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Sisma centro Italia, serve riaprire le strade strategiche

Prioritario l'intervento sulle infrastrutture viarie nelle aree colpite dal terremoto del 2016: ecco una classificazione delle opere in attesa delle NTC18

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Tempo di controlli e di sopralluoghi per il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, che ha visitato i cantieri stradali in Centro Italia, affermando che la riapertura delle strade strategiche è fondamentale per le aree colpite dal sisma del 2016.

La riapertura della galleria di San Benedetto, l’apertura della rotonda di Micigliano e la riapertura definitiva della Valnerina a flusso libero rappresentano tre notizie molto importanti: le cose stanno procedendo per il verso giusto. Questo è un Paese fragile, che non ha investito in passato sulle trasversali est-ovest ma solo in trasversali nord-sud. Un gap che va colmato, perché un tessuto di infrastrutture strategiche aiuta anche nelle emergenze.

Alla luce di queste dichiarazioni è importante sottolineare cosa si intenda per opere di natura strategica,  rilevante ed ordinaria.

Vocaboli richiamati all’interno delle attuali Norme Tecniche (NTC08), ma riproposto anche nelle future NTC18. In particolare il paragrafo di riferimento è §2.4.2 ‘Classi d’uso’ dove le diverse costruzioni sono distinte in funzione sia della destinazione d’uso sia dell’affollamento che devono contenere al loro interno, nonché la funzione sociale che rivestono.

Classe I Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli.
Classe II Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l’ambiente.
Classe III Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso.
Classe IV Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità. Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie di tipo A o B, di cui al D.M. 5 novembre 2001, n. 6792, ‘Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade’, e di tipo C quando appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico.
Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica.

A supporto di queste definizioni, utili alla valutazione dell’azione sismica, per le Classi III e IV nella Circolare n. 617/2009 è specificato il rimando al D.P.C.M. 3685 del 21 ottobre 2003, in particolare:

  • Allegato 1 – Elenco A – Edifici strategici;
  • Allegato 1 – Elenco B – Edifici rilevanti;
  • Allegato 1 – Opere infrastrutturali che corrispondono a grandi dighe o ad opere relative al sistema di grande viabilità stradale e ferroviaria, il cui collasso può determinare gravi conseguenze in termini di vite umane, ovvero interruzioni prolungate di traffico.

 

 

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