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Prevenzione infortuni nel settore agricolo: macchine mietitiebbiatrici...

Prevenzione infortuni nel settore agricolo: macchine mietitiebbiatrici
Circolare Ministeriale

A seguito di ripetuti interventi della Magistratura per
l’impiego nel settore agricolo di macchinari non sempre conformi alle
vigenti norme di prevenzione unitamente al significativo numero di
infortuni, è stata postulata la necessità di
disciplinare in forma specifica e dettagliata, mediante un
"corpus" di disposizioni tecniche relative alle diverse
macchine, alcune prescrizioni di massima contenute nelle norme di
prevenzione.In particolare, su intervento del Tribunale di Torino,
per quanto attiene alle mietitrebbiatrici, sono stati sollecitati
provvedimenti normativi tecnici per l’adozione di dispositivi di
sicurezza, onde ovviare a peculiari situazioni di pericolo grave. In
conseguenza, questo Ministero, previa consultazione con organismi,
enti e organizzazioni sociali, ha ritenuto di predisporre le seguenti
istruzioni e criteri la cui osservanza costituisce condizione
necessaria a garantire la sicurezza nel campo delle macchine in
oggetto, in relazione agli elementi di rischio posti in particolare
evidenza.Campo di applicazioneLe disposizioni di cui alla presente
circolare, pertanto, sulle quali si è espressa con favorevole
avviso la Commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni,
hanno lo scopo di contribuire alla sicurezza degli utilizzatori delle
mietitrebbiatrici, intendendosi per tali le macchine che eseguono, al
medesimo tempo, le operazioni di mietitura e trebbiatura di frumento,
riso, mais, altri cereali, leguminose e similari.Disposizioni
specifiche1. Scala di accessoL’accesso al posto di guida deve essere
munito di parapetto, corrimano e/o maniglie e gradini piani, tranne
che per il primo gradino, cosicché l’operatore abbia un mezzo
sicuro e conveniente per salire e scendere. Sia il parapetto che i
gradini devono essere parti integranti della macchina e localizzati in
modo opportuno.iL gradino più basso deve essere a non
più di 550 mm. dal suolo. Per le macchine munite di cingoli e/o
autolivellanti il gradino più basso deve essere a non
più di 700 mm. dal suolo.L’intervallo tra gradini non deve
essere superiore a 350 mm. e non essere meno di 200 mm.I gradini
devono essere progettati in modo da garantire sicurezza da contatto
con parti in movimento. Se una parte in moto forma restrizioni o aree
di intrappolamento con i gradini, deve essere previsto un mezzo di
protezione adeguato. I gradini devono avere una superficie
antisdrucciolevole.2. Posto di guida e piattaforma di servizioDevono
essere previsti mezzi per proteggere l’operatore da cadute dall’alto.
La piattaforma del posto di guida e la piattaforma di servizio (se
esiste) devono essere piane, presentare una superficie
antisdrucciolevole, permettere lo scolo dei liquidi ed essere muniti
da ogni lato aperto di parapetto normale con arresto al piede.Non
è necessario il parapetto normale con arresto al piede se la
macchina di per se stessa garantisce una protezione almeno
equivalente.L’apertura di accesso di persone o per il movimento di
materiali deve essere provvista di barriera mobile.3. Dispositivo di
funzionamento della testataDeve essere possibile assicurare il
dispositivo di inserimento e di disinserimento del moto della testata
nella posizione disinserita in modo tale che non sia possibile
reinserirla accidentalmente; occorre escludere i dispositivi che
ritornano alla posizione inserita, automaticamente, quando
rilasciati.4. Protezione di accesso alla coclea convogliatrice da
maisSuperiormente, la testata, per tutta la sua lunghezza, deve essere
provvista di protezione in lamiera o robusta rete a maglie fitte,
leggermente inclinata in avanti, il cui lato superiore disti dall’asse
della coclea almeno 1.000 mm. All’interno la protezione e la parete
sottostante non devono presentare punti di possibile appoggio, e
pertanto devono essere prive di sporgenze o rientranze. Sulle fiancate
la protezione deve essere tale:a) da distanziare i punti di presa fra
tavola e coclea convogliatrice di almeno 850 mm. dal suo bordo;b) da
non presentare punti di appoggio sul bordo e sulla parete interna;c)
qualora sussistano particolari esigenze connesse con la circolazione
stradale, la protezione posteriore può essere realizzata
ribaltabile in avanti, e comunque incernierata in basso.5. Protezione
di accesso alla coclea convogliatrice delle piattaforme di taglio
(mietitrebbiatrici da grano, riso, leguminose e similari)La
piattaforma di taglio deve essere, posteriormente e lateralmente,
munita di protezioni tali da impedire il raggiungimento dei punti di
presa fra tavola e coclea convogliatrice. Le protezioni devono
pertanto essere tali da distanziare gli stessi punti di almeno 1.000
mm. dal loro bordo nella parte superiore, e 580 mm. lateralmente sul
lato a contatto con il prodotto da mietere.Qualora sussistano
particolari esigenze connesse con la circolazione stradale, la
protezione posteriore può essere realizzata ribaltabile in
avanti, e comunque incernierata in basso.Le fiancate esterne dell’aspo
devono essere a parete piena senza parti salienti. Inoltre, con targa
ben visibile e durevole, deve essere posta l’avvertenza per
l’operatore che, in caso di intasamento della coclea, va disinserita o
invertita, a seconda del prodotto in lavorazione e del tipo di
macchina, la trasmissione alla coclea e, su terreno in pendenza, prima
di fermare il motore, portare in posizione piana la
macchina.L’avvertenza va riportata altresì sul libretto di uso
e manutenzione di cui al successivo punto 8.6. Livello sonoroIl
livello sonoro all’orecchio del conducente deve rientrare nei seguenti
limiti: 90 dB (A) misurati nelle condizioni previste al punto 3)
dell’allegato 1; 36 dB (A) misurati nelle condizioni previste al punto
5) dell’allegato 1.L’indicazione di tali valori limite scaturisce dai
livelli sonori stabiliti per i trattori agricoli e forestali a ruote,
in sede CEE, con la direttiva n. 77/311/CEE del 29 marzo 1977; gli
stessi livelli sonori sono stati trasposti per le mietitrebbiatrici
nella considerazione che in assenza di specifica normativa, per via
analogica, dette macchine sono state assimilate per la peculiare
caratteristica sonora ai trattori agricoli.La decorrenza applicativa
di tali valori limite dovrà seguire conseguentemente anche i
tempi di applicazione che saranno stabiliti per i trattori agricoli e
forestali a ruote, in ordine alla direttiva citata, entro il
1981.Comunque, in sede di applicazione immediata possono essere
considerati provvisoriamente accettabili i valori stabiliti dal
Codice della strada e rilevati secondo la metodologia ivi prevista.7.
Protezioni particolari delle trasmissioniLe parti in moto che possono
costituire pericolo devono essere protette secondo le norme specifiche
di cui all’allegato 2.Gli alberi a giunti cardanici, quando sono
normalmente accessibili, devono essere protetti secondo le norme
specifiche di cui all’allegato 3.8. Targhette di avvertimentoSulla
macchina devono essere applicate targhette, durevoli nel tempo,
riportanti norme di comportamento utili ai fin della sicurezza.Con
ogni macchina deve essere consegnato all’utente un libretto di uso e
manutenzione che contenga sufficienti indicazioni sui possibili
pericoli ed istruzioni appropriate per evitarli.9. Certificazione di
conformità del tipoI costruttori prima dell’immissione in
commercio delle macchine possono sottoporre il prototipo delle stesse
a controllo di conformità delle presenti norme presso gli
istituti pubblici specializzati di cui appresso, i quali rilasceranno
all’uopo la relativa certificazione. Ai fini di snellimento
dell’attività di vigilanza l’esibizione da parte dei
costruttori o degli utenti del certificato costituisce una semplice
presunzione di osservanza delle norme di sicurezza.Gli istituti
attualmente in grado di eseguire prove e controlli sono:- Laboratorio
di meccanica agraria del C.N.R. di Torino;- Istituto di ingegneria
agraria dell’Università di Milano;- Istituto di meccanica
agraria dell’Università di Bologna;- Centro studi e
controllo del soppresso ENPl di Monteporzio, Roma.Il C.N.R., le
Università in indirizzo ed il Commissario liquidatore dell’ENPI
ove non ostino particolari ragioni organizzative e tecniche, sono
pregati di dare istruzioni agli istituti collegati per l’assolvimento
dei compiti di cui alle presenti disposizioni.Disposizioni finaliPer
l’adozione dei provvedimenti di propria competenza gli Ispettorati in
indirizzo possono, avvalendosi del potere discrezionale conferito dal
D.P.R. n. 520/1955, in relazione ai singoli punti di non
conformità e alle diverse difficoltà attuative,
concedere i tempi necessari, tenendo presente la data del 31 dicembre
1980 come termine indicativo di riferimento per gli adempimenti
giudicati ragionevolmente gravosi.Allegato 2Tipi particolari di
protezioni1. Le protezioni possono essere classificate come
scudi, coperture e carter e sono rappresentate schematicamente nella
fig. 1.Fig. 12. Costruzione delle protezioni2.1. Le protezioni
devono essere costruite con materiale sufficientemente robusto e
resistente alle condizioni ambientali, mantenere le loro
caratteristiche col freddo, non avere angoli affilati ed appuntiti, e,
qualora siano in posizione tale da poter essere impiegate come
gradino, poter sopportare l’effetto di una massa di 120 kg.2.2. Le
protezioni devono essere bloccate con sistemi che richiedano per
l’apertura l’impiego di attrezzi speciali in dotazione
all’operatore.2.3. Le protezioni possono essere costruite anche con
una rete o maglia saldata o rigida. La dimensione delle aperture
permesse è in funzione della distanza tra la protezione e le
parti in movimento come mostrato nelle figg. 2, 3 e 4 e, nelle reti a
maglia poligonale…

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