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Quesiti artt. 276, 277, 278, 281, 284, 295, 299 e 304 del D.P.R. 547/5...

Quesiti artt. 276, 277, 278, 281, 284, 295, 299 e 304 del D.P.R. 547/55
Circolare Ministeriale

Artt. 276, 277 e 278 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547Impiego dei conduttori tensione (protezioni)E’
stato richiesto se, nel caso di difese metalliche continue,
considerata la impossibilità di introdurre le dita attraverso
la difesa, ferma restando la distanza di cm 7 + 0,7, per ogni migliaio
di Volta, sia da considerarsi soppresso il minimo di cm 15.Al riguardo
si fa presente che la richiesta di soppressione del minimo di cm 15
non può prendersi in considerazione trattandosi di disposizione
tassativa. Si precisa peraltro che qualora i conduttori siano
completamente racchiusi in armadi o custodie metalliche continue,
quindi senza maglie o traforature, e collegate a terra – secondo
quanto previsto nel 2° comma dell’art. 275 – non ricorre l’obbligo
dell’impianto delle difese di cui al successivo art. 276.Artt. 276,
277 e 278 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547Impiego dei
conduttori nudi ad alta tensioneE’ stato esaminato il
quesito rivolto a conoscere il valore della tensione che il
legislatore ha inteso individuare nelle norme contenute negli artt.
276, 277 e 278; più particolarmente, se trattasi della tensione
nominale del sistema (nei sistemi trifasi: tensione concatenata)
ovvero della tensione nominale verso terra.Al riguardo si richiamano
le seguenti definizioni.Tensione nominale di un sistema: si intende il
valore convenzionale della tensione con il quale il sistema è
denominato.Tensione nominale verso terra: si intende:- nei sistemi
trifasi con neutro isolato o comunque non efficacemente a terra, la
tensione nominale;- nei sistemi trifasi con neutro efficacemente a
terra, la tensione stellata corrispondente a quella nominale;- nei
sistemi monofasi, o a corrente continua, senza il punto di mezzo a
terra, la tensione nominale;- nei sistemi monofasi, o a corrente
continua, con punto di mezzo a terra, metà della tensione
nominale.Quanto sopra premesso, si rileva che i citati articoli 276 e
277 prescrivono distanze verso parti collegate a terra, mentre il 278
una altezza dal suolo e quindi una distanza verso terra.E’ quindi
conseguente che la tensione alla quale riferirsi nelle citate norme
deve considerarsi quella nominale verso terra.Art. 281 del D.P.R.
27 aprile 1955, n. 547Rivestimento e protezione dei conduttori
ed elementi nudi a bassa tensioneIl quesito è rivolto a
chiarire il concetto di posizione accessibile che a norma dell’art.
281 fa intervenire l’obbligo del rivestimento o della protezione dei
conduttori elettrici e degli elementi nudi a bassa tensione situati
nei locali di lavoro.Al riguardo deve senz’altro considerarsi che tale
locuzione ha carattere estensivo nel senso che l’obbligo dei
rivestimenti, e della protezione, deve riferirsi alle parti in
tensione le quali, ancorché fuori della portata di mano,
possono essere comunque accessibili, ai fini del contatto elettrico,
in rapporto a tutte le operazioni che si eseguono nei locali e le
quali benché occasionali possono provocare il contatto
accidentale.Fra tali operazioni sono da comprendere, ad esempio: la
manutenzione dell’attrezzatura e dei locali; il movimento di
particolari materiali quali scale, tubazioni, sbarre e simili, e casi
analoghi che possono provocare collegamenti elettrici fra la persona e
le parti in tensione.In relazione a tale concetto possono considerarsi
inaccessibili ai fini della applicazione della norma in parola, i
conduttori e gli elementi in tensione che non siano raggiungibili
senza l’uso di appositi mezzi straordinari, adoperati intenzionalmente
a tal fine e con l’osservanza delle norme previste dall’art. 344 dello
stesso decreto.Art. 284 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547Protezione contro le sovratensioniE’ stato
richiesto se quanto disposto nel citato articolo riguarda il sistema
di installazione dei trasformatori od anche la costruzione degli
stessi.In merito è da porre in evidenza che gli adempimenti
previsti dall’art. 284 debbono comunque essere posti in atto ai voluti
fini della sicurezza del lavoro, ove non si possa provvedere
all’osservanza della norma in sede di costruzione di macchine o
apparecchi, la norma medesima deve essere osservata in sede di
installazione.Art. 295 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547Valvole fusibiliE’ stato esaminato il quesito
rivolto a conoscere la esatta applicazione dell’art. 295, comma b) del
D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, laddove è prescritto: che le
valvole fusibili debbono essere disposte negli impianti a bassa
tensione, a valle degli interruttori.In merito si precisa quanto
segue.La norma citata è tassativa e non ammette interpretazioni
difformi da quelle univoche del testo:- le valvole che presentano
pericolo durante l’operazione di ricambio dell’elemento fusibile
debbono avere immediatamente a monte un interruttore per ogni valvola
o gruppi di valvole;- qualora invece detta operazione possa essere
effettuata senza pericolo – come, per esempio, per le valvole nelle
quali il fusibile da ricambiare è contenuto in un complesso
asportabile dal corpo della valvola anche sotto tensione, di modo che
la effettiva operazione di ricambio viene effettuata fuori sede –
diversi gruppi di valvole possono essere posti a valle di un unico
interruttore.Artt. 299 e 304 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547Segregazione delle macchine, dei trasformatori e delle
apparecchiature elettriche a tensione elevata – Limitazione della
tensione per gli impianti di illuminazione elettricaIl quesito
è rivolto a conoscere l’interpretazione della disposizione di
cui all’art. 394 in ordine, all’impiego della tensione massima di 6000
Volta per impianti a luminescenza all’esterno, ed in rapporto alla
disposizione dell’art. 299 con la quale è previsto l’impiego di
trasformatori con tensione fino a 15000 Volta per il medesimo uso.In
merito si precisa quanto segue.La norma dell’art. 299 discende
dall’art. 298 che si riferisce alla segregazione delle macchine, dei
trasformatori e delle apparecchiature elettriche a tensione elevata.
Detta norma esonera dall’obbligo della segregazione, in locale
apposito o in un recinto, i piccoli trasformatori per usi speciali,
compresi gli impianti di illuminazione con tubi a catodo freddo, i
quali sono alimentati dal secondario di trasformatori elevatori fino a
circa 12000 Volta.La norma dell’art. 304 riguarda invece le tensioni
per gli impianti di illuminazione elettrica in genere, comprendente
fra questi anche gli impianti a luminescenza.Ciò premesso, deve
considerarsi che i due differenti valori delle tensioni previsti
dall’art. 299 e dall’art. 304, si riferiscono a due differenti tipi di
illuminazione, e più precisamente:- l’art. 299 riguarda
l’illuminazione con tubi a catodo freddo, e pertanto sia a
fluorescenza che a luminescenza, con le limitazioni imposte dalla
norma medesima;- l’art. 304, invece, per quanto concerne l’argomento
che sostanzia il quesito, limita la sua applicazione agli impianti di
illuminazione a luminescenza.Le insegne luminose alle quali si accenna
nel quesito:a) per lo scopo a cui si riferiscono non sono impianti di
illuminazione e se ottemperano ai disposti dell’art. 299 possono
essere classificate fra gli usi speciali;b) per la loro struttura sono
in genere da classificare fra gli impianti a catodo freddo.

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