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Modifica alla direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'imp...

Modifica alla direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.

V.I.A.
Comunita’ Europea (CEE)
DIRETTIVA (CE) 97/11 DEL
CONSIGLIO, 3 marzo 1997
G.U.C.E. 14 marzo 1997, n. L 073

Modifica
alla direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell’impatto
ambientale di determinati progetti pubblici e privati.

IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA
Visto il trattato che istituisce la Comunità
europea, in particolare l’articolo 130 S, paragrafo 1,
Viste le
proposte della Commissione (1),
Visto il parere del Comitato economico
e sociale (2),
Visto il parere del Comitato delle regioni
(3),
Deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 189 C del
trattato (4),
1) Considerando che la direttiva 85/337/CEE del
Consiglio, del 27 giugno 1985 concernente la
valutazione dell’impatto
ambientale di determinati problemi pubblici e privati (5) mira a
fornire alle
autorità competenti le informazioni adeguate che
permettano di decidere su un determinato progetto
con cognizione di
causa per quanto riguarda il possibile notevole impatto sull’ambiente;
che la
procedura di valutazione è uno strumento fondamentale della
politica ambientale quale definita
all’articolo 130 R del trattato e
del quinto programma comunitario di politica e d’azione a
favore
dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile;
2) Considerando
che a norma dell’articolo 130 R, paragrafo 2 del trattato la politica
della
Comunità nel settore dell’ambiente è fondata sui principi di
precauzione e di azione preventiva, sul
principio della correzione,
anzitutto alla fonte, dei danni recati all’ambiente, nonché sul
principio
“chi inquina paga”;
3) Considerando che sarebbe
opportuno armonizzare i principi fondamentali della
valutazione
dell’impatto ambientale; che gli Stati membri possono
stabilire norme più severe a tutela
dell’ambiente;
4) Considerando che
l’esperienza maturata nella valutazione dell’impatto ambientale,
esposta
nella relazione sull’applicazione della direttiva 85/337/CEE,
adottata dalla Commissione il 2 aprile
1993, indica che è necessario
introdurre disposizioni intese a chiarire, completare e migliorare
le
regole relative alla procedura di valutazione, per far sì che la
direttiva sia applicata in modo sempre
più armonizzato ed efficace;
5)
Considerando che per lo sviluppo dei progetti per i quali si richiede
una valutazione si
dovrebbe prevedere un’autorizzazione; che la
valutazione dovrebbe precedere il rilascio
dell’autorizzazione;
6)
Considerando che è opportuno completare l’elenco dei progetti che
hanno incidenze notevoli
sull’ambiente e che pertanto devono essere
sottoposti di norma ad una valutazione sistematica;
7) Considerando la
possibilità che progetti di altri tipi non abbiano in tutti i casi
incidenze
notevoli sull’ambiente; che è opportuno che detti progetti
siano sottoposti a valutazione qualora, a
giudizio degli Stati membri,
possano influire in modo rilevante sull’ambiente;
8) Considerando che
gli Stati membri possono fissare le soglie o i criteri per stabilire
quali di
questi progetti debbano essere sottoposti a valutazione a
seconda dell’entità del loro impatto
ambientale; che per gli Stati
membri non sarebbe obbligatorio esaminare caso per caso i progetti
al
di sotto di tali soglie o al di fuori di tali criteri;
9)
Considerando che nel fissare tali soglie o criteri e nell’esaminare
caso per caso i progetti, per
stabilire quali di questi debbano essere
sottoposti a valutazione a seconda dell’entità del loro
impatto
ambientale, gli Stati membri dovrebbero tener conto dei
pertinenti criteri di selezione contenuti
nella presente direttiva;
che, secondo il principio di sussidiarietà, gli Stati membri sono i
soggetti
più idonei per l’applicazione di detti criteri nei casi
concreti;
10) Considerando che il criterio di ubicazione relativo alle
zone di protezione speciale designate
dagli Stati membri a norma delle
direttive 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente
la
conservazione degli uccelli selvatici (6) e 92/43/CEE del Consiglio,
del 21 maggio 1992, relativa
alla conservazione degli habitat naturali
e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (7) non
comporta
necessariamente che i progetti in dette zone debbano essere
automaticamente sottoposti a
valutazione a norma della presente
direttiva;
11) Considerando che è opportuno introdurre una procedura
che permetta al committente di
ottenere dalle autorità competenti un
parere sul contenuto e l’ampiezza delle informazioni da
elaborare e da
fornire al fine della valutazione; che gli Stati membri, nel quadro
della presente
procedura, possono esigere che il committente fornisca,
tra l’altro, alternative ai progetti per i quali
intende presentare
una domanda;
12) Considerando che è opportuno rafforzare le
disposizioni concernenti la valutazione
dell’impatto ambientale in un
contesto transfrontaliero, per tener conto degli sviluppi a
livello
internazionale;
13) Considerando che il 25 febbraio 1991 la
Comunità ha firmato la convenzione sulla
valutazione dell’impatto
sull’ambiente in un contesto transfrontaliero,
HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:
Art. 1
La direttiva 85/337/CEE è modificata come segue:
1)
All’articolo 2, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo
seguente:
“1. Gli Stati membri adottano le disposizioni
necessarie affinché, prima del rilascio
dell’autorizzazione, per i
progetti per i quali si prevede un notevole impatto ambientale,
in
particolare per la loro natura, le loro dimensioni o la loro
ubicazione, sia prevista un’autorizzazione
e una valutazione del loro
impatto. Detti progetti sono definiti nell’articolo 4.”
2)
All’articolo 2 è inserito il seguente paragrafo:
“2 bis. Gli
Stati membri possono prevedere una procedura unica per soddisfare i
requisiti della
presente direttiva e quelli della direttiva 96/61/CE
del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla
prevenzione e il controllo
integrati dell’inquinamento (1).
(1) G.U. 10 ottobre 1996, n. L
257”
3) All’articolo 2, il primo comma del paragrafo 3 è così
formulato:
“3. Fatto salvo l’articolo 7, gli Stati membri, in
casi eccezionali, possono esentare in tutto o in
parte un progetto
specifico dalle disposizioni della presente direttiva.”
4) Nel
testo in inglese dell’articolo 2, paragrafo 3, lettera c), le parole
“where appropriate” sono
sostituite da “where
applicable”.
5) L’articolo 3 è sostituito dal testo
seguente:
“Articolo 3
La valutazione dell’impatto ambientale
individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per
ciascun caso
particolare e a norma degli articoli da 4 a 11, gli effetti diretti e
indiretti di un progetto
sui seguenti fattori:
– l’uomo, la fauna e la
flora;
– il suolo, l’acqua, l’aria, il clima e il paesaggio;
– i beni
materiali ed il patrimonio culturale;
– l’interazione tra i fattori di
cui al primo, secondo e terzo trattino.”
6) L’articolo 4 è
sostituito dal testo seguente:
“Articolo 4
1. Fatto salvo il
paragrafo 3 dell’articolo 2 i progetti elencati nell’allegato I sono
sottoposti a
valutazione a norma degli articoli da 5 a 10.
2. Fatto
salvo il paragrafo 3 dell’articolo 2 per i progetti elencati
nell’allegato II gli Stati membri
determinano, mediante
a) un esame
del progetto caso per caso;
o
b) soglie o criteri fissati dagli Stati
membri,
se il progetto debba essere sottoposto a valutazione a norma
degli articoli da 5 a 10.
Gli Stati membri possono decidere di
applicare entrambe le procedure di cui alle lettere a) e b).
3.
Nell’esaminare caso per caso o nel fissare soglie o criteri ai fini
del paragrafo 2 si tiene conto
dei relativi criteri di selezione
riportati nell’allegato III.
4. Gli Stati membri provvedono affinché
le decisioni adottate dall’autorità competente di cui al
paragrafo 2
siano messe a disposizione del pubblico.”
7) L’articolo 5 è
sostituito dal testo seguente:
“Articolo 5
1. Nel caso dei
progetti che, a norma dell’articolo 4, devono essere oggetto di una
valutazione
dell’impatto ambientale a norma degli articoli da 5 a 10,
gli Stati membri adottano le misure
necessarie per garantire che il
committente fornisca, nella forma opportuna, le
informazioni
specificate nell’allegato IV, qualora:
a) gli Stati
membri ritengano che le informazioni siano appropriate ad una
determinata fase della
procedura di autorizzazione ed alle
caratteristiche peculiari d’un progetto specifico o d’un tipo
di
progetto e dei fattori ambientali che possono subire un
pregiudizio;
b) gli Stati membri ritengono che si possa
ragionevolmente esigere che un committente raccolga
i dati, tenendo
conto fra l’altro delle conoscenze e dei metodi di valutazione
disponibili.
2. Gli Stati membri prendono le misure necessarie
affinché le autorità competenti, se il
committente lo richiede prima
di presentare una domanda di autorizzazione, diano il loro
parere
sulle informazioni che il committente deve fornire a norma del
paragrafo 1. Prima di dare il loro
parere le autorità competenti
consultano il committente e le autorità di cui all’articolo 6,
paragrafo 1.
Il fatto che le autorità in questione abbiano dato il
loro parere a norma del presente paragrafo non
osta a che richiedano
successivamente al committente ulteriori informazioni.
Gli Stati
membri possono chiedere detto parere alle autorità competenti anche se
il committente
non lo ha chiesto.
3. Le informazioni che il
committente deve fornire a norma del paragrafo 1 comprendono
almeno:

una descrizione del progetto con informazioni relative alla sua
ubicazione, concezione e
dimensioni;
– una descrizione delle misure
previste per evitare, ridurre e possibilmente compensare
rilevanti
effetti negativi;
– i dati necessari per individuare e
valutare i principali effetti che il progetto può
avere
sull’ambiente;
– una descrizione sommaria delle principali
alternative prese in esame dal committente, con
indicazione delle
principali ragioni della scelta, sotto il prof…

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