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Riconoscimento di efficacia, ai sensi dell'art. 395 del D.P.R. 27/4/55...

Riconoscimento di efficacia, ai sensi dell'art. 395 del D.P.R. 27/4/55 n. 547, di sistemi di sicurezza relativi ad elevatori trasferibili, non installati stabilmente nei luoghi di lavoro. N.B.: deroga agli artt. 195 e segg. del D.P.R. n. 547/55
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Visto l’art. 395, ultimo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, concernente il riconoscimento
di efficacia di nuovi mezzi o sistemi di sicurezza diversi da quelli
previsti dal decreto medesimo;
Visti gli articoli 195 e seguenti cap. III del citato decreto, che
disciplina gli ascensori e montacarichi non soggetti a disposizioni
speciali;
Vista la richiesta della Confederazione nazionale dell’artigianato
tendente ad ottenere il riconoscimento della efficacia di sistemi di
sicurezza per elevatori trasferibili, non installati stabilmente a
norma del citato articolo 395, ultimo comma;
Sentita la commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni e
l’igiene del lavoro;
Ravvisata l’opportunità di disciplinare in maniera specifica gli
elevatori aventi caratteristiche peculiari di trasferibilità, in
deroga alle norme del citato decreto del Presidente della Repubblica
27 aprile 1955, n. 547. Decreta:Art. 1
E’ riconosciuta efficacia ai sensi dell’art. 395, ultimo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica del 27 aprile 1955, n.
547, ai sistemi di sicurezza specificati nell’allegato A al
presente decreto, concernente gli elevatori trasferibili. non
installati stabilmente nei luoghi di lavoro, in deroga alle
disposizioni di cui agli articoli 195 e seguenti del cap. III del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547.Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana.Allegato A PRESCRIZIONI TECNICHE
DEGLI ELEVATORI TRASFERIBILI
NON INSTALLATI STABILMENTE
1. Campo d’applicazione 1.1 Le seguenti prescrizioni
tecniche si applicano agli elevatori trasferibili, non installati
stabilmente, aventi le caratteristiche indicate al punto 1.2.
Esse sono emanate ai sensi dell’art. 395, primo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e consentono
di derogare gli articoli 195 e seguenti del titolo V cap. III del
medesimo decreto del Presidente della Repubblica in quanto è
riconosciuta l’efficacia dei criteri di sicurezza nelle stesse
specificate.
1.2. Si intendono elevatori trasferibili, non installati stabilmente,
gli apparecchi adibiti al sollevamento di solo materiale a mezzo di
cabina scorrevole su guide, verticali o inclinate, costituiti da
struttura unica staticamente indipendente dalle parti murarie e
autoportante, che ha incorporati tutti gli organi necessari al proprio
funzionamento, ivi compresi i dispositivi di sicurezza, le
apparecchiature per l’esercizio, le difese e le porte di piano; essi
devono, inoltre, essere usati esclusivamente in luoghi di lavoro di
aziende industriali, commerciali, agricole ed artigianali e devono
avere caratteristiche di mobilità e trasferibilità peculiari; essi
possono servire più piani anche attraverso botole, purché sia
facilmente smontabile la parte superiore alla prima fermata posta al
di sopra del piano più basso servito.
1.3. Il solo fissaggio alle parti fisse consentito può essere
costituito da zanche strette con bulloni o galletti che non abbiano
funzione di sostegno e che non siano fissaggi di tipo permanente, ma
utilizzati solo per evitare vibrazioni eventuali del complesso. Di
detti ancoraggi deve essere fatta menzione nei calcoli. E consentito
un piccolo interramento per facilitare le operazioni di carico e
scarico. 2. Definizioni 2.1. Cabina- Elemento
dell’elevatore destinato a contenere e trasportare il carico.
2.2. Portata – Valore del carico per cui l’elevatore è stato costruito
e per il quale il normale funzionamento viene garantito dal
costruttore. Per il calcolo si dovrà prendere in considerazione non
solo il carico trasportato, ma anche quello dei mezzi di trasporto che
possono entrare in cabina e delle persone addette alle operazioni di
carico e scarico.
2.3. Carico di rottura delle funi. Il carico di rottura convenzionale
si ricava moltiplicando la sezione metallica della fune per il carico
di rottura unitario minimo del materiale indicato dal fabbricante e
per il coefficiente di cordatura convenzionale 0,8.
2.4. Vano di corsa della struttura portante – Spazio libero entro il
quale si muove la cabina e l’eventuale contrappeso, delimitato dai
ripari perimetrali dell’incastellatura portante.
2.5. Guide – Organi destinati a vincolare il movimento della cabina e
del contrappeso.
2.6. Macchinario – Complesso degli organi per muovere la cabina
composto principalmente del motore di sollevamento e normalmente del
freno e dell’argano o da un complesso idraulico.
2.7. Paracadute – Dispositivo automatico atto a fermare per blocco
quasi immediato ed a mantenere in posizione di arresto la cabina sulle
proprie guide in caso di rottura o allentamento anche di una sola
delle funie, in caso di eccesso di velocità, della cabina in discesa.
2.8. Manutentore – Ditta specializzata o persona munita del
certificato di abilitazione di cui all art. 5 della legge n. 1415/1942
e incaricata dall utente di svolgere le operazioni di manutenzione o
riparazione dell elevatore.
2.9. Zona di bloccaggio – Zona sopra e sotto il livello di fermata in
cui deve trovarsi il pavimento della cabina affinchè la porta di quel
piano possa aprirsi.
2.10. Elevatore ad argano impegnato – Elevatore con sospensione
mediante catene o le cui funi non sono trascinate per aderenza.
2.11. Elevatore a frizione – Elevatore le cui funi sono trascinate per
aderenza nelle gole della puleggia della macchina.
2.12. Elevatore idraulico – Elevatore mosso da un motore elettrico con
l intermediario di un liquido che agisce su uno o più pistoni; ,
quando la cabina è sostenuta direttamente da uno o più pistoni; con ,
quando il movimento è trasmessodal o dai pistoni a funi o a catene cui
la cabina è sospesa.
2.13. Contatto di sicurezza – Contatto che viene sicuramente aperto
per impedire il movimento della cabina in condizioni di pericolo.
2.14. Contatto con distacco obbligato – Contatto che viene aperto per
azione di un organomeccanico rigido che allontana un elemento
conduttore facente parte del circuito.
2.15. Contatto con ponte asportabile – Contatto che viene aperto per
asportazione di un elemento conduttore facente parte del circuito.
2.16. Contattore del motore e del freno – Dispositivo eletromagnetico
che, in condizioni di riposo, mantiene aperto il circuito di
alimentazione del motore e del freno.
2.17. Corsa – Distanza fra i due piani estremi serviti dalla cabina.
2.18. Extracorsa – Distanza che la cabina o il contrappeso può
percorrere oltre i piani estremi, dopo l intervento dell interruttore
di extra corsa, prima che la cabina, o il contrappeso o il pistone, si
fermi sugli arresti.
2.19. Porta del piano – Porta atta ad impedire l accesso al vano di
corsa quando la cabina non è presente.
2.20. Serratura – Dispositivo per impedire l apertura della porta del
piano in assenza della cabina. 3. Vano di corsa 3.1.
Qualsiasi livello di stazionamento di carico o di passaggio per le
persone deve essere protetto da robuste difese alte non meno di 2
metri verso gli organi mobili quando essi siano distanti meno di 0,7
metri. Le difese devono far parte della struttura autoportante e
trasferibile dell elevatore.
3.2. Davanti agli accessi della cabina devono essere predisposte
idonee protezioni metalliche atte ad impedire che il carico in cabina
possa cadere nella zona sottostante.
3.3. L accesso all interno del vano di corsa è consentito solo al
manutentire e deve essere reso possibile a mezzo di attrezzo custodito
dallo stesso manutentore.

4. Strutture portanti del macchinario e delle pulegge di rinvio
4.1. Le strutture portanti del macchinario e delle pulegge di
rinvio devono essere calcolate per sostenere i carichi fissi più 1,5
il carico statico massimo trasmesso dalle funi, compreso il loro peso
proprio, con coefficiente di sicurezza non minore di 6 (rapporto d tra
di rottura e d di lavoro) e non devono avere freccia elastica maggiore
di 1/1500 della loro lunghezza libera. 5. Posizione del
macchinario 5.1. Il macchinario deve essere disposto entro la
struttura portante dell’elevatore e separato dal vano di corsa
mediante divisione metallica asportabile.
5.2. Per macchinario disposto in basso entro la struttura
autoportante, in relazione ad ogni trasferimento dell’elevatore,
occorre assicurare che il macchinario sia facilmente accessibile
dall’esterno con apertura di portelli normalmente chiusi con chiave
custodita dal manutentore. Soltanto nei casi di materiale
impossibilità di accesso dall’esterno, l’accesso stesso può avvenire
dall’interno della cabina, mediante rimozione della divisione
metallica. Davanti ai portelli deve essere assicurato uno spazio
libero non minore di 0,6 metri; l’ispezione e la manutenzione devono
essere agevoli.
5.3. Nel caso che il macchinario, il quadro di manovra, le pulegge di
rinvio o il limitatore di velocità siano sistemati in apposito vano
ricavato alla sommità della struttura autoportante e trasferibile,
devono essere agevoli sia l’accesso a detto vano dall’esterno, sia
l’ispezione e la manutenzione delle apparecchiature all’interno del
locale stesso.
5.4. Il macchinano deve essere provvisto di un dispositivo di
frenatura atto ad assicurare il pronto arresto della cabina in
qualsiasi posizione essa si trovi. Il freno deve chiudersi in assenza
di alimentazione elettrica.
5.5. Per gli elevatori con argano impegnato è vietaio il bilanciamento
del carico mediante contrappesi. 6. Pulegge di rinvio
6.1. Le pulegge di rinvio superiori e l’eventuale limitatore di
velocità possono essere installati all’interno del vano di corsa, alla
sua sommità e al di fuori del contorno della cabina, con distanza non
inferiore a 5 cm dalle sue pareti e con agevole accessibilità dal
tetto della cabina o dal suo interno in caso di mancanza di tetto.
6.2. Le pul…

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