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Oli esausti motori a scoppio
Lettera Circolare...

Oli esausti motori a scoppio
Lettera Circolare

L’Unione petrolifera ed alcune società del settore hanno
comunicato a questa Direzione l’esito degli accertamenti svolti dal
Concawe (gruppo internazionale di studio delle Compagnie petrolifere
per la tutela dell’aria e dell’acqua in Europa) circa il rischio
connesso all’uso prolungato degli oli lubrificanti esausti per motori
a scoppio.Il risultato degli studi ha dimostrato che detti oli –
indipendentemente dalla loro composizione e marca – dopo l’impiego nei
motori, probabilmente a causa di modificazioni che subiscono alle alte
temperature di esercizio (aumento di idrocarburi aromatici
policiclici), acquistano la capacità di provocare lesioni
cancerose sulla pelle dei topi di laboratorio.Dette lesioni si
manifestano, all’inizio, come malattie della pelle (desquamazioni,
dermatiti, irritazioni cutanee) che, nel caso di esposizione ripetuta
e prolungata nel tempo, possono diventare di natura maligna (cancro
della pelle).Al fine di evitare siffatti pericoli – dato che allo
stesso rischio è soggetto il corpo umano – si riportano, di
seguito, le misure preventive e di igiene contenute nel rapporto
compilato dal gruppo di studio sopra citato:- evitare al massimo
l’uso prolungato, eccessivo e ripetuto dell’olio esausto dei
motori;- applicare preventivamente sulla pelle una crema-barriera
in modo di facilitare la successiva rimozione delle sostanze che si
sono ivi depositate;- alla fine del periodo di lavoro od al
completamento della operazione, che espone al rischio di
contaminazione, rimuovere l’olio dalla pelle con acqua e sapone
facendo uso di una spazzola ruvida. Possono essere usati speciali
prodotti detergenti ma non benzine, gasoli o solventi in
genere;- impedire il contatto della pelle con tessuti imbevuti di
olio; questi devono essere lavati prima del loro reimpiego e non
devono essere tenuti sporchi nelle tasche;- infine, per evitare
l’inquinamento esterno, i luoghi di lavoro dovranno essere forniti di
appositi recipienti per gli oli di scarto; in nessun caso questi
ultimi dovranno essere dispersi nel terreno.

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