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CONFERENZA UNIFICATA STATO-REGIONI E STATO-CITTA' ED AUTONOMIE LOCALI ...

CONFERENZA UNIFICATA STATO-REGIONI E STATO-CITTA' ED AUTONOMIE LOCALI (EX ART. 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 AGOSTO 1997, N. 281) ACCORDO 5 settembre 2002: Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane per l'esercizio dei compiti e delle funzioni di rispettiva competenza in materia di produzione di energia elettrica. (GU n. 220 del 19-9-2002)

CONFERENZA UNIFICATA STATO-REGIONI E STATO-CITTA’ ED AUTONOMIE LOCALI
(EX ART. 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 AGOSTO 1997, N. 281)

ACCORDO 5
settembre 2002

Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e
comunita’ montane
per l’esercizio dei compiti e delle funzioni di
rispettiva competenza
in materia di produzione di energia elettrica.

LA CONFERENZA UNIFICATA
Premesso che:
il
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di attuazione
della
direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato
interno
dell’energia elettrica ha liberalizzato l’attivita’ di
produzione di
energia elettrica, nel rispetto di determinati
obblighi di servizio
pubblico, e in particolare l’art. 8 dello stesso
decreto ha previsto
l’emanazione di regolamenti per il rilascio delle
autorizzazioni alla
costruzione e all’esercizio degli impianti di
produzione di energia
elettrica, alimentati da fonti
convenzionali, in conformita’ ai
principi di semplificazione
indicati;
il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
concernente il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo
1 della legge 15
marzo 1997, n. 59 ed in particolare il capo
V, relativo alle
attivita’ di ricerca, produzione, trasporto e
distribuzione di
energia, ha organizzato le funzioni di
programmazione e
pianificazione in campo energetico,
nonche’ le attivita’
amministrative in materia di impianti di
produzione di energia
elettrica secondo un criterio di
pluralismo e sussidiarieta’ tra
Stato, regioni, province ed enti
locali;
la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante
“Modifiche
al titolo V della parte seconda della Costituzione” ha
individuato
ruoli e competenze legislative, regolamentari ed
amministrative dello
Stato, delle regioni e degli enti locali;

l’apertura del mercato elettrico costituisce un’occasione
per
conseguire il rafforzamento della struttura energetica
nazionale,
tenuto conto della continua crescita della domanda
interna, della
marcata dipendenza estera per l’approvvigionamento
energetico e della
necessita’, conseguente al processo di
liberalizzazione, di
sviluppare strumenti che garantiscano
l’installazione di un’adeguata
potenza di generazione, atta alla
copertura di fabbisogno nazionale,
al mantenimento della sicurezza
del sistema e allo sviluppo di reali
processi di competitivita’, al
rinnovo del parco di produzione al
fine di un miglioramento delle
prestazioni ambientali;
il Governo, le regioni e gli enti locali
condividono l’indirizzo
di politica industriale di miglioramento
della competitivita’ del
sistema Paese, da conseguire attraverso
l’obiettivo primario di una
riduzione dei costi dell’energia per
imprese e famiglie, per il quale
la liberalizzazione ne costituisce
strumento essenziale;
Considerata l’opportunita’ e l’utilita’ di
definire linee comuni di
valutazione per l’esercizio delle
attivita’ amministrative di
rispettiva competenza in materia di
produzione di energia elettrica;
Visto l’art. 9, comma 2,
lettera c) del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, che
demanda a questa Conferenza la facolta’ di
promuovere e sancire
accordi tra Governo, regioni, province, comuni e
comunita’ montane, al
fine di coordinare l’esercizio delle rispettive
competenze e
svolgere in collaborazione attivita’ di interesse
comune;
Visto
il documento trasmesso, ai fini del perfezionamento del
presente
accordo, dal Ministro delle attivita’ produttive con
nota
protocollo n. 211830 del 3 luglio 2002;
Vista la nuova
stesura della proposta di accordo, formalizzata
dalla Conferenza
dei presidenti delle regioni e delle province
autonome con nota
del 4 settembre 2002 e successivamente inviata
all’Anci, UPI ed
Uncem;
Tenuto conto degli esiti dell’odierna seduta;
Acquisito
l’assenso del Ministro delle attivita’ produttive;

Sancisce accordo
tra il Governo, le regioni, le province, i
comuni e le comunita’
montane relativamente ai criteri generali di
valutazione dei progetti
di costruzione ed esercizio di impianti
di produzione di energia
elettrica nonche’ ai compiti ed alle
funzioni amministrative nel
settore della produzione dell’energia
elettrica, nei termini di cui
all’allegato sub A, parte integrante del
presente accordo.
Il presente atto sara’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 5 settembre
2002
Il Presidente: La
Loggia
Il segretario: Carpino

Allegato A
Criteri di valutazione da
utilizzare al fine di verificare la
maggiore o minore
rispondenza delle richieste di autorizzazione di
centrali
elettriche alle esigenze di sviluppo omogeneo e
compatibile
del sistema elettrico nazionale.
Il nuovo quadro di riferimento.

L’energia elettrica rappresenta un fattore strategico per
lo
sviluppo economico e sociale del Paese. La disponibilita’ di
energia
a prezzi contenuti e’ alla base dei processi di crescita
produttiva,
sociale ed occupazionale ed e’ un fattore
determinante per la
competitivita’ internazionale di interi settori
produttivi e per lo
sviluppo socio-economico di ciascun
territorio. In definitiva, la
garanzia della fornitura di energia
e di una buona qualita’ del
servizio, la disponibilita’ di energia
prodotta a prezzi competitivi
e non gravata da eccessivi oneri di
trasporto, rappresentano oggi
elementi indispensabili per la
competitivita’ anche delle singole
comunita’ territoriali nonche’
per garantire qualita’ della vita e
condizioni eque di servizio a
tutti i consumatori.
La liberalizzazione del settore elettrico
puo’ consentire la
progressiva riduzione dei prezzi dell’energia
elettrica, sia per i
clienti idonei sia per i clienti vincolati,
attraverso lo sviluppo
dei produttori gia’ presenti sul mercato
e l’ingresso di nuovi
soggetti, nazionali ed esteri, nel mercato
italiano. Le dinamiche di
mercato possono inoltre innescare
importanti sviluppi di carattere
ambientale: gia’ oggi si constata
come il processo in corso abbia
attivato investimenti per il
risanamento ed il rinnovo del parco di
produzione elettrica ed
abbia determinato numerose richieste di
installazione di nuove
centrali, tecnologicamente avanzate, in grado
di migliorare la
qualita’ ambientale complessiva della produzione
elettrica attraverso
rendimenti energetici piu’ elevati del passato e
la destinazione ad
un ruolo di riserva tecnica per gli impianti meno
efficienti oggi in
produzione.
E’ importante ricordare, in proposito, che
l’energia elettrica
puo’ essere prodotta solo per l’utilizzo
immediato. La quantita’ di
energia prodotta pertanto, e le
conseguenti eventuali emissioni
inquinanti, sono proporzionali al
fabbisogno del sistema sociale e
produttivo, e non alla
capacita’ produttiva degli impianti
disponibili. La
disponibilita’ di nuovi impianti termoelettrici ad
alta efficienza,
piu’ rispettosi dell’ambiente ma anche piu’
economici,
escludera’ inevitabilmente dal mercato gli impianti
piu’
inefficienti, costosi ed inquinanti.
Inoltre, poiche’ oltre
i costi della produzione anche i vincoli
fisici al trasporto e gli
oneri di trasporto e di distribuzione
contribuiscono a determinare
nel mercato libero il prezzo finale
dell’energia, e’ evidente
che la diversita’ di condizioni
infrastrutturali presente oggi
in ciascuna delle aree territoriali in
cui e’ possibile suddividere
il sistema elettrico italiano, se non
opportunamente corretta, finira’
per determinare prezzi differenziati
dell’energia nelle varie aree del
Paese. In particolare, nelle aree e
nelle regioni deficitarie,
ossia dove la produzione interna e’
inferiore al fabbisogno e
basata su impianti non ad elevata
efficienza, l’energia avra’
inevitabilmente costi, e quindi prezzi,
maggiori che in altre
aree del Paese, frenando lo sviluppo
socio-economico locale.

La forte spinta agli investimenti nel settore da parte di
nuovi
produttori puo’ essere valorizzata dalle amministrazioni
statali e
dagli enti territoriali per colmare gli squilibri e le
criticita’
oggi esistenti nella struttura energetica nazionale, per
rafforzare e
ottimizzare la dotazione delle regioni in termini
di potenza
installata e qualita’ tecnologica degli impianti, in
modo da dotare
ciascuna comunita’ territoriale di adeguate condizioni
competitive.
Considerazioni generali.
La direttiva europea
96/92/CE, di liberalizzazione del mercato
elettrico, recepita
nell’ordinamento nazionale con il decreto
legislativo n.
79/1999, prevede che l’attivita’ di produzione di
energia elettrica
sia libera, ancorche’ soggetta ad autorizzazione.
La direttiva
prevede in particolare che gli Stati membri
stabiliscano a
priori e rendano pubblici i criteri e le procedure di
autorizzazione
alla costruzione di impianti sul proprio territorio, e
che
l’eventuale diniego di autorizzazione sia fondato su
motivi
obiettivi e non discriminatori, fondati e comunicati alla
Commissione
europea ed al richiedente, che deve poter ricorrere
contro tale
decisione.
E’ necessario che i criteri di
valutazione previsti dalla
direttiva, alcuni dei quali riguardano
specificamente il territorio,
siano fissati in modo omogeneo a livello
nazionale individuando linee
comuni per l’esercizio delle
competenze amministrative a tutti i
livelli, anche se la loro
applicazione in sede…

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