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Modalita' di revisione delle zattere di salvataggio gonfiabili, delle cinture di salvataggio gonfiabili, dei dispositivi di evacuazione marini e degli sganci idrostatici. (Decreto n. 641).

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 16 luglio 2002

Modalita’ di revisione delle zattere di salvataggio gonfiabili, delle
cinture di salvataggio gonfiabili, dei dispositivi di evacuazione
marini e degli sganci idrostatici. (Decreto n. 641).

IL COMANDANTE GENERALE
Corpo delle capitanerie di porto

Vista la legge 23 maggio 1980, n. 313 con la quale e’ stata data
adesione alla convenzione internazionale SOLAS e successivi
emendamenti ed in particolare la risoluzione IMO MSC.47(66), adottata
il 4 giugno 1996 ed entrata in vigore il 1 luglio 1998, pubblicata
sul supplemento ordinario n. 134 alla Gazzetta Ufficiale n. 184
dell’8 agosto 1998;
Vista la regola III-20.8.1.2 della convenzione SOLAS come emendata
la quale prevede che la revisione delle zattere di salvataggio di
tipo gonfiabile, delle cinture di salvataggio gonfiabili, dei
dispositivi di evacuazione marini e degli sganci idrostatici sia
effettuata presso una stazione di revisione approvata
dall’amministrazione;
Visto l’art. 10, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente
della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435, che demanda al Ministero
l’emanazione di un apposito decreto per la disciplina delle modalita’
di revisione delle zattere di salvataggio, in attuazione di
disposizioni emanate da organismi internazionali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.
347 “Regolamento recante semplificazione dei procedimenti di tipo
approvato di apparecchi, dispositivi o materiali da installare a
bordo delle navi mercantili”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407 “Regolamento recante norme di attuazione delle direttive 96/98/CE
e 98/85/CE relative all’equipaggiamento marittimo”;
Visto l’art. 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante norme
sul riordino della legislazione in materia portuale, e successive
modifiche ed integrazioni, che attribuisce la competenza in materia
di sicurezza della navigazione al comando generale del Corpo delle
capitanerie di porto;
Visto l’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo
2001, n. 177, recante regolamento di organizzazione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti;
Ritenuto necessario dettare norme per la revisione delle zattere di
salvataggio di tipo gonfiabile, delle cinture di salvataggio di tipo
gonfiabile, dei dispositivi di evacuazione marini e degli sganci
idrostatici, in attuazione della convenzione Solas 74(83), come
emendata, ed in conformita’ ai criteri per l’approvazione dettati
dall’IMO con la risoluzione IMO A.761(18);
Sentiti gli organismi affidati attualmente operanti in Italia, nel
corso delle riunioni tenutesi in Genova nel primo semestre 2002;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione e definizioni

1. Il presente decreto disciplina le modalita’ di revisione delle
zattere di salvataggio gonfiabili, delle cinture di salvataggio
gonfiabili, dei dispositivi di evacuazione marini e degli sganci
idrostatici:
a) riconosciuti di tipo approvato dall’amministrazione ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 347;
oppure
b) riconosciuti di tipo conforme da un organismo notificato in
base alla direttiva CE/96/98, come modificata, resa esecutiva in
Italia con decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407;
oppure
c) in possesso di dichiarazione di equivalenza al tipo conforme
rilasciata dall’amministrazione competente ai sensi della direttiva
CE/96/98, come modificata, resa esecutiva in Italia con decreto del
Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407;
oppure
d) in possesso di autorizzazione al mantenimento a bordo
rilasciata dall’amministrazione ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 20 aprile 1994, n. 393.
2. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, il significato
dei termini utilizzati e’ quello delle definizioni contenute
nell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre
1991, n. 435 “Approvazione del regolamento per la sicurezza della
navigazione e della vita umana in mare”, salvo i seguenti termini
relativamente ai quali si intende:
a) per amministrazione: il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti – comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
b) per dispositivi: unitariamente, con un unico vocabolo, le
zattere di salvataggio di tipo gonfiabile, le cinture di sicurezza di
tipo gonfiabile, i dispositivi di evacuazione marini e gli sganci
idrostatici;
c) per dispositivo di evacuazione marino: una sistemazione per il
trasferimento rapido di persone dal ponte imbarcazioni di una nave ad
un mezzo di salvataggio galleggiante;
d) per IMO: International Marittime Organization;
e) per MSC: Maritime Safety Committee;
f) per sgancio idrostatico: il dispositivo di sganciamento per il
libero galleggiamento delle zattere di cui alla regola 4.1.6.3
dell’LSA Code (Codice internazionale dei dispositivi di salvataggio)
adottato con risoluzione MSC 48(66) del 4 giugno 1996;
g) per ispettore PSC: un ufficiale del Corpo delle capitanerie di
porto in possesso dell’autorizzazione di cui all’art. 3 del decreto
del Ministro dei trasporti e della navigazione 19 aprile 2000, n.
432;
h) per organismo notificato: un organismo accreditato
dall’amministrazione, ai sensi dell’art. 7 del decreto del Presidente
della Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407, “Regolamento recante norme
di attuazione delle direttive 96/98/CE e 98/85/CE relative
all’equipaggiamento marittimo”, per la verifica della conformita’ dei
dispositivi di cui al presente decreto;
i) per organismo affidato: un organismo cui il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ha affidato l’espletamento dei compiti
di cui all’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 3 agosto 1998, n.
314;
j) per manuale di manutenzione: un manuale nel quale, oltre ad
essere descritte nel dettaglio, anche con appositi piani, tutte le
parti della dotazione di sicurezza, vengono chiaramente indicate e
descritte, con relative scadenze, tutte le operazioni di controllo,
manutenzione e sostituzione nonche’ le prove da effettuarsi in
occasione delle revisioni dei diversi dispositivi di salvataggio
oggetto del presente decreto, necessarie per assicurare e attestare
la perfetta efficienza dei dispositivi stessi per tutto il periodo di
validita’ della revisione.

Art. 2.
Revisioni periodiche ed occasionali

1. Tutte le zattere di salvataggio di tipo gonfiabile, tutte le
cinture di sicurezza di tipo gonfiabile e tutti i dispositivi di
evacuazione marini sono sottoposte a visita di revisione periodica ad
intervalli non superiori a dodici mesi.
2. Tutti gli sganci idrostatici che non siano del tipo a perdere
sono sottoposti a revisione ad intervalli non superiori a dodici
mesi.
3. La periodicita’ delle revisioni di cui ai commi 1, e 2, per
comprovate ragioni, puo’ essere posticipata dall’amministrazione, a
richiesta degli interessati con domanda in carta legale debitamente
motivata, fino ad un massimo di cinque mesi.
4. Ferma restando la periodicita’ indicata ai commi 1, 2, e 3, la
revisione deve essere comunque effettuata quando i dispositivi sono
stati volontariamente o accidentalmente attivati ovvero quando
sussistono dubbi circa il loro stato di conservazione.

Art. 3.
Rapporto di revisione

1. In occasione di ogni revisione la stazione che vi provvede
dovra’ rilasciare un “rapporto di revisione” contenente, almeno, le
seguenti indicazioni:
a) per i dispositivi di evacuazione marini:
1. nome o sigla del fabbricante del dispositivo;
2. tipo di dispositivo;
3. numero di identificazione del dispositivo;
4. amministrazione/organismo che ha approvato il dispositivo o
rilasciato la dichiarazione di conformita’;
5. numero di persone per il quale il dispositivo e’ dichiarato
conforme;
6. data di revisione;
7. prove effettuate;
8. eventuali sostituzioni o riparazioni effettuate;
9. identificazione delle persone responsabili della revisione;
10. data di restituzione alla nave;
11. nome della nave;
b) per le zattere gonfiabili:
1. nome o sigla del fabbricante;
2. tipo di zattera;
3. numero di identificazione della zattera;
4. amministrazione/organismo che ha approvato la zattera o
rilasciato la dichiarazione di conformita’;
5. numero delle persone che possono trovare posto sulla
zattera;
6. tipo di equipaggiamento;
7. lunghezza della barbetta;
8. altezza massima di posizionamento a bordo rispetto al
galleggiamento della nave;
9. data di revisione;
10. eventuali dotazioni sostituite o aggiunte;
11. eventuali sostituzioni o riparazione effettuate sulla
zattera;
12. prove effettuate;
13. identificazione delle persone responsabili della revisione;
14. data di restituzione alla nave;
15. nome della nave;
c) per gli sganci idrostatici:
1. nome o sigla del fabbricante;
2. tipo di sgancio;
3. identificazione delle persone responsabili della revisione;
4. data di revisione dello sgancio;
5. data di restituzione alla nave;
6. nome della nave;
d) per le cinture di salvataggio gonfiabili:
1. nome o sigla del fabbricante;
2. tipo di cintura, indicando anche se si tratta di cintura per
adulti o bambini;
3. eventuale numero di lotto;
4. numero delle cinture revisionate;
5. amministrazione/organismo che ha approvato la cintura o
rilasciato la dichiarazione di conformita’;
6. prove eseguite;
7. identificazione delle persone responsabili della revisione;
8. eventuali riparazioni o sostituzioni effettuate;
9. data di revisione della cintura;
10. data di restituzione alla nave;
11. nome della nave.
2. Una copia del “rapporto di revisione” di cui al comma 1 deve
essere custodita dal comando della nave sulla quale la dotazione e’
sistemata per almeno cinque anni. Analogo obbligo di conservazione
compete alla stazione di revisione che ha effettuato le verifiche.
3. Il rapporto di revisione deve consentire con sicurezza
l’identificazione della stazione che ha effettuato la revisione.
4. Sul rapporto di revisione deve essere riportata la seguente
dicitura: “stazione di revisione approvata dall’amministrazione
italiana in conformita’ alla risoluzione IMO A. 761(18), adottata il
4 novembre 1993, come modificata dalla risoluzione MSC 55(66),
adottata il 30 maggio 1996”, riportando inoltre gli estremi del
presente decreto. Il testo in lingua inglese della risoluzione IMO A.
761(18), come modificata, e’ riportata in allegato 1 al presente
decreto, con traduzione non ufficiale in lingua italiana inserita in
allegato 2.
5. Il rapporto di revisione deve essere redatto anche in lingua
inglese.

Art. 4.
Modalita’ di revisione delle zattere di salvataggio gonfiabili

1. Le revisioni devono essere eseguite secondo le modalita’
indicate ai punti 4 e 5 della risoluzione dell’IMO A. 761(18), come
modificata, nonche’ secondo le istruzioni appositamente emanate dal
costruttore della zattera e contenute nel relativo manuale di
manutenzione.
2. Oltre a quanto previsto al comma 1, se la zattera non viene
revisionata mediante apertura a mezzo della propria bombola, si deve
procedere alla pesata della bombola stessa; se viene riscontrata una
diminuzione di peso superiore a 55 grammi o superiore all’eventuale
diverso valore previsto dal fabbricante e indicata nel manuale di
manutenzione, la predetta bombola deve essere ricaricata dopo essere
stata sottoposta, con esito positivo, a pressatura ed ispezione
visiva interna ed esterna.

Art. 5.
Modalita’ di revisione delle cinture di salvataggio gonfiabili

1. Le revisioni devono essere eseguite secondo le istruzioni
appositamente emanate dal costruttore della cintura e contenute nel
relativo manuale di manutenzione.
2. In ogni caso devono essere eseguite le seguenti operazioni:
a) pesature della bombola; se e’ riscontrata una diminuzione di
peso superiore a quella prevista dal fabbricante nel manuale di
manutenzione, detta bombola deve essere ricaricata dopo essere stata
sottoposta, con esito positivo, a pressatura ed ispezione visiva
esterna;
b) sostituzione delle pastiglie per il gonfiamento automatico in
immersione;
c) gonfiamento con aria di ciascuna cintura con relativo
successivo controllo di tenuta;
d) gonfiamento coti bombola di una percentuale pari ad almeno il
5% del numero di cinture sottoposte a revisione.
3. Su ogni singola cintura di salvataggio deve essere marcata in
modo indelebile la data di revisione, preceduta dalla dicitura “data
di revisione” in italiano ed in inglese.

Art. 6.
Modalita’ di revisione dei dispositivi di evacuazione marini

1. Le revisioni devono essere eseguite secondo le istruzioni
appositamente emanate dal costruttore del dispositivo di evacuazione
marino e contenute nel relativo manuale di manutenzione.
2. In ogni caso, tutte le parti gonfiabili devono essere sottoposte
alle prove previste per le zattere autogonfiabili dai punti 5.4 e 5.5
della risoluzione IMO A.761(18), come modificata.
3. Le bombole destinate al gonfiaggio che non vengono direttamente
utilizzate durante la revisione devono essere sottoposte a pesata; se
e’ riscontrata una dininuzione di peso superiore a quella prevista
dal fabbricante nel manuale di manutenzione, le predette bombole
devono essere ricaricate dopo essere state sottoposte, con esito
positivo, a pressatura ed ispezione visiva interna ed esterna.

Art. 7.
Modalita’ di revisione degli sganci idrostatici

1. Le revisioni devono essere eseguite secondo le istruzioni
appositamente emanate dal costruttore degli sganci e contenute nel
relativo manuale di manutenzione.
2. In ogni caso, oltre all’esame visivo dello sgancio, devono
essere eseguite le seguenti operazioni:
a) verifica dell’apertura del gancio con l’apposito dispositivo
di sgancio manuale;
b) verifica dell’apertura automatica del gancio sottoposto a
pressione idrostatica dovuta ad un battente d’acqua compreso tra
1,5div3,5m.

Art. 8.
Stazioni di revisione

1. Le revisioni di cui all’art. 2 devono essere effettuate presso
stazioni di revisione approvate dall’amministrazione secondo le
modalita’ indicate nell’art. 10.
2. Le stazioni di revisione, per essere approvate, devono possedere
i requisiti previsti nella risoluzione dell’IMO A.761(18), come
modificata, nonche’ quelli aggiuntivi indicati nel presente decreto,
in relazione al tipo di dispositivo per il quale viene richiesta
l’autorizzazione.
3. Le stazioni che richiedono l’approvazione devono essere
accreditate da ciascun costruttore dei dispositivi che esse intendono
revisionare.
4. Le stazioni di revisione devono dotarsi e mantenere aggiornate
procedure tese a:
a) identificare ogni modello/tipo di dispositivo che puo’ essere
revisionato in quella stazione con il relativo manuale di revisione
da utilizzare;
b) identificare la persona responsabile del servizio di revisione
o le persone responsabili delle varie fasi della revisione;
c) individuare le qualifiche, l’addestramento e l’aggiornamento
dei tecnici addetti alla revisione.
5. Le stazioni di revisione devono predisporre e mantenere
aggiornate procedure operative dirette ad assicurare che:
a) tutti i dispositivi in revisione siano sottoposti ai
controlli, manutenzioni, sostituzioni e prove prescritte dal
costruttore nel manuale di revisione nonche’ dalle norme vigenti in
materia;
b) le singole operazioni nel corso della revisione siano
effettuate da personale tecnico qualificato, addestrato ed
aggiornato;
c) il personale tecnico preposto alle revisioni sia informato
prontamente di qualsiasi modifica dei singoli manuali di revisione
nonche’ delle disposizioni vigenti in materia;
d) il personale tecnico abbia compreso tutte le modifiche di cui
al comma 5.c);
e) il personale tecnico sia istruito sui nuovi
macchinari/apparecchiature/strumenti di prova/misurazione installati
nella stazione;
f) il personale tecnico abbia compreso il funzionamento dei nuovi
macchinari/apparecchiature/strumenti installati nella stazione;
g) si provveda regolarmente alla taratura di tutti i
macchinari/apparecchiature/strumenti di prova/misurazione;
h) non siano revisionati dispositivi per i quali la stazione non
e’ stata autorizzata.

Art. 9.
Revisioni all’estero

1. All’estero, in Stati che hanno sottoscritto la convenzione Solas
74, come modificata, le revisioni di cui all’art. 2 sono effettuate
presso stazioni autorizzate da quello Stato, ovvero da organizzazioni
a cio’ appositamente riconosciute da quello Stato, in conformita’
alla risoluzione dell’IMO A.761(18), come modificata. Tale
riconoscimento deve essere riportato sul rapporto di revisione.
2. Nei casi in cui non e’ possibile procedere secondo le modalita’
indicate nel comma 1, le revisioni di cui all’art. 2 sono effettuate
presso stazioni autorizzate dalla ditta costruttrice ed alla presenza
di un ispettore dell’organismo affidato della nave ovvero presso
stazioni riconosciute conformi alla risoluzione dell’IMO A.761(18),
come modificata, da detto organismo.

Art. 10.
Approvazione delle stazioni di revisione

1. La domanda per ottenere l’approvazione delle stazioni di
revisione e’ inviata, tramite la direzione marittima competente per
territorio, al Ministero dei trasporti e della navigazione – comando
generale del Corpo delle capitanerie di porto VI Reparto “Sicurezza
della Navigazione” di Genova, corredata dalla documentazione tecnica
ed amministrativa necessaria elencata nell’allegato 3 al presente
decreto.
2. La direzione marittima, entro trenta giorni dalla ricezione
della domanda, convoca la commissione di cui al terzo comma.
3. Presso ogni direzione marittima e’ istituita una commissione
presieduta dal capo servizio coordinamento PSC o da un ispettore PSC,
da lui delegato, di grado non inferiore a tenente di vascello, e da
un funzionario designato da un organismo notificato nonche’ da un
sottufficiale nocchiere di porto con funzioni di segretario.
4. Ogni organismo notificato deve comunicare ad ogni direzione
marittima il nominativo del funzionario designato alla partecipazione
ai lavori della commissione e di un suo sostituto.
5. Gli organismi notificati, attraverso i loro funzionari
designati, partecipano a rotazione ai lavori della commissione, salvo
il caso in cui una ispezione sia la prosecuzione di una ispezione
precedente alla medesima stazione di revisione nel qual caso
partecipa un funzionario dello stesso organismo.
6. La commissione, valuta la documentazione presentata e verifica
la conformita’ dei locali, delle attrezzature e delle abilitazioni
del personale della stazione, in conformita’ alle norme contenute
nella risoluzione dell’IMO A. 761(18) e nel presente decreto, tenuto
conto anche di quanto indicato nei manuali di revisione dei diversi
dispositivi per i quali e’ richiesta l’approvazione.
7. Delle valutazioni ed ispezioni effettuate dalla commissione e’
redatto apposito verbale sul quale devono risultare le verifiche
effettuate, le eventuali irregolarita’ riscontrate nonche’ il
giudizio finale motivato della commissione per la concessione o meno
dell’approvazione da parte dell’amministrazione.
8. L’amministrazione, ricevuta la domanda dalla direzione
marittima, corredata del solo verbale della commissione di cui al
settimo comma, provvede a rilasciare, entro centoventi giorni
decorrenti dalla data di ricezione della domanda, il decreto di
approvazione della stazione da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.
9. Le spese connesse all’intervento della commissione sono a carico
del richiedente.

Art. 11.
Ispezioni periodiche ed occasionali delle stazioni di revisione

1. Le stazioni di revisione approvate sono soggette ad una
ispezione periodica con periodicita’ massima biennale, secondo le
stesse modalita’ indicate all’art. 10. Gli interessati devono
richiedere l’effettuazione della visita periodica alla competente
direzione marittima almeno centoventi giorni prima della scadenza.
2. In caso di trasferimento in altro sito, di modifiche
significative ai locali esistenti o alle strutture o
all’organizzazione, le stazioni di revisione sono sottoposte ad
ispezione occasionale obbligatoria, con le medesime modalita’ di cui
all’art. 10.
3. L’amministrazione ha comunque facolta’, in ogni tempo ed a
propria discrezione, di sottoporre le stazioni di revisione ad una
ispezione occasionale, avvalendosi, se del caso, dell’assistenza di
un organismo notificato.
Le eventuali spese, se la stazione e’ riscontrata non conforme,
sono a carico della stessa.
4. Il mancato adempimento circa le ispezioni di cui ai commi 1, 2,
e 3, ovvero il loro esito negativo, comporta l’emanazione di un
apposito decreto di sospensione o di revoca da parte
dell’amministrazione che sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.

Art. 12.
Obblighi dei costruttori

1. I costruttori dei dispositivi devono:
a) assicurare che i dispositivi di loro produzione possano essere
adeguatamente revisionati secondo le prescrizioni della risoluzione
IMO A. 761(18) e del presente decreto;
b) accreditare un numero adeguato di stazioni di revisione presso
i porti in funzione delle esigenze dei traffici;
c) assicurare che ciascuna stazione di revisione dagli stessi
accreditata abbia personale qualificato che sia stato sempre dagli
stessi costruttori adeguatamente addestrato e certificato per
eseguire i lavori di revisione e riparazione dei dispositivi nonche’
sia stato messo a conoscenza di qualsiasi cambiamento apportato nei
dispositivi, nelle procedure di revisione o di riparazione e nelle
tecniche;
d) tenere costantemente informate l’amministrazione in merito
alla lista delle stazioni di revisione accreditate ed ogni relativo
cambiamento della stessa lista;
e) rendere disponibili per tutte le stazioni accreditate:
1. le varianti al manuale di manutenzione e riparazione, alle
norme di manutenzione e alle istruzioni di manutenzione e
riparazione;
2. i materiali e le parti di rispetto;
3. le norme e le istruzioni emanate dall’amministrazione.

Art. 13.
Esenzioni e norme transitorie

1. Nonostante quanto previsto dall’art. 8, terzo comma, i
dispositivi per i quali non esistono in Italia stazioni di revisione
accreditate dal costruttore possono essere eccezionalmente
revisionate da stazioni autorizzate dall’amministrazione,
subordinatamente all’osservanza delle seguenti prescrizioni:
a) l’effettuazione della revisione deve essere consentita per
iscritto dal costruttore che, se necessario, deve impartire alla
stazione di revisione appropriate istruzioni;
b) la stazione di revisione deve essere, di volta in volta,
preventivamente autorizzata dalla direzione marittima competente per
territorio; non possono essere rilasciate piu’ di due autorizzazioni
all’anno per una stessa marca di dispositivi;
c) i dispositivi non possono subire due revisioni consecutive da
parte di stazioni non accreditate dal costruttore;
d) alla revisione deve presenziare un ispettore dell’organismo
affidato della nave;
e) eventuali riparazioni o sostituzioni devono essere concordate
dalla stazione di revisione con il costruttore.
2. Le stazioni di revisione gia’ in possesso dell’accreditamento da
parte di costruttori di qualsiasi dispositivo, alla data di
pubblicazione del presente decreto, possono continuare la propria
attivita’ per i sei mesi successivi all’entrata in vigore del
presente decreto. In tale periodo transitorio le operazioni di
revisione dei dispositivi dovranno essere controllate dall’organismo
affidato della nave.
Roma, 16 luglio 2002

Il comandante generale: Sicurezza

Allegato 1
(articolo 3, comma 4)

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