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Un meccanismo nuovo che produce ossido di diazoto

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Nell’Antartide, c’è uno dei luoghi più inospitali della Terra, è il sito di Don Juan Pond. Si tratta di uno specchio d’acqua poco profondo tra alte montagne con una caratteristica unica: l’acqua ha una salinità 18 volte più elevata degli oceani e non ghiaccia praticamente mai, anche a temperature estremamente basse.

Ed è qui che un gruppo di chimici dell’Università della Georgia ha scoperto un meccanismo chimico finora mai descritto per la produzione di ossido di diazoto, un importante gas serra. Il risultato dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, potrebbe consentire di comprendere il significato formazioni simili su Marte.

“I suoli, l’acqua salmastra e le rocce che circondano il lago sono del tutto simili a quelli che si trovano sul Pianeta Rosso”, ha spiegato Samantha Joye, ricercatrice del dipartimento di scienze marine del Franklin College of Arts and Sciences e primo autore dello studio. “Per questo il sito rappresenta l’ambiente ideale per studiare l’attività microbiologica negli ambienti estremi. Sebbene non siano presenti biogas come solfuro d’idrogeno e metano, abbiamo sorprendentemente misurato alte concentrazioni di ossido di diazoto, che normalmente rappresenta un indicatore di attività  microbica. Perciò occorreva cercare di capire se l’origine del fenomeno può essere in un processo non organico”.

Le reazioni tra acqua salmastra e le rocce generano diversi prodotti, tra cui l’ossido di diazoto e l’idrogeno. Un’altra reazione, tra i nitrati derivati dall’acqua salmastra e le rocce basaltiche, consente la separazione degli stessi nitrati e il loro ritorno all’atmosfera di Marte in forma di ossido di diazoto.

La scoperta apre numerose questioni che meriterebbero di essere approfondite, prima fra tutte la possibilità  che il processo scoperto in un ambiente estremo come quello antartico possa essere presente anche nei suoli temperati.

Riferimenti: http://www.nature.com/ngeo/journal/v3/n5/full/ngeo847.html

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