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Indicazioni dei presidi medico-chirurgici, delle apparecchiature e dei materiali sanitari di cui devono essere forniti i cantieri per lavori in sotterraneo
Circolare Ministeriale

Con decreto ministeriale 12 marzo 1959 in corso di
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono stati determinati in
attuazione del precetto di cui all’art. 98 del D.P.R. 20.3.56, n. 320,
i presidi medico-chirurgici, le apparecchiature ed i materiali
sanitari di cui debbono essere forniti i cantieri per i lavori in
sotterraneo.Nella predisposizione di detto provvedimento, alla cui
prima elaborazione ha atteso l’Ispettorato medico centrale del lavoro,
si sono seguiti sostanzialmente gli stessi criteri che informarono il
D.M. 28 luglio 1958, in esecuzione del D.P.R. 19.3.1956, n. 303,
relativo ai presidi medico-chirurgici per le aziende in genere.Si
è cercato cioè di assicurare il necessario aggiornamento
della terapia di primo intervento in rapporto al progresso
scientifico, non trascurando le esigenze di praticità e di
economia, le quali consigliano di adottare una disciplina
sufficientemente elastica, in guisa di adeguare la dotazione dei
presidi in parola alle variabili condizioni effettive del rischio
lavorativo e ambientale.Anche nei lavori sotterranei, infatti, pur se
non si verifica la molteplice varietà delle lavorazioni,
propria delle altre attività industriali, possono, tuttavia,
presentarsi situazioni assai diverse, in dipendenza di fattori
variabili, quali la natura del terreno, la ubicazione del cantiere, la
condotta dei lavori e l’uso dei mezzi tecnici, il tipo e l’importanza
delle opere in esecuzione, nonché il numero degli operai
occupati, e così via.Pertanto si sono adeguati i criteri
generali sopra ricordati alle esigenze prevedibili in ambienti che,
per la loro configurazione geologica e la loro ubicazione, lontani in
genere da centri abitati, possono, fra l’altro, rendere ardua
l’organizzazione e la prestazione del pronto soccorso, soprattutto in
caso di gravi incidenti collettivi, in seguito a frane, allagamenti,
scoppi, incendi, intossicazioni per gas naturali o da esplosivi,
ecc.Passando all’esame delle singole disposizioni, si ritiene
opportuno riportare l’illustrazione del loro contenuto, specialmente
sotto l’aspetto tecnico, fatta dall’Ispettorato medico centrale del
lavoro.Com’è noto, il D.P.R. 20 marzo 1956, n. 320, non prevede
per il lavoro in sotterraneo il pacchetto di medicazione, nè
posti di soccorso decentrati, prescritti, invece, dal D.P.R. 19 marzo
1956, n. 303. Si è ritenuto di regolare tale aspetto con gli
articoli 1 e 2 dotando adeguatamente dei mezzi sanitari occorrenti,
rispettivamente, la cassetta di medicazione e il locale di pronto
soccorso.Per le ragioni di opportunità che furono tenute
presenti nella elaborazione dello schema del D.M. 28.7.1958 non si
è ritenuto di procedere ad una elencazione di prodotti
farmaceutici con etichetta specialistica, anche quando questi
avrebbero potuto rispondere meglio ad indicazioni specifiche di
terapia.All’inconveniente che sarebbe derivato da una lista tassativa
di presidi, escludente alcuni prodotti indubbiamente utili in certe
circostanze, si è creduto inoltre, di ovviare mediante il
disposto dell’art. 4 il quale, come già nel citato D.M. 28
luglio 1958 per il pronto soccorso nell’industria, conferisce
all’Ispettorato del lavoro la facoltà di prescrivere, in
sostituzione di altri o in aggiunta, presidi sanitari di azione
specifica in relazione a particolari rischi presenti in un dato
cantiere di lavoro. Non è stata, però, ripetuta l’altra
norma che autorizza l’Ispettorato ad esonerare le aziende dall’obbligo
di tenere alcuni dei presidi chirurgici e farmaceutici elencati, in
quanto, nonostante l’omogeneità delle lavorazioni in
sotterraneo, i rischi ad esse connessi sono vari ed imprevedibili, per
cui appare necessario che presso tutti i cantieri in questione, la
dotazione dei suddetti presidi venga mantenuta, senza discriminazione
alcuna, ad uno stesso livello (nei limiti, s’intende, della
quantità e della specie indicate, rispettivamente, per la
cassetta di medicazione e per il locale di pronto soccorso), onde far
fronte ad ogni eventualità. Anzi sotto questo profilo, sono
state congruamente integrate, in confronto a quelle proposte per il
D.M. 28 luglio 1958, le quantità e la specie dei presidi in
parola, in relazione anche alla difficoltà per le aziende, di
procurarsi rapidi rifornimenti, nonché al fatto che il
tempestivo intervento, assicurato dalla legge, del medico e
dell’infermiere rende possibili l’affidamento e l’uso appropriato di
tutti i mezzi prescritti.Nell’allegato A) (*) sono state predisposte
le istruzioni per l’uso appropriato dei materiali sanitari, ripetendo
in gran parte quelle suggerite allo stesso titolo nello schema di
decreto per il pronto soccorso relativo al D.P.R. 19 marzo 1956, n.
303.____________________________________________________________(*)
Vedi allegato al D.M. 28 luglio 1958.

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