Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

Norme per la sicurezza e per la protezione sanitaria dei lavoratori e ...

Norme per la sicurezza e per la protezione sanitaria dei lavoratori e delle popolazioni contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti derivanti dall'impiego pacifico dell'energia nucleare.
Circolare Ministeriale

Nella "Gazzetta Ufficiale" – supplemento ordinario al
n. 95 del 16 aprile 1964 – è stato pubblicato il decreto
Presidenziale n. 185 del 13 febbraio 1964 che approva le "Norme
per la sicurezza degli impianti e per la protezione sanitaria dei
lavoratori e delle popolazioni contro i pericoli delle radiazioni
ionizzanti derivanti dall’impiego pacifico dell’energia
nucleare". Esse – emanate in base alla delega legislativa
concessa al Governo con la L. n. 1860 del 31 dicembre 1962 (art. 14) –
sono entrate in vigore il 17 luglio u.s., eccettuate quelle contenute
nel Capo IX (Protezione sanitaria della popolazione) che entreranno in
vigore il 17 aprile 1965 e salvo ancora la particolare disposizione di
cui all’art. 97 (Esercizio professionale; qualifiche e divieti) la cui
efficacia operativa inizierà ad esplicarsi a partire dal 17
aprile 1967.La suddetta nuova disciplina costituisce indubbiamente un
ulteriore perfezionamento del sistema giuridico-amministrativo
predisposto per combattere gli infortuni e le malattie professionali.
Per questo rispetto essa devesi annoverare quindi tra i provvedimenti
aventi contenuto spiccatamente sociale, i quali corrispondono
altresì all’indirizzo segnato dalla Costituzione per
l’elevazione dei concetti etico-sociali del lavoro. La sua importanza
è pertanto di tutto rilievo e merita di essere particolarmente
evidenziata. Nel contempo si formula l’auspicio che tale disciplina
corrisponda concretamente alle aspettazioni di garanzia e di tutela,
ai fini dell’integrità fisica dei lavoratori e della
popolazione, per i quali è stata concepita.Come si è
rilevato, sul piano propriamente giuridico-amministrativo la predetta
disciplina legislativa tende a risolvere in un unico contesto i
molteplici problemi di ordine tecnico e giuridico che la sempre
maggiore diffusione nelle utilizzazioni a scopi pacifici dell’energia
nucleare, pone; mentre, sul piano sostanziale, consente di disporre di
strumenti adeguati al perseguimento delle finalità di
prevenzione dai rischi a tale impiego connessi.Trattasi ora di
assicurare l’applicazione della disciplina legislativa in oggetto,
oltre che estensivamente, nel senso cioè di assicurare la
completa osservanza della legge, anche tenendo particolarmente conto
l’esigenza di vigilanza su una corretta attuazione, sul piano pratico,
delle misure di protezione stabilite, onde garantire la loro effettiva
efficacia in relazione alle peculiarità insidiose dei rischi
che si combattono.In tale senso l’ausilio dell’azione che codesti
Ispettorati svolgeranno, nell’ambito dell’assolvimento dei nuovi
compiti di vigilanza, sarà tanto più utile quanto
più intenso risulterà il contributo nella ricerca delle
soluzioni più adeguate ai singoli casi di specie, nel rispetto
della duplice esigenza di assicurare l’osservanza della legge,
nonché il raggiungimento, sul piano concreto, delle garanzie
più efficaci per la protezione dei lavoratori.Tutto quanto
sopra premesso, si stima altresì opportuno illustrare
brevemente i presupposti, l’iter formativo ed il contenuto della nuova
disciplina, nel convincimento di contribuire al miglioramento
conoscitivo della complessa materia.L’esigenza della predetta
regolamentazione si impose per le molteplici realtà a
prospettazioni che si offrono all’impiego pacifico dell’energia
nucleare, accentuandosi per la diffusione delle utilizzazioni
particolarmente nel settore industriale e medico-sanitario con
l’impiego di sorgenti di radiazioni e di radioisotopi, nonché
per il ricorso sempre crescente alle tecniche radiologiche. Si
avvertì quindi l’urgenza di predisporre una disciplina che non
ostacolasse l’evoluzione del progresso tecnico per i portati impliciti
di utilità sociale ad essa connessi, ma che tuttavia
consentisse di ridurre al minimo i pericoli che tale progresso
comporta. Ciò in armonia alla Carta Costituzionale la quale
indica in proposito l’esigenza di garantire la salvaguardia della
salute dei singoli componenti la collettività.D’altra parte,
sul piano giuridico-amministrativo il campo delle disposizioni
sussistenti in materia di protezione dell’incolumità dei
lavoratori e della popolazione, per intuibili motivi correlati
soprattutto alla dinamica recente delle molteplici utilizzazioni
dell’energia nucleare, non offriva sicuramente strumenti idonei per
prevenire e combattere organicamente i nuovi pericoli incombenti. E
ciò era evidente dato che molte di dette disposizioni
risultavano di indole diversa da quella che avrebbero dovute avere le
nuove norme, in quanto finalizzate a scopi differenti. Comunque nel
complesso esse offrivano un quadro diseguale, disorganico e
frammentario.Occorre altresì soggiungere che ad accentuare la
già avvertita esigenza della predisposizione di una nuova
regolamentazione, contribuì definitivamente l’adesione
dell’Italia alla Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA),
istituita con l’Accordo di Roma del 25 marzo 1957 e, in particolare,
la natura degli impegni che tale adesione comporta.L’art. 30 del
predetto Accordo prevede la istituzione, nell’ambito della
Comunità, di norme fondamentali relative alla protezione
sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli
derivanti dalle radiazioni ionizzanti. Per "norme
fondamentali", secondo lo stesso Accordo, si intendono:a) le
dosi massime ammissibili con un sufficiente margine di
sicurezza;b) le esposizioni e le contaminazioni massime
ammissibili;c) i principi fondamentali di sorveglianza sanitaria
dei lavoratori.In base alla competenza prevista e seguendo le
procedure fissate, il Consiglio della CEEA, il 2 febbraio 1959,
approvò le Direttive che fissano le "norme fondamentali
relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori
contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti".A
seguito di ciò, gli Stati membri, in base all’art. 33 dello
stesso Accordo, ed attesa la forma di direttive con cui tali norme
fondamentali erano state date, risultavano vincolati circa i risultati
da raggiungere, mentre restava salva la competenza degli Organi
nazionali quanto alla forma e ai mezzi per perseguire tali fini.Se
tutto quanto sopra propone in successione logica i termini della
problematica che determinò i presupposti per la nuova
disciplina, occorre rilevare tuttavia come nel contempo non si
tralasciasse di predisporre le strutture tecnico-amministrative per il
perseguimento delle finalità statuali più sopra
segnalate.Con legge 11 agosto 1960, n. 933, fu a tal fine istituito il
Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare (CNFN) al quale, con la
stessa legge, furono attribuiti compiti di consulenza generale nei
confronti delle Amministrazioni dello Stato; di ricerca nel campo
specifico; nonché di vera e propria amministrazione attiva,
quanto al controllo ed alla vigilanza tecnica sulla costruzione e
sull’esercizio degli impianti nucleari che detto Ente è
chiamato ad esplicare.Intanto la rimeditazione dei diversi profili e
delle diverse prospettazioni dei problemi correlativi all’impiego
dell’energia nucleare, provocò l’interessamento di altri Organi
attivi della P.A., oltre che di questa Amministrazione, che
autonomamente intrapresero e svilupparono iniziative dirette
all’elaborazione di proposte di norme concernenti gli aspetti salienti
dei predetti problemi riguardanti l’ambito delle rispettive sfere di
attribuzioni e competenze.L’endiadi stessa delle proposte
determinò l’esigenza del loro coordinamento che venne affidato
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della
sopravvenuta legge n. 1860 del 31 dicembre 1962 sull’impiego pacifico
dell’energia nucleare, la quale conteneva inoltre (art. 14) apposita
delega legislativa al Potere esecutivo ad emanare "norme per la
sicurezza degli impianti e per la protezione della popolazione e dei
lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti
dovute sia all’esercizio degli impianti, sia alle operazioni comunque
connesse con le materie nucleari, nonché all’impiego di isotopi
radioattivi, in accordo con le direttive di base emanate dalla
Comunità europea per l’energia atomica, con le norme tecniche,
contenute nel manuale dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica
sulla manipolazione degli isotopi radioattivi e con i principi
adottati dalle altre Organizzazioni internazionali al fine di
garantire con la maggiore efficacia la pubblica e privata
incolumità. Nello stesso decreto saranno stabilite le
modalità e la periodicità dei controlli di cui al comma
precedente, nonché le penalità da comunicare per le
infrazioni alle norme protettive in relazione ai vari reati, per i
quali possono essere comminate, distintamente o congiuntamente, le
pene della ammenda non superiore a lire 10 milioni e quelle
dell’arresto non superiore ad un anno.Le dette norme dovranno
prevedere l’indicazione degli Organi competenti per la loro attuazione
ed i loro poteri, nonché l’istituzione di un Organo
interministeriale di coordinamento e di consultazione presso il
Ministero dell’industria e del commercio".La scelta di siffatta
forma dello strumento giuridico risultò condizionata anche
dalla stessa necessità di recepire le "Norme
fondamentali" EURATOM le quali rimettevano agli Stati membri la
determinazione del regime autorizzativo per l’esercizio di determinate
attività comportanti pericoli da radiazioni onizzanti,
indicativamente elencate (art. 2 Norme citate), ovvero la sola
denunzia (notifica) nei casi meno gravi. …

[Continua nel file zip allegato]

Chimici.info