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Un backup del cervello in un computer

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Si chiama Blue Brain, il progetto di ricerca presentato a Roma al Brainforum che ha destato vivo interesse da parte di tutto il mondo accademico e dei ricercatori. Si tratta di riprodurre su un grande computer il cervello umano, simulandone il funzionamento. Il primo prototipo sarà pronto nel 2030.

 “Potendo simulare l’attività del cervello si potrebbe simulare anche quello che accade quando si ammala”, ha detto il responsabile del progetto, Idan Segev, dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Il primo passo, ha spiegato, è stato organizzare la corteccia cerebrale in colonne: piccoli frammenti che comprendono 10.000 cellule collegate fra loro da miliardi di connessioni chiamate sinapsi.

“Si nasconde in queste connessioni il segreto della creatività e della capacità di adattarsi”, ha detto. “Adesso stiamo cercando di riprodurre sul computer queste colonne corticali”, un’operazione per la quale i ricercatori utilizzano il supercomputer Blue Gene delal Ibm, lo stesso con cui è stata ottenuta la mappa del Dna umano.

“La colonna corticale – ha aggiunto Segev – può essere considerata una sorta di codice universale del cervello”. Si comincia con il replicare singoli frammenti di corteccia fino a simulare il comportamento di 100.000 cellule collegate tra loro da 10 miliardi di sinapsi e 4 chilometri di fibre. “In tre anni contiamo di ottenere il primo modello completo del cervello di topo”, dopodiché si passerà a cervelli sempre più complessi, come quello del gatto, della scimmia e, nel 2030, dell’uomo.

“Gli argomenti trattati in questo incontro rappresentano una rivoluzione nella nostra conoscenza del cervello” ha commentato Rita Levi Montalcini.

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