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Agenti chimici dannosi per l’uomo: una proposta di classificazione

Gli agenti chimici dannosi per la salute dell’uomo possono essere classificati secondo specifiche caratteristiche di pericolosità in diverse maniere. Ne proponiamo una, arbitraria ma efficace

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Si possono genericamente definire tossiche le sostanze e i preparati che, in caso di inalazione, ingestione e assorbimento cutaneo o oculare, anche in piccole quantità, sono in grado di provocare lesioni acute o croniche o addirittura risultare letali per l’uomo.

Le sostanze tossiche per l’uomo sono migliaia. Per la valutazione delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, in tossicologia ci si riferisce molto spesso ai valori limite di soglia TLV-TWA della ACGIH® definiti come il massimo valore medio della concentrazione in aria standard al quale si ritiene che la quasi totalità dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente per tutta la vita lavorativa senza subire effetti negativi sulla salute.

Per praticità, in letteratura tecnica, molto spesso si considerano le sostanze asfissianti alla stessa stregua di quelle tossiche, sebbene da un punto di vista prettamente tossico-cinetico, i gas asfissianti non producano alcuna azione diretta sull’organismo; in via semplificativa, ai nostri fini possiamo inoltre ricomprendere nella categoria anche le sostanze cancerogene che a rigore, per numerosi motivi, dovrebbero essere considerate separatamente.

In relazione a quest’ultima categoria di sostanze si ricorda che la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha analizzato un migliaio di sostanze classificandole in base ai risultati ottenuti da studi epidemiologici e ricerche su animali cavia.

Qualsiasi sia la sostanza tossica presa in esame, è comunque sempre necessario studiare a fondo i meccanismi fisiopatologici per conoscere quanto questa sia pericolosa per l’organismo umano.

Leggi anche: Sostanze pericolose: dalla definizione alla classificazione

Gli agenti chimici dannosi per la salute dell’uomo possono venire classificati secondo specifiche caratteristiche di pericolosità in diverse maniere; se ne propone una del tutto arbitraria, ma diffusa:

  • tossici: sostanze genericamente dannose per inalazione, ingestione, contatto;
  • asfissianti: sostanze genericamente non in grado di consentire la respirazione cellulare dell’individuo;
  • irritanti: sostanze che possono dare luogo a reazioni a carico di varie parti dell’organismo;
  • sensibilizzanti: sostanze che possono predisporre l’organismo a reazioni avverse nel caso di una successiva riesposizione;
  • ustionanti (o corrosive): sostanze (generalmente acide o caustiche) in grado di provocare ustioni di natura chimica (generalmente cutanee) per contatto;
  • cancerogeni: sostanze che possono provocare il cancro sul soggetto esposto o costituire fattore contribuente a un aumento della probabilità di contrazione della patologia;
  • mutageni: sostanze che possono produrre effetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza sull’asse ereditario (scarica il free e-book);
  • teratogeni: sostanze che possono produrre effetti genetici sulla prole di carattere non ereditario o generare danni a carico dell’apparato riproduttivo.

Naturalmente questa è una classificazione parziale, in altre parole limitata ai possibili effetti sulla salute a breve e lungo termine nell’uomo. Si potrebbero aggiungere anche le categorie degli infiammabili, altamente infiammabili ed esplosivi, in ragione di ulteriori caratteristiche di pericolosità con potenziale impatto diretto o indiretto sulla sfera della salute.

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