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Relativa ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e normalizzazione (85/C-136/01)
Risoluzione del Consiglio

IL CONSIGLIOnel prolungamento delle sue conclusioni concernenti
la normalizzazione, approvate il 16 luglio 1984 (allegato
I);sottolinea l’urgenza di ovviare alla presente situazione nel
settore degli ostacoli tecnici agli scambi e all’incertezza che ne
risulta per gli operatori economici;sottolinea l’importanza e
l’opportunità della nuova strategia che consiste
nell’attribuire a norme, in primo luogo europee e se necessario
nazionali, a titolo transitorio, il compito di definire le
caratteristiche tecniche dei prodotti, secondo una strategia elaborata
dalla Commissione nella comunicazione del 31 gennaio 1985, la quale fa
seguito a taluni orientamenti adottati dal Parlamento europeo nell
risoluzione del 16 ottobre 1980 e si inquadra nel prolungamento delle
conclusioni del Consiglio del 16 luglio 1984;consapevole che questa
nuova strategia dovrà essere completata da una politica in
materia di valutazione della conformità, invita la Commissione
a trattare questa materia in via prioritaria e ad accelerare tutti i
lavori in questo settore;approva gli orientamenti esposti nello schema
contenente i principi e gli elementi principali che dovranno
costituire il corpo delle direttive (allegato II della presente
risoluzione);invita la Commissione a presentargli quanto prima
proposte appropriate.Allegato ICONCLUSIONI IN MATERIA DI
NORMALIZZAZIONEAPPROVATE DAL CONSIGLIO IL 16 LUGLIO 1984Il
Consiglio ritiene che la normalizzazione costituisca un importante
contributo per la libera circolazione dei prodotti industriali e, a
maggiore ragione, per la creazione di un contesto tecnico comune a
tutte le imprese; essa contribuisce alla competitività
industriale tanto sul mercato comunitario quanto sui mercati esterni,
in particolare nelle nuove tecnologie.Esso constata che gli obiettivi
perseguiti dagli Stati membri per la tutela della sicurezza e della
salute dei loro cittadini nonchè per la tutela dei consumatori
sono in linea di massima equivalenti anche se differiscono i mezzi
tecnici per la loro realizzazione.Pertanto il Consiglio adotta i
seguenti principi di una politica europea di normalizzazione:- impegno
degli Stati membri ad esaminare in modo permanente le prescrizioni
tecniche applicabili sul loro territorio de jure o de facto, per
eliminare quelle superate o superflue;- impegno degli Stati membri a
sorvegliare che sia assicurato il riconoscimento reciproco dei
risultati delle prove e, se necessario, elaborazione di norme
armonizzate in materia di funzionamento degli organismi di
certificazione;- accettazione di una rapida consultazione comunitaria
al livello appropriato, conformemente agli obiettivi della direttiva
83/189/CEE, ogni qualvolta le iniziative regolamentari o le procedure
nazionali di rilievo si ripercuoterebbero negativamente sul
funzionamento del mercato interno;- estensione nella prassi della
Comunità in materia di armonizzazione tecnica del rinvio a
norme in primo luogo europee e se necessario nazionali per definire le
caratteristiche tecniche dei prodotti qualora siano riunite le
condizioni necessarie, in particolare in materia di tutela della
salute e della sicurezza;- rafforzamento quanto prima della
capacità di normalizzazione, in via prioritaria a livello
europeo, per facilitare sia l’armonizzazione legislativa comunitaria
sia lo sviluppo industriale soprattutto nelle nuove tecnologie.
Ciò potrebbe implicare, in circostanze particolari, la
creazione di nuove procedure da parte della Comunità per
migliorare l’elaborazione delle norme (per esempio uffici di
normalizzazione, comitati ad hoc). L’adozione di norme europee sarebbe
soggetta all’approvazione degli organismi europei di
normalizzazione.In particolare nei settori di alta tecnologia,
sarà necessario individuare i settori per i quali le
specificazioni e le norme comuni consentiranno un efficace
sfruttamento della dimensione comunitaria e dell’apertura degli
appalti pubblici di opere e di forniture, perchè possano essere
prese al riguardo le necessarie decisioni.Allegato IIORIENTAMENTI
RELATIVI AD UNA NUOVA STRATEGIA IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE TECNICA E
NORMALIZZAZIONEI quattro principi fondamentali sui quali si
basa la nuova strategia sono i seguenti :- l’armonizzazione
legislativa si limita all’approvazione, mediante direttive basate
sull’articolo 100 del trattato CEE, dei requisiti essenziali di
sicurezza (o di altre esigenze di interesse collettivo) ai quali
devono soddisfare i prodotti immessi sul mercato che, in tal caso,
possono circolare liberamente nella Comunità;- agli organi
competenti per la normalizzazione industriale è affidato il
compito di elaborare le specifiche tecniche, tenendo conto del livello
tecnologico del momento, di cui le industrie hanno bisogno per
produrre ed immettere sul mercato prodotti conformi ai requisiti
essenziali fissati dalle direttive,- tali specifiche tecniche non
devono essere obbligatorie bens conservare il carattere di norme
volontarie,- tuttavia, le amministrazioni sono allo stesso tempo
obbligate a riconoscere ai prodotti fabbricati secondo le norme
armonizzate (o, a titolo provvisorio, le norme nazionali) una presunta
conformità di "requisiti essenziali" fissati dalla
direttiva (ciò significa che il produttore ha la facoltà
di fabbricare prodotti non conformi alle norme ma in che tal caso
spetta a lui provare che i suoi prodotti rispondono ai requisiti
essenziali fissati dalla direttiva).Affinchè tale sistema possa
funzionare è necessario:- che le norme offrano garanzie di
qualità corrispondenti ai "requisiti essenziali"
fissati dalle direttive,- che nulla cambi nella responsabilità
delle autorità pubbliche di garantire la sicurezza (o il
rispetto di altre esigenze in gioco) nel loro territorio. La
qualità delle norme armonizzate deve essere assicurata dagli
incarichi che la Commissione affida nel campo della normalizzazione e
che devono essere svolti conformemente agli orientamenti generali
oggetto di un accordo concluso tra la Commissione e gli organismi
europei di normalizzazione. Per quanto riguarda le norme nazionali, la
loro qualità deve essere verificata mediante una procedura
eseguita a livello comunitario sotto la guida della Commissione
assistita da un comitato permanente costituito da responsabili delle
amministrazioni nazionali. E’ necessario anche prevedere procedure di
salvaguardia, gestite dalla Commissione con la collaborazione del
suddetto comitato, che offrano alle autorità pubbliche
competenti la possibilità di contestare la conformità di
un prodotto, la validità di un certificato o la qualità
di una norma. Attraverso l’applicazione di questo sistema di
armonizzazione legislativa a tutti i settori in cui ciò
è possibile, la Commissione intende porre fine alla
proliferazione di direttive particolari eccessivamente tecniche su
singoli prodotti. Il campo di applicazione delle direttive che
rientrano nell’approccio "rinvio alle norme" dovrà
infatti comprendere ampie categorie di prodotti e i tipi di rischi ad
esse connessi. La Comunità potrà in tal modo portare a
termine l’impresa estremamente complessa di armonizzare le
legislazioni tecniche e allo stesso tempo promuovere lo sviluppo e
l’applicazione di norme europee, fattori essenziali per il
miglioramento della competitività della sua industria.SCHEMA
CONTENENTE I PRINCIPI E GLI ELEMENTI PIU’ IMPORTANTI DELLE FUTURE
DIRETTIVEA. MOTIVAZIONITra i principi che tradizionalmente
giustificano il dispositivo della direttiva si dovranno evidenziare i
seguenti :- spetta agli Stati membri garantire sul loro territorio sia
la sicurezza (nelle abitazioni, sul posto di lavoro, ecc.) delle
persone, degli animali domestici e dei beni, sia altri aspetti
essenziali della protezione della collettività quali la
protezione della salute, del consumatore, dell’ambiente, ecc., dai
rischi considerati dalla direttiva;- le relative disposizioni
nazionali devono essere armonizzate per garantire la libera
circolazione delle merci senza per questo ridurre i livelli
giustificati di sicurezza garantiti attualmente negli Stati membri;-
il CEN ed il CENELEC (l’uno o l’altro o entrambi a seconda dei
prodotti considerati dalla direttiva) sono gli organismi cui compete
adottare le norme europee armonizzate nel campo di applicazione della
direttiva, conformemente agli orientamenti contenuti in un accordo che
la Commissione ha concluso con tali organismi dopo aver consultato gli
Stati membri.1. Con un tale schema si sviluppa un approccio generale
che conviene attuare in funzione delle esigenze legislative per
settori o famiglie di prodotti e per tipo di rischio mediante
direttive basate sull’articolo 100 del trattato.2. L’oggetto della
direttiva verrebbe precisato, in ogni singolo caso di applicazione,
dai tipi di rischio (sicurezza, sanità, ambiente, protezione di
consumatori, ecc.) ed eventualmente dalle circostanze (a casa, sul
posto di lavoro, nel traffico, durante il tempo libero, ecc.).3.
Bisognerebbe eventualmente precisare che gli Stati membri possono
prevedere l’introduzione di normative nazionali, nel rispetto del
diritto comunitario, sulle condizioni di impiego dei prodotti che
rientrano nel campo di applicazione della direttiva.4. Per quanto
riguarda l’obiettivo considerato nel secondo dei principi esaminati
è evidente che esso risulta automaticamente rispettato
dall’adozione stessa della direttiva basata sull’articolo 100 del
trattato in quanto i requisiti essenziali di sicurezza fissati da
quest’ultima sono tali da garantire il conseguimento di un tale
obiettivo.(*) Nel seguito del presente documento si fa riferime…

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