi alla stessa area cui il permesso di
esplorazione si riferisce tenuto conto dei risultati della
esplorazione medesima.In caso di concorso di domande per la stessa
zona si tiene conto tra l’altro della razionalità e completezza
del programma di lavoro, delle garanzie offerte per l’esecuzione di
detto programma, con particolare riguardo alle esperienze acquisite
nel settore. Sono considerate domande concorrenti quelle presentate
entro tre mesi dalla registrazione della prima domanda e che si
riferiscano ad aree interferenti con l’area della prima domanda per
più del 30 per cento di tale area.Art. 8Durata dei permessi di
esplorazioneed estensione dell’areaLa durata iniziale del permesso di
esplorazione deve essere tale da consentire la realizzazione del
programma presentato e non può superare 10 anni, prorogabili
per successivi trienni per giustificate esigenze.L’estensione
dell’area oggetto del permesso di esplorazione è stabilita
tenendo conto delle caratteristiche conosciute del sito e del
programma dei lavori.Art. 9Durata dei permessi di coltivazione ed
estensione dell’areaLa durata del permesso di coltivazione deve essere
compatibile con l’economia generale del programma e non può
superare 25 anni, prorogabili per giustificate esigenze.L’estensione
dell’area oggetto del permesso di coltivazione è stabilita in
modo da consentire il razionale sfruttamento delle risorse minerali,
tenuto conto delle caratteristiche del giacimento da coltivare e delle
tecniche disponibili.Art. 10Modifica e revoca dei permessiCon le
modalità di cui all’articolo 7 i permessi possono essere
modificati o revocati qualora sia ritenuto necessario sulla base
dell’evoluzione delle conoscenze tecniche e scientifiche o per motivi
di interesse pubblico o per conformarli alle obbligazioni assunte dal
Governo italiano sul piano internazionale. I permessi possono essere
modificati anche a richiesta del titolare per validi motivi.I permessi
possono altresì essere modificati e revocati, con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto
con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro della marina
mercantile, quando il Ministro degli affari esteri ritenga che la loro
mancata modifica o il loro mantenimento possa recare grave nocumento
alle relazioni internazionali.Art. 11Decadenza dei permessiCon le
modalità di cui all’articolo 7 il titolare del permesso
è dichiarato decaduto, previa contestazione dei motivi e
assegnazione di un congruo termine per le deduzioni dell’interessato,
quando:1) perde i requisiti soggettivi, tecnici e finanziari;2) non
adempie agli obblighi derivanti dalla presente legge o imposti dal
permesso;3) commette infrazioni gravi in materia di sicurezza,
sanità, lavoro e tutela dell’ambiente;4) incorre in una grave
inosservanza dei tempi e delle modalità indicati nel programma
dei lavori;5) cede il permesso senza essere stato regolarmente
autorizzato;6) ritarda per oltre due anni il pagamento delle somme
dovute, in relazione alla coltivazione, ai sensi dell’articolo 15.Art.
12Cessione e rinunciaLa cessione del permesso o di una sua quota
è soggetta alla preventiva autorizzazione del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro degli affari esteri e con il Ministro della marina
mercanti…

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