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Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema indiv...

Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici
Decreto Ministeriale

Art. 1 1. Ai sensi e per gli effetti della disposizione
dell’articolo 395, ultimo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n 547, per le attrezzature di cui ai
successivi articoli, è ammessa deroga all’applicazione dell’art. 10
del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n.
164, concernente le cinture di sicurezza, limitatamente
all’impiego delle attrezzature stesse nelle operazioni di montaggio e
smontaggio dei ponteggi metallici fissi (di cui al capo V del citato
decreto del Presidente della Repubblica n 164/1956) e quando non
risultino utilizzabili altri mezzi protettivi capaci di contenere
l’altezza di caduta libera entro il limite massimo di m. 1,50 senza
pregiudizio per la mobilità del lavoratore richiesta dalle operazioni
di montaggio e di smontaggio dei ponteggi. Art. 2
1. Le attrezzature di cui al presente decreto sono costituite da:
a) una cintura di sicurezza di tipo speciale comprendente, oltre
l’imbracatura, un organo di trattenuta provvisto di freno a
dissipazione di energia;
b) una guida rigida da applicare orizzontalmente ai montanti interni
del ponteggio, immediatamente al di sopra o al di sotto dei traversi
di sostegno dell’impalcato;
c) un organo d’ancoraggio scorrevole lungo la suddetta guida,
provvisto di attacco per la cintura di sicurezza.
Art. 3
1. Tutti i componenti dell’attrezzatura considerata all’art. 2 devono
essere costruiti, in ogni particolare, a regola d’arte, utilizzando
materiali idonei di caratteristiche accertate secondo le prescrizioni
delle norme di buona tecnica, tenendo conto delle sollecitazioni
dinamiche cui sono assoggettate in caso di intervento
dell’attrezzatura.
2. I singoli componenti dell’attrezzatura devono rispondere ai
requisiti specifici di cui all’allegato tecnico che costituisce parte
integrante del presente decreto.Art. 4
1 I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti devono disporre ed
esigere che i lavoratori durante l’uso delle attrezzature di cui al
presente regolamento indossino, quali ulteriori mezzi di protezione
individuale, idoneo elmetto con sottogola, calzature con suola
flessibile antisdrucciolevole e guanti. E’ fatto obbligo ai lavoratori
di utilizzare i mezzi di protezione. Art. 5
1 Il mancato rispetto di una qualsiasi delle prescrizioni contenute
nel presente regolamento comporta l’inefficacia delle deroghe ivi
previste.
ALLEGATO
ATTREZZATURE PER LA PROTEZIONE, IN CASO DI CADUTA DALL’ALTO, DEI
LAVORATORI ADDETTI AL MONTAGGIO E ALLO SMONTAGGIO DEI PONTEGGI
METALLICI.
La presente normativa tecnica tratta separatamente i singoli
componenti delle attrezzature o cioè:
– l’imbracatura (paragrafo 1);
– l’organo di trattenuta con freno incorporato (paragrafo 2);
– la guida rigida con organo d’ancoraggio scorrevole (paragrafo 3),
fissando le caratteristiche dei metariali, i requisiti costruttivi e
meccanici dei componenti, nonché le prove di qualificazione alle quali
questi devono essere assoggettati.
Per gli accertamenti sui materiali e sui singoli elementi (corde,
nastri, accessori metallici . ) si rinvia alle specifiche norme UNI.
La norma fornisce, inoltre, indicazioni relative alla fabbricazione,
commercializzazione, marchiatura e certificazione dei prodotti
(paragrafi 4 e 5).
In figura 1, a titolo indicativo, è riportato un disegno schematico
d’insieme dell’attrezzatura con la nomenclatura adottata nel testo.

1. IMBRACATURA.
È il dispositivo di presa costituito da un insieme di nastri, alcuni
dei quali allacciabili con possibilità di registrazione e di
adattamento a varie taglie, con cui viene inviluppato il corpo
dell’utente.
L’imbracatura è provvista di un organo di attacco conformato ad anello
(anellone), posizionato in modo da risultare sul dorso dell’utente,
che consente di vincolarla all’estremità libera dell’organo di
trattenuta dell’attrezzatura. 1.1. Requisiti o prescrizioni.
1.1.1. Requisiti ergonomici.
L’imbracatura deve possedere caratteristiche ergonomiche. In
particolare:
non deve costituire intralcio all’attività lavorativa e, nello
svolgimento di questo, deve essere utilizzabile senza apprezzabile
fastidio;
in caso di caduta del lavoratore deve trasmettere e ripartire sulle
parti fisiologicamente idonee a resistervi, le sollecitazioni
dinamiche indotte nella fase d’arresto della caduta;
deve fornire una conveniente posizione d’attesa al lavoratore
trattenuto in sospensione (v. paragrafo 1.2.2.).
1.1.2. Prescrizioni concernenti i materiali.
I nastri ed i fili di cucitura devono essere realizzati con fibre
tessili sintetiche resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni
dinamiche, poco sensibili ai fenomeni d’invecchiamento. A titolo
indicativo si citano come fibre utilizzabili quelle ricavate da
poliammidi e pollesteri. È invece da escludere l’impiego di fibre
ricavate dalle polioletine in quanto presentano un rapido
invecchiamento. I fili di cucitura devono essere di colore diverso da
quello dei nastri in modo da agevolare il controllo a vista delle
cuciture. Gli accessori metallici (quali l’organo d’attacco
dell’imbracatura ed i dispositivi di collegamento e/o
regolazione-fibbie) devono risultare resistenti o protetti contro la
corrosione. Quelli con funzione portante devono essere realizzati
impiegando materiali e tecnologie costruttive che assicurino ai
prodotti finiti un’adeguata resistenza alle sollecitazioni d’urto.
1.1.3. Caratteristiche geometriche dei nastri.
La larghezza dei nastri utilizzabili come elementi portanti non deve
essere minore di 50 mm.
Per i nastri costituenti le bretelle ed i cosciali si accetta una
larghezza minore con il limite inferiore di 30 mm. 1.1.4. Prescrizioni
concernenti la manifattura.
L’imbracatura deve essere accuratamente rifinita in ogni sua parte.
Gli accessori metallici devono essere conformati, rifiniti, disposti
e, se necessario, protetti in modo da evitare che la loro presenza e/o
utilizzazione possa risultare mal tollerata o ferire il corpo
dell’utilizzatore.
Le connessioni dei vari elementi devono essere eseguite a regola
d’arte con sistemi e materiali idonei che ne garantiscono la
resistenza alle sollecitazioni ipotizzabili nel pratico impiego.
A titolo indicativo, nell’appendice sono riportati alcuni suggerimenti
per il taglio, la preparazione dei tratti terminali dei nastri, la
loro cucitura.
1.2. Prove di qualificazione e criteri di valutazione dei risultati.
1.2.1. Prova di resistenza statica.
L’imbracatura applicata ad un manichino rigido, saldamente ancorato,
avente la forma e le dimensioni riprodotte in figura 2, viene
sollecitata mediante uno sforzo di trazione di 20 kN applicato
staticamente all’attacco dell’imbracatura, esercitato nella direzione
ritenuta più sfavorevole alla resistenza dell’imbracatura stessa,
mantenuto applicato per due minuti.
A descrizione del collaudatore, è ammesso ripetere la prova su un
nuovo campione variando la direzione dello sforzo di trazione
applicativo.
In ogni caso, per ogni condizione sperimentale realizzata, vanno
effettuate due prove utilizzando ogni volta un campione nuovo.
Il risultato della prova è giudicato positivo se, nel corso
dell’intervallo di tempo a carico costante, l’imbracatura resiste
senza cedere e senza perdere la presa sul manichino. Sono tollerate
scuciture limitate a “piccoli tratti”, quando non pregiudicano la
tenuta del carico.
Sul certificato di prova vanno riportate tutte le prove effettuate,
precisando per ognuna le condizioni sperimentali realizzate ed il
risultato.
1.2.2. Prova di resistenza dinamica.
Questa prova viene effettuata utilizzando un manichino antropomorfo,
articolato, avente caratteristiche dimensionali e distribuzione delle
masse confrontabili con quella del corpo, di taglia media, di un
adulto di sesso maschile (*).
L’attrezzatura di prova, oltre il manichino, comprende:
a) un portale rigido che consente l’ancoraggio dell’organo di
trattenuta (v. punto c) e la sospensione del manichino in modo che
l’attacco dell’imbracatura applicata al manichino risulti 2 m più in
alto dell’ancoraggio anzidetto.
Al di sotto dell’ancoraggio dell’organo di trattenuta deve risultare
uno spazio libero di altezza non inferiore a 4,50 m.
Inoltre l’ancoraggio dell’organo di trattenuta deve risultare
sufficientemente arretrato, rispetto alla verticale passante per
l’attacco dell’imbracatura, per evitare che vi urti il manichino
abbandonato in caduta libera;
b) un dispositivo di trattenuta e di sgancio rapido del manichino che
consenta a questo di iniziare, senza apprezzabile velocità iniziale,
la caduta libera presentando verso il basso i piedi ovvero la testa;
c) uno spezzone di corda per alpinismo, utilizzato con un unico tratto
portante come organo di trattenuta, provvisto di ganci o moschettoni
di estremità, lungo complessivamente 2 m, con carico di rottura non
inferiore a 20 kN, privo di freno.
Conduzione della prova. – Applicata l’imbracatura in prova al
manichino e collegata all’organo di trattenuta realizzato con la corda
per alpinismo, di cui alla lettera c), la prova viene condotta, con le
articolazioni del manichino sbloccate, effettuando consecutivamente
quattro cadute, con un’altezza di caduta libera di circa 4 m, senza
cambiare la corda. Le prime due cadute si effettuano con i piedi in
avanti, le altre due con la testa in avanti. Tra due cadute
consecutive si osserva una pausa di almeno quindici minuti.
Dopo ogni caduta, con il manichino sospeso a fermo nella posizione
finale di equilibrio, si misura l’angolo a che l’asse dorsale del
manichino forma con la verticale.
Il risultato della prova è giudicato positivo:
se nel corso della prova comprendente quattro cadute il manichino è
costantemente trattenuto dall’imbracatura;
e se, contemporaneamente, dopo ogni caduta, a manichino fermo, risulta
minore del 50%.
Sul certificato di prova vanno riportati distintamente i risultati
delle…

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