Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

D. Lgs. 626/94. Adempimenti di prevenzione e protezione antincendi. Ch...

D. Lgs. 626/94. Adempimenti di prevenzione e protezione antincendi. Chiarimenti
Lettera Circolare

Sono pervenute a questa Direzione numerose richieste di
chiarimenti riguardanti questioni interpretative o applicative del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, concernente il
miglioramento della Sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di
lavoro, per quanto attiene gli adempimenti relativi alla prevenzione e
protezione incendi.
Preliminarmente occorre rammentare che il decreto legislativo non
comporta modifiche alla precedente normativa sulla sicurezza
antincendio, in quanto è soprattutto mirato ad una diversa
impostazione del modo di affrontare le problematiche della sicurezza
sul lavoro.
Le innovazioni tendono infatti ad istituire nell’azienda un sistema di
gestione permanente ed organico diretto alla individuazione,
valutazione, riduzione e controllo costante dei fattori di rischio per
la salute e sicurezza dei lavoratori, mediante:
– la programmazione delle attività di prevenzione in coerenza a
principi e misure predeterminati;
– la informazione, formazione e consultazione dei lavoratori e dei
loro rappresentanti;
– l’organizzazione di un servizio di prevenzione e protezione, i cui
compiti possono essere svolti in alcuni casi direttamente dal datore
di lavoro e del quale devono far parte i lavoratori incaricati di
attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione
delle emergenze.
La legislazione precedente, in materia di sicurezza antincendio,
rimane pertanto in vigore quale riferimento obbligatorio per
l’attuazione delle specifiche misure di sicurezza.
Nel richiamare l’attenzione circa l’emanazione da parte del Ministero
del Lavoro e della Previdenza Sociale di apposita circolare di
indirizzo sull’applicazione del decreto legislativo 626/94 (circolare
n. 102/95 del 7/8/1995, pubblicato sulla G.U. n. 194 del
21/8/1995), si forniscono di seguito chiarimenti sui principali
adempimenti previsti dal decreto legislativo in materia di sicurezza
antincendio, nelle more dell’emanazione dei decreti applicativi di cui
all’art. 13 del decreto medesimo. A) Valutazione del rischio di
incendio La prevenzione incendi viene definita dal D.P.R. 29 luglio
1982, n. 577, materia di rilevanza interdisciplinare che studia ed
attua misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi a
ridurre la probabilità dell’insorgenza di un incendio e a limitarne le
conseguenze.
La valutazione del rischio di incendio costituisce strumento
fondamentale per il conseguimento delle finalità di cui sopra e
l’esito di detta valutazione, unitamente al piano
organizzativo-gestionale di cui al successivo punto B), costituisce
parte specifica del documento di cui all’art. 4, comma 2, del decreto
legislativo. A1) Criteri per procedere alla valutazione del
rischio di incendio Premesso che restano nella sfera delle autonome
determinazioni del datore di lavoro l’individuazione e l’adozione dei
criteri di impostazione ed attuazione della valutazione dei rischi –
della quale e chiamato a rispondere in prima persona – si ritiene di
fornire le seguenti indicazioni sui criteri per procedere alla
valutazione dei rischi di incendio. a) Identificazione dei pericoli
Nell’ambiente di lavoro preso in esame, vanno identificati
tutti quei fattori che presentano il potenziale di causare un danno in
caso di incendio, quali:
– materiali combustibili ed infiammabili;
– sorgenti di ignizione;
– lavorazioni pericolose;
– carenze costruttive ed impiantistiche;
– carenze organizzativo-gestionali b) Identificazione delle persone
esposte
Dopo aver identificato i fattori che presentano il potenziale di
causare un danno in caso di incendio, occorre considerare il rischio a
cui sono esposte le persone presenti nel luogo di lavoro, con
particolare attenzione a coloro che sono esposti a rischi particolari,
in quanto trattasi di lavoratori per i quali, rispetto alla media dei
lavoratori, i rischi relativi ad un medesimo pericolo sono
comparativamente maggiori per cause soggettive dipendenti dai
lavoratori stessi, quali ad esempio:
– neo-assunti
– portatori di handicap
– lavoratori delle ditte esterne occasionalmente presenti. c)
Eliminazione o riduzione dei rischi
Dopo aver identificato tutte le persone esposte a rischio, occorre
stabilire per ciascun fattore di rischio, se esso pu˜ essere:
– eliminato;
– ridotto o sostituito con alternative pi sicure;
– oppure se occorre adottare ulteriori misure di sicurezza
antincendio.
In tale fase, al fine di stabilire il livello di riduzione di ciascuno
dei rischi presenti, nonchè confermare le misure già in atto o in via
di adozione, occorre tenere presente:
– le norme cogenti (leggi, regolamenti, decreti);
– circolari ed indicazioni della pubblica amministrazione, ed in
mancanza dei suddetti riferimenti:
– norme di buona tecnica;
– istruzioni dei progettisti ed installatori;
– indicazioni del servizio di prevenzione e protezione;
– indicazioni dei lavoratori;
– indicazioni di fonti pubbliche internazionali;
– indicazioni di consulenti. d) Stima del livello di rischio
Avendo identificato i fattori di rischio e le persone esposte,
eliminata o ridotta la probabilità di accadimento di incendi e le
conseguenze, in conformità alla vigente normativa o in sua assenza
nella misura del possibile, si può stimare il livello di rischio di
incendio del luogo di lavoro (rischio residuo), e quindi predisporre
un programma organizzativo-gestionale per il controllo ed il
miglioramento della sicurezza posta in essere. A2) Finalità della
valutazione del rischio di incendio Il procedimento della
valutazione dei rischi di incendio, costituisce efficace strumento
per:
– ridurre la probabilità che possa insorgere un incendio;
– limitarne le conseguenze;
– consentire l’evacuazione dal luogo di lavoro in condizioni di
sicurezza;
– garantire l’intervento dei soccorritori, mediante l’attuazione, il
controllo e il miglioramento delle seguenti principali misure:
a) predisporre vie di esodo sicure, chiaramente segnalate e libere da
ogni ostacolo;
b) assicurare la stabilità dell’edificio in caso di incendio, almeno
per il tempo necessario per evacuare le persone presenti e consentire
l’intervento dei soccorritori;
c) prevedere un’adeguata compartimentazione degli ambienti di lavoro
in relazione ai fattori di rischio;
d) limitare la presenza o l’uso di sostanze altamente infiammabili;
e) realizzare a regola d’arte gli impianti tecnici, curandone la
periodica manutenzione;
f) installare apparecchiature di lavoro tecnologicamente sicure;
g) installare ed assicurare la funzionalità di adeguati sistemi di
rivelazione ed allarme in caso di incendio;
h) installare ed assicurare il funzionamento di apparecchiature ed
impianti di spegnimento;
i) affiggere negli ambienti di lavoro le istruzioni e la segnaletica
di sicurezza ai fini antincendi;
l) predisporre un piano sulle procedure da adottare in caso di
incendio, verificandone periodicamente la sua attuazione;
m) assicurare una corretta tenuta degli ambienti di lavoro, attraverso
un costante controllo degli stessi al fine di prevenire l’insorgenza
di incendi;
n) assicurare una adeguata informazione e formazione del personale sui
rischi di incendi, sulle misure predisposte per prevenirli e sulle
procedure da attuare in caso di insorgenza di incendi. B)
Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio A seguito
della valutazione del rischio di incendio, occorre procedere:
– alla designazione degli addetti alla prevenzione incendi, alla lotta
antincendi e alla gestione delle emergenze nell’ambito del servizio di
prevenzione e protezione;
– al programma per l’attuazione ed il controllo delle misure di
sicurezza poste in atto, con particolare riguardo a:
1) misure per prevenire il verificarsi di un incendio e la sua
propagazione (divieti, precauzioni di esercizio, controlli)
2) controllo e manutenzione dei presidi antincendi
3) procedure da attuare in caso di incendio
4) informazione e formazione del personale. B1) Misure di
prevenzione Molti incendi possono essere prevenuti richiamando
l’attenzione del personale sui pericoli di incendio più comuni ed
impartendo al riguardo precise disposizioni, con particolare
riferimento a:
– deposito e manipolazione di materiali infiammabili;
– accumulo di rifiuti e scarti combustibili;
– utilizzo di fiamme libere o di apparecchi generatori di calore;
– utilizzo di impianti ed apparecchiature elettriche;
– divieto di fumare;
– lavori di ristrutturazione e manutenzione;
– aree non frequentate.
Inoltre devono essere attuati regolari controlli per garantire:
– la sicura tenuta degli ambienti;
– la fruibilità delle vie di esodo;
– la funzionalità delle porte resistenti al fuoco;
– la visibilità della segnaletica di sicurezza;
– la sicurezza degli impianti elettrici. B2) Controllo e
manutenzione dei presidi antincendio Le attrezzature mobili
(estintori), gli impianti di spegnimento manuali (naspi, idranti) ed
automatici, gli impianti di segnalazione ed allarme incendio,
l’impianto di illuminazione di emergenza, gli impianti di evacuazione
fumi, devono essere oggetto di regolari controlli e di interventi di
manutenzione, in conformità a quanto previsto dalla normativa cogente
e ove mancante dalla normativa tecnica e dalle istruzioni dei
costruttori ed installatori. B3) Procedure da attuare in caso di
incendio A seguito della valutazione del rischio di incendio, deve
essere predisposto e tenuto aggiornato un piano di emergenza per il
luogo d” lavoro, che deve contenere tra l’altro nei dettagli:
a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di
incendio;
b) le procedure per l’evacuazione dal luogo di lavoro che devono
essere attuate dai lavoratori e da altre persone presenti;
c) le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e
per informarli al loro arrivo.
Il piano di emergenza deve identificare un adeguato numero di persone
incaricate di sovraint…

[Continua nel file zip allegato]

Chimici.info