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Legge 5/3/90 n. 46. Norme per la sicurezza degli impianti
Circolare...

Legge 5/3/90 n. 46. Norme per la sicurezza degli impianti
Circolare Ministeriale

Come noto l’articolo 2 della legge 5.3.1990, n. 46, recante
norme per la sicurezza degli impianti, ha previsto che a partire dalla
data di entrata in vigore della legge stessa (13.3.1990) possano
essere abilitati all’esercizio di attività di installazione,
trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti elencati
all’articolo 1 (e pertanto iscritte nell’Albo delle imprese artigiane
o nel Registro delle ditte) soltanto le imprese il cui titolare, o un
eventuale preposto, possieda i requisiti tecnico-professionali di cui
all’articolo 3, qui di seguito sintetizzati:a) laurea in materia
tecnica specifica;b) diploma di scuola secondaria superiore, con
specializzazione nel settore in cui intende svolgere l’attività
ed un anno di inserimento continuativo in una impresa operante nello
stesso settore;c) titolo o attestato rilasciato ai sensi della
normativa vigente in materia di formazione professionale e due anni di
inserimento continuativo in una impresa operante nel settore in cui
intende svolgere l’attività;d) prestazione lavorativa alle
dipendenze di una impresa operante nel settore di attività che
intende svolgere per un periodo di almeno tre anni (esclusi gli anni
di apprendistato) in qualità di operaio installatore con
qualifica di specializzato.La stessa legge all’articolo 18 (recante
disposizioni transitorie), dispone che fino alla data di entrata in
vigore del regolamento di attuazione di cui all’articolo 15,
"sono autorizzate ad eseguire opere di installazione, di
trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui
all’articolo 1 "tutte le imprese già in possesso
(naturalmente alla data di entrata in vigore della legge e
limitatamente al proprio settore di attività) del requisito di
cui al primo comma dell’articolo 2, cioè, ad avviso dello
scrivente, tutte le imprese che alla data del 13.3.1990 risultino
regolarmente iscritte al Registro delle ditte o all’Albo delle imprese
artigiane per l’esercizio di una, o più, delle attività
sopracitate.L’articolo 4 dispone che all’accertamento del possesso dei
requisiti tecnico-professionali previsti dall’articolo 3 provveda:a)
per gli artigiani, la Commissione provinciale dell’artigianato nella
sua normale composizione.b) per le altre imprese, un’apposita
commissione nominata, per ogni Camera di commercio, dalla Giunta nella
composizione variabile da 5 a 9 componenti più il Presidente da
scegliersi tra i docenti universitari o di istituto tecnico
industriale di ruolo in materia tecnica.Circa "le organizzazioni
delle categorie più rappresentative a livello nazionale"
degli esercenti le attività disciplinate dalla legge, abilitato
alla designazione dei componenti di propria competenza delle
commissioni di cui alla lettera b) questo Ministero fa riserva di
fornire tempestive notizie, sentito il Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale.Per quanto riguarda la individuazione (con
riferimento alla peculiare natura delle attività connessa agli
impianti di cui all’articolo 1) "delle lauree in materia tecnica
specifica, dei diplomi di scuola secondaria superiore con
specializzazione" e dei titoli o attestati conseguiti ai sensi
della legislazione vigente in materia di formazione
professionale" (di cui all’articolo 2) da prendere in
considerazione ai fini del riconoscimento del possesso dei requisiti
tecnico-professionali, lo scrivente si riserva di sentire il Ministero
della ricerca scientifica e dell’università ed il Ministero
della pubblica istruzione.Resta inteso che nulla vieta alle
Commissioni provinciali dell’artigianato di prendere in esame
eventuali domande volte ad ottenere il riconoscimento del possesso dei
requisiti tecnico-professionali di cui all’articolo 3 e di assumere le
conseguenti decisioni ogni qual volta le stesse siano suffragate di
sufficiente certezza in merito alla natura del titolo di studio
(laurea in ingegneria, diploma di istituto tecnico industriale ad
indirizzo ben definito o simili); la stessa cosa naturalmente vale per
le commissioni di cui all’articolo 4, non appena saranno in grado di
funzionare.Con l’occasione, in relazione a specifici quesiti formulati
sulla materia in argomento da alcune di codeste Camere di commercio,
si fa presente quanto segue:a) la costituzione delle commissioni (e il
conseguente avvio della loro attività) non è subordinata
all’entrata in vigore del decreto di attuazione di cui all’articolo
15;b) stante la "lettera" del primo comma dell’articolo 2 si
ritiene che l’accelerata, regolare iscrizione all’Albo delle imprese
artigiane o al Registro delle ditte sia un requisito sufficiente per
usufruire dell’applicazione della disposizione transitoria di cui
all’articolo 18, ancorchè, ipotesi possibile nel caso delle
società, alla data di entrata in vigore della legge non sia
ancora stato denunciato l’avvio dell’attività che potrà
quindi avvenire anche in data successiva.

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