Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

Protezione dei lavoratori contro i rischi connessi ad un'esposizione a...

Protezione dei lavoratori contro i rischi connessi ad un'esposizione al piombo metallico ed ai suoi composti ionici durante il lavoro (prima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE)
Direttiva del Consiglio CE

Il Consiglio delle Comunità Europee,visto il trattato
che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l’articolo 100,vista la proposta della Commissione,visto il parere del
Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale
,considerando che la risoluzione del Consiglio, del 29 giugno 1978,
sul programma d’azione delle Comunità europee in materia di
sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, prevede la creazione di
specifiche procedure armonizzate per la protezione dei lavoratori
contro il rischio saturnino;considerando che la direttiva del
Consiglio 80/1107/CEE, del 27 novembre 1980, sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro, prevede disposizioni da
osservare per la protezione in questione; che tale direttiva prevede
che per gli agenti di cui all’allegato I, tra i quali il piombo, si
prescrivano in direttive particolari valori limite e requisiti
specifici;considerando che il piombo metallico ed i suoi componenti
ionici sono agenti tossici presenti in numerose situazioni sul luogo
di lavoro e che pertanto un elevato numero di lavoratori risulta
esposto ad un potenziale rischio per la salute;considerando pertanto
l’importanza delle misure preventive ai fini della protezione
sanitaria dei lavoratori esposti al piombo e dell’impegno previsto per
gli Stati membri in materia di sorveglianza della salute di detti
lavoratori;considerando che i lavoratori esposti al piombo nelle
attività di estrazione devono beneficiare di una protezione
sanitaria analoga a quella stabilita dalla presente direttiva, ma che,
considerato il carattere specifico di tali attività,
l’attuazione di tale protezione dovrà formare oggetto di
disposizioni particolari in una direttiva successiva;considerando che
la presente direttiva comporta prescrizioni minime che saranno
rivedute sulla base dell’esperienza acquisita e dell’evoluzione della
tecnica e delle conoscenze mediche in questo campo, l’obiettivo
essendo quello di giungere ad una maggior protezione dei lavoratori;ha
adottato la presente direttiva:Art. 11. La presente direttiva è
la prima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 8 della
direttiva 80/1107/CEE ed ha per oggetto la protezione dei lavoratori
contro i rischi che derivano o possono derivare alla loro salute
dall’esposizione durante il lavoro al piombo metallico e ai suoi
composti ionici, nonché la prevenzione di tali rischi; essa non
verte sui composti alchilati del piombo. Essa fissa valori limite e
disposizioni specifiche.2. La presente direttiva non si applica:- alla
navigazione marittima;- alla navigazione aerea;- alle attività
estrattive di minerali contenenti piombo e alla preparazione di
concentrati di minerale di piombo nel sito della miniera.3. La
presente direttiva lascia impregiudicata la facoltà degli Stati
membri di applicare o introdurre disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative che garantiscono una maggiore
protezione dei lavoratori o di una categoria specifica di
lavoratori.Art. 21. Per i lavoratori che possono presentare un rischio
di assorbimento di piombo, questo rischio deve essere valutato in modo
da determinare la natura e il grado di esposizione dei lavoratori al
piombo.L’allegato I contiene un elenco indicativo, ma non esauriente
delle attività per le quali può esistere un rischio di
assorbimento di piombo.2. Qualora dalla valutazione di cui al
paragrafo 1 risulti l’esistenza di almeno una delle seguenti
condizioni:- esposizione ad una concentrazione di piombo nell’aria
superiore a 40 µg/m3, media ponderata in funzione del tempo per
un periodo di 40 ore settimanali;- livelli individuali di piombemia
superiori a 40 µg Pb/100 ml di sangue,si applicano le
disposizioni dell’articolo 11, paragrafo 1 in materia di informazione
e devono essere adottate adeguate misure per minimizzare il rischio
nel luogo di lavoro di assorbimento di piombo legato all’ingerimento
di cibi e bevande e al fumo.3. Se la valutazione di cui al paragrafo 1
rivela che i livelli individuali di piombemia dovuti all’assorbimento
di piombo sono compresi tra 40 µg e 50 µg Pb/100 ml di
sangue, gli Stati membri si sforzeranno di effettuare, secondo
modalità dagli stessi previste, un controllo biologico dei
lavoratori interessati.4. Qualora dalla valutazione di cui al
paragrafo 1 risulti l’esistenza di almeno una delle seguenti
condizioni:- esposizione ad una concentrazione di piombo nell’aria
superiore a 75 µg/m3, media ponderata in funzione del tempo per
un periodo di 40 ore settimanali;- livelli individuali di piombemia
superiori a 50 µg Pb/100 ml di sangue,i lavoratori interessati
godranno della protezione prevista dalla presente direttiva, in
particolare mediante il controllo del piombo nell’aria e il controllo
sanitario di cui agli articoli 3 e 4.5. La valutazione prevista al
paragrafo 1 forma oggetto di una consultazione dei lavoratori e/o dei
loro rappresentanti nell’ambito dell’impresa o dello stabilimento e
viene sottoposta a revisione quando sia giustificato ritenere che non
sia corretta o quando intervenga nel lavoro una modifica
materiale.Art. 31. Tutte le misurazioni del piombo contenuto nell’aria
devono essere rappresentative dell’esposizione dei lavoratori alle
particelle contenenti piombo.Ai sensi della presente direttiva, sono
considerate "particelle contenenti piombo" le particelle
raccolte mediante l’attrezzatura di campionamento le cui
caratteristiche sono fissate nell’allegato II, punto 1 e analizzate
secondo i metodi indicati nell’allegato II, punto 2.2. Il controllo
della concentrazione di piombo nell’aria deve avvenire almeno ogni tre
mesi.Tuttavia tale frequenza può venire ridotta alle condizioni
di cui al paragrafo 3.3. La frequenza dei controlli può venire
ridotta fino a una volta all’anno, sempre che non intervenga alcuna
modifica materiale nel lavoro e nelle condizioni esposizioni,
qualora:i) i risultati delle misurazioni effettuate per lavoratori
singoli o per gruppi di lavoratori abbiano indicato, nei due controlli
consecutivi precedenti:- una concentrazione di piombo nell’aria
inferiore a 100 µg/m3 ovvero,- una fluttuazione irrilevante
delle condizioni di esposizione: ovveroii) il livello individuale di
piombemia in ciascun lavoratore non sia superiore a 60 µPb/100
ml di sangue.4. Il controllo di cui al paragrafo 2, per un lavoratore
o un gruppo di lavoratori, comporta uno o più prelievi di
campioni di aria.Fatte salve le disposizioni dell’articolo 7, lettera
b), secondo trattino, i prelievi sono effettuati in modo da permettere
di valutare l’esposizione massima probabile del o dei lavoratori
tenendo conto del lavoro effettuato, delle condizioni di lavoro e
della durata dell’esposizione durante il lavoro. I lavoratori e/o i
loro rappresentanti nell’impresa o nello stabilimento sono consultati
a tale fine.Per il primo controllo da effettuarsi dopo la
constatazione del superamento dei valori fissati nell’articolo 2,
paragrafo 4, la durata totale del campionamento non può essere
inferiore a quattro ore.In seguito, tale durata non deve essere
inferiore a quattro ore, se i risultati ottenuti dal controllo
precedente hanno indicato valori di concentrazione di piombo nell’aria
superiori a quelli ottenuti in precedenza.Qualora un gruppo di
lavoratori esegua mansioni identiche o simili nello stesso luogo e sia
perciò esposto a rischi analoghi per la salute, il
campionamento può effettuarsi su base di gruppo. In tal caso,
sarà prelevato un campione per almeno un lavoratore su dieci.5.
L’adattamento al progresso tecnico delle specificazioni previste al
paragrafo 1 e nell’allegato II, tranne quella relativa alla
velocità dell’entrata dell’aria di cui al punto 1, lettera a),
di detto allegato, nonché degli aspetti tecnici del presente
articolo, è effettuato secondo la procedura prevista
all’articolo 10 della direttiva 80/1107/CEE, nei limiti precisati
all’allegato III di detta direttiva.Art. 41. I lavoratori sono
sottoposti a controllo sanitario (clinico e biologico). Tale controllo
ha luogo prima dell’esposizione o all’inizio di essa. Il controllo
clinico deve essere effettuato con frequenza almeno annuale durante il
periodo di occupazione. Il controllo biologico è effettuato,
conformemente al paragrafo 2, almeno ogni sei mesi.Tale controllo deve
tener conto, oltre che dell’entità dell’esposizione, anche
della sensibilità individuale del lavoratore al piombo.2. Il
controllo biologico comprende, salvo l’eccezione di cui al paragrafo
3, la misurazione del piombo nel sangue (PbB).Tale controllo
può comprendere anche la misurazione di uno o più
indicatori biologici seguenti:- escrezione urinaria dell’acido
delta-aminolevulinico (ALAU);- prova della protoporfirina di zinco
(ZPP);- deidratasi dell’acido delta-aminolevulinico nel sangue
(ALAD).I metodi di misurazione degli indicatori biologici di cui sopra
sono indicati nell’allegato III e possono essere adattati secondo la
procedura di cui all’articolo 10 della direttiva 80/1107/CEE.3. La
misurazione del PbB di cui al paragrafo 2 può essere sostituita
da quella dell’ALAU nel caso di lavoratori esposti a rischi elevati di
esposizione per un periodo inferiore ad un mese.4. La frequenza del
controllo biologico può essere ridotta ad una volta all’anno
quando simultaneamente:- i risultati delle misurazioni effettuate per
lavoratori singoli o per gruppi di lavoratori abbiano indicato, nei
due precedenti controlli consecutivi, una concentrazione di piombo
nell’aria superiore al valore fissato all’articolo 2, paragrafo 4,
primo trattino…

[Continua nel file zip allegato]

Chimici.info