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Sei sostanze chimiche messe al bando in Europa

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Sono dannose per la salute e per l’ambiente le sei sostanze chimiche presenti in vernici, detergenti, tessuti, copertine di libri e interni delle automobili, che l’Unione europea ha deciso di mettere al bando.

La decisione rappresenta il primo risultato dell’entrata in vigore di Reach, il nuovo regolamento europeo per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche.

Ma quali sono le sostanze nel mirino della Commissione? Si tratta degli ftalati Dehp, Bbp e Dbp, il musk xylene, l’Mda e l’Hbcdd: tutte ritenute pericolose in quanto cancerogene, tossiche per la riproduzione e dannose per l’ambiente. Non potranno dunque essere immesse sul mercato o utilizzate, a meno che non sia stata concessa un’autorizzazione per un uso specifico.

Ed ecco i possibili impieghi di queste sostanze. Il Musk xylene viene impiegato come ingrediente di detergenti, ammorbidenti, agenti smacchianti, deodoranti per la casa e altri prodotto di uso domestico. L’Mda (diamminodifenilmetano) è un agente indurente utilizzato nelle resine per rivestimenti, nella fabbricazione di alcuni tipi di tubazioni e anche in adesivi.

L’Hbcdd (esabromociclododecano) è un ritardante di fiamma presente nei pannelli isolanti nel settore delle costruzioni e nei veicoli a motore. È impiegato anche in applicazioni tessili come ignifugo in mobili imbottiti, interni e tessuti delle automobili.

Migliora invece la flessibilità di prodotti per interni ed esterni – come pavimenti, coperture, fili, cavi, tubi, profili, tessuti resinati – il Dehp (etilesil ftalato) che è anche utilizzato in adesivi, sigillanti, gomma, vernici e inchiostri da stampa.

Il Bbp (ftalato benzilico butilico) è un plastificante presente nei materiali utilizzati per la pavimentazione, per il rivestimento di pelle e tessuti, ma anche in adesivi, sigillanti, vernici e inchiostri per stampanti.

Si trova nei plastificanti utilizzati nelle applicazioni dei polimeri interni ed esterni, come i pavimenti, e prodotti tessili avanzati il Dbp (ftalato di butilico), la sesta sostanza a dover sparire dal mercato nello spazio di tre-cinque anni.

Le imprese che volessero continuare a far ricorso a tali materiali dovranno ottenere una specifica autorizzazione presentando una domanda all’Echa, l’Agenzia europea per la chimica che, dopo aver fatto la propria valutazione attraverso i comitati competenti, rimetterà la decisione finale alla Commissione europea. Per ottenere il via libera l’impresa dovrà dimostrare o di essere in grado di controllare i rischi collegati all’utilizzo della sostanza vietata oppure che i vantaggi per l’economia e la società sono superiori ai rischi.

di O.O.

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