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Limitazione dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attività l...

Limitazione dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attività lavorative (Legge n. 245 del 5/3/63)
Circolare Ministeriale

L’obbligo previsto all’art. 8 della Legge n. 245 del 5 marzo
1963, di apporre sul recipienti di solventi o prodotti contenenti
benzolo, toluolo o xilolo, una etichetta indicante la presenza di
dette sostanze, la percentuale complessiva di esse, nonché,
separatamente, la percentuale del benzolo, riferendo il dato
percentuale, in peso, al totale del solvente, avrebbe determinato
alcune difficoltà tecniche di attuazione prospettate a questo
Ministero dell’Associazione di categoria interessata. Dette
difficoltà risulterebbero accresciute ove, sulla base della
lettera della disposizione preanzi evocata, dovesse essere inteso
l’obbligo di indicare, in etichetta, la percentuale esatta,
così come essa potrebbe risultare da analisi molto frequenti
eseguite nel corso delle lavorazioni. E’ stato d’altra parte osservato
che nemmeno in tale ipotesi si riuscirebbe ad assicurare costanza e/o
certezza nei valori acquisibili date le obiettive variazioni di
composizione dei prodotti e le approssimazioni insite nelle analisi
effettuate.In considerazione di tutto ciò è stato quindi
chiesto a questo Ministero di poter assumere criteri pratici per
l’etichettaggio dei recipienti contenenti i solventi ovvero i prodotti
di che trattasi.Correlativamente, sulla base delle risultanze di studi
compiuti dall’E.M.P.I. – ente nazionale per la prevenzione degli
infortuni – e delle valutazioni tecniche effettuate dall’Ispettorato
medico centrale del lavoro, la questione è stata sottoposta al
Comitato speciale per l’attuazione delle norme – costituito
nell’ambito della Commissione consultiva permanente per la prevenzione
degli infortuni e l’igiene del lavoro. Il parere conseguentemente
formulato assume oggettivamente fondate le difficoltà tecniche
prospettate, ravvisando che le medesime possano essere legittimamente
superate in armonia agli scopi di conoscenza ed alle finalità
di prevenzione perseguiti dalla disposizione contenuta nell’art. 8
della Legge n. 245 del 1963, mediante la determinazione di criteri di
etichettatura comportanti la suddivisione, ai fini dell’applicazione
della legge 5 marzo 1963, del massimo campo di concentrazione
percentuale consentito (0 ÷ 45% v. art. 4 legge citata) in
classi prefissate in numero, tuttavia, non inferiore a 9, di tal che
lo scarto massimo tra dato reale e quello indicato in etichetta
risulti pari a 5 unità percentuali, mentre lo scarto medio sia
di 2,5 unità percentuali, corrispondenti ai limiti di
tolleranza ammissibili per il caso in esame.Il suddetto parere che non
contrasta con le sostanziali finalità di prevenzione perseguite
dalle vigenti disposizioni, è condiviso da questo Ministero.

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