REACH: ecco le sanzioni per la mancata applicazione del regolamento comunitario | Chimici.info

REACH: ecco le sanzioni per la mancata applicazione del regolamento comunitario

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È stato pubblicato il decreto che disciplina nel territorio nazionale le sanzioni dovute alla mancata applicazione del REACH. Si tratta del D.Lgs. n.133, pubblicato sulla G.U. del 24 settembre 2009, con il quale l’Italia adempie agli artt. 125 e 126 del REACH che impongono agli Stati membri di definire la disciplina sanzionatoria.

REACH è l’acronimo di Registration, Evalutation, Auhtorization of Chemical, in altre parole registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche. Il Regolamento REACH è entrato in vigore l’1 giugno 2007 e ha l’obiettivo di razionalizzare e migliorare il precedente quadro legislativo in materia di sostanze chimiche dell’Unione europea. Il REACH istituisce inoltre l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) che svolge un ruolo centrale di coordinamento e di attuazione nell’intero processo. L’ECHA ha sede a Helsinki (Finlandia) e ha il compito di gestire i processi di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, al fine di garantirne la coerenza in tutta l’Unione europea.

Il quadro sanzionatorio si presenta piuttosto severo, con sanzioni amministrative fino a 90.000 € per l’inadempienza alla maggior parte degli obblighi del regolamento, anche per quanto riguarda i semplici utilizzatori di sostanze chimiche. La mancata registrazione è punita con una sanzione di almeno 15.000 €, ma viene sanzionato con almeno 10.000 € di multa anche la mancata fornitura di scheda di sicurezza (dove prescritta), o con almeno 3.000 € la mancata fornitura della scheda di sicurezza in lingua italiana.

Vera novità l’introduzione di reati penali in violazione alle disposizioni sulle restrizioni all’uso (quelle della “vecchia” direttiva 76/79/CEE) e sull’autorizzazione (introdotta dal REACH e ancora non a pieno regime), che prevede fino a 3 mesi di arresto ed ammende fino a 150.000 €.

L’introduzione di reati penali, pur in linea con quanto deciso negli altri paesi europei, può avere un forte impatto sul nostro sistema produttivo. Se è vero che in Germania le sanzioni penali sono anche più severe, va evidenziato che l’industria chimica italiana è il più delle volte piccola e media e formata da semplici utilizzatori o importatori, e non da grandi multinazionali produttrici di sostanze chimiche.

In tabella una sintesi semplificata delle principali sanzioni, con particolare attenzione agli utilizzatori a valle ed agli importatori.

Fonte: Sole24ore

Scarica le tabelle delle sanzioni

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