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Regolamento recante riconoscimento di efficacia di un sistema di sicurezza per lavori sotto tensione effettuati su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale con tensione nominale di esercizio compresa tra 1.000 e 30.000 Volts
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALEVisto l’art.
395, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1955, n. 547, che prevede l’attribuzione al Ministro del lavoro
e della previdenza sociale del riconoscimento dell’efficacia di nuovi
mezzi e sistemi di sicurezza per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro;Visti gli articoli 344 e 345 del citato decreto della
Presidenza della Repubblica n. 547/1955 che vietano l’esecuzione di
lavori su elementi in tensione quando essa superi 1.000 Volt e la
subordinano, per valori inferiori, a determinate modalità;Visto
il decreto ministeriale 9 giugno 1980, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 184 del 7 luglio 1980, con il quale è stata
riconosciuta l’efficacia di un nuovo sistema di sicurezza per
l’esecuzione di lavori sotto tensione su impianti elettrici a tensione
nominale maggiore di 30.000 Volts;Sentita la commissione consultiva
permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del
lavoro;Visto l’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400;Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza
generale del 26 febbraio 1990;Vista la comunicazione al Presidente del
Consiglio dei Ministri n. DAGL 1/1.1.4/31890 s.f. 4 in data 24 maggio
1990;Adotta il seguente regolamento:Art. 11. Ai fini della deroga di
cui al comma 3 dell’art. 395 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, è riconosciuta l’efficacia
del sistema di sicurezza per lavori sotto tensione, effettuati su
impianti elettrici alimentati a frequenza industriale con tensione
nominale compresa tra 1.000 e 30.000 Volt, descritto nell’allegato A,
che fa parte integrante del presente decreto.Art. 21. E’ ammessa
l’adozione del sistema di sicurezza di cui all’art. 1 in luogo del
sistema di sicurezza previsto dagli articoli 344 e 345 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.Art. 31. Il
presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. é fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.Allegato ACapitolo I GENERALITA’Sezione 1OGGETTO E
SCOPO DELLE NORME1.1.01. OggettoLe presenti norme riguardano i
lavori sotto tensione effettuati su impianti elettrici alimentati a
frequenza industriale con tensione compresa tra 1.000 e 30.000 Volt.
Agli effetti delle presenti norme non costituiscono lavori sotto
tensione le operazioni eseguite sugli impianti elettrici in tensione
nel rispetto delle relative norme di sicurezza quali, ad esempio,
risultano:a) la manovra degli apparecchi di sezionamento, di
interruzione, di commutazione e di regolazione, nelle condizioni
normali di impiego;b) la manovra mediante fioretti degli apparecchi
sopraelencati, di rivelatori di tensione, di dispositivi per la messa
a terra, nelle condizioni normali di impiego;c) il lavaggio di
isolatori effettuato da impianti automatici o telecomandati.1.1.02.
ScopoLe presenti norme hanno lo scopo di stabilire le
condizioni di sicurezza che devono essere osservate per l’esecuzione
dei lavori sotto tensione su impianti elettrici alimentati a frequenza
industriale con tensione nominale compresa tra 1.000 e 30.000 Volt e
le modalità di esecuzione di detti lavori.Sezione
2DEFINIZIONI1.2.01. Preposto ai lavoriE’ la persona che
sovraintende ai lavori.Egli, a tale titolo, è anche
responsabile delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro.1.2.02.
Autorizzazione di lavoro sotto tensioneE’ il documento con il
quale di volta in volta la persona responsabile degli impianti
interessati dai lavori autorizza il preposto ai lavori ad eseguire
sotto tensione uno specifico lavoro in una determinata
località.1.2.03. Condizioni atmosferiche sfavorevoliAgli
effetti delle presenti norme, si definiscono sfavorevoli le seguenti
condizioni atmosferiche:a) precipitazioni atmosferiche: pioviggine,
pioggia, nevischio, neve, grandine;b) scarsa visibilità:
visibilità ridotta in modo tale per cui il preposto ai lavori
non riesca a distinguere nettamente da terra gli operatori ed i
conduttori sui quali essi devono intervenire;c) temporale:
manifestazioni temporalesche con scariche atmosferiche percepite anche
in lontananza;d) vento: caso in cui questo raggiunge, sul luogo di
lavoro, una velocità superiore a 35 km/h.1.2.04. Distanza
minima di avvicinamentoE’ la distanza minima che, senza l’adozione
di particolari mezzi di protezione, deve rigorosamente essere
rispettata:a) nel caso in cui l’operatore lavori tenendosi a
potenziale di terra: fra le parti in tensione e l’operatore stesso,
compresi eventuali oggetti non isolanti da lui manovrati od
indossati;b) nel caso in cui l’operatore lavori tenendosi a potenziale
di linea: fra le parti conduttrici collegate a terra e l’operatore
stesso, compreso eventuali oggetti non isolanti da lui manovrati od
indossati;c) tra le parti in tensione e le parti conduttrici collegate
a terra.1.2.05. Distanza minima tra le fasiE’ la
distanza minima che, senza particolari mezzi di protezione, deve
essere rigorosamente rispettata:a) fra i conduttori di fase anche
durante i lavori di spostamento dei conduttori;b) fra l’operatore a
potenziale di fase, compresi eventuali oggetti non isolanti da lui
maneggiati o indossati, e le altre fasi.1.2.06. Metodi di
lavoroSi distinguono tre metodi di lavoro:a) lavoro a distanza: il
preposto ai lavori impartisce a ciascun operatore le istruzioni
necessarie ad assicurare l’attuazione di tutte le misure atte a
garantire distanze sempre superiori a quella minima di avvicinamento,
durante tutto l’arco dello svolgimento dei lavori. Ogni operatore
esegue il lavoro per mezzo di attrezzi isolanti;b) lavoro a
potenziale: l’operatore, sotto la guida del preposto ai lavori, si
porta al potenziale delle parti in tensione, prendendo tutte le misure
occorrenti per assicurare che vengano sempre mantenute distanze
superiori a quella minima di avvicinamento alle parti conduttrici
collegate a terra, e nella precisa osservanza di distanze superiori a
quella minima tra le fasi per quanto riguarda le altre parti in
tensione;c) lavoro a contatto: l’operatore, con l’adozione di
particolari mezzi di protezione, interviene a distanza inferiore a
quella minima di avvicinamento.Capitolo IIDISPOSIZIONI GENERALISezione
1GENERALITA’2.1.01. Decisione e controlloLe aziende, il cui
personale esegue lavori sotto tensione, devono regolamentare:a) i
poteri particolari assegnati nell’ambito della propria organizzazione
in merito ai lavori sotto tensione;b) le modalità per il
controllo dell’applicazione delle presenti norme.2.1.02. Formazione
del personaleLe persone destinate ad effettuare lavori sotto
tensione devono possedere i seguenti requisiti:a) età non
inferiore a 18 anni;b) attitudine fisica alla mansione, attestata
tramite apposito referto rilasciato a seguito di vista medica
specialistica, da effettuare presso un istituto di medicina del
lavoro. Detta visita medica dovrà essere integrata da indagini
mirate ad accertare, con particolare attenzione, il grado di
funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico,
nonchè lo stato psichico;c) idoneità
tecnico-attitudinale, conseguita tramite il superamento degli esami
finali di uno specifico corso di formazione incentrato sui metodi e le
tecniche di lavoro sotto tensione.I programmi del corso di formazione
devono comprendere reiterati cicli di esercitazioni pratiche da
eseguire sotto tensione.2.1.03. Abilitazione del personaleLe
aziende scelgono il personale al quale conferire l’abilitazione ad
effettuare i lavori sotto tensione esclusivamente fra i lavoratori
giudicati idonei in base al possesso di tutti i requisiti indicati
nell’articolo 2.1.02.I tipi di abilitazione sono i seguenti:a)
abilitazione MT 1: permette di eseguire lavori sotto tensione solo nel
caso in cui questi si svolgano sotto la costante sorveglianza di un
preposto ai lavori abilitato MT 2;b) abilitazione MT 2: permette di
eseguire gli stessi lavori consentiti dall’abilitazione MT 1. Il
titolare dell’abilitazione MT 2 può essere designato come
preposto ai lavori.Il documento di abilitazione deve precisare il tipo
di abilitazione. Tutte le abilitazioni hanno la validità di un
anno; in seguito possono essere rinnovate, previa la visita medica di
cui all’articolo 2.1.02; se l’evoluzione delle tecniche lo esige,
dovrà essere effettuato un corso di addestramento supplementare
con esami finali volti ad accertare l’idoneità
tecnico-attitudinale degli operatori, secondo quanto previsto dal
già richiamato articolo 2.1.02.Le abilitazioni devono inoltre
essere riesaminate sistematicamente nei seguenti casi:inosservanza
delle presenti norme;prescrizioni mediche attitudinali non
favorevoli;cambio di mansioni;trasferimento.Tale riesame può
condurre, in ogni momento, ad una modifica o al ritiro
dell’abilitazione.2.1.04. Personale ausiliarioPer la parte dei
lavori che non comportino l’abilitazione (esempio: trasporto e
preparazione dell’attrezzatura, manovra delle corde di servizio, ecc.)
gli operatori abilitati possono essere aiutati da persone non
abilitate che sono qui definite personale ausiliario.2.1.05.
Individuazione del personaleSul cantiere il personale si
distingue per il colore dei caschi:preposto ai lavori: casco rosso o
copricasco rosso;operatore abilitato: casco giallo;personale
ausiliario: casco bianco.Sezione 2DISTANZE2.2.01. Distanza
minima di avvicinamentoLa distanza minima di avvicinamento d in
metri, come definita in 1.2.04, è data dalla seguente formula:d
= 0,06 + 0,006 Udove…

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