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Rifiuti nucleari e radioattivi, recepita la direttiva Ue

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Sul fronte normativo arrivano ulteriori novità in materia di ambiente e sostanze pericolose. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Decreto legislativo n. 45/2014 che attua la direttiva quadro 2011/70/Euratom sulla gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Il decreto istituisce l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che di fatto, tranne poche differenze, ripropone il ritorno della soppressa Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn), mai divenuta realmente operativa.

La direttiva 2011/70/Euratom ha istituito un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, nell’intento di definire la classificazione nazionale dei rifiuti radioattivi presenti e futuri nel contesto degli standard internazionali e verificarne le misure di sicurezza. Sotto tale profilo, la gestione dei rifiuti radioattivi viene considerata quale parte integrante di una politica di utilizzo sicuro e sostenibile dell’energia nucleare per la produzione di energia elettrica e delle radiazioni ionizzanti nel campo della medicina, dell’industria, dell’agricoltura, della ricerca.

I 10 articoli del nuovo decreto sono perciò destinati a risistemare la materia della gestione dei rifiuti radioattivi, operando diverse abrogazioni e apportando modifiche estese ad alcuni provvedimenti, quali la legge 31 dicembre 1962, n. 1860 (“Impiego pacifico dell’energia nucleare”), il D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 230 (sull’attuazione delle direttive europee in materia di radiazioni ionizzanti) e il

D.Lgs 15 febbraio 2010, n. 31 (“Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”).

L’art. 6 del decreto n. 45 del 4 marzo 2014 è, invece, preposto all’istituzione dell’autorità di regolamentazione competente che viene individuata nell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin). L’Isin dovrà svolgere le funzioni e i compiti di autorità nazionale in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione stabiliti nella legislazione vigente, espletando, in particolare: le istruttorie connesse ai processi autorizzativi; le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non più in esercizio e in disattivazione, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attività connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attività d’impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive; l’emanazione, inoltre, delle certificazioni previste dalla normativa vigente in tema di trasporto di materie radioattive.

Inoltre l’Isin dovrà assicurare, attraverso idonei strumenti di formazione ed aggiornamento, il mantenimento e lo sviluppo delle competenze del proprio personale in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione; dovrà avere propri ispettori per l’esercizio delle relative funzioni; avvalersi delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; emanare delle guide tecniche e fornire supporto ai ministeri competenti nell’elaborazione di atti di rango legislativo nelle materie di competenza.

Dal quadro complessivo delle competenze e dei poteri attribuiti dal nuovo decreto all’Isin emerge una estrema “somiglianza” con l’Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) che, limitatamente al settore della sicurezza degli impianti nucleari, venne istituita dalla legge 99/2009 per essere poi soppressa – senza mai divenire operativa – in virtù del DL 201/2011.

Riguardo alle differenze tra l’Agenzia e l’Ispettorato, si rilevano, tra le altre: il diverso numero dei componenti delle due strutture collegiali (presidente, 4 componenti e collegio dei revisori, per l’Agenzia; direttore e consulta di 3 membri, per l’Ispettorato); la possibilità di nomina di un direttore generale con funzioni amministrative per l’Agenzia, non prevista per l’Isin; il rinvio dell’approvazione dello statuto dell’Agenzia ad un Dpcm, a fronte di una sostanziale autoregolamentazione dei profili organizzativi dell’Isin; l’alimentazione del fabbisogno di personale dell’Agenzia nel limite di 100 unità (50 dall’Ispra e 50 dall’Enea), a fronte del limite di 60 unità di personale per l’Isin.

Tornando gli ulteriori dettagli sul decreto di recepimento della direttiva 2011/70/Euratom, questo prevede anche l’estensione dell’ambito applicativo della disciplina autorizzatoria e di quella afferente alla sicurezza nucleare degli impianti nucleari, anche agli impianti di gestione del combustibile esaurito a dei rifiuti radioattivi. Inoltre demanda ad un decreto interministeriale l’adozione della classificazione dei rifiuti radioattivi, anche in relazione agli standard internazionali previsti in materia, nonché ad un Dpcm, da emanare entro il 31 dicembre 2014, la definizione e il periodico aggiornamento del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Infine, prevede il “Nulla osta per installazioni di deposito temporaneo o di impianti di gestione di rifiuti radioattivi ai fini dello smaltimento nell’ambiente” (ferme restando le disposizioni vigenti in materia di dichiarazione di compatibilità ambientale) per la costruzione, o comunque la costituzione e l’esercizio delle installazioni per il deposito temporaneo o di impianti di gestione, anche ai fini del loro smaltimento nell’ambiente, di rifiuti radioattivi provenienti da altre installazioni, anche proprie; il nulla osta preventivo deve provenire dal ministero per lo Sviluppo economico, di concerto con il Minambiente e i ministeri dell’interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute, sentite la regione o la provincia autonoma interessata e l’Isin.  

Riferimenti Editoriali


Linee guida Airm

Sorveglianza medica dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti

Il rischio derivante da esposizione alle radiazioni ionizzanti, tra i vari rischi lavorativi, è oggetto di normativa apposita, sia a livello sopranazionale che nazionale. L’Airm (Associazione italiana radioprotezione medica) ha realizzato per i medici autorizzati e per i medici competenti le linee guida che costituiscono la base scientifica, normativa ed operativa della loro attività.

Autore:   •   Editore: Ipsoa Indicitalia   •   Anno:

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