Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

Direttiva 80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, concernente la...

Direttiva 80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

DIRETTIVA 80/778/CEE

(Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. L 229
del 30/08/1980)

Direttiva 80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio
1980, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che
istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli
100 e 235,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del
Parlamento europeo (1),
visto il parere del Comitato economico e
sociale (2),
considerando che l’importanza per la salute pubblica
delle acque destinate al consumo umano rende necessaria la fissazione
di norme di qualità alle quali esse devono soddisfare;
considerando
che una disparità fra le disposizioni già applicabili o in fase di
elaborazione nei diversi Stati membri per quanto riguarda la qualità
delle acque destinate al consumo umano può creare condizioni di
concorrenza disuguali ed avere pertanto un’incidenza diretta sul
funzionamento del mercato comune e che occorre quindi procedere in
questo settore al ravvicinamento delle legislazioni previsto
all’articolo 100 del trattato;
considerando che appare necessario
completare questo ravvicinamento delle legislazioni con un’azione
della Comunità intesa a realizzare, tramite una regolamentazione più
vasta in materia di acque destinate al consumo umano, uno degli
obiettivi della Comunità nei settori del miglioramento delle
condizioni di vita, dello sviluppo armonico delle attività economiche
nell’insieme della Comunità e di una espansione continua ed
equilibrata ; che occorre quindi prevedere a tal fine talune
disposizioni specifiche ; che è necessario ricorrere all’articolo 235
del trattato, non avendo quest’ultimo previsto i poteri di azione
richiesti in materia;
considerando che i programmi d’azione delle
Comunità europee in materia d’ambiente del 1973 (3) e del 1977 (4)
prevedono la fissazione di norme applicabili alle sostanze chimiche
tossiche e ai germi nocivi alla salute presenti nelle acque destinate
al consumo umano, nonché la definizione di parametri fisici, chimici e
biologici, corrispondenti alle varie utilizzazioni delle acque ed in
particolare delle acque destinate al consumo umano;
considerando che
per le acque minerali naturali è previsto un regime particolare e che
occorre escludere dal campo di applicazione della direttiva le acque
medicinali e talune acque utilizzate nelle industrie alimentari
qualora tale uso non comporti rischi per la salute pubblica;

considerando che con la direttiva 75/440/CEE (5) il Consiglio ha già
stabilito norme per le acque superficiali destinate alle produzione di
acqua potabile;
considerando che i valori fissati per alcuni
parametri devono essere inferiori o uguali ad una concentrazione
massima ammissibile;
considerando che per quanto riguarda le acque
destinate al consumo umano che siano state addolcite i valori fissati
per alcuni parametri devono essere pari o superiori ad una
concentrazione minima richiesta;
considerando che i valori
corrispondenti ad un «numero guida» devono essere considerati
soddisfacenti;
considerando che la preparazione delle acque destinate
al consumo umano può richiedere l’utilizzazione di talune sostanze ;
che occorre quindi disciplinarne l’uso onde evitare gli effetti
pregiudizievoli alla salute pubblica dovuti a quantitativi eccessivi
di tali sostanze;
considerando che, per raggiungere una certa
elasticità nell’applicazione della presente direttiva, occorre
autorizzare gli Stati membri a prevedere, a determinate condizioni,
deroghe alla direttiva per tener conto segnatamente di particolari
situazioni;
considerando che, per controllare i valori delle
concentrazioni dei differenti parametri, è necessario prevedere che
gli Stati membri adottino le disposizioni necessarie affinché venga
effettuato un controllo regolare della qualità delle acque destinate
al consumo umano;
considerando che il progresso scientifico e tecnico
richiede un adeguamento rapido dei metodi analitici di riferimento
della presente direttiva ; che, per facilitare l’applicazione delle
misure necessarie a tale scopo, conviene prevedere una procedura che
instauri una stretta cooperazione fra gli Stati membri e la
Commissione in seno ad un comitato per l’adeguamento al progresso
scientifico e tecnico,

____________
(1)GU n. C 28 del 9.2.1976, pag.
27.
(2)GU n. C 131 del 12.6.1976, pag. 13.
(3)GU n. C 112 del
20.12.1973, pag. 1.
(4)GU n. C 69 dell’11.6.1970, pag. 1.
(5)GU n. L
194 del 25.7.1975, pag. 34.

HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:

Articolo 1

La presente direttiva stabilisce i requisiti
di qualità delle acque destinate al consumo umano.

Articolo 2

Per
acque destinate al consumo umano ai sensi della presente direttiva si
intendono tutte le acque utilizzate a tal fine allo stato in cui si
trovano o dopo trattamento, qualunque ne sia l’origine – sia che si
tratti di acque fornite al consumo,
– sia che si tratti di acque

utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il
trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o
sostanze destinate al consumo umano e
– che possono avere conseguenze
sulla salubrità del prodotto alimentare finale.

Articolo 3

Per
quanto riguarda le acque di cui all’articolo 2, secondo trattino, gli
Stati membri applicano i valori per i parametri tossici e
microbiologici previsti, rispettivamente, nelle tabelle D ed E
dell’allegato I, nonché i valori degli altri parametri considerati
dalle competenti autorità nazionali tali da pregiudicare la salubrità
del prodotto alimentare finale.

Articolo 4

1. La presente
direttiva non si applica: a) alle acque minerali naturali riconosciute
o definite come tali dalle competenti autorità nazionali;
b) alle
acque medicinali riconosciute come tali dalle competenti autorità
nazionali.
2. Gli Stati membri non possono vietare né ostacolare, per
ragioni concernenti la qualità delle acque utilizzate, l’immissione
sul mercato dei prodotti alimentari se la qualità delle acque
utilizzate è conforme alla presente direttiva, a meno che tale
immissione sul mercato non comporti rischi per la salute pubblica.

Articolo 5

La presente direttiva si applica fatte salve le
disposizioni specifiche contenute in altre regolamentazioni
comunitarie.

Articolo 6

1. Gli Stati membri comunicano alla
Commissione: – le appropriate informazioni riguardanti i settori
industriali per i quali le competenti autorità nazionali ritengono che
la salubrità del prodotto finale, ai sensi dell’articolo 2, non sia
influenzata dalla qualità delle acque utilizzate;
– i valori
nazionali dei parametri diversi dai parametri tossici e microbiologici
di cui all’articolo 3.
2. La Commissione esamina tali informazioni e,
se del caso, intraprende le opportune azioni. Essa elabora
periodicamente una relazione di sintesi destinata agli Stati membri.

Articolo 7

1. Per i parametri che figurano nell’allegato I, gli
Stati membri fissano i valori applicabili alle acque destinate al
consumo umano.
2. Quanto ai parametri per i quali non figura nessun
valore nell’allegato I, gli Stati membri possono non fissare valori in
applicazione del primo paragrafo, finché essi non siano stati
determinati dal Consiglio.
3. Per quanto concerne i parametri
riportati nelle tabelle A, B, C, D e E dell’allegato I
– i valori che
gli Stati membri dovranno fissare devono essere inferiori o uguali ai
valori indicati nella colonna «Concentrazione massima ammissibile»;

per la fissazione dei valori, gli Stati membri si ispirano a quelli
che figurano nella colonna «Numero guida».
4. Per quanto riguarda i
parametri della tabella F dell’allegato I, i valori che gli Stati
membri dovranno fissare devono essere superiori o uguali ai valori
indicati nella colonna «Concentrazione minima richiesta» per le acque
di cui all’articolo 2, primo trattino, che abbiano subito un
trattamento di addolcimento.
5. I valori che figurano nell’allegato I
vanno interpretati tenendo conto delle osservazioni.
6. Gli Stati
membri adottano le disposizioni necessarie affinché le acque destinate
al consumo umano siano almeno conformi ai requisiti specificati
nell’allegato I.

Articolo 8

Gli Stati membri adottano tutte le
disposizioni necessarie affinché ogni sostanza utilizzata per la
preparazione delle acque destinate al consumo umano non si trovi nelle
acque messe a disposizione dell’utilizzatore in concentrazioni
superiori alle concentrazioni massime ammissibili riguardanti tali
sostanze e non possano far sorgere direttamente o indirettamente un
rischio per la salute pubblica.

Articolo 9

1. Gli Stati membri
hanno facoltà di prevedere deroghe alla presente direttiva per tener
conto: a) di situazioni relative alla natura e alla struttura dei
terreni dell’area di cui è tributaria la risorsa idrica considerata.

Qualora uno Stato membro decida una siffatta deroga ne informa la
Commissione entro i due mesi successivi alla decisione, precisandone i
motivi;
b) di situazioni relative a circostanze meteorologiche
eccezionali.
Qualora uno Stato membro decida una siffatta deroga ne
informa la Commissione entro i quindici giorni successivi alla
decisione precisando i motivi e la durata della deroga.
2. Gli Stati
membri informano la Commissione delle deroghe di cui al paragrafo 1
soltanto se esse riguardano un approvvigionamento di acqua pari almeno
a 1 000 m3 al giorno o una popolazione di almeno 5 000 persone.
3. In
nessun caso le deroghe deliberate a norma del presente articolo
possono riguardare i fattori tossici e microbiologici né comportare un
rischio per la salute pubblica.

Articolo 10

1. In caso di
circostanze accidentali gravi, le competenti autorità nazionali
possono autorizzare, per un periodo di tempo limitato e fino al
raggiungimento di un valore massimo che esse stabiliscono, un
superamento delle concentrazioni massim…

[Continua nel file zip allegato]

Chimici.info