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Regolamento recante autorizzazione all'Istituto superiore prevenzione ...

Regolamento recante autorizzazione all'Istituto superiore prevenzione e sicurezza del lavoro ad esercitare attività omologative di primo o nuovo impianto per la messa a terra e la protezione dalle scariche atmosferiche
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATOEIL
MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALEEIL MINISTRO DELLA
SANITA’Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, concernente
l’istituzione del Servizio sanitario nazionale;Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619, concernente
l’istituzione dell’Istituto superiore prevenzione e sicurezza del
lavoro (ISPESL);Visto il decreto-legge 30 giugno 1982, n. 390,
convertito, con modificazioni, nella legge 12 agosto 1982, n. 597,
concernente la disciplina delle funzioni prevenzionali ed omologative
delle unità sanitarie locali e dell’Istituto superiore per la
prevenzione e sicurezza del lavoro ed in particolare l’art. 2;Visto il
decreto interministeriale 23 dicembre 1982 concernente
l’autorizzazione alle unità sanitarie locali ad esercitare
attività omologativa di primo o nuovo impianto in nome e per
conto dell’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del
lavoro relativamente ai dispositivi di protezione contro le scariche
atmosferiche ed agli impianti di messa a terra;Considerato che tale
attività non viene svolta dalle unità sanitarie locali
con tempestività e con uniformità di indirizzo;Ritenuto
quindi necessario garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro ed
assicurare l’unicità delle procedure tecnico-operative
sull’intero territorio nazionale;Constatato che l’Istituto superiore
prevenzione e sicurezza del lavoro è comunque in grado di
assicurare su tutto il territorio nazionale l’attività
omologativa di primo o nuovo impianto in precedenza delegata alle
unità sanitarie locali;Visto l’art. 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400;Udito il parere espresso dal Consiglio di Stato
nell’adunanza generale del 21 novembre 1991;Constatato che in data 15
ottobre 1993 è stata effettuata la comunicazione alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, in forza all’art. 17, comma
terzo, della legge 23 agosto 1988, n. 400;Adottanoil seguente
regolamento:————(*) Il testo dell’art. 2 del D.L. n.
390/1982 è il seguente:"Art. 2 – Ferme le competenze
attribuite o trasferite alle unità sanitarie locali dagli
articoli 19, 20 e 21 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è
attribuita, a decorrere dal 1¡ luglio 1982, all’Ispesl, la
funzione statale di omologazione dei prodotti industriali ai sensi
dell’art. 6, lettera n), n. 18, e dell’art. 24 della legge 23 dicembre
1978, n. 833, nonchè il controllo di conformità dei
prodotti industriali di serie al tipo omologato.Per omologazione di un
prodotto industriale si intende la procedura tecnico-amministrativa
con la quale viene provata e certificata la rispondenza del tipo o del
prototipo di prodotto prima della riproduzione e immissione sul
mercato, ovvero del primo o nuovo impianto, a specifici requisiti
tecnici prefissati ai sensi e per i fini prevenzionali della legge 23
dicembre 1978, n. 833, nonchè anche ai fini della
qualità dei prodotti.Con decreto interministeriale dei Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità
e del lavoro e della previdenza sociale possono essere autorizzati
all’esercizio delle funzioni di cui al precedente primo comma anche
laboratori pubblici o privati riconosciuti idonei, nonchè
l’autocertificazione da parte delle aziende produttrici limitatamente
alla conformità dei prodotti di serie. I requisiti delle
imprese ammesse all’autocertificazione sono determinati con un
regolamento, approvato dagli stessi Ministri con decreto
interministeriale.Le procedure e le modalità amministrative e
tecniche, le specifiche tecniche, le forme di attestazione e le
tariffe dell’omologazione sono determinate con decreti
interministeriali dei Ministri dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, della sanità e del lavoro e della previdenza
sociale, previo parere dell’Ispesl.Sino all’emanazione dei decreti di
cui al comma precedente, l’Ispesl opera alla stregua delle procedure e
tariffe vigenti presso le amministrazioni attualmente
competenti".- Il D.M. 23 dicembre 1982 è stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 356 del 29 dicembre
1982.- Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attività di governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano
essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o
di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di
competenza di pi Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessità di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al
Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il
comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti
debbano recare la denominazione di "regolamento", siano
adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed
alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta
ufficiale.Art. 11. L’Istituto superiore prevenzione e
sicurezza del lavoro (ISPESL) esercita direttamente le seguenti
attività omologative di primo o nuovo impianto secondo la
normativa a fianco indicata:a) impianti di messa a terra (art. 328 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 547 del 27 aprile 1955;
decreto ministeriale del 22 febbraio 1965 del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale);b) installazioni e dispositivi di protezione
dalle scariche atmosferiche (art. 40 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 547 del 27 aprile 1955; decreto ministeriale del 22
febbraio 1965 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale).2.
Per tali servizi all’ISPESL sono versati i corrispettivi previsti
dalla vigente tariffa.Art. 21. Le richieste di omologazione di primo o
nuovo impianto, redatte in carta semplice, dovranno pervenire ai
Dipartimenti periferici dell’Ispesl competenti per territorio,
unitamente ai modelli A (installazioni e dispositivi contro le
scariche atmosferiche) e B (impianti di messa a terra) debitamente
compilati a cura dei richiedenti in conformità a quanto
previsto negli allegati al presente regolamento.Art. 31. Le
unità sanitarie locali continuano ad esercitare le successive
verifiche periodiche per l’accertamento della conservazione delle
installazioni ed impianti e del loro normale funzionamento.2. A tal
fine, copia dei modelli A e B verrà inviata, a cura
dell’ISPESL, alla unità sanitaria locale competente per
territorio.Art. 41. Il presente decreto entra in vigore decorsi sei
mesi dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,
sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.AllegatoISPESLISTITUTO SUPERIORE
PREVENZIONE E SICUREZZA LAVOROmod. Bimpianti di
utilizzazioneofficine e cabine elettricheNorme di prevenzione degli
infortuni sul lavoroControllo impianti messa a terra(art. 328
D.P.R. 547 – 27/4/55 n. 547) (L. 597/82 D.M. 23/12/82)Provincia
………………………….N.
……………………….(1)Ditta/Ente………………………………………………………………………………………………………………………….Sede
sociale
………………………………………………………
Attività………………………………………………….località
dello stabilimento, cantiere, lavori:Comune
………………………………Via
…………………………………………………..
cap………………………….Denuncia di impianti a terra data
della denuncia
………………………………………………………………………………………………………… (2)
" " Prima installazione " " Sostitutiva
o aggiuntiva per modifichePOTENZA TOTALE INSTALLATA
Kw……………………………………………………………………………….. (2)
Impianto elettrico funzionante a V……………………… e
alimentato:" " dalla rete di B.T." " da propria
cabina alimentata a V" " da impianto autonomo di
produzioneElementi descrittivi degli impianti
protetti………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. per
ricevuta ditta/ente……………………………………………………………………………………………………………………………………….. 1)
N. distintivo la cui assegnazione è riservata all’ufficio(2)
Indicare con crocetta sul quadratino la
corrispondenza______________________________________________________________________________Caratteristiche
del sistema elettrico
disperdente______________________________________________________________________________Dispersori: ………………………………………………………………………………………
materiale/tipo ………………………………………………

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