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Bando per la presentazione di progetti di ricerca scientifica e tecnol...

Bando per la presentazione di progetti di ricerca scientifica e tecnologica sull'agricoltura biologica.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 30 luglio 2002

Bando per la presentazione di progetti di ricerca scientifica e
tecnologica sull’agricoltura biologica.

IL DIRETTORE GENERALE
per le politiche strutturali e lo sviluppo rurale

Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 499, concernente la
razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo,
agroalimentare, agroindustriale, forestale e della pesca;
Visto il regolamento del Consiglio (CEE) n. 2092/91 del 24 giugno
1991 relativo al metodo di produzione biologica dei prodotti agricoli
e delle derrate alimentari e le successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 220 recante
l’attuazione degli articoli 8 e 9 del citato regolamento (CEE) n.
2092/91;
Visto il regolamento (CE) n. 1804/99 del 19 luglio 1999 relativo al
metodo di produzione biologica delle produzioni animali;
Visto il Programma nazionale di ricerca sul Sistema agricolo per lo
sviluppo sostenibile e l’occupazione (PNR-SASSO), trasmesso 15
settembre 2000 da questa amministrazione al MIUR quale contributo
alle linee programmatiche di ricerca sul sistema agricolo per la
predisposizione del Programma nazionale di ricerca 2001-2003 (PNR) da
parte del MIUR, che comprende l’agricoltura biologica tra le
priorita’ di ricerca nel settore agricolo agroindustriale, forestale
e della pesca;
Visto il Programma nazionale della ricerca (PNR 2001-2003)
approvato dal CIPE con delibera del 21 dicembre 2000, n. 150,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2001.
Visto il parere espresso nella riunione del 8 ottobre 2001 dal
Comitato nazionale per l’agricoltura biologica ed ecocompatibile,
nominato con decreto ministeriale n. 92157 de 21 novembre 2000 ed
operante presso questo Ministero, per l’attivazione di un Programma
nazionale di ricerca sull’agricoltura biologica;
Vista la legge finanziaria 2001 del 23 dicembre 2000, n. 388 che,
all’art. 123 reca “Promozione e sviluppo delle aziende agricole e
zootecniche biologiche”, per un intervento statale di lire 15
miliardi (Euro 7.746.853,48) destinato al finanziamento delle
attivita’ del primo anno del triennio 2001-2003;
Vista la delibera della Conferenza tra Stato, regioni e province
autonome del 6 dicembre 2001, con la quale e’ stato approvato il
Programma interregionale sulla ricerca in agricoltura biologica;
Visto il Programma nazionale di ricerca sulla agricoltura biologica
(PNR-AB) adottato in data 19 dicembre 2001;
Visto il decreto del Ministero del Tesoro n. 61546 dell’ 11 ottobre
2000 con il quale sono state ripartite le risorse finanziarie nei
capitoli di competenza del Ministero delle politiche agricole e
forestali (MiPAF);
Visto il decreto MiPAF n. 43701 del 24 novembre 2000 che definisce
i criteri e le procedure per la gestione della ricerca avanzata per
il sistema agricolo italiano;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 204, modificato
con legge 6 luglio 2002, n. 137, che all’art. 9, comma 10, abroga fra
l’altro il Comitato nazionale della sperimentazione cui al decreto
del Presidente della Repubblica del 23 novembre 1967, n. 1318;
Visto il decreto ministeriale n. 307 dell’8 luglio 2002 con il
quale e’ stato istituito un Comitato di esperti di alta
qualificazione che, fra l’altro, abroga il precedente decreto
ministeriale del 15 novembre 2001, n. 394, di istituzione di un
Comitato tecnico-scientifico;
Visto il decreto MiPAF n. 528/7742/01 che destina l’importo di Euro
4.338.237,95 (lire 8.400.000.000) per un triennio, per il
finanziamento di progetti di ricerca scientifica e tecnologica per
acquisire conoscenze scientifiche per lo sviluppo dell’agricoltura
biologica, in armonia con le altre tecniche di produzione agricola,
nei settori riportati nel dispositivo del presente decreto;
Considerata la necessita’ di armonizzare tutte le iniziative in
atto e future della ricerca italiana in agricoltura biologica,
creando un efficace raccordo tra gli enti di ricerca ad essa
preposti;
Ritenuta l’opportunita’ di promuovere una procedura concorsuale per
la selezione di progetti di ricerca in questo specifico settore, di
durata triennale con finanziamenti annuali;
Decreta:
Art. 1.
Priorita’ scientifiche

I progetti di ricerca scientifica e tecnologica sull’agricoltura
biologica da finanziare con il presente bando e collocabili nel
Programma nazionale di ricerca Agricoltura biologica (PNR-AB), devono
riferirsi alle seguenti tematiche e filiere di prodotto:
Tematiche:
1. selezione attitudinale e vocazionale di germoplasma gia’
esistente in funzione dell’adattamento al metodo di coltivazione
biologico, anche in condizioni di coltura arida e semiarida;
2. sviluppo di germoplasma adatto alla coltivazione biologica,
con particolare attenzione alla valorizzazione della rusticita’ di
specie, varieta’ e biotipi autoctoni e non;
3. valutazione di sistemi agricoli idonei alla conservazione e,
ove possibile, all’aumento dell’attivita’ biologica dei suoli, che
prevedano il minimo impiego possibile di risorse non rinnovabili;
4. messa a punto e valutazione della sostenibilita’ per
l’ambiente e l’agricoltura di tecniche a basso impatto ambientale per
la difesa delle colture e il controllo delle infestanti;
5. sviluppo di metodi di prevenzione e di controllo della
presenza di sostanze tossiche sui prodotti agricoli e di residui
dannosi per il suolo e per i prodotti, in tutti i punti critici delle
filiere (produzione, post-raccolta, consumo);
6. sviluppo di metodi per la tracciabilita’ e il controllo dei
prodotti e dei processi;
7. verifica dell’economicita’ del sistema produttivo biologico,
sulla base della sostenibilita’ del reddito per gli operatori e di un
equilibrato rapporto qualita/prezzo del prodotto ottenuto;
8. valutazione del valore aggiunto in termini economici, di
salute e qualita’ dell’alimentazione, dei prodotti ottenuti con
metodi di agricoltura biologica.
Filiere di prodotto:
a) frutticoltura: pesco, melo, fragola, nocciolo, ciliegio;
b) colture industriali: barbabietola, pomodoro da industria;
c) colture erbacee da pieno campo: cereali (frumento, orzo,
avena), leguminose da granella;
d) olivicoltura;
e) orticoltura: pomodoro, patata, peperone, melanzana, zucchino.

Art. 2.
Risorse finanziarie

Per il finanziamento di progetti di ricerca sui temi di cui
all’art. l il Ministero delle politiche agricole e forestali destina,
per un triennio, l’importo di Euro 4.338.237,95 (lire 8.400.000.000)
con i fondi stanziati sul cap. 7742, di cui fino ad un massimo di
Euro 464.811,21 (lire 900.000.000), riservati a soddisfare gli oneri
derivanti dal coordinamento generale e dalle misure di
accompagnamento per la realizzazione dei progetti, che comprendono:
il monitoraggio interno del Programma, le spese per la valutazione
delle sostanze impiegate nella trasformazione dei prodotti agricoli
biologici di cui al Reg. CEE 2092/91 All. VI (A, B e C), la
formazione e aggiornamento dei ricercatori e la valutazione dei
risultati di ricerca, dell’efficacia delle attivita’ di trasferimento
degli stessi, la loro divulgazione e la promozione delle innovazioni.

Art. 3.
Requisiti di ammissione dei progetti

1. Per l’attuazione del Programma di cui all’art. l possono
presentare progetti solamente gli istituti di ricerca afferenti al
Ministero delle politiche agricole e forestali di cui agli
articoli 1, 10, 11, 12 e allegato I del decreto legislativo n.
454/1999, anche unitamente ad Universita’, altri enti pubblici di
ricerca, enti di ricerca privati, che abbiano tra le loro prioritarie
attivita’ statutarie la ricerca e possano dimostrare di possedere
adeguate competenze tecnico-scientifiche nel settore.
2. I progetti devono essere redatti in coerenza con una o piu’
tematiche e con una o piu’ filiere tra quelle indicate all’art. 1,
avendo cura di indicare sia la/le tematiche sia la/le filiere di
prodotto cui si riferiscono, come indicato nella modulistica di cui
al successivo art. 4.
3. Considerata la necessita’ di attivare ricerche che tengano conto
di tutte le competenze necessarie per il raggiungimento di risultati
trasferibili al mondo produttivo e dell’uso efficace delle risorse, i
progetti dovranno prevedere un numero minimo di quattro unita’
operative (di seguito denominate UU.OO.) e comunque non superiore ad
otto; indipendentemente dal numero di UU.OO previste, il
finanziamento da erogarsi a carico di questa amministrazione per
ciascun progetto dovra’ essere compreso tra Euro 230.000 (lire
445.342.100) e Euro 430.000 (lire 833.333.333) per anno, di cui
almeno il 50% dovra’ essere destinato ad enti di ricerca MiPAF.
Sono ammissibili a finanziamento i progetti:
a) coordinati da uno degli istituti di ricerca afferente alla
rete del MiPAF, di cui agli articoli 1, 10, 11, 12, e allegato I del
decreto legislativo n. 454/1999;
b) aventi durata massima di tre anni;
c) corredati dei dati e delle informazioni previste nei moduli
allegati.

Art. 4.
Modalita’ di presentazione dei progetti

1. La proposta di progetto, compilata in duplice copia secondo i
mod. allegati A, B, C e accompagnata da lettera di trasmissione, deve
essere inviata entro sessanta giorni consecutivi alla data di
pubblicazione del presente decreto (fara’ fede il timbro postale,
purche’ le proposte pervengano entro venti giorni dalla scadenza
prefissata), al seguente indirizzo: Ministero delle politiche
agricole e forestali, Direzione generale politiche strutturali e
sviluppo rurale – Ufficio ricerca e sperimentazione, via XX Settembre
20 – 00187 Roma, ed inviata in formato elettronico compatibile con
pacchetto MS Office, secondo le modalita’ indicate nelle note
esplicative degli allegati di cui sopra, all’indirizzo
agribio2002@politicheagricole.it La domanda, se recapitata
direttamente all’Ufficio in indirizzo, dovra’ essere consegnata entro
le ore 17 della data di scadenza.
Essa dovra’ contenere:
a) l’indicazione della/le tematiche e della/le filiere di
prodotto trattate nel progetto, la descrizione del progetto, con
specifica degli obiettivi del gruppo proponente, la programmazione
temporale delle attivita’ previste, le modalita’ di monitoraggio
interno, redatta secondo il modello A allegato. Tale descrizione
dovra’ essere sintetica ed esauriente, incentrata sugli aspetti piu’
rilevanti per permettere la selezione delle proposte attraverso un
giudizio fondato su elementi chiaramente individuati dai proponenti
stessi e verificabili.
La proposta di progetto deve anche soddisfare le seguenti esigenze:
gli obiettivi devono corrispondere a rilevanti priorita’ di
ricerca, nel settore considerato dal presente bando;
l’articolazione delle attivita’ deve consentire il raggiungimento
degli obiettivi dichiarati;
le risorse finanziarie richieste devono risultare congrue
rispetto al lavoro da svolgere;
i metodi di coordinamento delle varie componenti, di monitoraggio
interno dell’andamento dei lavori e delle risorse utilizzate, devono
essere chiaramente indicati;
dovranno essere forniti una dettagliata indicazione delle
ricadute per gli operatori del settore ed elementi di conoscenza per
i decisori pubblici;
dovranno essere individuate le modalita’ piu’ appropriate per
consentire ai potenziali fruitori la piena accessibilita’ ai
risultati ottenuti, fornendo una descrizione dettagliata delle
attivita’ di dimostrazione, diffusione e comunicazione.
Tali elementi avranno rilevanza ai fini della valutazione delle
proposte.
b) la previsione di spesa, articolata per le diverse voci come da
modello B;
c) il dettaglio delle attivita’ e della previsione di spesa delle
singole UU.OO. partecipanti, come da modello C.

Art. 5.
Istruttoria e valutazione

1. La Direzione generale delle politiche strutturali e dello
sviluppo rurale cura l’istruttoria, compresa l’ammissibilita’ a
valutazione, e la valutazione tecnico-scientifica dei progetti di
ricerca presentati e affida al Comitato di esperti, di cui al decreto
ministeriale n. 307 dell’8 luglio 2002, la selezione dei progetti
ammessi a valutazione. A tal fine tale comitato opera attraverso il
supporto di un apposito Gruppo tecnico-scientifico di esperti del
settore (di seguito denominato Gruppo), nominato dal MiPAF e composto
da un membro del suddetto Comitato, con funzione di presidente, da
tre esperti, di cui uno possibilmente straniero, nonche’ da un
esperto designato dalle associazioni dei produttori di agricoltura
biologica e da un funzionario dell’Ufficio ricerca e sperimentazione
del MiPAF, con funzione di segretario.
Il Gruppo ha anche il compito di verificare la congruita’ del
finanziamento richiesto e di dare indicazioni e raccomandazioni per
l’eventuale riorientamento dei progetti eleggibili; infine, lo stesso
Gruppo propone la graduatoria finale alla valutazione del Comitato di
esperti, di cui sopra.
L’istruttoria e’ volta ad accertare:
a) l’ammissibilita’ a finanziamento del progetto, secondo quanto
stabilito agli articoli 3 e 4 del presente decreto;
b) la qualita’ scientifica della ricerca proposta in relazione
agli obiettivi e alle priorita’ del presente bando;
c) il livello di innovazione acquisibile con la realizzazione del
progetto;
d) l’adeguatezza dell’approccio metodologico ed il grado di
interdisciplinarieta’;
e) la fattibilita’ del progetto sotto il profilo
tecnico-scientifico e finanziario, anche in riferimento alle risorse
umane e strumentali che gli organismi proponenti dimostrano di
possedere.
Saranno prioritariamente considerati i progetti che, a parita’ di
altri elementi di valutazione, presentino una efficace integrazione
tra l’attivita’ di ricerca e le imprese operanti nel settore agricolo
ed agro-alimentare, in particolare quello dell’agricoltura biologica.
2. Sulla base dei risultati dell’istruttoria preliminare e della
valutazione successiva circa gli aspetti di ordine
tecnico-scientifico, finanziario e delle eventuali esigenze di
riorientamento di cui al comma 1, il Ministero delle politiche
agricole e forestali approva con proprio decreto la graduatoria
finale dei progetti, nonche’ definisce, con decreti successivi, le
modalita’ e le procedure per l’erogazione del finanziamento, fino ad
esaurimento delle risorse disponibili.
3. Inoltre, tenuto conto che ciascuno dei progetti di ricerca
proposti nell’ambito del bando potra’ riguardare distinte linee di
ricerca o filiere, il MiPAF individua i criteri di attuazione del
coordinamento del PNR-AB e nomina un coordinatore, individuandolo tra
i proponenti dei progetti eletti a finanziamento, con i seguenti
compiti:
a) curare che i diversi progetti di ricerca finanziati
concorrano, insieme, a dare risposte alle problematiche del settore
in maniera organizzata e omogenea, per creare sinergie, evitando nel
contempo sovrapposizioni e duplicazioni;
b) presentare i risultati delle ricerche di cui al presente bando
a livello internazionale e comunitario;
c) supportare il Ministero delle politiche agricole e forestali
per quanto riguarda la presentazione di proposte in sede comunitaria
in materia di adeguamento delle attuali norme regolamentari;
d) informare periodicamente il Ministero stesso sull’avanzamento
dell’intero Programma;
e) costituire un punto di riferimento qualificato per
interloquire con le regioni per fini informativi e di trasferimento e
valorizzazione delle innovazioni.
Il coordinatore generale, che deve avere maturato una notevole
esperienza nel coordinamento di programmi, con particolare
riferimento a quelli che trattano la ricerca e sperimentazione in
materia di agricoltura sostenibile, dovra’ sottoporre
all’approvazione del MiPAF un piano di coordinamento indicando le
modalita’ e i criteri per la realizzazione delle azioni finalizzate
all’organizzazione, con particolare riferimento alle attivita’ di
monitoraggio interno al Programma, a quelle di promozione e
valorizzazione delle innovazioni, curando la loro armonizzazione con
le iniziative analoghe o complementari attuate dalle regioni, nonche’
iniziative di formazione e addestramento del personale
tecnico-scientifico operante nel Programma.
Gli oneri derivanti dal coordinamento e dal monitoraggio interno al
Programma graveranno sulla riserva di cui all’art. 2 del presente
decreto ministeriale, che ammonta, per il triennio, a Euro 464.811,21
(L. 900.000.000).
Le verifiche in itinere ed ex post vengono operate dal succitato
Gruppo tecnico-scientifico di esperti del settore, che riferisce
periodicamente al Comitato di esperti, di cui al decreto ministeriale
n. 307 dell’8 luglio 2002. I risultati delle valutazioni ex ante e in
itinere, riguardanti lo stato di avanzamento dei singoli progetti di
ricerca, e finali nonche’ del piano di coordinamento generale, sono
pubblicati sul sito Internet del MiPAF
(http://www.politicheagricole.it)

Art. 6.
Modalita’ di finanziamento

1. Il contributo viene erogato all’ente proponente di ciascun
progetto (coordinatore di singolo progetto) eletto a finanziamento,
che provvede anche al trasferimento diretto delle risorse assegnate
alle altre unita’ operative, secondo i termini indicati nel decreto
di concessione del finanziamento stesso e corrispondente:
al 99% della spesa ammessa per gli enti pubblici di ricerca,
universita’ ed enti di ricerca con personalita’ giuridica di diritto
privato che per prioritarie finalita’ statutarie svolgono attivita’
di ricerca nel settore dell’agricoltura senza scopo di lucro;
al 60% della spesa ammessa per enti privati di ricerca
riconoscibili quali piccole o medie imprese del settore agricolo ed
agroalimentare, in base alla normativa europea;
al 50% della spesa ammessa per gli altri enti privati di ricerca
del settore agricolo ed agroalimentare non riconducibili alle
precedenti categorie.
Il presente decreto rispetta i criteri e i limiti stabiliti dalla
normativa europea sugli aiuti di Stato.
Il finanziamento e’ erogato con un anticipo del 60% del totale
delle risorse assegnate. Il restante 40% viene assegnato in piu’
soluzioni o a saldo, in relazione ai risultati delle valutazioni e
delle rendicontazioni.
Gli importi relativi alle rate successive, salvo le verifiche di
carattere scientifico e/o amministrativo, sono erogati secondo le
disponibilita’ e le autorizzazioni di spesa recate sul capitolo di
finanziamento, nei termini delle norme vigenti. Le modalita’ di
rendicontazione saranno indicate nella circolare allegata al decreto
di finanziamento dei progetti ammessi.
2. I soggetti beneficiari del finanziamento sono tenuti ad
osservare le prescrizioni ministeriali, a comunicare le eventuali
modifiche che dovessero occorrere per la realizzazione del progetto e
ad ottenerne la previa approvazione.
Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 30 luglio 2002
Il direttore generale: Serino

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