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Progetto Amianto, l’Iss fa il punto

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Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto in Italia e le ricadute possibili per la salute dei lavoratori e della popolazione a contatto con materiali contenenti amianto, fluoro-edenite e fibre simili: di questo si è parlato lo scorso 12 Dicembre 2013 in un convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità. Organizzato insieme al Ministero della Salute, all’Inail e all’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, il convegno ha rappresentato un’occasione preziosa per fotografare lo stato dell’arte in tema di amianto nel nostro Paese: dalle discariche e centri di stoccaggio al monitoraggio delle bonifiche (con particolare riferimento ai casi della Toscana e del Lazio), dagli impianti di inertizzazione dell’amianto e a casi specifici come quello di Casale Monferrato.

“L’Iss è stato sempre in prima linea sulle problematiche connesse all’esposizione a fibre di amianto, e le ricerche che si sono svolte in questo Istituto hanno contribuito sicuramente anche alla sua messa al bando negli anni Novanta”, ha spiegato la Dr.ssa Loredana Musmeci, Direttore del dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss. “Oggi uno dei problemi maggiori è rappresentato dalla dismissione dei manufatti in cemento amianto, di cui si stima che in Italia siano ancora oggi in uso circa 30 milioni di tonnellate, secondo dati Arpa Emilia Romagna. La dimensione del problema è enorme e uno dei punti chiave è: dove e come smaltirli?”.

Il convegno rientra all’interno del Progetto Amianto, coordinato dall’Iss e finanziato dal Ministero della Salute, parte integrante del Piano nazionale amianto, che definisce le linee di azioni da intraprendere a breve e medio termine. Tra le problematiche ancora aperte della gestione del rischio da amianto in Italia, vi sono l’esposizione ambientale residua dopo il bando dell’amianto (sancito dall’entrata in vigore della legge 257 del 1992); l’individuazione delle metodologie più efficaci per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica e dei sistemi innovativi di diagnosi e cura delle malattie correlate all’esposizione ad amianto; la cooperazione con i Paesi in cui l’uso dell’amianto è ancora consentito.

“Il Progetto è a buon punto”, prosegue Musmeci, “e le prime risultanze saranno disponibili nella primavera 2014. Per la parte ambientale dell’Iss sono stati individuati i siti in cui si farà il monitoraggio e si è proceduto ai sopralluoghi, per i quali ci si è accordati con gli enti territoriali. A breve, inoltre, saranno posizionati i campionatori”.

Tutte le relazioni e le presentazioni del convegno sono disponibili online nel portale del Progetto Amianto.

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