Contrassegnare contenitori e impianti contenenti agenti cancerogeni: ecco le 7 cose che non devono mai mancare | Chimici.info

Contrassegnare contenitori e impianti contenenti agenti cancerogeni: ecco le 7 cose che non devono mai mancare

Potrebbero sembrare informazioni superflue, ma la conoscenza e il rispetto di queste indicazioni di fatto garantiscono la salute e sicurezza dei lavoratori

contenitori agenti cancerogeni
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Il D.Lgs. n. 81 del 2008 afferma che il datore di lavoro debba provvedere affinché gli impianti, i contenitori, gli imballaggi, contenenti agenti cancerogeni o mutageni siano etichettati in maniera chiaramente leggibile e comprensibile e l’osservanza di tale adempimento è necessaria per garantire la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori in virtù del fatto che gli agenti per i quali sono previsti questi obblighi sono di particolare pericolosità.

Si definiscono cancerogeni chimici tutti quei i composti che possono determinare neoplasie nei soggetti esposti, anche a distanza di anni dal momento della cessazione dell’esposizione stessa. Nel Regolamento CLP , al punto 3.6.1 dell’allegato I si legge che è cancerogena una sostanza o una miscela di sostanze che causa il cancro o ne aumenta l’incidenza. Le sostanze che hanno causato l’insorgenza di tumori benigni o maligni nel corso di studi sperimentali correttamente eseguiti su animali sono anche considerate cancerogene presunte o sospette per l’uomo, a meno che non sia chiaramente dimostrato che il meccanismo della formazione del tumore non è rilevante per l’uomo.

Il D.Lgs. n. 65/2003 specifica, inoltre, che i preparati che contengono almeno una sostanza pericolosa, posso essere immessi sul mercato solo se l’etichettatura dell’imballaggio risponde a tutte le disposizioni particolari previste dallo stesso.

Ma quali sono i soggetti obbligati a rispettare e far rispettare tale obbligo?

Primi fra tutti, il datore di lavoro, a seguire il dirigente e poi il preposto, qualora l’obbligo in oggetto rientri tra le loro competenze e attribuzioni.

Il mancato rispetto dell’obbligo scatena delle sanzioni diverse a seconda del ruolo:
Per il datore di lavoro e per il dirigente è previsto l’ arresto fino a sei mesi o ammenda che parte da 2.192,00 e arriva a 4.384,00 euro, mentre per il preposto è previsto l’arresto fino a un mese o ammenda da 274,00 a 1.096,00 euro.

Tra le disposizioni da rispettare viene affermato che ogni imballaggio deve recare le seguenti indicazioni scritte in modo leggibile ed indelebile, in lingua italiana:

1) denominazione o nome commerciale del preparato;

2) nome e indirizzo completi, compreso il numero di telefono, del responsabile dell’immissione sul mercato stabilito nell’Unione europea;

3) il nome chimico delle sostanze presenti nel preparato che hanno dato luogo alla classificazione ed alla scelta delle corrispondenti frasi di rischio;

4) simboli ed indicazioni di pericolo;

5) frasi di rischio (frasi R);

6) consigli di prudenza (frasi S);

7) quantitativo nominale espresso in massa o in volume del contenuto, nel caso di preparati offerti o venduti al pubblico.

 

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