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Protezione dei lavoratori mediante il divieto di taluni agenti specifi...

Protezione dei lavoratori mediante il divieto di taluni agenti specifici e/o di talune attività (quarta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE)
Direttiva del Consiglio CE

Il Consiglio delle Comunità Europee,visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l’articolo 118 A,vista la proposta della Commissione,in cooperazione
con il Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e
sociale,considerando che il Consiglio adotta mediante direttive le
prescrizioni minime applicabili progressivamente per promuovere il
miglioramento, in particolare dell’ambiente di lavoro, per tutelare la
sicurezza e la salute dei lavoratori;considerando che la risoluzione
del Consiglio del 27 febbraio 1984, relativa ad un secondo programma
di azione della Comunità europea in materia di sicurezza e di
salute sul luogo di lavoro, prevede lo sviluppo di misure di tutela
contro sostanze riconosciute come cancerogene ed altre sostanze e
procedimenti pericolosi suscettibili di produrre effetti gravemente
nocivi per la salute;considerando che un esame delle misure adottate
negli Stati membri in materia di protezione dei lavoratori contro i
rischi derivanti da un’esposizione ad alcuni agenti specifici nel
lavoro e durante certe attività rivela talune differenze; che,
al fine di garantire un’evoluzione equilibrata, occorre pertanto
armonizzare e migliorare tali misure, in una prospettiva di progresso;
che tali armonizzazione e miglioramento dovrebbero aver luogo sulla
base di principi comuni;considerando che a tal fine la direttiva
80/1107/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1980, sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro, contiene siffatti
principi;considerando che ai termini della suddetta direttiva la
protezione deve essere per quanto possibile assicurata mediante misure
volte ad evitare l’esposizione o a mantenerla al livello più
basso ragionevolmente possibile; che, secondo la stessa direttiva, per
proteggere adeguatamente i lavoratori, è necessario vietare sul
luogo di lavoro l’impiego di taluni agenti e/o attività
lavorative che possono causare seri danni sanitari, nei casi in cui
gli altri mezzi a disposizione non consentano di garantire una
protezione adeguata;considerando che è pertanto opportuno
vietare l’impiego di taluni agenti specifici sul luogo di lavoro e/o
certe attività, fatte salve talune eccezioni e
deroghe;considerando che i rappresentanti delle parti sociali hanno un
ruolo da svolgere nel settore della protezione dei
lavoratori;considerando che questi principi devono essere applicati
uniformemente e rapidamente per incoraggiare, ogni qualvolta sia
possibile, il pronto sviluppo di agenti e/o di attività
lavorative di sostituzione innocue,ha adottato la presente
direttiva:Art. 11. Scopo della presente direttiva è la
protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute mediante il
divieto di taluni agenti specifici e/o di talune attività.Il
divieto oggetto della presente direttiva, allegato compreso, si basa
sugli elementi seguenti:- esistono rischi gravi per la salute e la
sicurezza dei lavoratori;- le precauzioni non sono atte ad assicurare
un grado soddisfacente di protezione della salute e della sicurezza
dei lavoratori;- il divieto non porta all’utilizzazione di prodotti
sostitutivi che possano comportare rischi equivalenti o maggiori per
la salute e la sicurezza dei lavoratori.2. La presente direttiva non
si applica:- alla navigazione marittima,- alla navigazione aerea.3. La
presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri
di applicare o introdurre, nell’osservanza del trattato, disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative che garantiscano una
maggiore protezione dei lavoratori.Art. 2Ai fini della presente
direttiva si intendono per:a) "sostanze", gli elementi
chimici e i loro composti allo stato naturale o ottenuti mediante
precessi industriali, compresi gli additivi necessari alla loro
commercializzazione;b) "agenti", gli agenti chimici, fisici
e biologici presenti durante il lavoro e potenzialmente dannosi per la
salute;c) "preparati", i miscugli e le soluzioni composti da
due o più sostanze;d) "impurità", le sostanze
presenti a priori in quantità insignificanti in altre
sostanze;e) "prodotti intermedi", le sostanze che si formano
durante una reazione chimica; essi sono trasformati e perciò
scompaiono prima del termine della reazione o del procedimento;f)
"sottoprodotti", le sostanze formatesi durante una reazione
chimica e che permangono al termine della reazione o del
procedimento;g) "scarti", i resti di una reazione chimica
che devono essere eliminati al termine della reazione o del
procedimento.Art. 31. Per prevenire l’esposizione dei lavoratori ai
rischi per la salute derivanti da determinati agenti specifici e/o
determinate attività lavorative nei casi di cui all’articolo 1,
gli Stati membri prescrivono il loro divieto secondo le
modalità stabilite nell’allegato.2. Il Consiglio, determinando
a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, in
cooperazione con il Parlamento europeo e previa consultazione del
Comitato economico e sociale, può modificare l’allegato, in
particolare per includervi ulteriori agenti o attività.Art.
4Nel caso delle deroghe previste nell’allegato, gli Stati membri sono
tenuti a far osservare dal datore di lavoro le seguenti procedure e
misure:a) il datore di lavoro deve prendere le opportune precauzioni
per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori interessati eb)
il datore di lavoro deve sottoporre all’autorità competente per
lo meno le seguenti informazioni:- quantità impiegate
annualmente,- attività e/o reazioni o procedimenti in
questione;- numero dei lavoratori esposti,- misure tecniche e di
organizzazione prese per prevenire l’esposizione dei lavoratori.Gli
Stati membri possono inoltre prevedere un sistema di autorizzazioni
individuali.Art. 51. I lavoratori e/o i loro rappresentanti in seno
alle imprese o agli stabilimenti hanno accesso, conformemente alla
legislazione nazionale, ai documenti presentati in applicazione
dell’articolo 4, riguardanti la loro impresa o il loro stabilimento.2.
I documenti di cui al paragrafo 1 contengono le informazioni
necessarie per garantire che i lavoratori e/o i loro rappresentanti
nelle imprese o negli stabilimenti siano informati in modo completo
dei rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’agente o
dall’attività alla quale sono esposti o suscettibili di
esserlo, nonché delle precauzioni da prendere contro tali
rischi.Art. 61. Anteriormente al 1° gennaio 1995, la Commissione
presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e
sociale una relazione riguardante in particolare l’esperienza
acquisita nell’applicazione della presente direttiva e i progressi
compiuti nelle conoscenze scientifiche e nella tecnologia.2. In base
alla relazione di cui al paragrafo 1, il Consiglio riesamina la
presente direttiva anteriormente al 1° gennaio 1996.Art. 71. Gli
Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al
più tardi il 1° gennaio 1990. Essi ne informano
immediatamente la Commissione.2. Gli Stati membri comunicano alla
Commissione le disposizioni di diritto interno che essi adottano nel
settore disciplinato dalla presente direttiva.Art. 8Gli Stati membri
sono destinatari della presente direttiva.Allegato1. Sono vietate,
alle condizioni sotto indicate, la produzione e l’utilizzazione delle
seguenti sostanze: - 2-naftilamina e i suoi sali (CAS n.
91-59-8), - 4-aminodifenile e i suoi sali (CAS n. 92-67-1), -
benzidina e i suoi sali (CAS n. 92-87-5), -
4-nitrodifenile (CAS n. 92-93-3).2. Il divieto non si
applica ai casi in cui gli agenti siano presenti in una sostanza o in
un preparato sotto forma di impurità, sottoprodotti o
costituenti di scarti, qualora la loro concentrazione individuale
nella sostanza sia inferiore allo 0,1% in peso.3. Le deroghe al punto
1 previste dagli Stati membri sono ammesse unicamente: - ai soli
fini della ricerca e della sperimentazione, comprese le analisi; -
per le attività intese ad eliminare gli agenti che si
presentano sotto forma di sottoprodotti o di residui; - per la
produzione delle sostanze di cui al punto 1 ai fini della loro
utilizzazione come prodotti intermedi, nonché per tale
utilizzazione.4. L’esposizione dei lavoratori alle sostanze di cui al
punto 1 deve essere evitata, soprattutto grazie a misure che
assicurino che la produzione e l’utilizzazione più rapida
possibile di tali sostanze come prodotti intermedi avvengano in un
solo sistema chiuso, da cui le suddette sostanze possano essere
prelevate solo nella misura necessaria al controllo del procedimento o
alla manutenzione del sistema.

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