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Tasse sulle concessioni governative per licenze di impianto o di eserc...

Tasse sulle concessioni governative per licenze di impianto o di esercizio degli ascensori e montacarichi (e per rinnovi) installati in stabilimenti industriali
Circolare Ministeriale

Sono stati avanzati quesiti allo scrivente sulla sussistenza o
meno della esenzione dalle tasse di cui all’oggetto alla luce della
recente legislazione emanata in materia (D.P.R. 26 ottobre 1972, n.
641, relativo alla disciplina delle tasse sulle concessioni
governative e D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, relativo alla
disciplina delle agevolazioni tributarie).Dall’esame della normativa
suddetta in seguito ai chiarimenti forniti in materia dal Ministero
delle finanze su richiesta della Direzione Generale dei Rapporti di
Lavoro di questo Ministero si è pervenuti alle conclusioni che
di seguito si comunicano.Col D.P.R. n. 641/1972, già citato, al
2° comma dell’art. 14, veniva ribadita l’applicazione delle
esenzioni vigenti alla data del 31 dicembre 1972 in materia di tasse
sulle concessioni governative "fino al termine che sarà
stabilito con le disposizioni da emanarsi ai sensi del n. 6) dell’art.
9 della legge 9 ottobre 1971, n. 825".L’art. 42 del D.P.R. n.
601/1973 sopracitato, pur non facendo esplicito riferimento all’art.
14 della legge n. 641/1972 e all’art. 9, n. 6 della legge n. 825/1971,
ha abrogato le disposizioni concernenti le esenzioni e agevolazioni di
cui trattasi con effetto dalla data di entrata in vigore del medesimo
decreto che, all’art. 43, è stabilita nel 1° novembre
1974.L’interpretazione da darsi a detto articolo 42 è espressa
nella circolare n. 4 del 16 novembre 1974 del Ministero delle finanze,
Direzione Generale delle Tasse e delle II.II. sugli Affari – Div. 18a
– Prot. n. 400071/1974, circolare che pur avendo per oggetto le
particolari agevolazioni per gli apparecchi frigoriferi entra nel
merito della sussistenza o meno delle generalità delle
agevolazioni in materia di tasse sulle concessioni governative.Di
detta circolare si riporta di seguito, integralmente il testo dello
stralcio che interessa: "Ciò premesso, a seguito
dell’entrata in vigore, il 1° gennaio 1974 del D.P.R. 29 settembre
1973, n. 601, concernente la disciplina delle agevolazioni tributarie,
non sono più applicabili per la scadenza del termine di cui al
secondo comma dell’art. 14 del D.P.R. n. 641 – in materia di tasse
sulle concessioni governative, tutte le esenzioni e le agevolazioni
non previste dai citati decreti presidenziali n. 641/1972 e n.
601/1973, ad eccezione di quelle vigenti alla data del 31 dicembre
1972, a favore delle cooperative, loro consorzi e delle Società
di mutuo soccorso (3° comma, art. 14 D.P.R. n. 641)".Nella
risposta al già citato quesito, posto in materia da questo
Ministero, il Ministero delle finanze ha confermato specificamente
l’abrogazione dell’art. 7 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, ad
opera del predetto art. 42 del D.P.R. n. 601/1973 citato.Il Ministero
delle finanze tuttavia, ha precisato che non si assoggettano al
tributo di cui trattasi gli ascensori e montacarichi installati presso
gli edifici in uso delle Amministrazioni statali (anche per i quali
l’art. 7 suddetto prevedeva il regime di esenzione) per il principio
costantemente affermato in materia, per cui, se un atto interessi
"esclusivamente" lo Stato, esso si ritiene emesso per
ragioni puramente amministrative e mai, data la particolare fisionomia
dello Stato medesimo, che risulta titolare di tutti i diritti e
facoltà, per rimuovere ostacoli o conferire diritti.Pertanto,
in riferimento a quanto sopra, qualsiasi rilascio di licenze di
impianto o di esercizio degli ascensori e montacarichi, e rinnovi
delle medesime, è subordinato al pagamento da parte dei
titolari della relativa tassa stabilita al n. 69 della tariffa annessa
al D.P.R. n. 641/1972 già citato.In proposito, si ricorda che
la parte amministrativa, relativa al rilascio delle licenze di cui
sopra, è di competenza della Prefettura che la esplica
attraverso le Questure, alle quali, perciò, spetta il compito
di accertare l’avvenuto pagamento della citata tassa di
CC.GG.Attualmente sono in atto, in sede provinciale, d’intesa con le
Questure competenti, particolari procedure semplificate che prevedono
il rinnovo tacito delle licenze in argomento, previo adempimento degli
oneri fiscali e di altra natura stabiliti dalla legge per i singoli
casi, salvi gli accertamenti e l’esercizio del potere di sospensione e
di revoca spettanti alle Autorità di P.S.Il rinnovo è
altresì subordinato all’osservanza delle prescrizioni indicate
nel verbale d’ispezione tecnica periodica ed al nulla-osta di
mantenimento in servizio da parte dell’Ispettorato del lavoro.Per il
noto regime di esenzione della tassa di concessione governativa
facente capo alla legge 24 ottobre 1942, n. 1415, la procedura dei
taciti rinnovi sostanzialmente è risultata estremamente
semplificata restando subordinata solo al controllo dell’Ispettorato
del lavoro.In considerazione dell’intervenuto onere fiscale, si rende
necessario che le SS.LL. rivedano gli accordi a suo tempo intercorsi
con le locali Questure.Si ritiene che, di fatto, nulla è
innovato per quanto di competenza dell’Ispettorato del lavoro, salva
la necessità che i titolari delle licenze siano avvertiti che
l’ottenimento o il rinnovo tacito delle licenze di cui trattasi
comporta la presentazione alla competente Questura dell’attestato
(cedola) comprovante l’avvenuto versamento della tassa di concessione
governativa, sul cui retro il titolare dovrà trascrivere il
proprio nome e cognome nonchè la causale del versamento.
L’altro attestato sarà trattenuto onde poter dimostrare,
all’occorrenza, di aver ottemperato agli oneri fiscali.Le SS.LL. sono
interessate affinchè tali disposizioni, richiamanti anche le
condizioni che subordinano le licenze, siano diramate dalle Questure
competenti.Per quanto attiene le licenze e rinnovi già
rilasciati dal 1° novembre 1974 a tutt’oggi, si dovranno
predisporre, di concerto con le Questure, solleciti inviti ai titolari
delle licenze stesse affinchè, ove non vi avessero già
provveduto, effettuino il pagamento del tributo dovuto come stabilito
dalla tariffa e ne diano notizia alla Questura con le modalità
sopradescritte.In proposito il Ministero delle finanze ha precisato
che ai titolari di licenza non in regola è applicabile il comma
1 dell’art. 9 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, che stabilisce la
pena pecuniaria "da un minimo pari al doppio ad un massimo pari
al sestuplo della tassa e, in ogni caso, non inferiore a L.
2.000".Poichè però ai sensi dell’art. 15 della
legge 7 gennaio 1929, n. 4, "per la violazione delle norme sulle
leggi finanziarie, per cui sia stabilita la pena pecuniaria, è
consentito al trasgressore di pagare, all’atto della contestazione
della violazione, una somma pari al sesto del massimo della pena
pecuniaria, oltre all’ammontare del tributo", potrà
evitarsi la contestazione medesima versando, contestualmente alla
tassa, un sesto della pena pecuniaria massima, vale a dire, nel caso,
una somma pari alla tassa, sul c/c postale 46000 intestato all’Ufficio
del Registro per le tasse sulle concessioni governative di Roma.Nella
causale del versamento dovrà, in ogni caso, ben evidenziarsi
l’importo relativo alla pena pecuniaria.Nei solleciti sarà
opportuno ragguagliare brevemente gli interessati sulla abrogazione
della agevolazione di esenzione di cui hanno goduto le licenze di cui
trattasi fino al 31 dicembre 1973.

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