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Nota tecnica K 41. Ascensori e montacarichi ...

Nota tecnica K 41. Ascensori e montacarichi
Circolare Ministeriale

Si trasmette l’allegata nota tecnica predisposta in seguito ai
lavori condotti dal gruppo di studio della II Unità funzionale del
Dipartimento centrale omologazione.
Con essa si intende dare risposta ai quesiti posti all’Istituto e
fornire indicazioni in ordine all’applicazione delle norme in vigore
per l’attività di controllo degli ascensori e montacarichi in servizio
privato. AllegatoNota tecnica K 41
D.M. n. 586/1987 e direttiva n. 84/529/CEE relativa agli
apparecchi di sollevamento e di movimentazione e loro elementi
costruttivi
D.M. n. 587/1987 e direttive nn. 84/528/CEE e 86/312/CEE
relative agli ascensori elettrici
Si fa riferimento al supplemento ordinario alla G.U. n. 71 del 25
marzo 1988 in cui sono stati pubblicati il D.M. 28 novembre 1987, n.
586 ed il D.M. 9 dicembre 1987, n. 587.
Come è noto detti decreti riguardano, tra l’altro, apparecchi di
sollevamento e di movimentazione sottoposti al controllo dell’ISPESL;
si ricorda di fornire copia del supplemento di cui sopra ad ogni
addetto al settore, qualora non si sia già provveduto.
In attesa di una circolare interministeriale sull’argomento, si
ritiene utile dare in merito alcune indicazioni di carattere generale
cui seguiranno altre più particolareggiate. 1. D.M. n. 586/1987
e direttiva n. 84/528/CEE
Il D.M. n. 586/1987 fissa le norme di attuazione della direttiva CEE
n. 84/528 concernente le disposizioni europee, di carattere generale,
comuni a tutti i tipi di apparecchi di sollevamento e di
movimentazione, siano essi elettrici, idraulici o azionati da
qualsiasi altro mezzo meccanico, quali gru, ascensori, montacarichi,
carrelli semoventi, ecc. (art. 1 della direttiva).
A tale direttiva, di carattere generale, dovranno seguire direttive
particolari riguardanti le differenti categorie di apparecchi di
sollevamento o di movimentazione e/o di elementi costruttivi degli
apparecchi medesimì.
La direttiva n. 84/528/CEE prevede le seguenti possibili procedure per
attestare che un apparecchio, o un elemento costruttivo, è conforme
alle prescrizioni armonizzate indicate nella direttiva generale e
nelle direttive particolari che lo riguardano (art. 2 della
direttiva):
– “Omologazione CEE” e ”Verifica CEE”, riservate allo Stato;
– “Certificazione CEE e “Controllo CEE” cui provvedono Organismi
autorizzati dallo Stato;
“Omologazione CEE” e “Verifica CEE”, cui provvedono Organismi
autorizzati dallo Stato;
– “Autocertificazione CEE” riservata al costruttore o al suo
mandatario.
Nelle singole direttive particolari sarà precisato, oltre che alle
prescrizioni tecniche e alle modalità di controllo, prova e
funzionamento, a quale delle suddette procedure di attestazione CEE
dovranno essere sottoposte le differenti categorie di apparecchi e/o
elementi costruttivi.
Per quanto riguarda le procedure demandate ad Organismi autorizzati
dallo Stato, il decreto n. 586/1987 stabilisce, tra l’altro, che:
– l’autorizzazione a svolgere l’attività di “Certificazione CEE” ed il
conseguente “Controllo CEE” viene rilasciata con decreto dei Ministeri
dell’industria, della sanità e del lavoro, su istanza da presentare al
Ministero dell’industria cui compete la relativa istruttoria (artt. 3
e 4);
– gli elenchi di tutti gli organismi autorizzati nella Comunità
europea e le successive modifiche sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale a cura del Ministero dell’industria (art. 5);
– gli Organismi autorizzati debbono comunicare alle amministrazioni
competenti il rilascio, il diniego, la sospensione e la revoca della
certificazione CEE (art. 7).
Al riguardo il Ministero dell’industria ha emanato la circolare
allegata dell’11 novembre 1988, n. 161565, pubblicata nella G.U.
n. 269 del 16 novembre 1988. 2. D.M. n. 587/1987 e direttive
nn. 84/529/CEE e 86/312/CEE
Il D.M. n. 587/1987 fissa le norme di attuazione della prima direttiva
particolare emessa dalla CEE sulla materia in argomento, cioè la
direttiva n. 84/529/CEE (allegato III del decreto), modificata dalla
successiva n. 86/312/CEE (allegato IV del decreto), concernente gli
ascensori elettrici così come definiti nell’art. 1, paragrafo 1, della
direttiva stessa.
La direttiva n. 84/259/CEE riporta:
a) nell’allegato I, le prescrizioni tecniche per la costruzione e
l’installazione degli ascensori elettrici definiti nell’art. 1,
paragrafo 1, della direttiva stessa;
b) nell’allegato II, l’elenco degli elementi costruttivi degli
ascensori elettrici di cui sopra sottoposti a “Certificazione CEE” e a
“Controllo CEE”;
c) nell’allegato III, il modello di attestato di certificazione CEE
degli elementi suddetti. 2. a. Regole di sicurezza per la
costruzione e l’installazione degli ascensori elettrici
Il testo completo delle regole (prescrizioni) tecniche per la
costruzione e l’installazione degli ascensori elettrici adottato
dall’Italia in attuazione delle direttive CEE è riportato
nell’allegato I del decreto n. 587/1987 (v. Nota 1).
Tali regole si applicano agli ascensori elettrici di nuova costruzione
definiti nell’art. 1, paragrafo 1, della direttiva n. 84/529/CEE, con
le esclusioni previste nel paragrafo 2 dello stesso articolo e negli
articoli 2 e 3 del decreto n. 587/1987.
Tuttavia, per gli ascensori elettrici in servizio privato rientranti
nel campo di applicazione del decreto è consentita l’installazione
secondo le norme del D.P.R. n. 1497/1963 a condizione che i
relativi progetti, per ottenere l’autorizzazione prima della messa in
servizio, siano presentati alle amministrazioni competenti entro il 9
aprile 1991 (art. 8 del decreto).
Naturalmente gli ascensori elettrici in servizio privato esclusi dal
campo di applicazione del decreto n. 587/1987 restano disciplinati
dalle norme del D.P.R. n. 1497/1963, ove già previsto.
In ogni caso, gli elevatori in servizio privato rientranti nel campo
di applicazione del decreto n. 587/1987, installati ed in esercizio
secondo le norme tecniche del D.P.R. n. 1497/1963 o altre norme
preesistenti, devono, entro il 9 aprile 1992, essere adeguati alle
prescrizioni riportate nell’allegato II del decreto n. 587/1987,
qualora più restrittive delle predette norme preesistenti (artt. 8 e 9
del decreto).
Al riguardo è necessario che nei verbali di controllo venga riportata,
quando occorre, una nota per ricordare l’obbligo di adeguare gli
impianti di cui sopra alle prescrizioni dell’allegato II del D.M. 9
dicembre 1987, n. 587, entro il 9 aprile 1992 (v. Nota 2).
Inoltre, secondo l’art. 5 del decreto n. 587/1987, per gli
elevatori di cui sopra, installati ed in esercizio secondo le norme
preesistenti, non sono ammesse variazioni degli impianti che possano,
in qualsiasi modo, diminuire le condizioni di sicurezza preesistenti
oltre i limiti indicati nell’allegato I del decreto n. 587/1987.
2.b. Certificazione CEE e controllo CEE di elementi costruttivi
degli ascensori elettrici
Gli elementi costruttivi degli ascensori elettrici da installare
secondo le regole di cui all’allegato I del decreto n. 587/1987, e
che figurino nell’allegato II della direttiva n. 84/528/CEE devono
essere sottoposti a “Certificazione CEE” e a “Controllo CEE”
conformemente alla direttiva generale n. 84/529/CEE e al relativo
decreto di recepimento n. 587/1987.
I suddetti elementi costruttivi sono:
– dispositivi di bloccaggio delle porte dei piani;
– limitatori di velocità (cabina e contrappeso);
– paracadute (cabina e contrappeso);
– ammortizzatori (ad accumulazione di energia con ammortizzamento del
movimento di ritorno e ammortizzatori con dissipazione di energia).
Alla certificazione CEE e ai controllo CEE devono provvedere gli
organismi autorizzati secondo le condizioni, le modalità e le
procedure fissate nel decreto n. 586/1987 e nella relativa
direttiva generale n. 84/528/CEE.
in particolare si ricorda che gli organismi autorizzati nella Comunità
europea devono figurare nell’elenco pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale a cura dei Ministero dell’industria. del commercio e
dell’artigianato (art. 5 dei decreto n. 586/1987).
Le prove che devono essere eseguite dagli organismi autorizzati per la
certificazione CEE deisuddetti elementi costruttivi sono riportate
nell’Appendice F dell’allegato I dei decreto n. 587/1987.
2.c. Attestato di certificazione CEE
L’attestato di certificazione CEE è il documento rilasciato
dall’organismo autorizzato a svolgere attività di certificazione CEE
per confermare che il tipo di elemento costruttivo risponde alle
prescrizioni comunitarie di cui all’allegato I del decreto n.
587/1987.
Esso è valido per un periodo di dieci anni e può essere rinnovato, su
richiesta, per periodi di dieci anni.
L’attestato di certificazione CEE deve essere conforme al modello
riportato nell’allegato III della direttiva n. 84/529/CEE.
Il fabbricante che ha ottenuto l’attestato di certificazione CEE di
cui sopra deve, per i prodotti conformi al tipo certificato che
intende commercializzare, apporre sui prodotti stessi il contrassegno
CEE (o marchio CEE di cui alla direttiva generale n. 84/528) e
rilasciare il certificato di conformità CEE secondo il modello
contenuto nell’allegato IV della direttiva generale n. 84/528
(artt. 3 e 4 della direttiva particolare). Note
1) Le regole di cui all’allegato I del decreto sono state ottenute
modificando la norma En 81-1, elaborata dal Comitato europeo di
normalizzazione (CEN) e pubblicata in Italia dall’UNI, come indicato
nell’allegato I della direttiva n. 84/529/CEE, per l’edizione del
1977, e della direttiva n. 86/312/CEE, per l’edizione 1985, e in
base alle opzioni nazionali adottate dall’Italia per i paragrafi
indicati con (N.a), (N.b) e (N.c).
Il Comitato europeo di normalizzazione fornisce interpretazioni per
chiarire lo spirito con cui sono stati predisposti i vari articoli
della norma; le interpretazioni sono emesse con numerazione
progressiva secondo l’ordine cronologico; di tali interpretazioni,
alcune sono state ins…

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