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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 ottobre 2004: I...

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 ottobre 2004: Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all'attivita' contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario. (GU n. 298 del 21-12-2004)

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 ottobre 2004

Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all’attivita’
contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e
di forniture di rilievo comunitario.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5, comma 2, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n.
400, e successive modificazioni, che prevede che possano essere
adottate direttive necessarie per assicurare l’imparzialita’ e il
buon andamento degli Uffici pubblici promuovendone le necessarie
verifiche;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che
mantiene, tra l’altro, in capo allo Stato la funzione di assicurare
l’esecuzione a livello nazionale degli obblighi derivanti dal
trattato sull’Unione europea;
Rilevato che la Commissione europea ha avviato nei confronti dello
Stato italiano talune procedure d’infrazione sul presupposto che
alcune ordinanze di protezione civile ex art. 5, comma 2, della legge
n. 225 del 1992 avrebbero violato le norme comunitarie in materia di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di servizi e di
forniture;
Rilevato, in particolare, che, a parere della Commissione, la
violazione della normativa comunitaria deriverebbe, tra l’altro,
dalla circostanza che le ordinanze di protezione civile, in taluni
casi, non sarebbero supportate da una situazione di estrema urgenza
in grado di giustificare il ricorso a procedure in deroga alla
normativa comunitaria;
Considerato, inoltre, che, secondo la Commissione, in alcune delle
situazioni emergenziali o di «grande evento» dichiarate dal Governo
potrebbero non rinvenirsi i presupposti dell’imprevedibilita’ e della
non imputabilita’ allo Stato membro, la sussistenza dei quali sarebbe
da considerarsi requisito indefettibile ai fini del legittimo ricorso
a procedure di gara difformi da quelle previste dalla normativa
comunitaria;
Ravvisata, quindi, la necessita’ di disporre affinche’ le
iniziative di carattere negoziale, straordinarie ed urgenti, da porre
in essere per il superamento dei contesti emergenziali per i quali
sia intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza o di
«grande evento» ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge n.
225/1992, siano condotte in armonia con la normativa comunitaria
nelle predette materie, utilizzando, ove necessario, le procedure
acceleratorie ivi previste, nella ricorrenza delle condizioni di
urgenza stabilite per legge;
Tenuto conto che allo stato di sviluppo delle situazioni
d’emergenza o di «grande evento» gia’ dichiarati e’ possibile
dispiegare un’azione correttiva rispetto alle attivita’ comunque da
intraprendere per il superamento degli stessi contesti emergenziali,
e che e’ altrettanto possibile impartire apposite cogenti
disposizioni volte ad assicurare che le future situazioni d’emergenza
o di «grande evento» che dovessero essere dichiarate siano affrontate
alla stregua di una normativa d’emergenza il piu’ possibile coerente
con i principi dell’ordinamento comunitario;
Preso atto delle molteplici misure gia’ assunte dal Dipartimento
della protezione civile per contenere la durata delle situazioni di
emergenza e per assicurare il maggiore rispetto dell’ordinamento
giuridico comunitario, anche attraverso l’emanazione della direttiva
della Presidenza del Consiglio del Ministri del 15 gennaio 2004,
inviata ai Presidenti delle Regioni per imprimere ogni possibile
accelerazione agli interventi emergenziali, la costituzione di
appositi comitati di rientro nell’ordinario, l’adozione di ordinanze
di protezione civile particolarmente rigorose nel limitare gli ambiti
derogatori della normativa di rilievo comunitario, nonche’ le
iniziative di monitoraggio, d’impulso e sollecitatorie assunte dal
Capo del Dipartimento della protezione civile, e cio’ con
riferimento, soprattutto, a contesti emergenziali assai risalenti nel
tempo;
Ravvisata, peraltro, la necessita’ di impartire ulteriori direttive
agli uffici ed enti istituzionalmente competenti per le attivita’
istruttorie e di predisposizione di provvedimenti emergenziali di
protezione civile, per conformarne l’azione in un’ottica di
superamento dell’emergenza nel rispetto dell’ordinamento giuridico
comunitario in materia di appalti di lavori, di forniture e di
servizi, anche attraverso l’assunzione di cogenti determinazioni
finalizzate ad assicurare ogni possibile contrazione della durata
degli stati di emergenza;

A d o t t a

la seguente direttiva:
Art. 1.

1. Per il pieno conseguimento delle finalita’ di cui alla presente
direttiva la durata degli stati di emergenza, o di «grande evento»
dichiarati ai sensi dell’art. 5, com-ma 1, della legge n. 225/1992,
e’ definita in stretta correlazione con i tempi necessari per la
realizzazione dei primi indispensabili interventi, e senza che la
concessione di eventuali proroghe possa essere giustificata da
situazioni di inerzia o da ritardi, comunque determinatisi, nella
realizzazione degli adempimenti necessari.
2. Le ordinanze di protezione civile adottate ai sensi dell’art. 5,
comma 2, della legge n. 225/1992, per quanto citato in premessa, non
devono contenere deroghe alle disposizioni contenute nelle direttive
comunitarie.

Art. 2.

1. Le ordinanze di protezione civile previste dal l’art. 5, comma
2, della legge n. 225/1992, laddove ineriscano a situazioni di
emergenza ed a «grandi eventi» ancora in atto, sono modificate nel
senso di assicurare il rigoroso rispetto delle norme comunitarie in
materia di appalti pubblici di lavori di servizi e di forniture,
sulla base di apposita ordinanza di protezione civile che deve essere
emessa entro dieci giorni dalla data di adozione della presente
direttiva.

Art. 3.

1. Nel caso di ricorrenza di situazioni di urgenza e di necessita’
aventi carattere di assoluta imperiosita’, le ordinanze di protezione
civile previste dall’art. 5, comma 2, della legge n. 225/1992
potranno prevedere la deroga alle disposizioni della legge nazionale
nella materia degli appalti pubblici di lavori, di servizi e di
forniture di rilevo comunitario di cui in premessa, nel rispetto,
comunque, delle norme contenute nelle pertinenti direttive
comunitarie.

Art. 4.

1. Nell’ipotesi di assoluta eccezionalita’ dell’emergenza, da
valutarsi in relazione al grave rischio di compromissione
dell’integrita’ della vita umana, il Capo del Dipartimento della
protezione civile puo’ essere motivatamente autorizzato a procedere
ad affidamenti diretti in materia di appalti pubblici di lavori, di
servizi e di forniture di rilievo comunitario di cui in premessa,
sempreche’ non sia possibile provvedere altrimenti, in termini di
rigorosa proporzionalita’, e soltanto per periodi di tempo
prestabiliti, limitati alla adozione del primi indispensabili
interventi.

Art. 5.

1. I commissari delegati nominati ai sensi dell’art. 5, comma 4,
della legge n. 225/1992, per l’attuazione degli interventi previsti,
provvedono alle aggiudicazioni necessarie per il superamento delle
predette situazioni d’emergenza, nel rispetto delle norme comunitarie
in materia di appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture,
sulla base di ordinanze di protezione civile adottate ai sensi
dell’art. 5, comma 2, della legge n. 225/1992, recanti la definizione
puntuale della tipologia degli interventi e delle iniziative da
adottarsi in deroga all’ordinamento giuridico vigente, nonche’ la
specificazione di termini temporali e modalita’ di realizzazione.

Art. 6.

1. Il Capo del Dipartimento della protezione civile provvede ad
assicurare la puntuale ed urgente attuazione della presente direttiva
diffondendone la conoscenza agli enti pubblici territoriali
interessati.
Roma, 22 ottobre 2004
Il Presidente: Berlusconi

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