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Disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali...

Disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali (conversione in legge del D.L. 9/11/88 n.397)
Legge

Art. 1Misure per la minore produzione di rifiuti, per il
recupero di materiali e per le tecnologie innovative1. Entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Consiglio
nazionale dell’ambiente, viene adottato un programma triennale che ha
valore di atto d’indirizzo e coordinamento, per ridurre la quantità e
la pericolosità dei rifiuti prodotti; favorire il recupero di
materiali o di energia; limitare progressivamente l’uso di materiali
non biodegradabili ovvero non agevolmente recuperabili o riciclabili,
utilizzati, in particolare, nel settore dell’imballaggio, dei
contenitori e delle confezioni.2. La proposta di programma è trasmessa
per il parere alle competenti Commissioni parlamentari.3. A valere sui
fondi della L. 17 febbraio 1982, n. 46 (*), il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato fissa per il 1989 una
riserva del 10 per cento a favore di domande presentate dalle imprese
che attuino innovazioni tecnologiche coerenti con le indicazioni del
programma. Sulla base delle domande presentate il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con il
Ministro dell’ambiente, propone al CIPI la variazione annuale di detta
riserva.4. Il programma, di cui al comma 1, prevede altresì i criteri
e le modalità per l’assegnazione di contributi in conto capitale nel
limite massimo di 20 miliardi finalizzati alla promozione, da parte
delle associazioni di categoria di artigiani e commercianti, di
società di servizi ambientali connessi all’applicazione delle
disposizioni del presente decreto.5. Agli oneri di cui al comma 4 si
provvede con l’utilizzazione per pari importo dello stanziamento di
lire 50 miliardi per l’anno 1989 di cui all’articolo 14, comma 8, del
decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441 (**).6. Nel caso in cui, ai sensi
delle leggi vigenti, vengano autorizzati dalla competente autorità la
costruzione e l’esercizio di impianti consortili, a servizio di poli o
aree industriali, per la produzione di energia elettrica e calore per
le necessità dirette delle aziende, dovranno essere utilizzati anche
combustibili non convenzionali derivanti da rifiuti industriali o dal
trattamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati purchè tale
utilizzo rappresenti almeno il trenta per cento del combustibile
impiegato.7. Nelle aree di cui all’articolo 1 del testo unico delle
leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con D.P.R. 6 marzo
1978, n. 218 (***), le misure previste dall’art. 14, commi 1 e 3, del
D.L. 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla L.
29 ottobre 1987, n. 441(**), sono estese alla realizzazione di
impianti a tecnologia avanzata per il trattamento e lo smaltimento dei
rifiuti industriali, nonchè dei relativi stoccaggi. In attesa
dell’entrata in esercizio di detti impianti, le medesime agevolazioni
possono essere concesse per la realizzazione, l’adeguamento e la
locazione di serbatoi per lo stoccaggio temporaneo.8. Al fine di
limitarne il consumo sul territorio nazionale e allo scopo di
difendere e tutelare l’ambiente e il paesaggio, ai sacchetti di
plastica, utilizzati come involucri che il venditore al dettaglio
fornisce al consumatore per l’asporto delle merci, è applicata una
imposta di fabbricazione di lire 100 per ogni unità prodotta immessa
sul mercato nazionale e una corrispondente sovraimposta di confine. ll
Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente,
definisce, entro sessanta giorni, le modalità di applicazione
dell’imposta e della sovraimposta.9. L’articolo 6-bis del
decreto-legge 31 agosto 1987, n 361, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441(**), è abrogato. In relazione al
programma di cui al presente articolo e agli obiettivi di riciclaggio
di cui all’articolo 9-quater, è istituita presso il Ministero
dell’ambiente, nell’ambito del comitato tecnico-scientifico previsto
dall’articolo 15 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441(**), una
speciale sezione per la verifica delle condizioni necessarie al
raggiungimento dell’obiettivo della biodegradabilità delle materie per
la produzione di sacchetti e buste nonchè imballaggi, contenitori o
confezioni di qualsiasi tipo per l’asporto di merci. La sezione, i cui
membri sono nominati dal Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro due
anni dalla costituzione trasmette ai predetti Ministri e alle
competenti Commissioni parlamentari una relazione sui risultati dei
propri lavori. Sulla base della medesima, con proprio decreto, il
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, adotta disposizioni e prescrizioni
relative all’impiego di materie nella predetta
produzione.————(*) La legge n. 46/19882 reca norme in
materia di interventi per i settori dell’economia di rilevanza
nazionale.(**) Il testo delle disposizioni del D.L. n.361/1987, alle
quali il presente articolo fa rinvio, è riportato in appendice.(***)
Il D.P.R. n. 218/1978 approva il testo unico della legge sugli
interventi nel Mezzogiorno.Art. 2Materie prime secondarie1.
Sono materie prime secondarie i residui derivanti da processi
produttivi e che sono suscettibili, eventualmente previ idonei
trattamenti, di essere utilizzati come materie prime in altri processi
produttivi della stessa o di altra natura.2. Non costituiscono materie
prime secondarie, ai sensi del comma 1, le sostanze suscettibili di
essere impiegate nell’ambito di processi di combustione destinati a
produrre energia.3. Le materie prime secondarie sono individuate con
decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.4. L’esercizio delle
funzioni statali di indirizzo, promozione e coordinamento delle
attività connesse all’utilizzazione delle materie prime secondarie,
nonchè allo stoccaggio, trasporto e al trattamento delle stesse e ai
controlli relativi, avviene ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera
d), della legge 23 agosto 1988, n. 400 (*).5. Spetta al Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, determinare le norme tecniche generali
relative alle attività di cui al comma 4.6. La legge regionale, in
conformità agli indirizzi e alle norme tecniche di cui ai commi
precedenti, disciplina le modalità per il controllo dell’utilizzazione
delle materie prime secondarie, nonchè per il trasporto, stoccaggio, e
trattamento delle stesse, determinando altresì le condizioni e le
modalità per la esclusione delle materie prime secondarie dall’ambito
di applicazione della normativa in tema di smaltimento dei rifiuti.7.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa
con il Ministro dell’ambiente, può promuovere l’istituzione e il
funzionamento della borsa delle materie prime secondarie e
sottoprodotti presso le camere di commercio. Alla copertura dei
relativi costi, compresi quelli di avviamento, si provvede con
apposite tariffe, da approvarsi con delibere
camerali.————(*) Il testo dell’art. 2, comma 3, lettera d),
della legge n. 400/1988 (Disciplina dell’attività di Governo ed
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) è il
seguente:”3. Sono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei
Ministri:(Omissis)d) Gli atti di indirizzo e di coordinamento
dell’attività amministrativa delle regioni e, nel rispetto delle
disposizioni statutarie, delle regioni a statuto speciale e delle
provincie autonome di Trento e Bolzano; gli atti di sua competenza
previsti dall’articolo 127 della Costituzione e degli statuti
regionali speciali in ordine alle leggi regionali e delle provincie
autonome di Trento e Bolzano, salvo quanto stabilito dagli statuti
speciali per la regione siciliana e per la regione Valle
d’Aosta”.Art. 3Catasto e osservatorio dei rifiuti1. E’
istituito il catasto dei rifiuti speciali, speciali di origine
industriale assimilabili agli urbani o tossici e nocivi, per la
raccolta in un sistema unitario, articolato su scala regionale, di
tutti i dati relativi ai soggetti produttori e smaltitori di
rifiuti.2. Il catasto è realizzato dalle regioni che possono delegare
la gestione alle province. ll Ministro dell’ambiente, sentita la
Conferenza permanente dei presidenti delle regioni, definisce con
proprio decreto le modalità di rilevazione per l’organizzazione del
catasto, il sistema di codifica, le elaborazioni minime obbligatorie,
le modalità di interconnessione del sistema e i destinatari
dell’informazione. Il sistema deve consentire di disporre con
continuità delle informazioni analitiche e sintetiche sulla produzione
e sullo smaltimento dei rifiuti (*).3. Chiunque produca ovvero sia
titolare degli impianti di smaltimento dei rifiuti sopraindicati è
tenuto a comunicare alla regione o alla provincia delegata la quantità
e la qualità del rifiuti prodotti e smaltiti. La denuncia deve essere
effettuata, a partire dal 1989, entro il 28 febbraio di ogni anno, con
riferimento ai rifiuti prodotti e smaltiti nell’anno precedente. La
denuncia deve essere firmata dal legale rappresentante dell’azienda.
Le regioni, ovvero le province qualora delegate, inseriscono nel
catasto le informazioni relative a soggetti produttori e smaltitori
(**).4. A partire dal 1989, entro il 31 dicembre di ogni anno, il
Ministro dell’ambiente elabora i dati del catasto, pubblica la stima
dei rifiuti prodotti, divisi per t…

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