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Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie (1) (2) (3) (4) (5)...

Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie (1) (2) (3) (4) (5).
Regio Decreto

  G.U. del 09/08/1934 n.186  AVVERTENZA(1)
Vedi, ora la l. 23 dicembre 1978, n. 833, di
istituzione del Servizio sanitario nazionale e il d.lg. 30 dicembre
1992, n. 502 di riforma del sistema sanitario nazionale.
(2) La denominazione «professione sanitaria ausiliaria» contenuta nel
presente provvedimento nonché in ogni altra disposizione di legge, è
sostituita dalla denominazione «professione sanitaria» ex art. 1, l.
26 febbraio 1999, n. 42.
(3) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento la
nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(4) A partire dal 1º gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1º
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se tale
operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51, d.lg.
24 giugno 1998, n. 213).
(5) A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a
seguito delle prime elezioni politiche successive all’entrata in
vigore del d.lg. 30 luglio 1999, n. 300, le prefetture sono
trasformate in uffici territoriali del governo; il prefetto preposto a
tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le funzioni di
commissario del governo (art. 11, d.lg. 300/1999, cit.).
 Articolo 1
  [La tutela della sanità pubblica spetta al
Ministro della sanità e, sotto la sua dipendenza, ai prefetti e ai
sindaci.
I servizi di igiene scolastica, ferroviaria, del lavoro, [delle
colonie e,] in genere, i servizi igienici e sanitari, qualunque sia
l’amministrazione pubblica, civile o militare, che vi debba
direttamente provvedere, debbono, per quanto riguarda la tutela
dell’igiene e della sanità pubblica, essere coordinati e uniformati
alle disposizioni delle leggi sanitarie e alle istruzioni del Ministro
della sanità] (1).
(1) Articolo da ritenersi superato per effetto dell’entrata in vigore
della l. 13 marzo 1958, n. 296, istitutiva del Ministero della sanità,
il cui riordino è avvenuto con d.lg. 30 giugno 1993, n. 266.
 Articolo 2
(Omissis) (1).
————
(1) Recava disposizioni superate a seguito dell’entrata in vigore
della l. 13 marzo 1958, n. 296, istitutiva del Ministero della sanità
e in conseguenza dell’istituzione delle regioni e della riforma
sanitaria.

Articolo 3  
I comuni provvedono alla vigilanza igienica e alla profilassi delle
malattie trasmissibili con personale e mezzi adeguati ai bisogni
locali.
I comuni capoluoghi di provincia e quelli, già capoluoghi di
circondario, con popolazione superiore ai ventimila abitanti, hanno un
adatto ufficio sanitario; gli altri si avvalgono del personale
sanitario di cui dispongono e al quale deve essere tatto obbligo
espresso, nel regolamento comunale, di prestare l’opera propria per
gli scopi anzidetti.

 
Articolo 4
 
All’assistenza medico-chirurgica e ostetrica gratuita per i poveri
nell’ambito del territorio del comune, alla somministrazione gratuita
dei medicinali ai poveri e alla assistenza veterinaria limitata ai
luoghi nei quali ne è riconosciuto il bisogno, quando non siano
assicurate altrimenti, provvedono i comuni.
È fatto divieto ai comuni di istituire condotte sanitarie per la
generalità degli abitanti.
I sanitari condotti hanno, tuttavia, l’obbligo di prestare la loro
opera anche ai non aventi diritto alla assistenza gratuita, in base
alle speciali tariffe che sono all’uopo proposte per ciascuna
provincia dalla associazione sindacale giuridicamente riconosciuta
(1), competente per territorio, e approvate dal prefetto.

——————
(1) Ora, ordine professionale.

 Articolo 5
 
Le province provvedono ai servizi sanitari loro imposti dalla legge;
hanno facoltà, inoltre, d’integrare servizi sanitari che sono a carico
dei comuni e possono essere obbligate, nei casi preveduti dagli artt.
92, 93 e 259, a sostituirsi ai comuni medesimi nell’adempimento di
tali servizi.
  Articolo 6
 
La direzione generale della sanità pubblica (1) e costituita di uffici
medici, veterinari, farmaceutici e amministrativi e dell’istituto di
sanità pubblica, come centro di indagini e di accertamenti inerenti ai
servizi della sanità pubblica e per la specializzazione del personale
addetto ai servizi nello Stato.
————-(1) Le
competenze sono ora del Ministero della sanità.
  Articolo 7

 L’istituto di
sanità pubblica (1) comprende i seguenti reparti:
1) laboratorio di micrografia e batteriologia applicate all’igiene e
alla sanità pubblica; controllo di sieri, vaccini e prodotti affini;
2) laboratorio di chimica applicata all’igiene e alla salute pubblica;
controllo della salubrità delle sostanze alimentari;
3) laboratorio di fisica applicata all’igiene e alla sanità pubblica;
ufficio del radio; sezione di meteorologia sanitaria;
4) laboratorio per gli accertamenti sulla diffusione e profilassi
della malaria;
5) laboratorio per gli accertamenti di biologia interessanti la sanità
pubblica;
6) indagini e pareri di ingegneria sanitaria e igiene del suolo e
dell’abitato;
7) laboratorio di accertamenti epidemiologici e profilattici riguardo
alle malattie diffusibili e alle malattie sociali;
8) biblioteca e museo.
Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con quello per le
finanze, potrà procedersi alla istituzione di nuovi reparti o di
raggruppamenti diversi da quelli sopraindicati (2).
(1) Ora, Istituto superiore di sanità.
(2) Articolo così modificato dall’art. 1, r.d.l. 28 febbraio 1935, n.
212. L’attuale struttura dell’Istituto è contenuta nel d.lg. 30 giugno
1993, n. 267 e nel d.p.r. 21 settembre 1994, n. 754.
 Articolo 8
  Nell’istituto di sanità
pubblica (1) hanno luogo ogni anno corsi di perfezionamento per il
personale sanitario alla dipendenza dello Stato, delle province, dei
comuni. I corsi predetti sono affidati al personale della
amministrazione della sanità pubblica; possono essere anche affidati,
mediante incarichi provvisori, a personale tecnico di altre
amministrazioni statali o anche a estranei all’amministrazione dello
Stato.—————-
(1) Ora, Istituto superiore di sanità.
 Articolo 9
  [I programmi dei corsi,
indicati nell’articolo precedente, sono stabiliti dal direttore
generale della sanità pubblica (1), sentito il parere di una
commissione consultiva presieduta dal presidente del consiglio
superiore di sanità e della quale fanno parte i capi dei reparti
dell’istituto e due componenti designati dal consiglio superiore di
sanità, che durano in carica tre anni. Il direttore generale della
sanità pubblica (1) può intervenire ai lavori di detta commissione.
Un funzionario facente parte del personale della direzione generale
della sanità pubblica (2), di grado non inferiore al 7º, esercita le
funzioni di segretario] (3).
—————(1) Ora, Ministro e Ministero della sanità.
(2) Ora, un funzionario delle carriere del Ministero della sanità,
avente qualifica non inferiore a direttore di sezione, o equiparata.
(3) Vedi, ora, per l’ordinamento e il funzionamento, la l. 7 agosto
1973, n. 519, il d.lg. 30 giugno 1993, n. 267 e il d.p.r. 21
settembre 1994, n. 754.
 Articolo 10

 Per
l’ammissione ai corsi di perfezionamento nell’istituto di sanità
pubblica (1), il personale, non appartenente ai ruoli organici delle
amministrazioni dello Stato, è tenuto al pagamento di una tassa
d’iscrizione. Alla fine di ciascun corso è rilasciato un diploma, la
cui concessione è subordinata al pagamento di una tassa.
La misura delle tasse predette è determinata con decreto del Ministro
della sanità di concerto con quello per le finanze.
L’importo delle tasse è devoluto all’erario.
————–(1) Ora, Istituto superiore di sanità.
 Articolo 11
 Per le
ricerche e per gli studi di carattere scientifico e per gli altri
servizi affidati, con l’autorizzazione del Ministro della sanità,
all’istituto di sanità pubblica (1) da altre amministrazioni dello
Stato, debbono essere accreditati, a favore del Ministero stesso, i
fondi occorrenti per le relative spese. Delle somme accreditate e reso
conto nelle forme prescritte dalle vigenti norme di contabilità
generale dello Stato.
L’istituto di sanità pubblica (1), previa autorizzazione del Ministro
della sanità, può eseguire ricerche e studi anche a richiesta di
amministrazioni non statali, di enti e di privati. Con decreto,
emanato dal Ministro per l’interno (1), di concerto con quello per le
finanze, è determinata la misura delle somme che tali amministrazioni,
enti o privati debbono versare all’erario a titolo di rimborso di
spesa.————
(1) Ora, Istituto superiore di sanità.
 Articolo 12
(Omissis) (1). ——————
(1) Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio 1961, n. 257.
 Articolo 13
(Omissis) (1). ————–
(1) Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio 1961, n. 257.
 Articolo 14
(Omissis) (1).————(1) Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio 1961,
n. 257.
  Articolo 15
(Omissis) (1). ————-(1) Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio
1961, n. 257.
   Articolo 16
(Omissis) (1).
 ———(1)
Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio 1961, n. 257.
 Articolo 17
(Omissis) (1).———-
(1) Vedi, ora, il d.p.r. 11 febbraio 1961, n. 257.
 Articolo 18
(Omissis) (1). ————-
(1) Vedi, ora, …

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