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Delega al Governo per la razionalizzazione del Servizio sanitario ...

Delega al Governo per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale e per l'adozione di un testo unico in materia di organizzazione e funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

L 30/11/1998 n. 00000418

SANITA’, SANITARI, ECC. (GENERALITA’)
Legge 30 novembre 1998, n. 419 (in Gazz. Uff., 7 dicembre 1998, n.
286). — Delega al Governo per la razionalizzazione del Servizio
sanitario nazionale e per l’adozione di un testo unico in materia di
organizzazione e funzionamento del Servizio sanitario nazionale.
Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

Art. 1.

Delega al Governo.

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti
legislativi recanti disposizioni modificative e integrative del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, sulla base dei princìpi e dei criteri direttivi
previsti dall’articolo 2.
2. L’esercizio della delega di cui al comma 1 deve avvenire nel
rispetto delle competenze trasferite alle regioni con il decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, in attuazione del capo I della
legge 15 marzo 1997, n. 59.
3. Sugli schemi di decreto legislativo di cui al comma 1, ciascuno
dei quali deve essere corredato di relazione tecnica sugli effetti
finanziari delle disposizioni in esso contenute, il Governo
acquisisce il parere delle Commissioni parlamentari competenti per
materia e per le conseguenze di carattere finanziario, nonché della
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281. I pareri sono espressi, rispettivamente, entro
quaranta giorni ed entro trenta giorni dalla ricezione degli schemi
stessi. Il parere della Conferenza unificata è immediatamente
trasmesso alle Commissioni parlamentari predette. Sugli schemi di
decreto legislativo di cui al comma 1, per le parti aventi riflessi
sull’organizzazione del lavoro e sul rapporto di impiego nonché
sull’età pensionabile, sono sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative.
4. L’esercizio della delega di cui alla presente legge non comporta
complessivamente oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato e degli
enti di cui agli articoli 25 e 27 della legge 5 agosto 1978, n. 468,
e successive modificazioni.

Art. 2.

Princìpi e criteri direttivi di delega.

1. Nell’emanazione dei decreti legislativi di cui all’articolo 1,
il Governo si atterrà ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) perseguire la piena realizzazione del diritto alla salute e
dei princìpi e degli obiettivi previsti dagli articoli 1 e 2 della
legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive modificazioni;
b) completare il processo di regionalizzazione e verificare e
completare il processo di aziendalizzazione delle strutture del
Servizio sanitario nazionale;
c) regolare la collaborazione tra i soggetti pubblici
interessati, tenendo conto delle strutture equiparate ai sensi
dell’articolo 4, comma 12, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, e successive modificazioni, i cui regolamenti siano stati
approvati dal Ministero della sanità; regolare e distribuire i
compiti tra i soggetti pubblici interessati ed i soggetti privati, in
particolare quelli del privato sociale non aventi scopo di lucro, al
fine del raggiungimento degli obiettivi di salute determinati dalla
programmazione sanitaria;
d) garantire la libertà di scelta e assicurare che il suo
esercizio da parte dell’assistito, nei confronti delle strutture e
dei professionisti accreditati e con i quali il Servizio sanitario
nazionale intrattenga appositi rapporti, si svolga nell’ambito della
programmazione sanitaria;
e) realizzare la partecipazione dei cittadini e degli operatori
sanitari alla programmazione ed alla valutazione dei servizi
sanitari; dare piena attuazione alla carta dei servizi anche mediante
verifiche sulle prestazioni sanitarie nonché la più ampia
divulgazione dei dati qualitativi ed economici inerenti alle
prestazioni erogate;
f) razionalizzare le strutture e le attività connesse alla
prestazione di servizi sanitari, al fine di eliminare sprechi e
disfunzioni;
g) perseguire l’efficacia e l’efficienza dei servizi sanitari a
garanzia del cittadino e del principio di equità distributiva;
h) definire linee guida al fine di individuare le modalità di
controllo e verifica, da attuare secondo il principio di
sussidiarietà istituzionale e sulla base anche di appositi
indicatori, dell’appropriatezza delle prescrizioni e delle
prestazioni di prevenzione, di diagnosi, di cura e di riabilitazione,
in modo da razionalizzare la utilizzazione delle risorse nel
perseguimento degli scopi di cui alla lettera a);
i) attribuire, nell’ambito delle competenze previste dal riordino
del Ministero della sanità, operato ai sensi della legge 15 marzo
1997, n. 59, i compiti e le funzioni tecnico-scientifici e di
coordinamento tecnico all’Istituto superiore di sanità, all’agenzia
per i servizi sanitari regionali e all’Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza del lavoro;
l) potenziare il ruolo dei comuni nei procedimenti di
programmazione sanitaria e socio-sanitaria a livello regionale e
locale, anche con la costituzione di un apposito organismo a livello
regionale, nonché nei procedimenti di valutazione dei risultati delle
aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere; prevedere
la facoltà dei comuni di assicurare, in coerenza con la
programmazione sanitaria regionale e assegnando risorse proprie,
livelli di assistenza aggiuntivi rispetto a quelli garantiti dalla
stessa programmazione, pur restando esclusi i comuni stessi da
funzioni e responsabilità di gestione diretta del Servizio sanitario
nazionale;
m) prevedere la facoltà per le regioni di creare organismi di
coordinamento delle strutture sanitarie operanti nelle aree
metropolitane di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 8 giugno
1990, n. 142;
n) prevedere tempi, modalità e aree di attività per pervenire ad
una effettiva integrazione a livello distrettuale dei servizi
sanitari con quelli sociali, disciplinando altresì la partecipazione
dei comuni alle spese connesse alle prestazioni sociali; stabilire
princìpi e criteri per l’adozione, su proposta dei Ministri della
sanità e per la solidarietà sociale, di un atto di indirizzo e
coordinamento, ai sensi dell’articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n.
59, in sostituzione del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 8 agosto 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191
del 14 agosto 1985, che assicuri livelli uniformi delle prestazioni
socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria, anche in attuazione
del Piano sanitario nazionale;
o) tenere conto, nella disciplina della dirigenza del ruolo
sanitario di strutture del Servizio sanitario nazionale operanti
nell’area delle prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione
sanitaria, del carattere interdisciplinare delle strutture stesse e
prevedere idonei requisiti per l’accesso, in coerenza con le restanti
professionalità del comparto. Le figure professionali di livello non
dirigenziale operanti nell’area delle prestazioni socio-sanitarie ad
elevata integrazione sanitaria sono individuate con regolamento del
Ministro della sanità, di concerto con i Ministri dell’università e
della ricerca scientifica e tecnologica e per la solidarietà sociale;
i relativi ordinamenti didattici sono definiti dagli atenei, ai sensi
dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, sulla
base di criteri generali determinati con decreto del Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, emanato di
concerto con gli altri Ministri interessati, tenendo conto
dell’esigenza di una formazione interdisciplinare, attuata con la
collaborazione di più facoltà universitarie, adeguata alle competenze
delineate nei profili professionali;
p) prevedere, in attuazione dei decreti legislativi 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni, e 31 marzo 1998, n. 80,
l’estensione del regime di diritto privato del rapporto di lavoro
alla dirigenza sanitaria, determinando altresì criteri generali sulla
cui base disciplinare, in sede di contrattazione collettiva
nazionale, l’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento
al modello dipartimentale;
q) prevedere le modalità per pervenire per aree, funzioni ed
obiettivi, a regime, all’esclusività del rapporto di lavoro, quale
scelta individuale per il solo personale della dirigenza sanitaria in
ruolo al 31 dicembre 1998, da incentivare anche con il trattamento
economico aggiuntivo di cui all’articolo 1, comma 12, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, secondo modalità applicative definite in sede
di contrattazione collettiva nazionale di lavoro;
r) prevedere la facoltà per le aziende unità sanitarie locali e
per le aziende ospedaliere di stipulare contratti a tempo determinato
per l’attribuzione di incarichi di natura dirigenziale relativi a
profili diversi da quello medico a soggetti che non godano del
trattamento di quiescenza e che siano in possesso del diploma di
laurea e di specifici requisiti;
s) prevedere la facoltà per le aziende unità sanitarie locali e
per le aziende ospedaliere, esclusivamente per progetti finalizzati e
non sostitutivi dell’attività ordinaria, di stipulare contratti a
tempo determinato di formazione e lavoro con soggetti in possesso del
diplom…

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