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Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ...

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Vista la legge 12 febbraio
1955, n. 51, che delega al Governo la emanazione di norme generali
e speciali in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro;
Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale; Decreta (*):
———— (*) Così modificato dal D.Lgs. 19/03/96 n.
242.
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Capo I CAMPO DI APPLICAZIONE
Art. 1
Attività soggetteLe norme del presente decreto si applicano a
tutte le attività alle quali siano addetti lavoratori subordinati o ad
essi equiparati ai sensi dell’art. 3, comprese quelle esercitate dallo
Stato, dalle Regioni, dalle Provincie, dai Comuni, da altri Enti
pubblici e dagli Istituti di istruzione e di beneficenza.Art. 2
Attività escluseLe norme del presente decreto non si applicano, in
quanto la materia è regolata o sarà regolata da appositi
provvedimenti:
a) all’esercizio delle miniere, cave e torbiere;
b) ai servizi ed impianti gestiti dalle Ferrovie dello Stato;
c) ai servizi ed impianti gestiti dal Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni;
d) all’esercizio dei trasporti terrestri pubblici;
e) all’esercizio della navigazione marittima, aerea ed interna.
Art. 3
Definizione di lavoratore subordinato
Agli effetti dell’art. 1, per lavoratore subordinato si intende colui
che fuori del proprio domicilio presta il proprio lavoro alle
dipendenze e sotto la direzione altrui, con o senza retribuzione,
anche al solo scopo di apprendere un mestiere, un’arte o una
professione.
Sempre agli effetti dell’art. 1 sono equiparati ai lavoratori
subordinati:
a) ai soci di società e di enti in genere cooperativi, anche di fatto,
che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti
stessi;
b) gli allievi degli istituti di istruzione e di laboratori-scuola nei
quali si faccia uso di macchine, attrezzature, utensili ed apparecchi
in genere.
Capo II OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO
E DEI LAVORATORI
Art. 4
Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti I
datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che eserciscono, dirigono
o sovraintendono alle attività indicate all’art. 1, devono,
nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze:
a) attuare le misure di sicurezza previste dal presente decreto;
b) rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e
portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante
affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti delle presenti norme
o, nei casi in cui non sia possibile l’affissione, con altri mezzi;
c) disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di
sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione.
Art. 5I datori di lavoro, i dirigenti e i preposti sono
tenuti a rendere edotti i lavoratori autonomi dei rischi specifici
esistenti nell’ambiente di lavoro in cui siano chiamati a prestare la
loro opera.
L’obbligo di cui al precedente comma non si estende ai rischi propri
dell’attività professionale o del mestiere che il lavoratore autonomo
è incaricato di prestare.
Nel caso in cui dal datore di lavoro siano concessi in uso macchine o
attrezzi di sua proprietà per l’esecuzione dei lavori di cui al
precedente comma, dette macchine o attrezzi devono essere muniti dei
dispositivi di sicurezza previsti dal presente decreto.
Art. 6
Doveri dei lavoratori I lavoratori devono:
a) osservare, oltre le norme del presente decreto, le misure disposte
dal datore di lavoro ai fini della sicurezza individuale e collettiva;
b) usare con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di
protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro;
c) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o ai
preposti le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di
protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui
venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza
e nell’ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o
ridurre dette deficienze o pericoli;
d) non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di
sicurezza e di protezione senza averne ottenuta l’autorizzazione;
e) non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non
siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza
propria o di altre persone.
Capo III OBBLIGHI DEI COSTRUTTORI E DEI COMMERCIANTI
Art. 7
Produzione, vendita e noleggio per il mercato interno
Sono vietate dalla data di entrata in vigore del
presente decreto la costruzione, la vendita, il noleggio e la
concessione in uso di macchine, di parti di macchine, di attrezzature,
di utensili e di apparecchi in genere, destinati al mercato interno,
nonché la installazione di impianti, che non siano rispondenti alle
norme del decreto stesso.
TITOLO II AMBIENTI, POSTI DI LAVORO E DI PASSAGGIO Capo I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
Art. 8
Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi
1. Le vie di circolazione, comprese scale, scale fisse e
banchine e rampe di carico, devono essere situate e calcolate in modo
tale che i pedoni o i veicoli possano utilizzarle facilmente in piena
sicurezza e conformemente alla loro destinazione e che i lavoratori
operanti nelle vicinanze di queste vie di circolazione non corrano
alcun rischio.
2. Il calcolo delle dimensioni delle vie di circolazione per persone
ovvero merci dovrà basarsi sul numero potenziale degli utenti e sul
tipo di impresa.
3. Qualora sulle vie di circolazione siano utilizzati mezzi di
trasporto, dovrà essere prevista per i pedoni una distanza di
sicurezza sufficiente.
4. Le vie di circolazione destinate ai veicoli devono passare a una
distanza sufficiente da porte, portoni, passaggi per pedoni, corridoi
e scale.
5. Nella misura in cui l’uso e l’attrezzatura dei locali lo esigano
per garantire la protezione dei lavoratori, il tracciato delle vie di
circolazione deve essere evidenziato.
6. Se i luoghi di lavoro comportano zone di pericolo, in funzione
della natura del lavoro e presentano rischi di cadute dei lavoratori o
rischi di cadute d’oggetti, tali luoghi devono essere dotati di
dispositivi per impedire che i lavoratori non autorizzati possano
accedere a dette zone.
7. Devono essere prese misure appropriate per proteggere i lavoratori
autorizzati ad accedere alle zone di pericolo.
8. Le zone di pericolo devono essere segnalate in modo chiaramente
visibile.
9. I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al
passaggio non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono
essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento e il transito
delle persone e dei mezzi di trasporto.
10. I pavimenti e i passaggi non devono essere ingombrati da materiali
che ostacolino la normale circolazione.
11. Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono completamente
eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o mobili che
costituiscono un pericolo per i lavoratori o i veicoli che tali zone
devono percorrere, gli ostacoli devono essere adeguatamente segnalati.
(*)
———— (*) Rubrica e testo così sostituiti dall’art. 33, 3°
comma, Decreto Legislativo 19/9/94 n. 626. La presente disposizione
entra in vigore tre mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale ( art. 33, 14° comma del Decreto Legislativo n. 626/94 )
L’art. 8 del D.P.R. 27/4/56 n. 547 così recitava:
“Pavimenti e passaggi
I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al
passaggio non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono
essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il
transito delle persone e dei mezzi di trasporto.
Qualora i passaggi siano destinati al transito delle persone e dei
veicoli, la loro larghezza deve essere sufficiente a consentire il
passaggio contemporaneo delle une e degli altri. A tale scopo la
larghezza del passaggio deve superare di almeno cm. 70 l’ingombro
massimo dei veicoli.
I pavimenti ed i passaggi non devono essere ingombrati da materiali
che ostacolino la normale circolazione.
Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono completamente
eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o mobili che
costituiscono un pericolo per i lavoratori o i veicoli che tali zone
devono percorrere, gli ostacoli devono essere adeguatamente
segnalati”. Art. 9
Solai
I locali destinati a deposito devono avere, su una parete o in altro
punto ben visibile, la chiara indicazione del carico massimo del
solaio espresso in chilogrammi per metro quadrato di superficie.
I carichi non devono superare tale massimo e devono essere distribuiti
razionalmente ai fini della stabilità del solaio. Art. 10
Aperture nel suolo e nelle pareti Le aperture esistenti nel
suolo o nel pavimento dei luoghi o degli ambienti di lavoro o di
passaggio, comprese le fosse ed i pozzi, devono essere provviste di
solide coperture o di parapetti normali, atti ad impedire la caduta di
persone. Quando dette misure non siano attuabili, le aperture devono
essere munite di apposite segnalazioni di pericolo.
Le aperture nelle pareti, che permettono il passaggio di una persona e
che presentano pericolo di caduta per dislivelli superiori ad un
metro, devono essere provviste di solida barriera o munite di
parapetto normale.
Per le finestre sono consentiti parapetti di altezza non minore di cm.
90 quando, in relazione al lavoro eseguito nel locale, non vi siano
condizioni di pericolo.Art. 11
Posti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni (*)
1. I posti di lavoro e di passaggio devono essere idoneamente difesi
contro la caduta o l’investimento di materiali in dipendenza
dell’attività lavorativa.
2. Ove non è possibile la difesa con mezzi tecnici, devono essere
adottate altre misure o cautele adeguate.
3. I posti di lavoro, le vie di circ…

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