Sostanze chimiche pericolose: pubblicate le sanzioni per violazioni su esportazione ed importazione | Chimici.info

Sostanze chimiche pericolose: pubblicate le sanzioni per violazioni su esportazione ed importazione

Pubblicato in Gazzetta il D.Lgs.28/2017 recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni sull'esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose

sanzioni esportazioni e importazioni
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Il prossimo 2 aprile entra in vigore il d.lgs. del 10 febbraio 2017, n. 28, che prevede la disciplina sanzionatoria in caso di violazione delle norme sull’esportazione e importazione di sostanze chimiche pericolose, previsto dal Regolamento UE 649 del 2012.

Alla base del provvedimento, così come si legge nell’art. 1, la necessità di fornire disposizioni per l’attuazione del regolamento (CE) n. 649/2012 per quanto concerne in particolare, la disciplina sanzionatoria inerente le violazioni delle disposizioni e l’individuazione delle misure necessarie affinché esse siano attuate in applicazione dell’articolo 28 del medesimo regolamento.

Le Autorità nazionali designate sono il Ministero della salute, il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e il Ministero dello sviluppo economico.

Il Ministero della salute – Direzione generale della prevenzione sanitaria, provvede a coordinare le Autorità nazionali sopra citate, e costituisce il punto di contatto per gli esportatori, per la Commissione, per l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) e con le Autorità indicate dei Paesi membri UE.
Ma vediamo le sanzioni previste:

art. 3 Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza chimica presente nella parte 1 dell’allegato I del regolamento 649/2012 o una miscela contenente tale sostanza in concentrazioni tali da far scattare l’obbligo di etichettatura ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008, che non ottempera all’obbligo di notifica, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 5.000 euro a 30.000 euro.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di un articolo contenente una sostanza elencata nella parte 2 o 3 dell’allegato I del regolamento in forma non reattiva o una miscela contenente tale sostanza in una concentrazione tale da far scattare l’obbligo di etichettatura ai sensi dell’articolo 17, del regolamento (CE) n. 1272/2008 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 10.000 euro a 60.000 euro.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza chimica presente nella parte 1, dell’allegato I, del regolamento o di una miscela contenente tale sostanza in concentrazioni tali da far scattare l’obbligo di etichettatura ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008, che non ottempera all’obbligo di revisione della notifica di cui all’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 18.000 euro. La medesima sanzione si applica, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento, a colui che, relativamente all’operazione di esportazione di un articolo, non ottempera all’obbligo di revisione della notifica di cui all’articolo 8, paragrafo 4.

Art. 4 Salvo che il fatto costituisca reato, l’esportatore o l’importatore che entro il 31 marzo di ogni anno, non comunica ovvero comunica in modo inesatto o incompleto all’Autorità designata nazionale coordinatrice il quantitativo esportato o importato nell’anno precedente, della sostanza, di una miscela o di un articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.000 euro a 12.000 euro.
Art. 5 Salvo che il fatto costituisca reato, l’esportatore che non si conforma alle decisioni contenute nelle risposte del Paese importatore, entro il termine stabilito, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 5.000 euro a 30.000 euro.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza elencata nelle parti 2 o 3 dell’allegato I del regolamento o una miscela contenente tale sostanza in concentrazione tale da poter far scattare l’obbligo di etichettatura, senza aver ottenuto consenso esplicito dalla parte importatrice o da altro paese importatore, ovvero dopo la validità dello stesso nei termini previsti dall’articolo 14, paragrafo 8, del regolamento ovvero in mancanza di una decisione di procedere in assenza del consenso ovvero in assenza dell’applicabilità delle condizioni di cui all’articolo 14, paragrafo 6, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 15.000 euro a 90.000 euro.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza nei sei mesi che precedono la scadenza indicata espressamente o deducibile dalla data di fabbricazione, a meno che le proprietà intrinseche della sostanza, di cui all’articolo 14, paragrafo 10, primo periodo, del regolamento lo consentano, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 5.000 euro a 30.000 euro.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di un pesticida e non predispone l’etichetta secondo quanto previsto dall’articolo 14, paragrafo 11, del regolamento, ovvero non conformemente a quanto stabilito dallo stesso articolo 14, paragrafo 11, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 10.000 euro a 60.000 euro.

Art. 6 Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza chimica o di un articolo elencati nell’allegato V, del regolamento in violazione al divieto di cui all’articolo 15, paragrafo 2, del citato regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento  di una somma da 20.000 euro a 120.000 euro.
Art. 7 Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di una sostanza elencata nella parte 3 dell’allegato I del regolamento in favore di una parte della convenzione di Rotterdam, di cui all’allegato VI del medesimo regolamento, che non comunica all’Autorità designata nazionale coordinatrice di cui all’articolo 2, comma 3, le informazioni di cui all’allegato VI, richieste da un’altra parte della convenzione citata entro i  termini stabiliti dall’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 18.000 euro.
Art. 8 Salvo che il fatto costituisca reato, l’esportatore di sostanze chimiche che non adempie agli obblighi di etichettatura ed imballaggio di cui all’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 10.000 euro a 60.000 euro. Alla stessa sanzione soggiace chiunque effettua un’operazione di esportazione di sostanze chimiche, non ottempera ovvero ottempera in modo inesatto o incompleto all’obbligo di cui all’articolo 17, paragrafo 3, del regolamento, di fornire una scheda informativa sulla sicurezza conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 31 del regolamento (CE) n. 1907/2006.

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque effettua un’operazione di esportazione di sostanze chimiche e non ottempera all’obbligo di apporre sull’etichetta la data di scadenza e la data di fabbricazione delle sostanze chimiche, contemplate dall’articolo 17, paragrafo 2, o elencate nell’allegato 1 del regolamento, e se necessario la data di scadenza indicata in riferimento alla distinte zone climatiche di cui all’articolo 17, paragrafo 2, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 18.000 euro.

Per quanto riguarda la vigilanza e l’ accertamento e l’ irrogazione delle sanzioni, questa è attività riservata alle Autorità nazionali, e, nell’ambito delle rispettive competenze, dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, dal Corpo della Guardia di finanza e dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, le quali individuano le modalità operative idonee ad attuare il regolamento anche in coerenza con i principi dello sportello unico doganale.

E’ inoltre disposto, a carico del trasgressore, il sequestro amministrativo della sostanza chimica o della miscela ovvero di un articolo, non conforme, secondo le prescrizioni del decreto, alle previsioni del regolamento.
Le sostanze chimiche, le miscele o gli articoli sottoposti a sequestro non conformi al regolamento ed elencati negli allegati I e V dello stesso, sono distrutti a cura e spese del trasgressore.
I soggetti che svolgono l’attività di vigilanza sono tenuti agli obblighi di riservatezza relativamente, alle informazioni acquisite, in conformità alla legislazione vigente.

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