Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

Strutture portanti a cavalletto per argani scorrevoli ...

Strutture portanti a cavalletto per argani scorrevoli
Lettera Circolare

Recentemente l’Ispettorato provinciale del lavoro di Roma,
mediante specifico foglio di prescrizioni, ha diffidato, con
decorrenza immediata, alcune ditte costruttrici e rivenditrici di
“cavalletti per elevatori”, molto diffusi in edilizia, “a non
immettere sul mercato interno, sia mediante vendita o noleggio che
mediante concessione in uso, cavalletti per elevatori … e
attrezzature simili, fin quando gli stessi mezzi non risulteranno
appropriati alle condizioni di impiego, con specifico riferimento alla
fase di avviamento e d’arresto del carico”.
La presa di posizione dell’Ispettorato viene motivata con la
circostanza che gli elevatori a cavalletto, non rappresentano,
generalmente, sufficienti garanzie di stabilità al ribaltamento, com’è
provato da una numerosa serie di infortuni di particolare gravità o
addirittura mortali, cui gli elevatori stessi hanno dato origine.
Sempre secondo l’Ispettorato, i ribaltamenti degli elevatori a
cavalletto sono sostanzialmente riconducibili a due cause:
– zavorraggio insufficiente o non razionalmente eseguito;
– rottura del telaio posteriore del cavalletto in corrispondenza della
saldatura di collegamento della traversa inferiore ai montanti.
Per rendere i cavalletti strutturalmente più appropriati alle
condizioni d’impiego, l’Ispettorato ha prescritto quanto segue:
1 – i cavalletti, in corrispondenza del telaio posteriore, devono
essere “muniti di idonei mezzi, quali cassoni contenitori con chiusura
a serramento, atti ad assicurare un’efficace e sicura sistemazione del
contrappeso” (art. 169, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547);
2 – il supporto anteriore del cavalletto deve essere predisposto “al
fissaggio della fascia d’arresto al piede, la quale deve essere alta
almeno 30 cm” (art. 56, D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164);
3 – la trave portante, su cui scorre il carrello dell’argano, deve
essere predisposta “al bloccaggio dell’argano all’estremità posteriore
della rotaia” (art. 169, D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547).
Le ditte costruttrici, sempre secondo il foglio di prescrizione, dopo
aver predisposto i cavalletti in modo da soddisfare alle precisazioni
stesse, devono farli collaudare “presso il Centro studi e controlli
tecnici dell’ENPI o presso altro laboratorio tecnologico autorizzato”
e successivamente esibire all’Ispettorato la relazione tecnica di
collaudo.
Il Centro studi, in stretta collaborazione con questo servizio,
tenendo presenti le istruzioni CNR-UNI 10021-73 (Strutture di acciaio
per apparecchi di sollevamento – Istruzioni per il calcolo,
l’esecuzione e la manutenzione) e CNR-UNI 10011 (Costruzioni di
acciaio – Istruzioni per il calcolo, la esecuzione e il montaggio), ha
elaborato, per le strutture portanti a cavalletto, una norma di
collaudo.
Detta norma prevede le prove e gli accertamenti seguenti:
1 – prova di carico della struttura portante con carichi applicati
statisticamente;
2 – prova di comportamento o di resistenza alle sollecitazioni
dinamiche della struttura portante;
3 – prova di carico degli attacchi dei contenitori di zavorra;
4 – prova di carico dei carrelli;
5 – prova di flessione sugli elementi di parapetto;
6 – prove per accertare la resistenza meccanica di altri elementi
portanti eventualmente previsti dal costruttore (ad esempio puntoni
per puntellare contro il soffitto la trave portante);
7 – accertamenti concernenti le caratteristiche geometriche e
meccaniche degli elementi essenziali costituenti la struttura
portante.
Le suddette prove sono essenzialmente prove di laboratorio su
prototipi e vengono effettuate presso il Centro studi e controlli
dell’ENPI.
Fino a questo momento soltanto due ditte si sono rivolte ai laboratori
dell’ENPI richiedendo il collaudo delle strutture a cavalletto:
– le officine Piccini di Perugia;
– la società Beta di S. Ilario D’Enza (RE).
Per quanto sopra esposto, in occasione delle verifiche di apparecchi
del genere, i funzionari tecnici dovranno prescrivere, tra l’altro,
anche quanto richiesto con diffida dall’Ispettorato del lavoro
(prescrizioni nn. 1-2-3 surriportate) indistintamente per tutti gli
apparecchi, siano essi nuovi o vecchi.
I tecnici, inoltre, sempre in occasione delle verifiche, faranno
presente alle ditte utenti l’esigenza di rivolgersi, per la fornitura
delle attrezzature e dei dispositivi prescritti (contenitori di
zavorra; attacchi del fermapiede; arresto del carrello) alla ditta
costruttrice dell’argano, in quanto detti accessori devono essere
razionalmente dimensionati ed il loro prototipo deve aver superato
tutte le prove di collaudo sopra elencate.

Chimici.info