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Regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabb...

Regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale.

CIRCOLARE N° 96/T del 9 Aprile 1998.

Regolamento recante norme in
tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di
produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale.

Con
riferimento al decreto delle Ministro delle Finanze 2 gennaio 1998, n.
28, pubblicato nella G.U. n. 45 del 24.02.98 e portante il regolamento
indicato in oggetto, vengono di seguito illustrate, unitamente alle
finalità e all’architettura del provvedimento, le principali
disposizioni innovative, con particolare riguardo a quelli efficaci a
partire dalla data di entrata in vigore del regolamento in esame (15°
giorno successivo alla pubblicazione). Vengono nel contempo forniti i
primi operativi.

L’istituzione del catasto dei fabbricati, come è
noto, ha lo scopo di costituire un inventario delle costruzioni
presenti sul territorio della nazione, comprensivo anche dei
fabbricato rurali.

In questo nuovo quadro di riferimento sono
previste procedure unificate per tutte indistintamente le costruzioni
di nuova edificazione ovvero oggetto di variazione, denunciate al
catasto dei fabbricati successivamente all’entrata in vigore del
regolamento in esame.

A tal fine l’universo delle costruzioni è stato
articolato in tre insiemi costituiti rispettivamente
dalle:

costruzioni aventi caratteri di ordinarietà, per le quali si
applicano le norme già vigenti per il catasto edilizio urbano (art.
5);

costruzioni aventi scarsa rilevanza cartografica o censuaria
(art. 6);

costruzioni e manufatti marginali e non suscettibili di una
ordinaria autonoma redditività (art. 3, comma 3).

Significativamente
diverso il percorso procedurale previsto per le costruzioni già
censite ovvero per quelle già denunciate al catasto terreni, all’atto
dell’entrata in vigore del regolamento in oggetto.

Le motivazioni
sono chiaramente da ricercare nella duplice esigenza di evitare:

al
sistema quelle criticità che la previsione di una denuncia massiva
(alcuni milioni) delle costruzioni in esame avrebbe certamente
comprovato;

ulteriori oneri ai possessori, nell’immediato, atteso che
di norma gli stessi hanno già assolto gli obblighi loro imposti dalla
normativa catastale previgente.

Per questi motivi, il completo ed
uniforme censimento delle suddette costruzioni avverrà in due distinti
momenti.

Più precisamente, l’Amministrazione provvederà in tempi
brevi (1 o 2 anni) alla integrazione – nel nuovo catasto dei
fabbricati – delle informazioni attualmente conservate al
Catasto Terreni, mentre il completamento dell’accatastamento,
demandato alla parte interessata, sarà eseguito solo in “caso
d’uso”, intendendosi con questa allocuzione il primo
trasferimento di diritti, la mutazione nello stato dei beni ovvero la
perdita dei requisiti di ruralità ai fini fiscali.

E’ appena il caso
di sottolineare come tale scelta permetta di raggiungere l’obiettivo
finale di integrale costituzione dell’inventario solo in tempi lunghi,
relazionati alle denunce dei privati ed alle attività di completamento
degli atti da parte degli uffici.

Come già rilevato negli articoli 3
e 6, vengono individuati i fabbricati per i quali non è fatto
l’obbligo all’accatastamento (costruzioni marginali) e quelli
denunciabili con una procedura di accatastamento semplificata,
segnatamente per quanto riguarda gli adempimenti topo-cartografici
(costruzioni di modesta rilevanza).

Per quanto concerne la seconda
area oggetto di disciplina, e cioè la formazione e l’aggiornamento
della cartografia catastale, l’obiettivo perseguito dal regolamento è
la rivisitazione dei criteri, delle procedure e degli standards,
relativi ai settori del rilievo, e della conservazione informatica
delle basi cartografiche; rivisitazione operata soprattutto a ragione
delle innovazioni tecniche e tecnologiche recepite nel regolamento. Il
nuovo contesto operativo consente inoltre la introduzione nel sistema
catastale di informazioni, quali l’altimetria e tematismi sull’uso del
suolo (questi ultimi derivati soprattutto da altre banche informative
territoriali), di notevole rilevanza anche per gli Enti preposti al
governo del territorio.

Infatti uno degli obiettivo perseguiti è
quello di definire un supporto di rappresentazione di base
condivisibile, in fase sia di formazione che di gestione, per mezzo di
attività collaborative e di interscambio. Transitoriamente, fino al
completo aggiornamento delle basi informative in funzione dei nuovi
tematismi previsti (possesso e potenzialità produttiva dei suoli) e
della formazione delle reti dei vertici di appoggio, per la produzione
della cartografia ed i rilievi di aggiornamento, deve essere osservata
la previgente normativa di conservazione del catasto terreni.

Come
già sottolineato in premessa, con l’entrata in vigore del regolamento
risultano unificate le modalità di denuncia dei fabbricati (urbani e
rurali) in conformità alle norme di conservazione del catasto
edilizio, salvo l’innovazione costituita dalla procedura semplificata
sopracitata.

Più in particolare, le costruzioni strumentali
all’esercizio dell’attività agricola saranno censite come unità a
destinazione abitativa ovvero come unità funzionali ad attività
produttiva agricola. Le prime saranno classate nella categoria
ordinaria più rispondente tra quelle presenti nei quadri di
qualificazione vigenti. Le seconde – così come previsto
dall’art. 3, comma 156, della legge n. 662/96 – saranno censite
di norma in una categoria speciale, sempreché la caratteristiche di
destinazione e tipologiche delle singole costruzioni e del compendio
immobiliare siano tali da non consentire, senza radicali
trasformazioni, una destinazione diversa da quella agricola per la
quale sono state originariamente costruite.

A tal fine è stata
istituita – con il provvedimento di attuazione della norma sopra
richiamata, di prossima pubblicazione – la specifica categoria
“D/10 – fabbricati per funzioni produttive connesse alle
attività agricole”- e si stanno apportando le modifiche alle
attuali procedure informatiche, sia in uso all’ufficio per la gestione
della banca dati, sia a disposizione dell’utenza per il flusso di
aggiornamento (Docfa).

Nelle more della pubblicazione del relativo
decreto, per eventuali casi di dichiarata urgenza, gli uffici sono
autorizzati ad accettare, ed acquisire agli atti, denunce conformi al
suddetto indirizzo. In questa fattispecie, in via transitoria, (fino
all’adeguamento delle procedure informatiche suddette) sui documenti
di aggiornamento prodotto con Docfa devono essere riportati –
come meglio indicati nell’allegato 2, pag. 5 – i seguenti
dati:

la categoria “D/1” nel campo specifico;

la
dicitura “Categoria parificata alla D/10 ”, nel campo
indirizzo (secondo rigo);

la sigla “RR”, nel campo
lotto.

Successivamente, con procedura automatica, le unità acquisite
nella banca dati con le suddette modalità saranno recuperate e
collocate nella corretta categoria.

Per quanto concerne la
articolazione delle diverse costruzioni del compendio, la stessa deve
risultare opportunamente individuata nella documentazione grafica
(All. n.2, esempi 1 e 2) .

Nel caso di costruzioni rurali con
caratteri tipologici ordinari e non costituenti articolati compendio
immobiliari ad uso agricolo potranno essere attribuite le categorie
ordinarie (C/2 , C/3 . C/6 , C/7 ….) e le classi più consone
alle capacità reddituali delle stesse, di norma quelle inferiori (All.
n.2, esempio 3) .

Per le denunce di variazione delle costruzioni
censite nella categoria speciale D/10 ovvero in altra categoria
ordinaria vengono osservate le normali procedure vigenti per il
catasto edilizio urbano.

La valutazione della sussistenza delle
condizioni per il riconoscimento ai fini fiscali della ruralità delle
costruzioni è compito precipuo degli uffici preposti all’accertamento
delle imposte sugli immobili. Gli uffici tecnici erariali e gli Uffici
del territorio assicureranno in ogni caso le ordinarie consulenze di
carattere istituzionale, limitatamente ai requisiti oggettivi dei beni
immobili.

Nell’ottica perseguita dal D.P.R. di attuazione dell’art.3,
comma 156, della legge n. 662/96 di separazione tra il profilo
catastale (inventariale) e quello fiscale (accertamento), la
trattazione delle denunce di fabbricati rurali (con mod. 26 ) giacenti
può essere limitata all’aggiornamento della mappa e dei relativi dati
censuari del catasto terreni. Di contro, non risulta più necessaria
– salvo i casi in cui l’accertamento sia oggetto di verifica
straordinaria richiesta dalla parte – la preventiva valutazione
dei requisiti per il riconoscimento della ruralità, in quanto
l’aggiornamento è finalizzato al trasferimento delle relative
informazioni al catasto dei fabbricati.

Nel caso in cui al mod. 26
sia allegato un idoneo rilievo topografico, la mappa sarà aggiornata
in forma “ortodossa”, avendo però cura di apporre una
specifica annotazione negli atti censuari del catasto terreni,
attestante la circostanza che non è stato provveduto alla verifica dei
requisiti per il riconoscimento della ruralità (PR- “pende
riconoscimento di ruralità”).

Quando invece la dimostrazione
grafica allegata al mod. 26 non consente l’aggiornamento della mappa
con la ordinaria precisione metrica, lo stesso potrà essere eseguito
con modalità speditive; in questo caso si apporrà la annotazione
“AR – Aggiornamento metrico speditivo ai fini della
costituzione del catasto dei fabbricati. Pende esame di
ruralità”.

Infine per la trattazione del flusso degli
aggiornamenti cartografici – nelle more della diffusione della
procedura Pregeo, integrata con le funzioni per la denuncia dei
fabbricati di modesta entità – i libretti delle misure potranno
essere compilati &#82…

[Continua nel file zip allegato]

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