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Residui chimici nelle uova di falco pellegrino

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È la prova che queste sostanze, ampiamente usate nell’industria, entrano nella catena alimentare e si accumulano passando da una specie all’altra. Un team di ricerca, che ha pubblicato il proprio studio sulla rivista Environmental Science & Technology, ha rilevato per la prima volta la presenza di alcuni ritardanti di fiamma nelle uova di falco pellegrino (Falco peregrinus) in Spagna e Canada.

I ritardanti di fiamma sono sostanze chimiche che vengono aggiunte ai tessuti e la plastica per impedire loro di prendere fuoco facilmente, ma possono diventare altamente tossici. Il team ha prelevato le uova in Canada, in prossimità dei Grandi Laghi, e in Spagna a Guadalajara e Bilbao.

“I livelli di sostanze tossiche sono stati leggermente superiori a Bilbao rispetto a Guadalajara – ha affermato Ethel Eljarrat dell’Istituto di ricerca spagnolo Idaea-Csic -. Riteniamo che sia a causa della differenza nella dieta dei falchi, principalmente acquatica nel primo caso e terrestre nel secondo. In effetti, i pesci tendono a essere più inquinati, e se un altro animale li mangia accumula maggiori sostanze nocive”.

La scelta di analizzare le uova di questo falconide non è stata causale: la sopravvivenza della specie è infatti minacciata in diverse aree dell’emisfero settentrionale. I falchi sono particolarmente vulnerabili ai pesticidi, inoltre si trovano in cima alla catena alimentare e accumulano sostanze attraverso le loro prede.

I risultati della ricerca sembrano contenere l’evidenza del fenomeno noto come ioaccumulazione, il processo che porta certe sostanze a concentrarsi negli organismi viventi e a passare da una specie all’altra attraverso la catena alimentare.

O.O.

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