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Indicazioni delle quantità e delle specie dei presidi chirurgici e farmaceutici da tenere nelle aziende ai sensi degli artt. 27 e 56 del D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303: norme generali per l'igiene del lavoro
Circolare Ministeriale

Con decreto ministeriale 28 luglio 1958 in corso di
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sono state determinate – in
attuazione del precetto di cui al terzo comma dell’art. 27 del D.P.R.
19 marzo 1956, n. 303 – la quantità e la specie di presidi
chirurgici e farmaceutici che il datore di lavoro è obbligato a
tenere nell’azienda per il pronto soccorso per i lavoratori feriti o
colpiti da malore improvviso.Nella determinazione della specie e della
quantità dei presidi da prescrivere si è tenuto conto:a)
dell’esigenza di assicurare, alla disciplina già prevista dal
D.M. 30 novembre 1929, il necessario aggiornamento, sulla base delle
acquisizioni e delle attuali conoscenze nel campo della terapia di
primo intervento;b) della opportunità di contenere gli oneri
inerenti all’attrezzatura sanitaria in limiti che, pur soddisfacendo
in pieno alla necessità di un efficiente soccorso di urgenza,
non implicassero, per l’azienda obblighi sproporzionati, ovvero non
aderenti alla natura ed alla entità dei rischi effettivamente
presenti nelle lavorazioni.Sulla base degli accennati criteri,
l’Ispettorato medico centrale del lavoro ha elaborato le norme in
questione, le quali, conferiscono alla materia una disciplina
organica, e nello stesso tempo sufficientemente elastica, onde
adattarla, sia alle molteplici, e non sempre prevedibili condizioni di
rischio, sia alla evoluzione ed al progresso dei mezzi di
soccorso.Tutto ciò premesso, al fine di agevolare la migliore
comprensione delle singole disposizioni di cui al provvedimento in
parola si ritiene opportuno riportare integralmente qui di seguito
l’illustrazione che del loro contenuto – specialmente sotto l’aspetto
tecnico – ha formulato l’Ispettorato medico centrale del lavoro in
sede di elaborazione."L’art. 1 precisa il materiale che deve
essere contenuto nel pacchetto di medicazione, previsto dagli articoli
28 e 56 del D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303.Tenendo presente che detto
pacchetto deve essere tenuto, oltre che dalle piccole aziende
industriali, esenti da rischi specifici, anche da quelle commerciali
che occupano più di 25 dipendenti, e da quelle agricole con 5
lavoratori, il contenuto è stato riferito al materiale
strettamente necessario per la sommaria medicazione di lesioni lievi o
di limitata estensione.Considerando, altresì, che il detto
materiale dovrà essere usato soprattutto da persone
generalmente prive di cognizioni e pratica sanitarie, si è
avuto cura di prescrivere presidi aventi la massima semplicità
di impiego e la più larga indicazione. Non si è
ritenuto, pertanto, d’includervi alcuni mezzi moderni di medicazione
(creme elastico-protettive, cerotti e bendaggi medicati, ecc.) i quali
presuppongono, caso per caso, una corretta discriminazione di
elezione, che non è alla portata di chiunque. Per lo stesso
motivo si sono esclusi alcuni medicamenti di primo intervento – quali,
ad esempio, i cardiotonico-analettici per via orale – per i casi di
malore improvviso, pur riconoscendo che in talune evenienze, essi
possono avere un valore decisivo. L’adozione dei soli mezzi
tradizionali presenta infine, il vantaggio di rendere agevole il
rifornimento costante del pacchetto, anche presso le più
piccole farmacie rurali.L’art. 2 concerne la cassetta di pronto
soccorso (prevista dagli articoli 29 e 56 del citato decreto
presidenziale), la quale, essendo, invece, prescritta per le aziende
aventi maggiore importanza, ovvero caratterizzate da rischi più
elevati (sia perché di natura specifica, sia perché
connessi alla sfavorevole ubicazione dell’azienda stessa), deve
rispondere ad esigenze alquanto più ampie del semplice
pacchetto di medicazione.Tuttavia, anche nella determinazione dei
presidi da esigersi per tale attrezzatura, non si ètrascurato
di considerare il fatto che l’obbligo di tenere la cassetta di pronto
soccorso compete, in talune circostanze, anche ad aziende di
limitatissima entità, come quelle indicate al comma a)
dell’art. 29, aventi cioè, un numero di dipendenti inferiore a
5.L’art. 3 riguarda, inrine, la camera di medicazione – prevista
dall’art. 30 del decreto presidenziale più volte citato – la
cui attrezzatura può essere destinata, non solo ad un
efficiente e qualificato intervento di pronto soccorso, ma anche alle
esigenze di un moderno servizio medico di fabbrica, implicante
funzioni varie e complesse, che vanno dalle visite mediche preventive
e periodiche al successivo trattamento di talune lesioni.Naturalmente
anche qui, e forse più che nei casi precedentemente
considerati, si avverte la difficoltà di conciliare la
rispondenza dei presidi ai rischi specifici delle lavorazioni, con la
necessità di non appesantire eccessivamente l’attrezzatura, con
materiali di cui non siprevedono ragionevolmente le possibilità
di impiego. D’altra parte, non era facile, nèconsigliabile,
prevedere le svariatissime esigenze che possono presentarsi nelle
aziende industriali, in rapporto ai pericoli, e determinare per
ciascuno di essi i presidi necessari.Si è ritenuto,
perciò, di fissare per la camera di medicazione un
"tipo" di attrezzatura,rispondente alle comuni e più
frequenti esigenze, anche se, per talune aziende, tale
"standard" si rivela "a priori" manifestamente
eccessivo, e non necessario; ma si è, nellostesso tempo,
preveduta, all’art. 5, la possibilità, per le aziende medesime,
di richiedereall’Ispettorato del lavoro competente, previa attenta
valutazione caso per caso, l’esonero dall’obbligo di tenere
determinati presidi, quando questi fossero riconosciuti non utili, in
relazione ai rischi effettivamente ricorrenti o prevedibili nelle
lavorazioni.Al medesimo fine concorrono, sostanzialmente, anche le
norme contenute nell’art. 6, le quali consentono, da una parte, la
sostituzione dei presidi stabiliti dalla legge con altri di pari
riconosciuta efficacia, o aventi azione più specifica;
dall’altra, la facoltà dell’Ispettorato di prescrivere questi
ultimi in aggiunta.Appare chiaro, quindi, dal contenuto di dette norme
il duplice intento: di far aderire il più possibile
l’attrezzatura delle aziende alle effettive esigenze anche di ordine
particolare del pronto soccorso, e di consentire d’altro canto,
l’aggiornamento dei mezzi relativi, secondo gli eventuali progressi
della scienza medica e della tecnica farmaceutica in
materia.Questultima considerazione, pur volendo prescindere da altre
ovvie ragioni di opportunità, ha indotto anche a ritenere che
non convenisse prescrivere determinate specialità farmaceutiche
(ivi comprese quelle ormai largamente note ed entrate nell’uso
comune), ma si dovesse, invece, preferire l’indicazione di
prodotti-base, aventi, tuttavia, azione farmacologica e terapeutica
nota ed ampiamente sperimentata.Sono state compilate, infine, le
opportune istruzioni, contenute negli allegati A) e B) (*),
rispettivamente per il pacchetto di medicazione e per la cassetta di
pronto soccorso. Dette istruzioni, destinate ad assicurare il corretto
impiego dei materiali forniti, sono state formulate in forma piana ed
accessibile anche a persone prive di esperienza e conoscenze
tecnico-professionali, le quali possono, in determinate circostanze
trovarsi nella necessità di dover prestare il pronto soccorso,
in assenza o in attesa del medico o
dell’infermiere".____________________________________________________________(*)
Vedi allegati al D.M. 28 luglio 1958.

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