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Trasferimento delle funzioni svolte dall'ENPI e dall'ANCC ...

Trasferimento delle funzioni svolte dall'ENPI e dall'ANCC
Circolare Ministeriale

Con la legge 27 giugno 1981, n. 332, di conversione con
modificazioni del D.L. 30 aprile 1981, n. 169, è stato disposto che
l’effettivo esercizio da parte delle Unità sanitarie locali e
dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro
delle funzioni trasferite dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833,
già svolte dall’Ente nazionale prevenzione infortuni (ENPI),
dall’Associazione nazionale controllo combustione (ANCC) e dagli
Organi centrali (Ispettorato medico) e periferici (Sezioni mediche,
chimiche e servizi antinfortunistici) di questo Ministero, dovrà
operare a partire dal 1° luglio 1981.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con telegramma n. 314 del 1°
luglio 1981, in sede di prima applicazione della legge suddetta e con
carattere di temporaneità, ha stabilito, tra l’altro, che le funzioni
già appartenenti all’ANCC e all’ENPI siano svolte dalla stessa Unità
sanitaria locale, se attivate, ovvero, in attesa della loro
attivazione, dagli Ispettorati del lavoro previe intese con le Regioni
interessate.
In esecuzione, pertanto, delle disposizioni predette, questo Ministero
– avuto riguardo alla disciplina legislativa vigente in materia di
infortuni e di igiene del lavoro ed in particolare alle seguenti
leggi: DD.PP.RR. 27 aprile 1955, n. 547, 19 marzo 1956, nn.
302 e 303, 20 marzo 1956, nn. 320 e 321, 7 gennaio
1956, n. 164, nonché al R.D.L. 9 luglio 1926, n. 1331, e al
D.Lgt. 10 agosto 1945, n. 474, in ordine alle quali rimangono ferme,
fatte salve le competenze speciali di altri Dicasteri, le attribuzioni
di questa Amministrazione, sul piano nazionale e generale, in materia
di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro; considerato,
inoltre, che la legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del
servizio sanitario nazionale ha attribuito alle Regioni e per esse
alle Unità sanitarie locali compiti amministrativi decentrati in
materia di igiene e medicina del lavoro, nonché di prevenzione degli
infortuni sul lavoro e delle malattie professionali (artt. 14, 20, 21
e 22); considerato, altresi, che la stessa legge n. 833/1978 ha
disposto (art. 77) che, con la soppressione dell’ENPI e dell’ANCC, i
compiti e le funzioni svolti dai due enti siano attribuiti ai Comuni
(USL), alle Regioni e agli Organi centrali dello Stato, in relazione
alle attribuzioni di funzioni nella stessa materia, nonché
all’Istituto superiore di prevenzione limitatamente alle funzioni
individuate nel D.P.R. 31 luglio 1980, n. 619, istitutivo di tale
nuovo organismo – ritiene, al fine di assicurare la continuità delle
attività di prevenzione degli infortuni e dell’igiene del lavoro sul
piano generale, sia pure con carattere di transitorietà e contingenza,
in attesa che ci sia attuazione alle previsioni di legge, indicate
nella stessa legge 23 dicembre 1978, n. 833 (artt. 4, 21 e 24), di
dover dare le istruzioni che seguono. Passaggio delle funzioni e
dei compiti dei cessati ENPI e ANCC alle UU.SS.LL., all’Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, nonché agli
Organismi centrali dello Stato (art. 72, L. n. 833/1978) a) Unità
sanitarie locali
Premesso che a norma dell’art. 1, 1° comma, della legge n. 332/1981
citata, l’effettivo esercizio delle funzioni dei cessati FNPI e ANCC e
delle sezioni mediche, chimiche e di protezione antinfortunistica
degli Ispettorati del lavoro deve operare dal 1°luglio 1981, e avuto
riguardo all’indirizzo dato in proposito dalla Presidenza del
Consiglio con il telegramma sopra riportato; considerato che non tutte
le Regioni hanno provveduto alla disciplina di funzionamento delle
Unità sanitarie locali, questo Ministero, in conformità del predetto
indirizzo, ribadisce che la esplicazione delle funzioni in parola da
parte delle UU.SS.LL. può concretarsi o meno a seconda che tali unità
operative siano state attivate o saranno attivate in ordine di tempo.
Se le UU.SS.LL. risultano attivate non vi è dubbio che esse debbono
assumere in sede locale, e nei limiti della propria giurisdizione,
tutte le funzioni in materia di prevenzione e di sicurezza del lavoro
ad esse spettanti a norma degli artt. 14, 20, 21 e 22 della legge n.
833/1978, cui debbono aggiungersi le funzioni già proprie degli Uffici
locali periferici dell’ENPI, dell’ANCC e delle sezioni mediche e
chimiche dell’Ispettorato del lavoro che transitano per effetto degli
artt. 72 e 73 della stessa legge n. 833/1978.
Nel caso che le UU.SS.LL. non fossero attivate, tutti i compiti di cui
sopra dovranno continuare ad essere esplicati dal personale già
dipendente dai servizi periferici dei cessati ENPI e ANCC che
risultavano attributari per la parte di competenza, sotto la
sovrintendenza degli Ispettorati provinciali del lavoro fino a quando
le Regioni non notificheranno agli stessi Ispettorati territorialmente
competenti l’avvenuta attivazione delle proprie Unità sanitarie
locali.
Resta fermo che, in entrambi i casi, tenuta presente l’affermata
competenza di questo Ministero in materia di prevenzione e di
sicurezza del lavoro, di cui si è detto, e considerato che, per il
disposto di cui all’art. 6, lett. m), L. n. 833/1978, “la disciplina
generale del lavoro e della produzione ai fini della prevenzione degli
infortuni sul lavoro e delle malattie professionali” è di competenza
statale, gli Ispettorati del lavoro si dovranno coordinare con le
Regioni per l’applicazione delle norme legislative e regolamentari in
vigore in materia di prevenzione e di sicurezza. b) Istituto
superiore di prevenzione e di sicurezza
In base agli artt. 23 e 72 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
nonché del D.P.R. 31 luglio 1980, n. 619, istitutivo di tale
organismo, le funzioni dell’Istituto di prevenzione e sicurezza si
esplicano essenzialmente nel campo dello studio, ricerca e
sperimentazione precipuamente finalizzati ad offrire consulenza
tecnica alle Amministrazioni dello Stato, alle Regioni e alle Unità
sanitarie locali in materia di prevenzione e di sicurezza del lavoro.
Deve ritenersi, pertanto, che, in considerazione del carattere di
organo consultivo generale in materia di prevenzione e di sicurezza
del lavoro, tale Istituto – tenuto presente che il decreto
presidenziale n. 619/1980 citato non ha specificamente individuato
le attività e le funzioni già proprie dell’ENPI e dell’ANCC, come
richiesto dal 3° comma dell’art. 72 della legge n. 833/1978 –
debba precipuamente esplicare le funzioni di consulenza già svolte dai
servizi centrali dell’ENPI e dell’ANCC.
L’attività dell’Istituto, però, non potrà esplicarsi che nell’ambito
dell’ordinamento di prevenzione esistente fino a che non sarà dato
seguito alla previsione di legge, di cui all’art. 24 della più volte
citata legge 833/78, che, per il mancato esercizio della delega da
parte del Governo, deve ritenersi trasformata in semplice previsione
di legge. c) Organi centrali dello Stato
Relativamente al passaggio delle funzioni ex ENPI e ANCC c’è da dire
che quelle funzioni esplicate rispettivamente per delega
amministrativa delle Amministrazioni centrali (collaudi, controlli,
verifiche, ecc.), o per legge, ritornano alle Amministrazioni centrali
attributarie della materia, essendo venuti a cessare i soggetti
delegati ENPI e ANCC. Ove, comunque, residuassero funzioni non
attribuibili alle UU.SS.LL., nè all’Istituto di prevenzione, come il
controllo sugli ascensori e montacarichi in servizio privato (legge 24
ottobre 1942, n. 1415) o in materia di radiazioni ionizzanti
(D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185), deve ritenersi che le stesse
debbano essere assunte da questa Amministrazione centrale competente
in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza del lavoro,
fino a quando la legge non regolamenterà “ex novo” la materia.

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