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Riconoscimento di efficacia di un sistema di sicurezza per i lavori effettuati sotto tensione dall'ENEL (deroga agli artt. 344 e 345 del D.P.R. n. 547/55)
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALEVisto l’art.
395 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, concernente il riconoscimento di efficacia di nuovi mezzi o
sistemi di sicurezza diversi da quelli previsti dal decreto
medesimo;Visti gli articoli 344 e 345 del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 547 che vietano l’esecuzione di lavori
su elementi in tensione quando essa superi 1000 Volts e la
subordinano, per valori inferiori, a determinate modalità;Vista
l’istanza dell’Ente nazionale per l’energia elettrica (ENEL) tendente
ad ottenere il riconoscimento di efficacia, ai sensi dell’art. 395,
ultimo comma, del predetto decreto, di un nuovo sistema di sicurezza
per l’esecuzione di lavori sotto tensione in luogo di quanto
prescritto dai precitati artìcoli 344 e 345;Sentito il comitato
per l’attuazione delle norme costituito in seno alla commissione
consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro, il quale ha espresso parere favorevole all’adozione del
sistema di sicurezza presentato dall’ENEL in quanto riconosciuto
efficace ai fini di sicurezza di cui alle norme legislative
sopraindicate;Decreta:Art. 1È’ riconosciuta l’efficacia, ai
fini della deroga di cui all’ultimo comma dell’art. 395 del decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, del sistema di
sicurezza per i lavori effettuati sotto tensione, rispondente alle
norme di cui all’allegato A, adottato dall’ENEL a mezzo del proprio
personale e della propria organizzazione.Art. 2È’ ammessa
l’adozione del sistema di cui all’articolo precedente in luogo di
quanto previsto agli articoli 344 e 345 del decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.Il presente decreto entra in
vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.Allegato ACAPITOLO
IGENERALITASezione 1OGGET’TO E SCOPO DELLE NORME1.1.01. Oggetto. – Le
presenti norme riguardano i lavori sugli impianti elettrici in
tensione appartenenti a sistemi a tensione normale maggiore di 30.000
V. Agli effetti delle presenti norme, non costituiscono lavori sotto
tensione le operazioni eseguite sugli impianti elettrici in tensione
nel rispetto delle relative norme di sicurezza, in particolare:la
manovra di apparecchi di sezionamento, di interruzione, di
commutazione e di regolazione, nelle condizioni normali d’impiego;la
manovra mediante fioretti degli apparecchi sopra elencati, di
rilevatori di tensione, di dispositivi per messa a terra, nelle
condizioni normali d’impiego;il lavaggio di isolatori effettuati da
impianti automatici o telecomandati.1.1.02. Scopo. – Le presenti norme
hanno lo scopo di stabilire le condizioni di sicurezza che devono
essere osservate per la esecuzione dei lavori su impianti elettrici in
tensione e le modalità di esecuzione di detti lavori.Sezione
2DEFINIZIONI1.2.01. Preposto ai lavori. – E la persona responsabile
che sovraintende ai lavori. A tale titolo, è anche responsabile
delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro.1.2.02. Autorizzazione
di lavoro sotto tensione. – È il documento con il quale di
volta in volta la persona responsabile degli impianti interessati ai
lavori autorizza il preposto ai lavori ad eseguire sotto tensione uno
specifico lavoro in una determinata località.1.2.03 Condizioni
atmosferiche sfavorevoli. – Agli effetti delle presenti norme, si
definiscono sfavorevoli le seguenti condizioni atmosferiche:a)
precipitazioni atmosferiche: pioviggine, pioggia, nevischio, neve,
grandine;b) scarsa visibilità: visibilità ridotta in
modo tale per cui il preposto ai lavori non riesce a distinguere
nettamente da terra gli operatori e i conduttori sui quali essi devono
intervenire;c) temporale: manifestazioni temporalesche con scariche
atmosferiche percepite anche in lontananza;d) vento: caso in cui
questo, sul posto di lavoro, raggiunge una velocità >35
km/h.1.2.04. Distanza minima di avvicinamento. – È la distanza
minima che, senza l’adozione di particolari mezzi di protezione, deve
rigorosamente essere rispettata:a) nel caso in cui l’operatore lavori
tenendosi a potenziale di terra: fra le parti in tensione e
l’operatore stesso, compresi eventuali oggetti non isolanti da lui
manovrati od indossati;b) nel caso in cui l’operatore lavori tenendosi
a potenziale di linea: fra le particonduttrici collegate a terra e
l’operatore stesso, compresi eventuali oggetti non isolanti da lui
manovrati od indossati;c) tra le parti in tensione e le parti
conduttrici collegate a terra.1.2.05. Distanza minima tra le fasi. –
È la distanza minima che, senza particolari mezzi di
protezione, deve essere rigorosamente rispettata:a) fra i conduttori
di fase anche durante i lavori di spostamento dei conduttori;b) fra
l’operatore a potenziale di fase, compresi eventuali oggetti non
isolanti da lui maneggiati o indossati, e le altre fasi.1.2.06. Metodi
di lavoro. – Si distinguono tre metodi di lavoro:a) lavoro a distanza:
l’operatore prende tutte le misure occorrenti per assicurarsi che
vengano sempre mantenute distanze superiori a quella minima di
avvicinamento: egli esegue il lavoro per mezzo di attrezzi montati
alla estremità di aste o di altri mezzi isolanti;b) lavoro a
potenziale: l’operatore si porta al potenziale delle parti in
tensione, prendendo tutte le misure occorrenti per assicurarsi che
vengano sempre mantenute distanze superiori a quella minima di
avvicinamento per quanto riguarda le parti conduttrici collegate a
terra, e nella precisa osservanza di distanze superiori a quella
minìma tra le fasi per quanto riguarda le altre parti in
tensione.CAPITOLO IlDISPOSIZIONI GENERALISezione 1GENERALITA’2.1.01.
Decisione e controllo. – L’Ente nazionale energia elettrica, il cui
personale esegue lavori sotto tensione, deve prescrivere:i poteri
particolari assegnati nell’ambito della propria organizzazione in
merito ai lavori sotto tensione;le modalità per il controllo
dell’applicazione delle presenti norme.2.1.02. Formazione del
personale. – Le persone destinate ad effettuare lavori sotto tensione
devono nell’ordine:avere almeno 18 anni di età;superare una
visita medica attitudinale – basata su indagini specialistiche –
presso un istituto di medicina del lavoro, in cui venga posta
particolare attenzione alla funzionalità del sistema nervoso
centrale e periferico e allo stato psichico;ricevere una specifica
formazione concernente i metodi di lavoro sotto tensione;superare una
prova tecnico-attitudinale.I programmi di formazione devono essere
differenziati secondo la categoria degii impianti e devono comprendere
esercizi da eseguire realmente sotto tensione.Al termine del corso di
addestramento deve essere formulata una valutazione sulla
idoneità di ogni partecipante ad eseguire i lavori sotto
tensione. Tale valutazione è di competenza di una apposita
commissione di esperti.2.1.03. Abilitazione del personale. – L’ENEL
sceglie il personale al quale conferire l’abilitazione ad effettuare i
lavori sotto tensione esclusivamente fra i lavoratori giudicati idonei
dall’apposita commissione di cui all’art. 2.1.02.I tipi di
abilitazione sono i seguenti:a) abilitazione AT 1: permette di
eseguire lavori sotto tensione sotto la sorveglianza di un preposto ai
lavori abilitato AT 2;b) abilitazione AT 2: permette di eseguire gli
stessi lavori consentiti dall’abilitazione AT 1. Il titolare
dell’abilitazione AT 2 può essere designato come preposto ai
lavori.Il documento di abilitazione deve precisare il tipo di
abilitazione.Tutte le abilitazioni hanno validità per un anno;
in seguito possono essere rinnovate, previa la visita medica
attitudinale di cui all’art. 2.1.02; se l’evoluzione delle tecniche lo
esige, dovrà essere richiesto un corso di addestramento
supplementare e una nuova prova tecnìco-attitudinale.Le
abilitazioni devono inoltre essere riesaminate sistematicamente nei
casi seguenti: inosservanza delle presenti norme; prescrizioni mediche
attitudinali non favorevoli; cambio di mansioni; trasferimento.Tale
riesame può condurre, in ogni momento, ad una modifica o al
ritiro dell ‘abilitazione.2.1.04. Personale ausiliario. – Per la parte
dei lavori che non comportino l’abilitazione (esempio: trasporto e
preparazione dell’attrezzatura, manovra delle corde di servizio, ecc.)
gli operatori abilitati possono essere aiutati da persone non
abilitate che sono qui definite personale ausiliario.2.1.05.
Individuazione del personale. – Sul cantiere il personale si distingue
per il colore dei caschi:preposto ai lavori: casco rosso o copricasco
rosso;operatore abilitato: casco giallo;personale ausiliario: casco
bianco.Sezione 2DISTANZE2.2.01. Distanza minima di avvicinamento. –
La distanza minima di avvicinamento d in metri come definita in 1.2.04
è data dalla seguente formula:d = 0,06 + 0,006 Udove U è
la tensione nominale del sistema, in KV.I risultati di detta formula
devono essere arrotondati per eccesso al decimetro e in ogni caso la
distanza non deve essere inferiore a 0,20 m.Per i valori nominali
normali di tensione, la distanza d è data dalla seguente
tabella:_____________________________________________________________________Tensioni
nominali normali Distanze
minime U d KV m_______________________________________________________________________ fino
a 20 0,20 fino a 30 0,30 fino a 45 0,40 fino a
66 0,50 fino a 132 0,90 fino a 150 1,00 fino a
220 1,40 fino a 380 2,40 Queste distanze minime di
avvicinamento devono considerarsi un limite invalicabile e pertanto,
durante i lavori, si devono mantenere distanze maggiorate in modo tale
da esc…

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