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DECRETO LEGISLATIVO 10 gennaio 2005, n.9: Integrazioni al decreto legi...

DECRETO LEGISLATIVO 10 gennaio 2005, n.9: Integrazioni al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, per l'istituzione del sistema di qualificazione dei contraenti generali delle opere strategiche e di preminente interesse nazionale, a norma della legge 21 dicembre 2001, n. 443. (GU n. 28 del 4-2-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 10 gennaio 2005, n.9

Integrazioni al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, per
l’istituzione del sistema di qualificazione dei contraenti generali
delle opere strategiche e di preminente interesse nazionale, a norma
della legge 21 dicembre 2001, n. 443.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 21 dicembre 2001, n.
443;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 23 gennaio 2004;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 dicembre 2004;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Integrazione del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190

1. Al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, e’ aggiunto, in
fine, il seguente capo:

«CAPO II-BIS

Qualificazione dei contraenti generali

Art. 20-bis

Istituzione del sistema di qualificazione-classifiche

1. E’ istituito il sistema di qualificazione dei contraenti
generali. La qualificazione puo’ essere richiesta da imprese singole
in forma di societa’ commerciali o cooperative, da consorzi di
cooperative di produzione e lavoro previsti dalla legge 25 giugno
1909, n. 422, e successive modificazioni, ovvero da consorzi stabili
previsti dall’articolo 12 della legge quadro.
2. I contraenti generali sono qualificati per classifiche, riferite
all’importo lordo degli affidamenti per i quali possono concorrere. I
contraenti generali non possono concorrere ad affidamenti di importo
lordo superiore a quello della classifica di iscrizione, attestata
con il sistema di cui al presente decreto legislativo ovvero
documentata ai sensi dell’articolo 20-septies, comma 2, salva la
facolta’ di associarsi ad altro contraente generale ai sensi
dell’articolo 20-octies, comma 9.
3. Le classifiche di qualificazione sono le seguenti:
a) I: sino a 350 milioni di euro;
b) II: sino a 700 milioni di euro;
c) III: oltre 700 milioni di euro.
4. L’importo della classifica III, ai fini del rispetto dei
requisiti di qualificazione, e’ convenzionalmente stabilito pari a
900 milioni di euro.

Art. 20-ter

Requisiti per le iscrizioni

1. Costituiscono requisiti per la qualificazione dei contraenti
generali:
a) il possesso di un sistema di qualita’ aziendale UNI EN ISO
9001/2000 ovvero, per il periodo di validita’ residua, UNI EN
9001/1994;
b) il possesso dei requisiti di ordine generale di cui
all’articolo 20-quater;
c) il possesso dei requisiti di ordine speciale di cui
all’articolo 20-quinquies.

Art. 20-quater

Requisiti di ordine generale

1. Per la qualificazione sono richiesti al contraente generale i
requisiti di ordine generale previsti dall’articolo 17 del decreto
del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34.
2. La dimostrazione dei requisiti di ordine generale non e’
richiesta agli imprenditori in possesso di qualificazione rilasciata
ai sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del
2000, da non oltre cinque anni.

Art. 20-quinquies

Requisiti di ordine speciale

1. I requisiti di ordine speciale occorrenti per la qualificazione
sono:
a) adeguata capacita’ economica e finanziaria;
b) adeguata idoneita’ tecnica ed organizzativa;
c) adeguato organico tecnico e dirigenziale.
2. La adeguata capacita’ economica e finanziaria e’ dimostrata:
a) dal rapporto, risultante dai bilanci consolidati dell’ultimo
triennio, tra patrimonio netto dell’ultimo bilancio consolidato,
costituito dal totale della lettera a) del passivo di cui
all’articolo 2424 del codice civile, e cifra di affari annuale media
consolidata in lavori relativa all’attivita’ diretta ed indiretta di
cui alla lettera b). Tale rapporto non deve essere inferiore al dieci
per cento, il patrimonio netto consolidato puo’ essere integrato da
dotazioni o risorse finanziarie addizionali irrevocabili, a medio e
lungo periodo, messe a disposizione anche dalla eventuale societa’
controllante. Ove il rapporto sia inferiore al dieci per cento, viene
convenzionalmente ridotta alla stessa proporzione la cifra d’affari;
ove superiore, la cifra di affari in lavori di cui alla lettera b) e’
incrementata convenzionalmente di tanti punti quanto e’ l’eccedenza
rispetto al minimo richiesto, con il limite massimo di incremento del
cinquanta per cento. Per le iscrizioni richieste o rinnovate a
decorrere dal 1°gennaio 2006 il rapporto medio non deve essere
inferiore al quindici per cento e continuano ad applicarsi gli
incrementi convenzionali per valori superiori. Per le iscrizioni
richieste o rinnovate a decorrere dal 1° gennaio 2009, il rapporto
medio non deve essere inferiore al venti per cento, e continuano ad
applicarsi gli incrementi convenzionali per valori superiori. Ove il
rapporto sia inferiore ai minimi suindicati viene convenzionalmente
ridotta alle stesse proporzioni la cifra d’affari;
b) dalla cifra di affari consolidata in lavori, svolti nel
triennio precedente la domanda di iscrizione mediante attivita’
diretta ed indiretta, non inferiore a cinquecento milioni di euro per
la Classifica I, mille milioni di euro per la Classifica II e
milletrecento milioni di euro per la Classifica III, comprovata con
le modalita’ di cui all’articolo 18, commi 3 e 4, del citato decreto
del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000. Nella cifra d’affari
in lavori consolidata possono essere ricomprese le attivita’ di
progettazione e fornitura di impianti e manufatti compiute
nell’ambito della realizzazione di un’opera affidata alla impresa.
3. La adeguata idoneita’ tecnica ed organizzativa e’ dimostrata
dall’esecuzione con qualsiasi mezzo di un lavoro non inferiore al
quaranta per cento dell’importo della classifica richiesta, ovvero,
in alternativa, di due lavori di importo complessivo non inferiore al
cinquantacinque per cento della classifica richiesta, ovvero, in
alternativa, di tre lavori di importo complessivo non inferiore al
sessantacinque per cento della classifica richiesta. I lavori
valutati sono quelli eseguiti regolarmente e con buon esito e
ultimati nel quinquennio precedente la richiesta di qualificazione,
ovvero la parte di essi eseguita nello stesso quinquennio. Per i
lavori iniziati prima del quinquennio o in corso alla data della
richiesta, si presume un andamento lineare. L’importo dei lavori e’
costituito dall’importo contabilizzato al netto del ribasso d’asta,
incrementato dall’eventuale revisione prezzi e dalle risultanze
definitive del contenzioso eventualmente insorto per riserve
dell’appaltatore diverse da quelle riconosciute a titolo
risarcitorio. Per la valutazione e rivalutazione dei lavori eseguiti
e per i lavori eseguiti all’estero si applicano gli articoli 21, 23 e
25 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000.
Per lavori eseguiti con qualsiasi mezzo si intendono, oltre a quelli
eseguiti in adempimento di contratti di appalto di cui all’articolo
19 della legge quadro, i lavori eseguiti in adempimento dei contratti
di appalto previsti dall’articolo 1 della direttiva 93/37/CEE del
Consiglio, del 14 giugno 1993, aventi ad oggetto la realizzazione di
un’opera rispondente ai bisogni del committente, con piena liberta’
di organizzazione del processo realizzativo, ivi compresa la facolta’
di affidare a terzi anche la totalita’ dei lavori stessi, nonche’ di
eseguire gli stessi, direttamente o attraverso societa’ controllate.
Possono essere altresi’ valutati i lavori oggetto di una concessione
di costruzione e gestione aggiudicata ai sensi della legge quadro e
delle altre leggi regionali vigenti. I certificati dei lavori
indicano l’importo, il periodo e il luogo di esecuzione e precisano
se questi siano stati effettuati a regola d’arte e con buon esito.
Detti certificati riguardano l’importo globale dei lavori oggetto del
contratto, ivi compresi quelli affidati a terzi o realizzati da
imprese controllate o interamente possedute, e recano l’indicazione
dei responsabili di progetto o di cantiere; i certificati sono
redatti in conformita’ al modello allegato al presente decreto.
4. L’adeguato organico tecnico e dirigenziale e’ dimostrato:
a) dalla presenza in organico di dirigenti dell’impresa in numero
non inferiore a quindici unita’ per la Classifica I, venticinque
unita’ per la Classifica II e quaranta unita’ per la Classifica III;
b) dalla presenza in organico di direttori tecnici con qualifica
di dipendenti o dirigenti, di responsabili di cantiere o di progetto,
ai sensi delle norme UNI-ISO 10006, dotati di adeguata
professionalita’ tecnica e di esperienza acquisita in qualita’ di
responsabile di cantiere o di progetto di un lavoro non inferiore a
trenta milioni di euro per la Classifica I, cinquanta milioni di euro
per la Classifica II e sessanta milioni di euro per la Classifica
III, in numero non inferiore a tre unita’ per la Classifica I, sei
unita’ per la Classifica II e nove unita’ per la Classifica III; gli
stessi soggetti non possono rivestire analogo incarico per altra
impresa e producono a tale fine una dichiarazione di unicita’ di
incarico. L’impresa assicura il mantenimento del numero minimo di
unita’ necessarie per la qualificazione nella propria classifica,
provvedendo alla sostituzione del dirigente, direttore tecnico o
responsabile di progetto o cantiere uscente con soggetto di analoga
idoneita’; in mancanza si dispone la revoca della qualificazione o la
riduzione della Classifica.
5. Per le iscrizioni richieste o rinnovate fino al 31 dicembre
2013, il possesso dei requisiti di adeguata idoneita’ tecnica ed
organizzativa di cui al comma 3 puo’ essere sostituito dal possesso
di attestazioni SOA ai sensi del citato decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, per importo illimitato in non meno
di tre categorie di opere generali per la Classifica I, in non meno
di sei categorie, di cui almeno quattro di opere generali per la
Classifica II e per la Classifica III, in nove categorie, di cui
almeno cinque di opere generali.

Art. 20-sexies

Consorzi stabili e Consorzi di cooperative

1. I consorzi stabili sono qualificati sulla base della somma dei
requisiti di qualificazione posseduti dalle singole imprese
consorziate. Ai fini della qualificazione del contraente generale e’
richiesto che la qualificazione sia raggiunta sommando i requisiti di
non piu’ di cinque consorziati per la Classifica I e non piu’ di
quattro consorziati per la Classifica II e III. I consorziati
assumono responsabilita’ solidale per la realizzazione dei lavori
affidati al Consorzio in regime di contraente generale.
2. I Consorzi di cooperative di produzione e lavoro previsti dalla
legge 25 giugno 1909, n. 422, e successive modificazioni, sono
qualificati sulla base dei propri requisiti, determinati con le
modalita’ previste dal decreto del Presidente della Repubblica
25 gennaio 2000, n. 34.
3. Per i Consorzi stabili:
a) i requisiti di ordine generale, di cui all’articolo 20-quater,
devono essere posseduti da ciascun Consorziato e dal Consorzio;
b) il requisito di cui all’articolo 20-ter, lettera a), sistema
di qualita’ aziendale, qualora non posseduto dal Consorzio, deve
essere posseduto da ciascuno dei consorziati che concorrono ai
requisiti per la qualificazione;
c) il requisito di cui all’articolo 20-quinquies, comma 2,
lettera b), cifra d’affari in lavori, e’ convenzionalmente
incrementato del venti per cento nel primo anno di vita del
Consorzio, del quindici per cento nel secondo anno e del dieci per
cento nel terzo, quarto e quinto anno. Per i consorzi gia’
costituiti, il termine per l’aumento convenzionale decorre dalla data
di entrata in vigore del presente decreto;
d) il requisito di cui all’articolo 20-quinquies, comma 3, lavoro
di punta, puo’ essere dimostrato tenendo conto di singoli lavori
eseguiti da consorziati diversi. Tale requisito puo’ essere
conseguito alternativamente, con il piu’ consistente lavoro
realizzato da uno dei consorziati, con i due piu’ consistenti lavori
realizzati da non piu’ di due consorziati, con i tre piu’ consistenti
lavori realizzati compiuti da non piu’ di tre consorziati;
e) alla aggiudicazione del primo affidamento, il Consorzio
stabile costituisce un fondo consortile non inferiore a dieci milioni
di euro per la Classifica I, a quindici milioni di euro per la
Classifica II, a trenta milioni di euro per la Classifica III di
qualificazione. Tale importo sara’ ridotto del trenta per cento,
qualora il requisito di cui all’articolo 20-quinquies, comma 2,
lettera a), sia pari ad un valore compreso tra il quindici ed il
venti per cento, ovvero del cinquanta per cento qualora il suddetto
requisito sia superiore al venti per cento. A decorrere dal
1° gennaio 2009, l’importo e’ ridotto del trenta per cento qualora il
requisito sia superiore al trenta per cento ovvero del cinquanta per
cento qualora il requisito sia superiore al quaranta per cento;
f) il Consorzio stabile ha facolta’ di costituire una societa’ di
progetto, alla quale si applica, tra l’altro, il regime di
responsabilita’ previsto dal presente decreto. Ove non si avvalga di
tale facolta’ il Consorzio stabile deve comunque adeguare il proprio
fondo consortile al capitale richiesto dal bando, ove superiore a
quello di cui alla lettera e).
4. I Consorzi di cooperative possono conferire le attivita’ di
contraente generale di cui siano aggiudicatari, esclusivamente a
propri consorziati ammessi al sistema di qualificazione, per
qualunque classifica. In tale caso:
a) la prevista assegnazione delle attivita’ deve essere
comunicata dal Consorzio in sede di qualifica e, per le aste
pubbliche, in sede di offerta;
b) le Imprese assegnatarie non possono partecipare alla gara;
c) i requisiti delle Imprese assegnatarie possono essere fatti
valere dal Consorzio per la qualifica alla gara, ai sensi
dell’articolo 20-octies;
d) il Consorzio, per effetto dell’aggiudicazione, resta
solidalmente responsabile con la Cooperativa assegnataria nei
confronti del soggetto aggiudicatore per la buona esecuzione del
contratto. Ove l’assegnazione sia effettuata in favore di piu’ di una
Cooperativa, si procede alla costituzione di una societa’ di progetto
ai sensi del presente decreto. Nel caso in cui il Consorzio non
partecipi alla Societa’ di progetto, rimane comunque responsabile in
solido con le Cooperative assegnatarie e con la Societa’ di progetto,
ovvero con la sola Societa’ di progetto ove siano state prestate le
garanzie sostitutive di cui al presente decreto.

Art. 20-septies

Imprese stabilite in Stati diversi dall’Italia

1. Alle imprese stabilite negli altri Stati aderenti all’Unione
europea, nonche’ a quelle stabilite nei Paesi firmatari dell’accordo
sugli appalti pubblici che figura nell’allegato 4 dell’accordo che
istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio, o in Paesi che,
in base ad altre norme di diritto internazionale, o in base ad
accordi bilaterali siglati con l’Unione europea o con l’Italia che
consentano la partecipazione ad appalti pubblici a condizioni di
reciprocita’ la qualificazione e’ consentita alle medesime condizioni
richieste alle imprese italiane.
2. Per le imprese di cui al comma 1, la qualificazione di cui al
presente decreto legislativo non e’ condizione obbligatoria per la
partecipazione alla gara. Esse si qualificano alla singola gara
producendo documentazione conforme alle normative vigenti nei
rispettivi Paesi, idonea a dimostrare il possesso di tutti i
requisiti prescritti per la qualificazione al sistema e la
partecipazione delle imprese italiane alle gare, ivi inclusi quelli
eventualmente necessari per conseguire le attestazioni di cui
all’articolo 20-quinquies, comma 5.

Art. 20-octies

Norme di partecipazione alla gara

1. I soggetti aggiudicatori hanno facolta’ di richiedere, per le
singole gare:
a) che l’offerente dimostri la sussistenza dei requisiti generali
di cui all’articolo 20-quater; nei confronti dell’aggiudicatario la
verifica di sussistenza dei requisiti generali e’ sempre espletata;
b) che l’offerente dimostri, tramite i bilanci consolidati ed
idonee dichiarazioni bancarie, la disponibilita’ di risorse
finanziarie, rivolte al prefinanziamento, proporzionate all’opera da
realizzare;
c) che sia dimostrato il possesso, da parte delle imprese
affidatarie designate in sede di gara o dallo stesso offerente, della
capacita’ tecnica specifica per l’opera da realizzare e dei requisiti
economico finanziari e tecnico organizzativi adeguati al progetto da
redigere nel rispetto delle previsioni della citata direttiva
93/37/CEE del consiglio, del 14 giugno 1993, e delle indicazioni
integrative e di dettaglio da disporsi con apposito decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Ai fini del comma 1, lettera c), la esecuzione di lavori
analoghi, ove richiesto dal bando di gara, potra’ essere documentata
dalle imprese affidatarie designate ovvero dall’offerente,
dimostrando di avere eseguito, con le modalita’ dell’articolo
20-quinquies, comma 3, opere ricadenti in una delle seguenti
categorie OG accorpate ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34:
a) organismi edilizi (OG1);
b) opere per la mobilita’ su gomma e su ferro (OG3 e OG4);
c) opere relative al ciclo integrato dell’acqua (OG5 e OG6);
d) opere fluviali e marittime (OG7 e OG8);
e) opere impiantistiche (OG9, OG10 e OG11);
f) opere di impatto ambientale (OG12 e OG13).
3. A prescindere dalla qualificazione richiesta in sede di gara, i
soggetti aggiudicatori indicano, negli atti contrattuali, le
specifiche qualificazioni anche specialistiche che devono essere
possedute dagli esecutori delle lavorazioni piu’ complesse. A tali
qualificazioni non si applicano le limitazioni di cui al comma 2.
4. Ad integrazione dei criteri indicati all’articolo 10, comma 4,
fanno parte degli elementi da individuare da parte dei soggetti
aggiudicatori ai fini degli affidamenti a contraenti generali con il
sistema della offerta economicamente piu’ vantaggiosa:
a) la maggiore entita’ di lavori e servizi che il contraente
generale si impegna ad affidare ad imprese nominate in sede di
offerta, ai sensi dell’articolo 9, comma 7, del presente decreto. Ai
fini predetti rilevano esclusivamente gli affidamenti di lavori
aventi singolarmente entita’ superiore al cinque per cento
dell’importo di aggiudicazione della gara, gli affidamenti di opere
specialistiche ai sensi dell’articolo 13, comma 7, della legge quadro
aventi singolarmente entita’ superiore al tre per cento del predetto
importo, nonche’ gli affidamenti di servizi di ingegneria, gestione,
programmazione e controllo qualita’, che il Contraente generale
intende affidare a terzi;
b) la maggiore entita’, rispetto a quella prevista dal bando, del
prefinanziamento che il candidato e’ in grado di offrire.
5. Ai fini dell’articolo 9, comma 7, del presente decreto, la quota
minima del trenta per cento di imprese affidatarie che devono essere
indicate in sede di offerta, si intende riferita a tutti i lavori che
il Contraente generale non esegue con mezzi propri.
6. I soggetti aggiudicatori di cui al decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 158, possono istituire il proprio sistema di qualificazione
secondo le previsioni del medesimo decreto legislativo. A tale fine i
soggetti aggiudicatori ammettono al sistema i Contraenti generali
qualificati a norma del presente decreto e dotati, inoltre, delle
eventuali qualificazioni specifiche individuate dal soggetto
aggiudicatore in base a norme e criteri oggettivi conformi alle
previsioni dei commi 1 e 2.
7. Non possono concorrere alla medesima gara imprese collegate ai
sensi dell’articolo 3 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del
14 giugno 1993. E’ fatto divieto ai partecipanti di concorrere alla
gara in piu’ di un’associazione temporanea o Consorzio, ovvero di
concorrere alla gara anche in forma individuale qualora abbiano
partecipato alla gara medesima in associazione o Consorzio, anche
stabile.
8. Per gli appalti concorso e le gare da aggiudicare alla offerta
economicamente piu’ vantaggiosa, i soggetti aggiudicatori possono
prevedere il conferimento di un premio in denaro, a parziale recupero
delle spese sostenute, ai migliori classificati; i premi devono
essere limitati al rimborso delle spese effettivamente sostenute e
documentate e possono essere accordati per un valore complessivo
massimo dell’uno virgola cinque per cento dell’importo a base di
gara, in caso di appalto concorso, e dello zero virgola sessanta per
cento, in caso di offerta economicamente piu’ vantaggiosa.
9. I Contraenti generali dotati della adeguata e competente
classifica di qualificazione per la partecipazione alle gare,
attestata con il sistema di cui al presente decreto ovvero dimostrata
ai sensi dell’articolo 20-septies, comma 2, possono partecipare alla
gara in associazione o Consorzio con altre imprese purche’ queste
ultime siano ammesse, per qualunque classifica, al sistema di
qualificazione ovvero siano qualificabili, per qualunque classifica,
ai sensi dell’articolo 20-septies, comma 2. Le imprese associate o
consorziate concorrono alla dimostrazione dei requisiti di cui al
comma 1.
10. Ove ne ricorrano i presupposti, il soggetto aggiudicatore puo’
provvedere in via di autotutela all’annullamento della aggiudicazione
intervenuta.

Art. 20-nonies

Gestione del sistema di qualificazione

1. La attestazione del possesso dei requisiti dei contraenti
generali e’ rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
2. La durata dell’efficacia della attestazione e’ pari a tre anni.
Entro il terzo mese precedente alla data di scadenza
dell’attestazione il contraente generale trasmette al Ministero tutta
la documentazione necessaria ad ottenere il rinnovo. La attestazione
e’ rilasciata ovvero motivatamente negata entro tre mesi dalla
ricezione di tutta la documentazione necessaria. In caso di ritardo
nel rilascio, imputabile all’Amministrazione, l’attestazione scaduta
resta valida, ai fini della partecipazione alle gare e per la
sottoscrizione dei contratti, fino al momento del rilascio di quella
rinnovata.
3. La attestazione di cui al comma 1 e’ necessaria per la
partecipazione alle gare per l’affidamento di contratti di contraente
generale a decorrere dal sesto mese dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione.
4. Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto, si
fara’ riferimento, ai fini della qualificazione delle imprese, alle
norme di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica
25 gennaio 2000, n. 34, in quanto applicabili. Le ulteriori modalita’
tecniche e procedurali di presentazione dei documenti e rilascio
della attestazione, saranno regolate con provvedimento ministeriale.
5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e’
istituita una commissione per l’esame dei ricorsi amministrativi
contro i provvedimenti di attestazione; le spese della Commissione
sono anticipate dai ricorrenti e poste a carico della parte
soccombente, in conformita’ alle previsioni di apposito regolamento
emanato di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti ed il Ministro dell’economia e delle finanze. Qualora
dovesse risultare soccombente il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo degli
ordinari stanziamenti di bilancio del medesimo Ministero.
6. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e’
istituita una Commissione consultiva alla quale partecipano
rappresentanti designati dalle associazioni imprenditoriali e
sindacali piu’ rappresentative nel settore, dei maggiori committenti
di opere di preminente interesse nazionale ed esperti del settore,
nonche’ dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per il
monitoraggio dell’applicazione del presente decreto. La Commissione
ha accesso alle informazioni di cui all’articolo 20-decies. La
partecipazione alla Commissione e’ a titolo gratuito e non e’
corrisposto alcun compenso o rimborso per le spese dei componenti.

Art. 20-decies

Obbligo di comunicazione

1. Tutte le informazioni inerenti i contratti di appalto del
contraente generale e di subappalto degli appaltatori del contraente
generale, devono essere comunicate, a cura dello stesso, al soggetto
aggiudicatore e da questo all’osservatorio sui lavori pubblici,
costituito presso l’Autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici,
nonche’ agli osservatori regionali dei lavori pubblici, sul cui
territorio insistono le opere. L’osservatorio sui lavori pubblici e
gli osservatori regionali mettono a disposizione i dati agli altri
Enti ed organismi interessati.

Art. 20-undecies

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente Capo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 10 gennaio 2005

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Castelli

—-> Vedere modello da pag. 9 a pag. 10 in formato zip/pdf

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato’ e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato
con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
(GUCE).

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo
dell’esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non
puo’ avvenire, se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i dcereti aventi valore di legge e i regolamenti.
Il testo dell’art. 1, commi 2 e 3 della legge 21 dicembre 2001,
n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed
insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il
rilancio delle attivita’ produttive), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 27 dicembre 2001, n. 299, supplemento ordinario e’ il
seguente:
«2. Il Governo e’ delegato ad emanare, nel rispetto delle
attribuzioni costituzionali delle regioni, entro dodici mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti
legislativi volti a definire un quadro normativo finalizzato alla
celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
individuati ai sensi del comma 1, a tal fine riformando le procedure
per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e l’autorizzazione
integrata ambientale, limitatamente alle opere di cui al comma 1 e
comunque nel rispetto del disposto dell’art. 2, della direttiva
85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, come modificata dalla
direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo 1997 e introducendo un
regime speciale, anche in deroga agli articoli 2, da 7 a 16. 19, 20,
21, da 23 a 30, 32, 34, 37-bis, 37-ter e 37-quater della legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, nonche’ alle
ulteriori disposizioni della medesima legge che non siano necessaria
ed immediata applicazione delle direttive comunitarie, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) disciplina della tecnica di finanza di progetto per
finanziare e realizzare, con il concorso del capitale privato, le
infrastrutture e gli insediamenti di cui al comma 1;
b) definizione delle procedure da seguire in sostituzione di
quelle previste per il rilascio dei provvedimenti concessori o
autorizzatori di ogni specie; definizione della durata delle medesime
non superiore a sei mesi per la approvazione dei progetti
preliminari, comprensivi di quanto necessario per la localizzazione
dell’opera d’intesa con la regione o la provincia autonoma
competente, che, a tal fine, provvede a sentire preventivamente i
comuni interessati, e, ove prevista, della VIA; definizione delle
procedure necessarie per la dichiarazione di pubblica utilita’,
indifferibilita’ ed urgenza e per la approvazione del progetto
definitivo, la cui durata non puo’ superare il termine di ulteriori
sette mesi; definizione di termini perentori per la risoluzione delle
interferenze con servizi pubblici e privati, con previsione di
responsabilita’ patrimoniali in caso di mancata tempestiva
risoluzione;
c) attribuzione al CIPE, integrato dai presidenti delle regioni
e delle province autonome interessate, del compito di valutare le
proposte dei promotori, di approvare il progetto preliminare e
definitivo, di vigilare sulla esecuzione dei progetti approvati,
adottando i provvedimenti concessori ed autorizzatori necessari,
comprensivi della localizzazione dell’opera e, ove prevista, della
VIA istruita dal competente Ministero. Il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti cura le istruttorie, formula le
proposte ed assicura il supporto necessario per l’attivita’ del CIPE,
avvalendosi, eventualmente, di una apposita struttura tecnica, di
advisor e di commissari straordinari, che agiscono con i poteri di
cui all’art. 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, nonche’ della
eventuale ulteriore collaborazione richiesta al Ministero
dell’economia e delle finanze nel settore della finanza di progetto,
ovvero offerta dalle regioni o province autonome interessate, con
oneri a proprio carico;
d) modificazione della disciplina in materia di conferenza di
servizi, con la previsione della facolta’, da parte di tutte le
amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni
comunque denominati, di proporre, in detta conferenza, nel termine
perentorio di novanta giorni, prescrizioni e varianti migliorative
che non modificano la localizzazione e le caratteristiche essenziali
delle opere; le prescrizioni e varianti migliorative proposte in
conferenza sono valutate dal CIPE ai fini della approvazione del
progetto definitivo;
e) affidamento, mediante gara ad evidenza pubblica nel rispetto
delle direttive dell’Unione europea, della realizzazione delle
infrastrutture strategiche ad un unico soggetto contraente generale o
concessionario;
f) disciplina dell’affidamento a contraente generale, con
riferimento all’art. 1 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio del
14 giugno 1993, definito come esecuzione con qualsiasi mezzo di
un’opera rispondente alle esigenze specificate dal soggetto
aggiudicatore; il contraente generale e’ distinto dal concessionario
di opere pubbliche per l’esclusione dalla gestione dell’opera
eseguita ed e’ qualificato per specifici connotati di capacita’
organizzativa e tecnico-realizzativa, per l’assunzione dell’onere
relativo all’anticipazione temporale del finanziamento necessario
alla realizzazione dell’opera in tutto o in parte con mezzi
finanziari privati, per la liberta’ di forme nella realizzazione
dell’opera, per la natura prevalente di obbligazione di risultato
complessivo del rapporto che lega detta figura al soggetto
aggiudicatore e per l’assunzione del relativo rischio; previsione
dell’obbligo, da parte del contraente generale, di prestazione di
adeguate garanzie e di partecipazione diretta al finanziamento
dell’opera o di reperimento dei mezzi finanziari occorrenti;
g) previsione dell’obbligo per il soggetto aggiudicatore, nel
caso in cui l’opera sia realizzata prevalentemente con fondi
pubblici, di rispettare la normativa europea in tema di evidenza
pubblica e di scelta dei fornitori di beni o servizi, ma con
soggezione ad un regime derogatorio rispetto alla citata legge n. 109
del 1994 per tutti gli aspetti di essa non aventi necessaria
rilevanza comunitaria;
h) introduzione di specifiche deroghe alla vigente disciplina
in materia di aggiudicazione di lavori pubblici e di realizzazione
degli stessi, fermo il rispetto della normativa comunitaria,
finalizzate a favorire il contenimento dei tempi e la massima
flessibilita’ degli strumenti giuridici; in particolare, in caso di
ricorso ad un contraente generale, previsione che lo stesso, ferma
restando la sua responsabilita’, possa liberamente affidare a terzi
l’esecuzione delle proprie prestazioni con l’obbligo di rispettare,
in ogni caso, la legislazione antimafia e quella relativa ai
requisiti prescritti per gli appaltatori; previsione della
possibilita’ di costituire una societa’ di progetto ai sensi
dell’art. 37-quinquies della citata legge n. 109 del 1994, anche con
la partecipazione di istituzioni finanziarie, assicurative e
tecnico-operative gia’ indicate dallo stesso contraente generale nel
corso della procedura di affidamento; previsione della possibilita’
di emettere titoli obbligazionari ai sensi dell’art. 37-sexies della
legge n. 109 del 1994, ovvero di avvalersi di altri strumenti
finanziari, con la previsione del relativo regime di garanzia di
restituzione, anche da parte dei soggetti aggiudicatori, ed
utilizzazione dei medesimi titoli e strumenti finanziari per la
costituzione delle riserve bancarie o assicurative previste dalla
legislazione vigente;
i) individuazione di adeguate misure atte a valutare, ai fini
di una migliore realizzazione dell’opera, il regolare assolvimento
degli obblighi assunti dal contraente generale nei confronti di terzi
ai quali abbia affidato l’esecuzione di proprie prestazioni;
l) previsione, in caso di concessione di opera pubblica unita a
gestione della stessa, e tenuto conto della redditivita’ potenziale
della stessa, della possibilita’ di corrispondere al concessionario,
anche in corso d’opera e nel rispetto dei limiti determinati in sede
di gara, un prezzo in aggiunta al diritto di sfruttamento economico
dell’opera, anche a fronte della prestazione successiva di beni o
servizi allo stesso soggetto aggiudicatore relativamente all’opera
realizzata, nonche’ della possibilita’ di fissare la durata della
concessione anche oltre trenta anni, in relazione alle
caratteristiche dell’opera, e di consentire al concessionario di
affidare a terzi i lavori, con il solo vincolo delle disposizioni
della citata direttiva 93/37/CEE relative agli appalti del
concessionario e nel limite percentuale eventualmente indicato in
sede di gara a norma della medesima direttiva;
m) previsione del rispetto dei piani finanziari allegati alle
concessioni in essere per i concessionari di pubblici servizi
affidatari di nuove concessioni;
n) previsione, dopo la stipula dei contratti di progettazione,
appalto, concessione o affidamento a contraente generale, di forme di
tutela risarcitoria per equivalente, con esclusione della
reintegrazione in forma specifica; restrizione, per tutti gli
interessi patrimoniali, della tutela cautelare al pagamento di una
provvisionale;
o) previsione di apposite procedure di collaudo delle opere
entro termini perentori che consentano, ove richiesto da specifiche
esigenze tecniche il ricorso anche a strutture tecniche esterne di
supporto alle commissioni di collaudo.
3. I decreti legislarivi previsti dal comma 2 sono emanati
sentito il parere della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonche’ quello delle
competenti Commissioni parlamentari, che si pronunciano entro trenta
giorni dalla richiesta. Nei tre anni successivi alla loro emanazione
possono essere emanate disposizioni correttive ed integrative dei
decreti legislativi, nel rispetto della medesima procedura e secondo
gli stessi principi e criteri direttivi. Il Governo integra e
modifica il regolamento di cui al decreto del Presidente delle
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, in conformita’ alle previsioni
della presente legge e dei decreti legislativi di cui al comma 2».
Note all’art. 1:
– Il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 reca: «Attuazione
della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle
infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di
interesse nazionale», ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
26 agosto 2002 n. 199, supplemento ordinario.
– La legge 24 giugno 1909, n. 422 (Costituzione di consorzi di
cooperative per appalti di lavori pubblici) e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 10 luglio 1909.
– L’art. 12 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, detta Legge
quadro in materia di lavori pubblici, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 19 febbraio 1994, n. 41, supplemento ordinario e’ il
seguente:
«Art. 12 (Consorzi stabili). – 1. Si intendono per consorzi
stabili quelli, in possesso, a norma dell’art. 11, dei requisiti
previsti dagli articoli 8 e 9 formati da non meno di tre consorziati
che, con decisione assunta dai rispettivi organi deliberativi,
abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel settore dei lavori
pubblici, per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni,
istituendo a tal fine una comune struttura di impresa.
2. Il regolamento detta le norme per l’iscrizione fino al
31 dicembre 1999 dei consorzi stabili all’Albo nazionale dei
costruttori. Il medesimo regolamento stabilisce altresi’ le
condizioni ed i limiti alla facolta’ del consorzio di eseguire i
lavori anche tramite affidamento ai consorziati, fatta salva la
responsabilita’ solidale degli stessi nei confronti del soggetto
appaltante o concedente; stabilisce inoltre i criteri di attribuzione
ai consorziati dei requisiti economico-finanziari e
tecnico-organizzativi maturati a favore del consorzio in caso di
scioglimento dello stesso, purche’ cio’ avvenga non oltre sei anni
dalla data di costituzione.
3. Il regolamento di cui all’art. 8, comma 2, detta le norme per
l’applicazione del sistema di qualificazione di cui al medesimo art.
8 ai consorzi stabili e ai partecipanti ai consorzi medesimi.
4. Ai consorzi stabili si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui al capo II del titolo IX del libro quinto del
codice civile, nonche’ l’art. 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55,
come modificato dall’art. 34 della presente legge.
5. E’ vietata la partecipazione alla medesima procedura di
affidamento dei lavori pubblici del consorzio stabile e dei
consorziati. In caso di inosservanza di tale divieto si applica
l’art. 353 del codice penale. E’ vietata la partecipazione a piu’ di
un consorzio stabile.
6. Tutti gli atti relativi ai consorzi di cui al comma 1,
previsti all’art. 4 della parte I della tariffa allegata al testo
unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e
successive modificazioni, sono soggetti alle imposte di registro,
ipotecarie e catastali in misura fissa. Non e’ dovuta la tassa sulle
concessioni governative posta a carico delle societa’ ai sensi
dell’art. 3, commi 18 e 19, del decreto-legge 19 dicembre 1984. n.
853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n.
17, e successive modificazioni.
7. Le plusvalenze derivanti da conferimenti di beni effettuati
negli enti di cui al comma 1 non sono soggette alle imposte sui
redditi.
8. I benefici di cui ai commi 6 e 7 si applicano fino al
31 dicembre 1997.
8-bis. Ai fini della partecipazione del consorzio stabile alle
gare per l’affidamento di lavori, la somma delle cifre d’affari in
lavori realizzate da ciascuna impresa consorziata, nel quinquennio
antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, e’
incrementata di una percentuale della somma stessa. Tale percentuale
e’ pari al 20 per cento nel primo anno; al 15 per cento nel secondo
anno: al 10 per cento nel terzo anno fino al compimento del
quinquennio.
8-ter. Il consorzio stabile si qualifica sulla base delle
qualificazioni possedute dalle singole imprese consorziate. La
qualificazione e’ acquisita con riferimento ad una determinata
categoria di opera generale o specializzata per la classifica
corrispondente alla somma di quelle possedute dalle imprese
consorziate. Per la qualificazione alla classifica di importo
illimitato, e’ in ogni caso necessario che almeno una tra le imprese
consorziate gia’ possieda tale qualificazione ovvero che tra le
imprese consorziate ve ne siano almeno una con qualificazione per
classifica VII e almeno due con classifica V o superiore, ovvero che
tra le imprese consorziate ve ne siano almeno tre con qualificazione
per classifica VI. Per la qualificazione per prestazioni di
progettazione e costruzione, nonche’ per la fruizione dei meccanismi
premiali di cui all’art. 8, comma 4, lettera e), e’ in ogni caso
sufficiente che i corrispondenti requisiti siano posseduti da almeno
una delle imprese consorziate. Qualora la somma delle classifiche
delle imprese consorziate non coincida con una delle classifiche di
cui all’art. 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, la qualificazione e’ acquisita
nella classifica immediatamente inferiore o in quella immediatamente
superiore alla somma delle classifiche possedute dalle imprese
consorziate, a seconda che tale somma si collochi rispettivamente al
di sotto, ovvero al di sopra o alla pari della meta’ dell’intervallo
tra le due classifiche.».
– Il testo dell’art. 17 del decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34 (Regolamento recante istituzione
del sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici,
ai sensi dell’art. 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
29 febbraio 2000, n. 49, supplemento ordinario e’ il seguente:
«Art. 17 (Requisiti d’ordine generale). – 1. I requisiti d’ordine
generale occorrenti per la qualificazione sono:
a) cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente
all’Unione europea, ovvero residenza in Italia per gli stranieri
imprenditori ed amministratori di societa’ commerciali legalmente
costituite, se appartengono a Stati che concedono trattamento di
reciprocita’ nei riguardi di cittadini italiani;
b) assenza di procedimento in corso per l’applicazione di una
delle misure di prevenzione di cui all’art. 3 della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, o di una delle cause ostative previste dall’art. 10
della legge 31 maggio 1965, n. 575;
c) inesistenza di sentenze definitive di condanna passate in
giudicato ovvero di sentenze di applicazione della pena su richiesta
ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale a carico del
titolare, del legale rappresentante, dell’amministratore o del
direttore tecnico per reati che incidono sulla moralita’
professionale;
d) inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate,
alle norme in materia di contribuzionc sociale secondo la
legislazione italiana o del Paese di residenza;
e) inesistenza di irregolarita’, definitivamente accertate.
rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse
secondo la legislazione italiana o del Paese di provenienza;
f) iscrizione al registro delle imprese presso le competenti
camere di commercio, industria, agricoltura e artigianato, ovvero
presso i registri professionali dello Stato di provenienza, con
indicazione della specifica attivita’ di impresa;
g) insussistenza dello stato di fallimento, di liquidazione o
di cessazione dell’attivita’;
h) inesistenza di procedure di fallimento, di concordato
preventivo, di amministrazione controllata e di amministrazione
straordinaria;
i) inesistenza di errore grave nell’esecuzione di lavori
pubblici;
l) inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate,
attinenti l’osservanza delle norme poste a tutela della prevenzione e
della sicurezza sui luoghi di lavoro;
m) inesistenza di false dichiarazioni circa il possesso dei
requisiti richiesti per l’ammissione agli appalti e per il
conseguimento dell’attestazione di qualificazione.
2. L’autorita’ stabilisce mediante quale documentazione i
soggetti che intendono qualificarsi dimostrano l’esistenza dei
requisiti richiesti per la qualificazione. Di cio’ e’ fatto espresso
riferimento nel contratto da sottoscriversi fra SOA e impresa.
3. Per la qualificazione delle societa’ commerciali, delle
cooperative e dei loro consorzi, dei consorzi tra imprese artigiane e
dei consorzi stabili, i requisiti di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 1 si riferiscono al direttore tecnico e a tutti i soci se si
tratta di societa’ in nome collettivo; al direttore tecnico e a tutti
gli accomandatari se si tratta di societa’ in accomandita semplice;
al direttore tecnico e agli amministratori muniti di rappresentanza
se si tratta di ogni altro tipo di societa’ o di consorzio.».
– Il testo dell’art. 18, commi 3 e 4 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34 e’ il seguente:
«3. La cifra di affari in lavori relativa alla attivita’ diretta
e’ comprovata: da parte delle ditte individuali, delle societa’ di
persone, dei consorzi di cooperative, dei consorzi tra imprese
artigiane e dei consorzi stabili con la presentazione delle
dichiarazioni annuali IVA; da parte delle societa’ di capitale con la
presentazione dei bilanci, riclassificati in conformita’ alle
direttive europee, e della relativa nota di deposito.
4. La cifra di affari in lavori relativa alla attivita’
indiretta, in proporzione alle quote di partecipazione dell’impresa
richiedente, e’ comprovata con la presentazione dei bilanci,
riclassificati in conformita’ alle direttive europee, e della
relativa nota di deposito, dei consorzi di cui all’art. 10, comma 1,
lettere e) ed e-bis) della legge, e delle societa’ fra imprese
riunite dei quali l’impresa stessa fa parte, nel caso in cui questi
abbiano fatturato direttamente alla stazione appaltante e non abbiano
ricevuto fatture per lavori eseguiti da parte di soggetti
consorziati.».
– Il testo degli articoli 21, 23 e 25 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 34 del 2000 e’ il seguente:
«Art. 21 (Rivalutazione dell’importo dei lavori eseguiti). – 1.
Gli importi dei lavori ultimati, relativi a tutte le categorie
individuate dalle tabelle di cui all’allegato A, vanno rivalutati
sulla base delle variazioni accertate dall’ISTAT relative al costo di
costruzione di un edificio residenziale, intervenute fra la data di
ultimazione dei lavori e la data di sottoscrizione del contratto di
qualificazione con la SOA.
2. Sono soggetti alla rivalutazione esclusivamente gli importi
dei lavori eseguiti a seguito di contratti stipulati con le stazioni
appaltanti di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) del presente
regolamento.».
«Art. 23 (Criteri di accertamento e di valutazione dei lavori
eseguiti all’estero). – 1. Per i lavori eseguiti all’estero da
imprese con sede legale in Italia, il richiedente produce:
a) per i Paesi aderenti all’Unione europea, la certificazione
rilasciata dal committente ed il certificato di collaudo, laddove
emesso;
b) per gli altri Paesi una attestazione rilasciata dal tecnico
di fiducia del consolato competente vistata dal medesimo dalla quale
risultano i lavori eseguiti, il loro ammontare, i tempi di esecuzioni
nonche’ la dichiarazione che i lavori furono eseguiti regolarmente e
con buon esito;
c) una copia del contratto e ogni documento comprovante i
lavori eseguiti.».
Art. 25 (Criteri di valutazione dei lavori eseguiti e dei
relativi importi). – 1. L’attribuzione alle categorie di
qualificazione individuate dalle tabelle di cui all’allegato A e
relativi ai lavori eseguiti per conto di stazioni appaltanti
pubbliche, ovvero di soggetti comunque tenuti all’applicazione delle
leggi in materia di lavori pubblici, viene effettuata con riferimento
alla categoria prevalente richiesta nel bando di gara.
2. Per i lavori il cui committente non sia tenuto
all’applicazione delle leggi sui lavori pubblici, l’importo e la
categoria dei lavori sono desunti dal contratto di appalto o altro
documento di analoga natura ed e’ valutato per intero nella
corrispondente categoria individuata dalle tabelle di cui
all’allegato A.
3. Per i lavori eseguiti in proprio e non su committenza si fa
riferimento a parametri fisici (metri quadrati, metri cubi) valutati
sulla base di prescrizioni od indici ufficiali e il relativo importo
e’ valutato nella misura del 100%.
4. Nel caso di opere di edilizia abitativa, si fa riferimento al
costo totale dell’intervento (C.T.N.) cosi’ come determinato dai
soggetti competenti secondo le norme vigenti, moltiplicato per la
superficie complessiva (S.C.) e maggiorato del 25%.
5. Nei casi indicati ai commi 3 e 4 le relative dichiarazioni
sono corredate dalla seguente documentazione:
a) concessione edilizia relativa all’opera realizzata, ove
richiesta, con allegata copia autentica del progetto approvato;
b) copia del contratto stipulato;
c) copia delle fatture corrispondenti al quantitativo di lavori
eseguiti;
d) copia del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal
direttore dei lavori.
6. Ai fini della qualificazione, l’importo dei lavori appaltati
al consorzio di imprese artigiane, al consorzio di cooperative e al
consorzio stabile e’ attribuito, sulla base di una deliberazione del
consorzio stesso, al consorzio ed eventualmente al consorziato
esecutore secondo le percentuali previste dall’art. 24, comma 1,
lettera b).».
– L’art. 19 della citata legge 11 febbraio 1994, n. 109 e’ il
seguente:
«Art. 19 (Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici). – 01. I
lavori pubblici di cui alla presente legge possono essere realizzati
esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione di
lavori pubblici, salvo quanto previsto all’art. 24, comma 6.
1. I contratti di appalto di lavori pubblici di cui alla presente
legge sono contratti a titolo oneroso. conclusi in forma scritta tra
un imprenditore e un soggetto di cui all’art. 2, comma 2, aventi per
oggetto:
a) la sola esecuzione dei lavori pubblici di cui all’art. 2,
comma 1;
b) la progettazione esecutiva di cui all’art. 16, comma 5, e
l’esecuzione dei lavori pubblici di cui all’art. 2, comma 1, qualora:
1) riguardino lavori di importo inferiore a 200.000 euro;
2) riguardino lavori la cui componente impiantistica o
tecnologica incida per piu’ del 60 per cento del valore dell’opera;
3) riguardino lavori di manutenzione, restauro e scavi
archeologici;
4) riguardino lavori di importo pari o superiore a 10 milioni
di euro.
1-bis. Per l’affidamento dei contratti di cui al comma 1, lettera
b), la gara e’ indetta sulla base del progetto definitivo di cui
all’art. 16, comma 4.
1 -ter. L’appaltatore che partecipa ad un appalto integrato di
cui al comma 1, lettera b), deve possedere i requisiti progettuali
previsti dal bando o deve avvalersi di un progettista qualificato
alla realizzazione del progetto esecutivo individuato in sede di
offerta o eventualmente associato; il bando indica l’ammontare delle
spese di progettazione esecutiva comprese nell’importo a base di
appalto ed i requisiti richiesti al progettista, in conformita’ a
quanto richiesto dalla normativa in materia di gare di progettazione.
L’ammontare delle spese di progettazione non e’ soggetto a ribasso
d’asta. L’appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti
alla necessita’ di introdurre varianti in corso d’opera a causa di
carenze del progetto esecutivo. Ai sensi e per gli effetti dell’art.
47, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, nel caso di opere di particolare
pregio architettonico, il responsabile del procedimento procede in
contraddittorio con il progettista qualificato alla realizzazione del
progetto esecutivo a verificare la conformita’ con il progetto
definitivo, al fine di accertare l’unita’ progettuale. Al
contraddittorio partecipa anche il progettista titolare
dell’affidamento del progetto definitivo, che si esprime in ordine a
tale conformita’.
1-quater. (Abrogato).
1-quinquies. Nel caso di affidamento dei lavori in assicurazione
di qualita’, qualora la stazione appaltante non abbia gia’ adottato
un proprio sistema di qualita’, e’ fatto obbligo alla stessa di
affidare, ad idonei soggetti qualificati, secondo le procedure di cui
al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, i servizi di supporto
al responsabile del procedimento ed al direttore dei lavori, in modo
da assicurare che anche il funzionamento della stazione appaltante
sia conforme ai livelli di qualita’ richiesti dall’appaltatore.
2. Le concessioni di lavori pubblici sono contratti conclusi in
forma scritta fra un imprenditore ed una amministrazione
aggiudicatrice, aventi ad oggetto la progettazione definitiva, la
progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori pubblici, o di
pubblica utilita’, e di lavori ad essi strutturalmente e direttamente
collegati, nonche’ la loro gestione funzionale ed economica. La
controprestazione a favore del concessionario consiste unicamente nel
diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente tutti
i lavori realizzati. Qualora necessario il soggetto concedente
assicura al concessionario il perseguimento dell’equilibrio
economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione in
relazione alla qualita’ del servizio da prestare, anche mediante un
prezzo, stabilito in sede di gara. A titolo di prezzo, i soggetti
aggiudicatori possono cedere in proprieta’ o diritto di godimento
beni immobili nella propria disponibilita’, o allo scopo espropriati,
la cui utilizzazione sia strumentale o connessa all’opera da affidare
in concessione, nonche’ beni immobili che non assolvono piu’ a
funzioni di interesse pubblico, gia’ indicati nel programma di cui
all’art. 14, ad esclusione degli immobili ricompresi nel patrimonio
da dismettere ai sensi del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
Qualora il soggetto concedente disponga di progettazione definitiva o
esecutiva, l’oggetto della concessione, quanto alle prestazioni
progettuali, puo’ essere circoscritto alla revisione della
progettazione e al suo completamento da parte del concessionario.
2-bis. L’amministrazione aggiudicatrice, al fine di assicurare il
perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli
investimenti del concessionario, puo’ stabilire che la concessione
abbia una durata anche superiore a trenta anni, tenendo conto del
rendimento della concessione, della percentuale del prezzo di cui al
comma 2 sull’importo totale dei lavori, e dei rischi connessi alle
modifiche delle condizioni del mercato. I presupposti e le condizioni
di base che determinano l’equilibrio economico-finanziario degli
investimenti e della connessa gestione, da richiamare nelle premesse
del contratto, ne costituiscono parte integrante. Le variazioni
apportate dall’amministrazione aggiudicatrice a detti presupposti o
condizioni di base, nonche’ norme legislative e regolamentari che
stabiliscano nuovi meccanismi tariffari o nuove condizioni per
l’esercizio delle attivita’ previste nella concessione, qualora
determinino una modifica dell’equilibrio del piano, comportano la sua
necessaria revisione da attuare mediante rideterminazione delle nuove
condizioni di equilibrio, anche tramite la proroga del termine di
scadenza delle concessioni, ed in mancanza della predetta revisione
il concessionario puo’ recedere dalla concessione. Nel caso in cui le
variazioni apportate o le nuove condizioni introdotte risultino
favorevoli al concessionario, la revisione del piano dovra’ essere
effettuata a vantaggio del concedente. Nel caso di recesso del
concessionario si applicano le disposizioni dell’art. 37-septies,
comma 1, lettere a) e b), e comma 2. Il contratto deve contenere il
piano economico-finanziario di copertura degli investimenti e deve
prevedere la specificazione del valore residuo al netto degli
ammortamenti annuali, nonche’ l’eventuale valore residuo
dell’investimento non ammortizzato al termine della concessione.
2-ter. Le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare in
concessione opere destinate alla utilizzazione diretta della pubblica
amministrazione, in quanto funzionali alla gestione di servizi
pubblici, a condizione che resti al concessionario l’alea
economico-finanziaria della gestione dell’opera.
2-quater. Il concessionario, ovvero la societa’ di progetto di
cui all’art. 37-quater, partecipano alla conferenza di servizi
finalizzata all’esame ed alla approvazione dei progetti di loro
competenza; in ogni caso essi non hanno diritto di voto.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici ed i soggetti di cui
all’art. 2, comma 2, lettera b) non possono affidare a soggetti
pubblici o di diritto privato l’espletamento delle funzioni e delle
attivita’ di stazione appaltante di lavori pubblici. Sulla base di
apposito disciplinare le amministrazioni aggiudicatrici possono
tuttavia affidare le funzioni di stazione appaltante ai
Provveditorati alle opere pubbliche o alle amministrazioni
provinciali.
4. I contratti di appalto di cui alla presente legge sono
stipulati a corpo ai sensi dell’art. 326 della legge 20 marzo 1865,
n. 2248 allegato F, ovvero a corpo e a misura ai sensi dell’art. 329
della citata legge n. 2248 del 1865, allegato F; salvo il caso di cui
al comma 5, i contratti di cui al comma 1, lettera b), numeri 1), 2)
e 4) del presente articolo, sono stipulati a corpo.
5. E’ in facolta’ dei soggetti di cui all’art. 2, comma 2,
stipulare a misura, ai sensi del terzo comma dell’art. 326 della
legge 20 marzo 1865, n. 2248 allegato F, i contratti di cui al comma
1, lettera a), di importo inferiore a 500.000 euro e i contratti di
appalto relativi a manutenzione, restauro e scavi archeologici
nonche’ quelli relativi alle opere in sotterraneo e quelli afferenti
alle opere di consolidamento dei terreni.
5-bis. L’esecuzione da parte dell’impresa avviene in ogni caso
soltanto dopo che la stazione appaltante ha approvato il progetto
esecutivo. L’esecuzione dei lavori puo’ prescindere dall’avvenuta
redazione e approvazione del progetto esecutivo qualora si tratti di
lavori di manutenzione o di scavi archeologici.
5-ter. In sostituzione totale o parziale delle somme di denaro
costituenti il corrispettivo dell’appalto, il bando di gara puo’
prevedere il trasferimento all’appaltatore della proprieta’ di beni
immobili appartenenti all’amministrazione aggiudicatrice gia’
indicati nel programma di cui all’art. 14 in quanto non assolvono
piu’ a funzioni di interesse pubblico; fermo restando che detto
trasferimento avviene non appena approvato il certificato di collaudo
dei lavori, il bando di gara puo’ prevedere un momento antecedente
per l’immissione nel possesso dell’immobile.
5-quater. La gara avviene tramite offerte che possono riguardare
la sola acquisizione dei beni, la sola esecuzione dei lavori, ovvero
congiuntamente l’esecuzione dei lavori e l’acquisizione dei beni.
L’aggiudicazione avviene in favore della migliore offerta congiunta
relativa alla esecuzione dei lavori e alla acquisizione dei beni
ovvero in favore delle due migliori offerte separate relative,
rispettivamente, alla acquisizione dei beni ed alla esecuzione dei
lavori, qualora la loro combinazione risulti piu’ conveniente per
l’amministrazione aggiudicatrice rispetto alla predetta migliore
offerta congiunta. La gara si intende deserta qualora non siano
presentate offerte per l’acquisizione del bene. Il regolamento di cui
all’art. 3, comma 2, disciplina compiutamente le modalita’ per
l’effettuazione della stima degli immobili di cui al comma 5-ter
nonche’ le modalita’ di aggiudicazione.».
– La direttiva 93/37/CEE Direttiva del Consiglio che coordina le
procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori e’
pubblicata nella G.U.C.E. 9 agosto 1993, n. L 199, entrata in vigore
il 5 luglio 1993.
– L’art. 13, comma 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e’ il
seguente:
«7. Qualora nell’oggetto dell’appalto o della concessione
rientrino, oltre ai lavori prevalenti, opere per le quali sono
necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di
rilevante complessita’ tecnica, quali strutture, impianti ed opere
speciali, e qualora una o piu’ di tali opere superi altresi’ in
valore il 15 per cento dell’importo totale dei lavori, esse non
possono essere affidate in subappalto e sono eseguite esclusivamente
dai soggetti affidatari. In tali casi, i soggetti che non siano in
grado di realizzare le predette componenti sono tenuti a costituire,
ai sensi del presente articolo, associazioni temporanee di tipo
verticale, disciplinate dal regolamento che definisce altresi’
l’elenco delle opere di cui al presente comma. Per le medesime
speciali categorie di lavori, che siano indicate nel bando di gara,
il subappalto, ove consentito, non puo’ essere artificiosamente
suddiviso in piu’ contratti.».
– Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158 reca: «Attuazione
delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE relative alle procedure di
appalti nei settori esclusi» ed e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, 6 maggio 1995, n. 104, supplemento ordinario.

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