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Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barrie...

Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. I progetti relativi
alla
costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi
edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica,
sovvenzionata ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall’entrata in
vigore della presente legge sono redatti in osservanza delle
prescrizioni tecniche previste dal comma 2.2. Entro tre mesi
dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei lavori
pubblici fissa con proprio decreto le prescrizioni tecniche necessarie
a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli
edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed
agevolata.3. La progettazione deve comunque prevedere:a) accorgimenti
tecnici idonei alla installazione di
meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi i
servoscala;b) idonei accessi alle parti comuni degli edifici
e alle singole unità immobiliari;c) almeno un
accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di
sollevamento;d) l’installazione, nel caso di immobili con più
di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale
raggiungibile mediante rampe prive di gradini.4. E’ fatto
obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista
abilitato di conformità degli elaborati alle disposizioni adottate ai
sensi della presente legge. Art. 2 1. Le deliberazioni che hanno per
oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad
eliminare le barriere architettoniche di cui all’articolo 27, primo
comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all’articolo 1, primo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n.
384, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e
l’installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la
mobilità dei ciechi all’interno degli edifici privati, sono approvate
dall’assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con
le maggioranze previste dall’articolo 1136, secondo e terzo comma, del
codice civile.2. Nel caso in cui il condominio
rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta
per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di
handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà di cui al
titolo IX del libro primo del codice civile, possono installare, a
proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente
rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte
d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli
ascensori e alle rampe dei garages.3. Resta fermo
quando disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo
comma, del codice civile. Art. 3 1. Le opere di cui all’articolo 2
possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste
dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni
ai fabbricati o comuni o di uso comune a più fabbricati (*).2. E’
fatto salvo l’obbligo di rispetto delle distanze
di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile nell’ipotesi in cui
tra le opere da realizzare e i fabbricati alieni non sia interposto
alcuno spazio o alcuna opera di proprietà o di uso comune.
Nota:
(*) Comma così sostituito dal comma 1, art, 1, della legge 27 febbraio
1989, n. 62. Art. 4 1. Per gli interventi di cui all’articolo 2, ove
l’immobile sia soggetto al vincolo di cui all’articolo 1 della legge
29 giugno 1939, n. 1497, le regioni, o le autorità da esse
subdelegate, competenti al rilascio dell’autorizzazione di cui
all’articolo 7 della citata legge, provvedono entro il termine
perentorio di novanta giorni dalla presentazione della domanda, anche
impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni.2. La mancata
pronuncia nel termine di cui al comma 1
equivale ad assenso.3. In caso di diniego, gli
interessati possono, entro i trenta giorni successivi, richiedere
l’autorizzazione al Ministro per i beni culturali e ambientali, che
deve pronunciarsi entro centoventi giorni dalla data di ricevimento
della richiesta.4. L’autorizzazione può essere negata
solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio
del bene tutelato.5. Il diniego deve essere motivato
con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio,
della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca
e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate
dall’interessato. Art. 5 1. Nel caso in cui per l’immobile sia
stata effettuata la notifica ai sensi dell’articolo 2 della legge 1°
giugno 1939, n. 1089, sulla domanda di autorizzazione prevista
dall’articolo 13 della predetta legge la competente soprintendenza è
tenuta a provvedere entro centoventi giorni dalla presentazione della
domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni. Si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 2, 4 e 5. Art.
6 1. L’esecuzione delle opere edilizie di cui all’articolo
2, da realizzare nel rispetto delle norme antisismiche e di
prevenzione degli incendi e degli infortuni, non è soggetta
all’autorizzazione di cui all’articolo 18 della legge 2 febbraio 1974,
n. 64.2. Resta fermo l’obbligo del preavviso e dell’invio del
progetto alle competenti autorità, a norma dell’articolo 17 della
stessa legge 2 febbraio 1974, n. 64. Art. 7 1. L’esecuzione
delle opere edilizie di cui all’articolo 2 non è soggetta a
concessione edilizia o ad autorizzazione. Per la realizzazione delle
opere interne, come definite dall’articolo 26 della legge 28 febbraio
1985, n. 47, contestualmente all’inizio dei lavori, in luogo di quella
prevista dal predetto articolo 26, l’interessato presenta al sindaco
apposita relazione a firma di un professionista abilitato.2. Qualora
le opere di cui al comma 1 consistano in
rampe o ascensori esterni ovvero in manufatti che alterino la sagoma
dell’edificio, si applicano le disposizioni relative
all’autorizzazione di cui all’articolo 48 della legge 5 agosto 1978,
n. 457, e successive modificazioni ed integrazioni. Art. 8 1. Alle
domande ovvero alle comunicazioni al sindaco
relative alla realizzazione di interventi di cui alla presente legge,
è allegato certificato medico in carta libera attestante l’handicap e
dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi
dell’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, dalla quale
risultino l’ubicazione della propria abitazione, nonché le difficoltà
di accesso. Art. 9  1. Per la realizzazione di opere direttamente
finalizzate al superamento e all’eliminazione di barriere
architettoniche in edifici già esistenti, anche se adibiti a centri o
istituti residenziali per l’assistenza ai soggetti di cui al comma 3,
sono concessi contributi a fondo perduto con le modalità di cui al
comma 2. Tali contributi sono cumulabili con quelli concessi a
qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al portatore di
handicap. (*). 2. Il contributo è concesso in misura
pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a lire cinque
milioni; è aumentato del venticinque per cento della spesa
effettivamente sostenuta per costi da lire cinque milioni a lire
venticinque milioni, e altresì di un ulteriore cinque per cento per
costi da lire venticinque milioni a lire cento milioni. 3. Hanno
diritto ai contributi, con le procedure
determinate dagli articoli 10 e 11, i portatori di menomazioni o
limitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecità, ovvero
quelle relative alla deambulazione e alla mobilità, coloro i quali
abbiano a carico i citati soggetti ai sensi dell’articolo 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
nonché i condomini ove risiedano le suddette categorie di beneficiari.
4. Nella lettera e) del comma 1 dell’articolo 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le
parole “mezzi necessari per la deambulazione e la locomozione”, sono
sostituite dalle parole “mezzi necessari per la deambulazione, la
locomozione e il sollevamento”. La presente disposizione ha effetto
dal 1 gennaio 1988.  Nota:(*) Comma così
sostituito dal comma 1, art. 2, della legge 27 febbraio 1989, n.
62. Art. 10  1. E’ istituito presso il Ministero dei lavori pubblici
il Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere
architettoniche negli edifici privati. 2. Il Fondo è
annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto del
Ministro dei lavori pubblici di concerto con i Ministri per gli affari
sociali, per i problemi delle aree urbane e del tesoro, in proporzione
del fabbisogno indicato dalle regioni ai sensi dell’articolo 11, comma
5. Le regioni ripartiscono le somme assegnate tra i comuni
richiedenti. 3. I sindaci, entro trenta giorni dalla
comunicazione delle disponibilità attribuite ai comuni, assegnano i
contributi agli interessati che ne abbiano fatto tempestiva richiesta.
4. Nell’ipotesi in cui le somme attribuite al comune non
siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno, il sindaco le
ripartisce con precedenza per le domande presentate da portatori di
handicap riconosciuti invalidi totali con difficoltà di deambulazione
dalle competenti unità sanitarie locali e, in subordine, tenuto conto
dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Le domande non
soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi restano valide per
gli anni successivi. 5. I contributi devono essere erogati
entro quindici giorni dalla presentazione delle fatture dei lavori,
debitamente quietanzate.  Art. 11 1. Gli interessati debbono
presentare
domanda al sindaco del comune in cui è sito l’immobile con indicazione
delle opere da realizzare e della spesa prevista entro il 1 marzo di
ciascun anno.2. Per l’anno 1989 la domanda deve essere
presentata entro il 31 luglio (*).3. Alla domanda
debbono essere allegati il certificato e la …

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