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Relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l’articolo 100,vista la proposta della Commissione,visto il parere del
Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e
sociale,considerando che il ravvicinamento delle legislazioni
nazionali in materia di responsabilità del produttore per i
danni causati dal carattere difettoso dei suoi prodotti è
necessario perché le disparità esistenti fra tali
legislazioni possono falsare il gioco della concorrenza e pregiudicare
la libera circolazione delle merci all’interno del mercato comune
determinando disparità nel grado di protezione del consumatore
contro i danni causati alla sua salute e ai suoi beni da una prodotto
difettoso;considerando che solo la responsabilità del
produttore, indipendente dalla sua colpa, costituisce un’adeguata
soluzione del problema, specifico di un’epoca caratterizzata dal
progresso tecnologico, di una giusta attribuzione dei rischi inerenti
alla produzione tecnica moderna;considerando che la
responsabilità si applica solo ai beni mobili che sono oggetto
di una produzione industriale; che pertanto occorre escludere da detta
responsabilità i prodotti agricoli e i prodotti della caccia,
salvo che siano stati sottoposti ad una trasformazione di carattere
industriale che possa provocarne un difetto; che la
responsabilità contemplata dalla presente direttiva vale anche
per le cose mobili impiegate nei lavori di costruzione d’immobili o
incorporate a beni immobili;considerando che ai fini della protezione
del consumatore è necessario considerare responsabili tutti i
partecipanti al processo produttivo se il prodotto finito o la parte
componente o la materia prima da essi fornita sono difettosi; che per
lo stesso motivo è necessario che sia impegnata la
responsabilità dell’importatore che introduca prodotti nella
Comunità europea e quella di chiunque si presenti come
produttore apponendo il suo nome, marchio o altro segno distintivo o
fornisca un prodotto il cui produttore non possa essere
identificato;considerando che, se dello stesso danno sono responsabili
più persone, la protezione del consumatore implica che il
danneggiato possa chiedere il risarcimento integrale del danno ad uno
qualsiasi dei responsabili;considerando che per proteggere il
consumatore nella sua integrità fisica e nei suoi beni è
necessario che il carattere difettoso di un prodotto sia determinato
non già in base alla carenza del prodotto dal punto di vista
del suo uso, bensì in base alla mancanza della sicurezza che il
grande pubblico può legittimamente attendersi; che questa
sicurezza è valutata escludendo qualsiasi uso abusivo del
prodotto che nella fattispecie fosse irragionevole;considerando che
una giusta ripartizione dei rischi tra il danneggiato e il produttore
implica che quest’ultimo possa esimersi dalla responsabilità se
prova l’esistenza di alcuni fatti che lo liberano;considerando che la
protezione del consumatore esige che la responsabilità del
produttore non risenta dell’intervento di altre persone che abbiano
contribuito a causare il danno; che tuttavia la colpa concorrente del
danneggiato può essere presa in considerazione per ridurre o
sopprimere tale responsabilità;considerando che la protezione
del consumatore esige il risarcimento dei danni risultanti dalla morte
e dalle lesioni personali nonché il risarcimento dei danni
materiali; che esso deve tuttavia essere limitato agli oggetti per uso
privato o per consumo privato e soggetto a detrazione di una
franchigia di importo fisso, per evitare un eccessivo numero di
controversie; che la direttiva non pregiudica il risarcimento del
pretium doloris e di altri danni morali eventualmente previsto dalla
legge applicabile nella fattispecie;considerando che un termine di
prescrizione uniforme dell’azione di risarcimento è
nell’interesse sia del danneggiato sia del produttore;considerando che
nel corso del tempo i prodotti si deteriorano, le norme di sicurezza
diventano più rigorose e le conoscenze tecnologiche e
scientifiche migliorano; che non sarebbe perciò equo pretendere
che il produttore fosse responsabile, senza limiti di tempo, dei
difetti dei suoi prodotti; che la sua responsabilità deve
quindi estinguersi dopo un periodo di durata ragionevole, lasciando
tuttavia impregiudicate le azioni pendenti;considerando che ai fini di
una efficace protezione del consumatore deve essere esclusa la
possibilità di derogare con clausola contrattuale alla
responsabilità del produttore nei confronti del
danneggiato;considerando che secondo i sistemi giuridici degli Stati
membri il danneggiato può avere diritto al risarcimento in base
alla responsabilità contrattuale o ad un titolo fondato sulla
responsabilità extracontrattuale diverso da quello previsto
dalla presente direttiva; che, nella misura in cui tali disposizioni
perseguono anch’esse l’obiettivo di un’efficace protezione dei
consumatori, esse non devono essere pregiudicate dalla presente
direttiva; che, nella misura in cui una protezione efficace dei
consumatori nel settore dei prodotti farmaceutici sia già
garantita in uno Stato membro anche mediante un regime speciale di
responsabilità, devono ugualmente continuare ad essere
possibili azioni basate su questo regime;considerando che, nella
misura in cui la responsabilità per danni nucleari è
già sottoposta in tutti gli Stati membri ad adeguate
regolamentazioni speciali, è possibile escludere dal campo di
applicazione della presente direttiva danni di tale
natura;considerando che l’esclusione dei prodotti agricoli e dei
prodotti della caccia dal campo d’applicazione della presente
direttiva può essere considerata in taluni Stati membri, tenuto
conto delle esigenze della protezione dei consumatori, come una
ingiustificata restrizione di tale protezione; che deve perciò
essere possibile ad uno Stato membro estendere la
responsabilità a questi prodotti;considerando che per analoghe
ragioni la possibilità ad un produttore di liberarsi dalla
responsabilità se prova che lo stato delle conoscenze
scientifiche e tecniche al momento in cui ha messo il prodotto in
circolazione non permetteva di scoprire l’esistenza del difetto,
può essere considerata in taluni Stati membri come un
restrizione ingiustificata della protezione dei consumatori; che deve
quindi essere possibile ad uno Stato membro mantenere nella sua
legislazione o prescrivere con una nuova legislazione
l’inammissibilità di tale prova liberatoria; che in caso di
nuova legislazione il ricorso a questa deroga deve tuttavia essere
subordinato ad una procedura di statu quo comunitaria per aumentare,
se possibile, in modo uniforme il grado di protezione della
Comunità;considerando che, tenuto conto delle tradizioni
giuridiche della maggior parte degli Stati membri, non è
appropriato stabilire un tetto finanziario alla responsabilità
del produttore, indipendente dalla sua colpa; che tuttavia, nella
misura in cui esistono tradizioni diverse, sembra possibile ammettere
che uno Stato membro possa derogare al principio della
responsabilità illimitata prescrivendo un limite alla
responsabilità globale del produttore per la morte e i danni
personali causati da articoli identici che presentino lo stesso
difetto, a condizione che tale limite sia fissato ad un livello
sufficientemente elevato da garantire un’adeguata protezione dei
consumatori e il corretto funzionamento del mercato
comune;considerando che l’armonizzazione risultante dalla presente
direttiva non può per ora essere totale ma apre la strada verso
una maggiore armonizzazione; che è opportuno quindi che al
Consiglio siano sottoposte ad intervalli regolari relazioni della
Commissione sull’applicazione della presente direttiva, accompagnate
eventualmente da proposte appropriate;considerando che a questo
proposito è particolarmente importante procedere ad un riesame
delle disposizioni della presente direttiva concernenti le deroghe
consentite agli Stati membri, alla scadenza di un periodo
sufficientemente lungo per poter disporre di un’esperienza pratica
sugli effetti di tali deroghe sulla protezione dei consumatori e sul
funzionamento del mercato comune,HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:Art. 1Il produttore è responsabile del danno causato
da un difetto del suo prodotto.Art. 2 Ai fini della presente
direttiva, per ”prodotto“ s’intende ogni bene mobile,
anche se forma parte di un altro bene mobile o immobile. Per
”prodotto“ s’intende anche l’elettricità
(*).————(*) Il testo dell’articolo 2 è stato
così sostituito dall’art. 1 della direttiva 1999/34/CE del 10
maggio 1999.Art. 31. Il termine "produttore" designa il
fabbricante di un prodotto finito, il produttore di una materia prima
o il fabbricante di una parte componente, nonché ogni persona
che, apponendo il proprio nome, marchi marchio o altro segno
distintivo sul prodotto, si presenta come produttore dello stesso.2.
Senza pregiudizio della responsabilità del produttore, chiunque
importi un prodotto nella Comunità europea ai fini della
vendita, della locazione, del "leasing" o di qualsiasi altra
forma di distribuzione nell’ambito della sua attività
commerciale, è considerato produttore del medesimo ai sensi
della presente direttiva ed è responsabile allo stesso titolo
del produttore.3. Quando non può essere individuato …

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