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Un processo più efficiente per produrre biodisel

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Il settore dei biocarburanti continua a far registrare tassi di crescita a due cifre ed è sempre più al centro dell’attenzione del mondo della chimica. Questo perché la loro origine “naturale”li rende più facilmente riassorbibili dalla natura e consente di diminuire l’importazione di petrolio dall’estero.  
La produzione di biocarburanti, tuttavia, è alquanto lenta e ancora insufficiente rispetto alla domanda.

I ricercatori dell’Università del Missouri hanno sperimentato un nuovo modo per migliorare questo processo. Il team guidato da Bulent Koc sta lavorando ad un modo unico per accelerare la produzione che avverrebbe così in pochi minuti (fino ad oggi è necessaria circa un’ora), permettendo una fornitura capace di fronteggiare la domanda. La notizia, riportata dal sito Discovery News, potrebbe quindi aprire nuovi scenari nella produzione su scala mondiale dei biodiesel.

Chimicamente il biodiesel è un combustibile composto da una miscela di esteri alchilici di acidi grassi a lunga catena. Un processo di transesterificazione dei lipidi viene usato per convertire l’olio base nell’estere desiderato e per rimuovere gli acidi grassi liberi. Dopo tale procedimento, contrariamente al semplice olio vegetale, il biodiesel possiede proprietà di combustione e viscosità simili al diesel ricavato dal petrolio e può sostituirlo nella maggior parte dei suoi impieghi.

Il processo produttivo più diffuso impiega metanolo per produrre esteri metilici; tuttavia può essere usato anche l’etanolo, ottenendo così un biodiesel composto da esteri etilici. Come sottoprodotto, dal processo di transesterificazione si ottiene il glicerolo.

Il professor Koc ha usato gli ultrasuoni per rendere più efficiente il processo. In particolare utilizzato un generatore di ultrasuoni capace di far passare le onde nella miscela di olio e metanolo. Le onde riscaldando il composto generano facendo in modo che i due liquidi si miscelino più rapidamente. Una volta rotti i legami molecolari, gli acidi grassi si liberano, producendo un sottoprodotto della glicerina, mentre le molecole restanti danno origine al biocarburante. In questo modo i costi di produzione del biodiesel ne rendono competitivo il prezzo rispetto al gasolio.

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